{"id":493,"date":"2008-10-06T11:49:08","date_gmt":"2008-10-06T11:49:08","guid":{"rendered":"http:\/\/411474624"},"modified":"2026-07-01T18:38:33","modified_gmt":"2026-07-01T18:38:33","slug":"solenne-inaugurazione-del-sinodo-dei-vescovi-concelebrazione-della-santa-messa-nella-basilica-di-san-paolo-fuori-le-mura-omelia-del-santo-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=493","title":{"rendered":"Solenne inaugurazione del Sinodo dei Vescovi: Concelebrazione della Santa Messa nella Basilica di San Paolo fuori le Mura &#8211; Omelia del Santo Padre"},"content":{"rendered":"<p>5 ottobre 2008: Cappella Papale per l&#8217;apertura della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>{audio}http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00132711.MP3{\/audio}<\/p>\n<p>Apri il file in una finestra {mgmediabot2}path=http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00132711.MP3|popup=pop-up|width=300|height=300{\/mgmediabot2}<\/p>\n<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">CAPPELLA PAPALE PER L&#8217;APERTURA DELLA XII ASSEMBLEA GENERALE<br \/>ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/homilies\/2008\/documents\/hf_ben-xvi_hom_20081005_apertura-sinodo_it.html\">OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI<\/a><\/p>\n<p>Basilica di San Paolo fuori le Mura<br \/>Domenica, 5 ottobre 2008<\/p>\n<\/p>\n<p>Venerati Fratelli nell&#8217;Episcopato e nel Sacerdozio,<br \/>cari fratelli e sorelle!<\/p>\n<p>La prima Lettura, tratta dal libro del profeta Isaia, come pure la pagina del Vangelo secondo Matteo, hanno proposto alla nostra assemblea liturgica una suggestiva immagine allegorica della Sacra Scrittura: l&#8217;immagine della vigna, di cui abbiamo gi\u00e0 sentito parlare nelle domeniche precedenti. La pericope iniziale del racconto evangelico fa riferimento al &#8220;cantico della vigna&#8221; che troviamo in Isaia. Si tratta di un canto ambientato nel contesto autunnale della vendemmia: un piccolo capolavoro della poesia ebraica, che doveva essere assai familiare agli ascoltatori di Ges\u00f9 e dal quale, come da altri riferimenti dei profeti (cfr Os 10,1; Ger 2,21; Ez 17,3-0; 19,10-14; Sal 79,9-17), si capiva bene che la vigna indicava Israele. Alla sua vigna, al popolo che si \u00e8 scelto, Iddio riserva le stesse cure che uno sposo fedele prodiga alla sua sposa (cfr Ez 16,1-14; Ef 5,25-33).<\/p>\n<p>L&#8217;immagine della vigna, insieme a quella delle nozze, descrive dunque il progetto divino della salvezza, e si pone come una commovente allegoria dell&#8217;alleanza di Dio con il suo popolo. Nel Vangelo, Ges\u00f9 riprende il cantico di Isaia, ma lo adatta ai suoi ascoltatori e alla nuova ora della storia della salvezza. L&#8217;accento non \u00e8 tanto sulla vigna quanto piuttosto sui vignaioli, ai quali i &#8220;servi&#8221; del padrone chiedono, a suo nome, il canone di affitto. I servi per\u00f2 vengono maltrattati e persino uccisi. Come non pensare alle vicende del popolo eletto e alla sorte riservata ai profeti inviati da Dio? Alla fine, il proprietario della vigna compie l&#8217;ultimo tentativo: manda il proprio figlio, convinto che ascolteranno almeno lui. Accade invece il contrario: i vignaioli lo uccidono proprio perch\u00e9 \u00e8 il figlio, cio\u00e8 l&#8217;erede, convinti di potersi cos\u00ec impossessare facilmente della vigna. Assistiamo pertanto ad un salto di qualit\u00e0 rispetto all&#8217;accusa di violazione della giustizia sociale, quale emerge dal cantico di Isaia. Qui vediamo chiaramente come il disprezzo per l&#8217;ordine impartito dal padrone si trasformi in disprezzo verso di lui: non \u00e8 la semplice disubbidienza ad un precetto divino, \u00e8 il vero e proprio rigetto di Dio: appare il mistero della Croce.<\/p>\n<p>Quanto denuncia la pagina evangelica interpella il nostro modo di pensare e di agire. Non parla solo dell'&#8221;ora&#8221; di Cristo, del mistero della Croce in quel momento, ma della presenza della Croce in tutti i tempi. Interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto l&#8217;annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti. In conseguenza di ci\u00f2, Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo. E&#8217; spontaneo pensare, in questo contesto, al primo annuncio del Vangelo, da cui scaturirono comunit\u00e0 cristiane inizialmente fiorenti, che sono poi scomparse e sono oggi ricordate solo nei libri di storia. Non potrebbe avvenire la stessa cosa in questa nostra epoca? Nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno smarrendo la propria identit\u00e0, sotto l&#8217;influenza deleteria e distruttiva di una certa cultura moderna. Vi \u00e8 chi, avendo deciso che &#8220;Dio \u00e8 morto&#8221;, dichiara &#8220;dio&#8221; se stesso, ritenendosi l&#8217;unico artefice del proprio destino, il proprietario assoluto del mondo. Sbarazzandosi di Dio e non attendendo da Lui la salvezza, l&#8217;uomo crede di poter fare ci\u00f2 che gli piace e di potersi porre come sola misura di se stesso e del proprio agire. Ma quando l&#8217;uomo elimina Dio dal proprio orizzonte, dichiara Dio &#8220;morto&#8221;, \u00e8 veramente pi\u00f9 felice? Diventa veramente pi\u00f9 libero? Quando gli uomini si proclamano proprietari assoluti di se stessi e unici padroni del creato, possono veramente costruire una societ\u00e0 dove regnino la libert\u00e0, la giustizia e la pace? Non avviene piuttosto &#8211; come la cronaca quotidiana dimostra ampiamente &#8211; che si estendano l&#8217;arbitrio del potere, gli interessi egoistici, l&#8217;ingiustizia e lo sfruttamento, la violenza in ogni sua espressione? Il punto d&#8217;arrivo, alla fine, \u00e8 che l&#8217;uomo si ritrova pi\u00f9 solo e la societ\u00e0 pi\u00f9 divisa e confusa.<\/p>\n<p>Ma nelle parole di Ges\u00f9 vi \u00e8 una promessa: la vigna non sar\u00e0 distrutta. Mentre abbandona al loro destino i vignaioli infedeli, il padrone non si distacca dalla sua vigna e l&#8217;affida ad altri suoi servi fedeli. Questo indica che, se in alcune regioni la fede si affievolisce sino ad estinguersi, vi saranno sempre altri popoli pronti ad accoglierla. Proprio per questo Ges\u00f9, mentre cita il Salmo 117 [118]: &#8220;La pietra che i costruttori hanno scartata \u00e8 diventata testata d&#8217;angolo&#8221; (v. 22), assicura che la sua morte non sar\u00e0 la sconfitta di Dio. Ucciso, Egli non rester\u00e0 nella tomba, anzi, proprio quella che sembrer\u00e0 essere una totale disfatta, segner\u00e0 l&#8217;inizio di una definitiva vittoria. Alla sua dolorosa passione e morte in croce seguir\u00e0 la gloria della risurrezione. La vigna continuer\u00e0 allora a produrre uva e sar\u00e0 data in affitto dal padrone &#8220;ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo&#8221; (Mt 21,41).<\/p>\n<p>L&#8217;immagine della vigna, con le sue implicazioni morali, dottrinali e spirituali, ritorner\u00e0 nel discorso dell&#8217;Ultima Cena, quando, congedandosi dagli Apostoli, il Signore dir\u00e0: &#8220;Io sono la vite vera e il Padre mio \u00e8 l&#8217;agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto lo pota, perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto&#8221; (Gv 15,1-2). A partire dall&#8217;evento pasquale la storia della salvezza conoscer\u00e0 dunque una svolta decisiva, e ne saranno protagonisti quegli &#8220;altri contadini&#8221; che, innestati come scelti germogli in Cristo, vera vite, porteranno frutti abbondanti di vita eterna (cfr Orazione colletta). Tra questi &#8220;contadini&#8221; ci siamo anche noi, innestati in Cristo, che volle divenire Egli stesso la &#8220;vera vite&#8221;. Preghiamo che il Signore che ci d\u00e0 il suo sangue, Se stesso, nell&#8217;Eucaristia, ci aiuti a &#8220;portare frutto&#8221; per la vita eterna e per questo nostro tempo.<\/p>\n<p>Il consolante messaggio che raccogliamo da questi testi biblici \u00e8 la certezza che il male e la morte non hanno l&#8217;ultima parola, ma a vincere alla fine \u00e8 Cristo. Sempre! La Chiesa non si stanca di proclamare questa Buona Novella, come avviene anche quest&#8217;oggi, in questa Basilica dedicata all&#8217;Apostolo delle genti, che per primo diffuse il Vangelo in vaste regioni dell&#8217;Asia minore e dell&#8217;Europa. Rinnoveremo in modo significativo questo annuncio durante la XII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che ha come tema: &#8220;La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa&#8221;. Vorrei qui salutare con affetto cordiale tutti voi, venerati Padri sinodali, e quanti prendete parte a questo incontro come esperti, uditori e invitati speciali. Sono lieto inoltre di accogliere i Delegati fraterni delle altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali. Al Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi ed ai suoi collaboratori va l&#8217;espressione della riconoscenza di tutti noi per l&#8217;impegnativo lavoro svolto in questi mesi, insieme con un augurio per le fatiche che li attendono nelle prossime settimane.<\/p>\n<p>Quando Dio parla, sollecita sempre una risposta; la sua azione di salvezza richiede l&#8217;umana cooperazione; il suo amore attende corrispondenza. Che non debba mai accadere, cari fratelli e sorelle, quanto narra il testo biblico a proposito della vigna: &#8220;Aspett\u00f2 che producesse uva, produsse, invece, acini acerbi&#8221; (cfr Is 5,2). Solo la Parola di Dio pu\u00f2 cambiare in profondit\u00e0 il cuore dell&#8217;uomo, ed \u00e8 importante allora che con essa entrino in una intimit\u00e0 sempre crescente i singoli credenti e le comunit\u00e0. L&#8217;Assemblea sinodale volger\u00e0 la sua attenzione a questa verit\u00e0 fondamentale per la vita e la missione della Chiesa. Nutrirsi della Parola di Dio \u00e8 per essa il compito primo e fondamentale. In effetti, se l&#8217;annuncio del Vangelo costituisce la sua ragione d&#8217;essere e la sua missione, \u00e8 indispensabile che la Chiesa conosca e viva ci\u00f2 che annuncia, perch\u00e9 la sua predicazione sia credibile, nonostante le debolezze e le povert\u00e0 degli uomini che la compongono. Sappiamo, inoltre, che l&#8217;annuncio della Parola, alla scuola di Cristo, ha come suo contenuto il Regno di Dio (cfr Mc 1,14-15), ma il Regno di Dio \u00e8 la stessa persona di Ges\u00f9, che con le sue parole e le sue opere offre la salvezza agli uomini di ogni epoca. Interessante \u00e8 al riguardo la considerazione di san Girolamo: &#8220;Colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio n\u00e9 la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo&#8221; (Prologo al commento del profeta Isaia: PL 24,17).<\/p>\n<p>In questo Anno Paolino sentiremo risuonare con particolare urgenza il grido dell&#8217;Apostolo delle genti: &#8220;Guai a me se non predicassi il Vangelo&#8221; (1 Cor 9,16); grido che per ogni cristiano diventa invito insistente a porsi al servizio di Cristo. &#8220;La messe \u00e8 molta&#8221; (Mt 9,37), ripete anche oggi il Divin Maestro: tanti non Lo hanno ancora incontrato e sono in attesa del primo annuncio del suo Vangelo; altri, pur avendo ricevuto una formazione cristiana, si sono affievoliti nell&#8217;entusiasmo e conservano con la Parola di Dio un contatto soltanto superficiale; altri ancora si sono allontanati dalla pratica della fede e necessitano di una nuova evangelizzazione. Non mancano poi persone di retto sentire che si pongono domande essenziali sul senso della vita e della morte, domande alle quali solo Cristo pu\u00f2 fornire risposte appaganti. Diviene allora indispensabile per i cristiani di ogni continente essere pronti a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che \u00e8 in loro (cfr 1 Pt 3,15), annunciando con gioia la Parola di Dio e vivendo senza compromessi il Vangelo.<\/p>\n<p>Venerati e cari Fratelli, ci aiuti il Signore ad interrogarci insieme, durante le prossime settimane di lavori sinodali, su come rendere sempre pi\u00f9 efficace l&#8217;annuncio del Vangelo in questo nostro tempo. Avvertiamo tutti quanto sia necessario porre al centro della nostra vita la Parola di Dio, accogliere Cristo come unico nostro Redentore, come Regno di Dio in persona, per far s\u00ec che la sua luce illumini ogni ambito dell&#8217;umanit\u00e0: dalla famiglia alla scuola, alla cultura, al lavoro, al tempo libero e agli altri settori della societ\u00e0 e della nostra vita. Partecipando alla Celebrazione eucaristica, avvertiamo sempre lo stretto legame che esiste tra l&#8217;annuncio della Parola di Dio e il Sacrificio eucaristico: \u00e8 lo stesso Mistero che viene offerto alla nostra contemplazione. Ecco perch\u00e9 &#8220;la Chiesa &#8211; come pone in luce il Concilio Vaticano II &#8211; ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso del Signore, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli&#8221;. Giustamente il Concilio conclude: &#8220;Come dall&#8217;assidua frequenza del mistero eucaristico si accresce la vita della Chiesa, cos\u00ec \u00e8 lecito sperare nuovo impulso di vita spirituale dall&#8217;accresciuta venerazione della Parola di Dio, che \u00abpermane in eterno\u00bb&#8221; (Dei Verbum, 21.26).<\/p>\n<p>Ci conceda il Signore di accostarci con fede alla duplice mensa della Parola e del Corpo e Sangue di Cristo. Ci ottenga questo dono Maria Santissima, che &#8220;serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore&#8221; (Lc 2,19). Sia Lei ad insegnarci ad ascoltare le Scritture e a meditarle in un processo interiore di maturazione, che mai separi l&#8217;intelligenza dal cuore. Vengano in nostro aiuto anche i Santi, in particolare l&#8217;Apostolo Paolo, che durante quest&#8217;anno andiamo sempre pi\u00f9 scoprendo come intrepido testimone e araldo della Parola di Dio. Amen!<\/p>\n<\/p>\n<p>\u00a9 Copyright 2008 &#8211; Libreria Editrice Vaticana<\/p>\n<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>5 ottobre 2008: Cappella Papale per l&#8217;apertura della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[11,4],"tags":[],"class_list":["post-493","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-11","category-audio-cattolici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/493","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=493"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/493\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}