{"id":869,"date":"2008-04-28T01:00:00","date_gmt":"2008-04-28T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/102089381"},"modified":"2026-07-01T18:43:18","modified_gmt":"2026-07-01T18:43:18","slug":"fr-cantalamessa-farsi-paracliti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=869","title":{"rendered":"Fr. Cantalamessa &#8211; Farsi paracliti"},"content":{"rendered":"<p>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.cantalamessa.org\/multimedia\/video\/Turchia10.jpg\" title=\"Le ragioni della speranza\" style=\"border: 1px solid #f5b809; margin: 5px; float: left; width: 100px; height: 73px\" height=\"73\" width=\"100\" \/><span class=\"highlight\">Le ragioni della speranza<\/span>\n<\/p>\n<p>\nOmelia di fr. Cantalamessa per la sesta domenica dopo Pasqua.\n<\/p>\n<p>\n<b>Guarda il filmato.<\/b>&nbsp;\n<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"center\">\n{moseasymedia media=http:\/\/www.cantalamessa.org\/multimedia\/video\/Punt.26.04.08.flv}\n<\/p>\n<p>\n{slide=Leggi l&#8217;omelia}<br \/>\n\n<\/p>\n<h4>\nVI Domenica di Pasqua<br \/>\nA &#8211; 27\/04\/2008<br \/>\n<\/h4>\n<h4>Atti 8,5-8.14-17; 1 Pietro 3,15-18; Giovanni 14, 15-21<\/h4>\n<div align=\"justify\">\n&nbsp;\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\nNel Vangelo Ges&ugrave; parla dello Spirito Santo ai discepoli con il termine<br \/>\ndi Paraclito che significa ora consolatore, ora difensore, ora le due<br \/>\ncose insieme. Nell&rsquo;Antico Testamento, Dio &egrave; il grande consolatore del<br \/>\nsuo popolo. Questo &ldquo;Dio della consolazione&rdquo; (Rom 15, 4), si &egrave;<br \/>\n&ldquo;incarnato&rdquo; in Ges&ugrave; Cristo che si definisce infatti il primo<br \/>\nconsolatore o Paraclito (Gv 14, 15). Lo Spirito Santo, essendo colui<br \/>\nche continua l&rsquo;opera di Cristo e che porta a compimento le opere comuni<br \/>\ndella Trinit&agrave;, non poteva non definirsi, anche lui, Consolatore, &ldquo;il<br \/>\nConsolatore che rimarr&agrave; con voi per sempre&rdquo;, come lo definisce Ges&ugrave;. La<br \/>\nChiesa intera, dopo la Pasqua, ha fatto un&rsquo;esperienza viva e forte<br \/>\ndello Spirito come consolatore, difensore, alleato, nelle difficolt&agrave;<br \/>\nesterne ed interne, nelle persecuzioni, nei processi, nella vita di<br \/>\nogni giorno. Negli Atti leggiamo: &ldquo;La Chiesa cresceva e camminava nel<br \/>\ntimore del Signore, colma della consolazione (paraclesis!) dello<br \/>\nSpirito Santo&rdquo; (At 9, 31).<\/p>\n<p>Dobbiamo ora tirare da ci&ograve; una conseguenza pratica per la vita. Bisogna<br \/>\ndiventare noi stessi dei paracliti! Se &egrave; vero che il cristiano deve<br \/>\nessere &ldquo;un altro Cristo&rdquo;, &egrave; altrettanto vero che deve essere un &ldquo;altro<br \/>\nParaclito&rdquo;. Lo Spirito Santo non solo ci consola, ma ci rende anche<br \/>\ncapaci di consolare a nostra volta gli altri. La consolazione vera<br \/>\nviene da Dio che &egrave; il &ldquo;Padre di ogni consolazione&rdquo;. Viene su chi &egrave;<br \/>\nnell&rsquo;afflizione; ma non si arresta in lui; il suo scopo ultimo &egrave;<br \/>\nraggiunto quando chi ha sperimentato la consolazione se ne serve per<br \/>\nconsolare sua volta, il prossimo, con la consolazione stessa con cui<br \/>\nlui &egrave; stato consolato da Dio. Non contentandosi, cio&egrave;, di ripetere<br \/>\nsterili parole di circostanza che lasciano il terreno che trovano<br \/>\n(&ldquo;coraggio, non avvilirti; vedrai che tutto si risolver&agrave; per il<br \/>\nmeglio&rdquo;!), ma trasmettendo l&rsquo;autentica &ldquo;consolazione che viene dalle<br \/>\nScritture&rdquo;, capace di &ldquo;tener viva la speranza&rdquo; (cfr. Rom 15,4). Cos&igrave; si<br \/>\nspiegano i miracoli che una semplice parola o un gesto, posti in clima<br \/>\ndi preghiera, sono capaci di operare accanto al capezzale di un<br \/>\nammalato. &Egrave; Dio che sta consolando quella persona attraverso di te!<\/p>\n<p>In un certo senso, lo Spirito Santo ha bisogno di noi, per essere<br \/>\nParaclito. Egli vuole consolare, difendere, esortare; ma non ha bocca,<br \/>\nmani, occhi per &ldquo;dare corpo&rdquo; alla sua consolazione. O meglio, ha le<br \/>\nnostre mani, i nostri occhi, la nostra bocca. La frase dell&rsquo;Apostolo ai<br \/>\ncristiani di Tessalonica: &ldquo;Consolatevi a vicenda&rdquo; (1 Tess 5,11), stando<br \/>\nalla lettera, si dovrebbe tradurre: &ldquo;siate dei paracliti gli uni per<br \/>\ngli altri. Se la consolazione che riceviamo dallo Spirito non passa da<br \/>\nnoi ad altri, se vogliamo trattenerla egoisticamente solo per noi, essa<br \/>\nben presto si corrompe. Ecco perch&eacute; una bella preghiera, attribuita a<br \/>\nsan Francesco d&rsquo;Assisi, dice: &ldquo;Che io non cerchi tanto di essere<br \/>\nconsolato, quanto di consolare; di essere compreso, quanto di<br \/>\ncomprendere, di essere amato, quanto di amare&#8230;&rdquo;.<\/p>\n<p>Alla luce di quello che ho detto, non &egrave; difficile scoprire chi sono<br \/>\noggi, intorno a noi, i paracliti. Sono quelli che si chinano sui malati<br \/>\nterminali, sui malati di AIDS, che si preoccupano di alleviare la<br \/>\nsolitudine degli anziani, i volontari che dedicano il loro tempo alle<br \/>\nvisite negli ospedali. Quelli che si dedicano ai bambini vittime di<br \/>\nabusi di ogni genere, dentro e fuori casa. Terminiamo questa<br \/>\nriflessione, con i primi versi della Sequenza di Pentecoste, dove lo<br \/>\nSpirito Santo &egrave; invocato come il &ldquo;consolatore perfetto&rdquo;:<\/p>\n<p>\n&ldquo;Vieni, padre dei poveri, vieni datore dei doni, vieni luce dei cuori.<br \/>\nConsolatore perfetto; ospite dolce dell&rsquo;anima, dolcissimo sollievo.<br \/>\nNella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto conforto&rdquo;.\n<\/div>\n<p class=\"stickynote\">\nFonte:<br \/>\nhttp:\/\/www.cantalamessa.org\/it\/omelieView.php?id=299\n<\/p>\n<p>\n{\/slide}&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ragioni della speranza Omelia di fr. 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