{"id":442,"date":"2008-09-01T00:00:00","date_gmt":"2008-08-31T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/1133178923"},"modified":"2026-07-01T18:39:03","modified_gmt":"2026-07-01T18:39:03","slug":"il-cuore-di-gesu-pace-dei-cristiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=442","title":{"rendered":"Il cuore di Ges\u00f9, pace dei cristiani"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il testo dell&#8217;omelia di san Josemar\u00eda &#8220;Il cuore di Ges\u00f9, pace dei cristiani&#8221;, raccolta nel libro di omelie &#8220;E&#8217; Ges\u00f9 che passa&#8221; edizioni Ares. Sopra il testo \u00e8 presente il link per scaricare l&#8217;audio integrale dell&#8217;omelia.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p>{audio}http:\/\/multimedia.opusdei.org\/audio\/it\/gesu_che_passa_16_il_cuore_di_gesu_pace_dei_cristiani.mp3{\/audio}<\/p>\n<p>Oppure ascolta in una {mgmediabot2}path=http:\/\/multimedia.opusdei.org\/audio\/it\/gesu_che_passa_16_il_cuore_di_gesu_pace_dei_cristiani.mp3|popup=finestra pop-up|width=300|height=50{\/mgmediabot2}<\/p>\n<\/p>\n<p><span class=\"dropcap\"> D<\/span>io Padre si \u00e8 degnato di concederci, nel cuore di suo Figlio, <em>infinitos dilectionis thesauros<\/em>,<br \/>\ntesori inesauribili di amore, di misericordia, di tenerezza. Per<br \/>\nconvincerci dell&#8217;evidenza dell&#8217;amor di Dio \u2014 che non solo ascolta le<br \/>\nnostre preghiere, ma le previene \u2014 basta seguire il ragionamento di san<br \/>\nPaolo: <em>Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci doner\u00e0 ogni cosa insieme con Lui?<\/em>.<\/p>\n<p> La grazia rinnova l&#8217;uomo dall&#8217;interno e lo converte, da peccatore e<br \/>\nribelle, in servo buono e fedele. E fonte di ogni grazia \u00e8 l&#8217;amore che<br \/>\nDio nutre per noi e che Egli stesso ci ha rivelato, non soltanto con le<br \/>\nparole, ma con i fatti. L&#8217;amore divino fa s\u00ec che la seconda persona<br \/>\ndella Santissima Trinit\u00e0, il Verbo Figlio di Dio Padre, prenda la<br \/>\nnostra carne, e cio\u00e8 la nostra condizione umana, eccetto il peccato. E<br \/>\nil Verbo, Parola di Dio, \u00e8 <em>Verbum spirans amorem<\/em>, la parola dalla quale procede l&#8217;Amore.<\/p>\n<p> L&#8217;amore ci si rivela nell&#8217;Incarnazione, nel cammino redentore di Ges\u00f9<br \/>\nCristo sulla nostra terra, fino al sacrificio supremo della Croce. E,<br \/>\nsulla Croce, si manifesta con un nuovo segno: <em>Uno dei soldati gli colp\u00ec il costato con la lancia e subito ne usc\u00ec sangue e acqua<\/em>. Acqua e sangue di Ges\u00f9 che ci parlano di una donazione realizzata sino in fondo, sino al <em>consummatum est<\/em>: tutto \u00e8 compiuto, per amore.<\/p>\n<p> Nella festa di oggi, considerando ancora una volta i misteri centrali<br \/>\ndella nostra fede, ci meravigliamo del modo in cui le realt\u00e0 pi\u00f9<br \/>\nprofonde \u2014 l&#8217;amore di Dio Padre che dona il Figlio, e l&#8217;amore del<br \/>\nFiglio che cammina sereno verso il Calvario \u2014 si traducano in gesti<br \/>\ncos\u00ec alla portata degli uomini. Dio non si rivolge a noi in<br \/>\natteggiamento di potenza e di dominio; viene a noi <em>assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini<\/em>.<\/p>\n<p> Ges\u00f9 non si mostra mai lontano o altezzoso anche se nei suoi anni di<br \/>\npredicazione lo vediamo a volte indignato e addolorato per la malvagit\u00e0<br \/>\ndegli uomini. Ma, se facciamo attenzione, vediamo subito che il suo<br \/>\nsdegno e la sua ira nascono dall&#8217;amore: sono un ulteriore invito a<br \/>\nuscire dall&#8217;infedelt\u00e0 e dal peccato. <em>Forse che io ho piacere della morte del malvagio \u2014 dice il Signore Dio \u2014 o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?<\/em>.<\/p>\n<p> Queste parole ci spiegano tutta la vita di Cristo e ci fanno<br \/>\ncomprendere perch\u00e9 si \u00e8 presentato a noi con un cuore di carne, con un<br \/>\ncuore come il nostro, sicura prova di amore e testimonianza costante<br \/>\ndel mistero inenarrabile della carit\u00e0 divina.<\/p>\n<p> 163 Non posso fare a meno di confidarvi una cosa che mi fa soffrire e<br \/>\nmi spinge ad agire: pensare agli uomini che ancora non conoscono<br \/>\nCristo, che non riescono ancora a intuire la profondit\u00e0 del tesoro che<br \/>\nci attende nel Cielo, e che camminano sulla terra come ciechi,<br \/>\ninseguendo una gioia della quale ignorano il vero volto o perdendosi<br \/>\nper strade che li allontanano dall&#8217;autentica felicit\u00e0. Capisco bene ci\u00f2<br \/>\nche l&#8217;apostolo Paolo dovette provare quella notte nella citt\u00e0 di<br \/>\nTroade, quando in sogno ebbe una visione: <em>Gli<br \/>\nstava davanti un Macedone e lo supplicava: \u00ab Passa in Macedonia e<br \/>\naiutaci! \u00bb. Dopo che ebbe avuto questa visione, subito cercammo<\/em> \u2014 Paolo e Timoteo \u2014 <em>di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci aveva chiamati ad annunciarvi la parola del Signore<\/em>.<\/p>\n<p> Non sentite anche voi che Dio ci chiama, che ci urge, per mezzo di<br \/>\ntutto ci\u00f2 che accade attorno a noi, a proclamare la buona novella della<br \/>\nvenuta di Ges\u00f9? Ma, a volte, noi cristiani rimpiccioliamo la nostra<br \/>\nvocazione, cadiamo nella superficialit\u00e0, perdiamo il tempo in dispute e<br \/>\ncontese. O, peggio ancora, non manca chi si scandalizza falsamente per<br \/>\nil modo in cui alcuni vivono certi aspetti della fede o determinate<br \/>\ndevozioni e, invece di aprir nuove strade sforzandosi essi stessi di<br \/>\nviverle nella maniera che ritengono retta, si dedicano a criticare e a<br \/>\ndistruggere. Certamente possono verificarsi, e di fatto si verificano,<br \/>\ndelle manchevolezze nella vita dei cristiani. Ma ci\u00f2 che importa non<br \/>\nsiamo noi con le nostre miserie: l&#8217;unica cosa che conta \u00e8 Lui, Ges\u00f9. \u00c8<br \/>\ndi Cristo che dobbiamo parlare, non di noi stessi.<\/p>\n<p> Queste riflessioni mi vengono suggerite da alcune voci intorno a una<br \/>\nsupposta &#8220;crisi&#8221; della devozione al Sacro Cuore di Ges\u00f9. Tale crisi non<br \/>\nesiste; la vera devozione \u00e8 stata ed \u00e8 tuttora un atteggiamento vivo,<br \/>\npieno di senso umano e di senso soprannaturale. I suoi frutti sono,<br \/>\nieri come oggi, frutti saporosi di conversione e di donazione, di<br \/>\ncompimento della volont\u00e0 di Dio, di penetrazione amorosa dei misteri<br \/>\ndella Redenzione.<\/p>\n<p> Cosa ben diversa sono invece le manifestazioni di certo sentimentalismo<br \/>\ninefficace, carente di dottrina e impastato di pietismo. Nemmeno a me<br \/>\npiacciono quelle immagini leccate, quelle figure del Sacro Cuore che<br \/>\nnon possono ispirare alcuna devozione a persone dotate di buon senso<br \/>\numano e soprannaturale. Ma non si d\u00e0 prova di correttezza logica quando<br \/>\nsi trasformano certi abusi pratici, destinati a estinguersi da soli, in<br \/>\nproblemi dottrinali e teologici.<\/p>\n<p> Se crisi c&#8217;\u00e8, \u00e8 quella del cuore degli uomini, che non riescono \u2014 per<br \/>\nmiopia, per egoismo, per ristrettezza di orizzonti \u2014 a intravvedere<br \/>\nl&#8217;insondabile amore di Cristo nostro Signore. La liturgia con cui la<br \/>\nSanta Chiesa celebra, fin dalla sua istituzione, la festa del Sacro<br \/>\nCuore, ha sempre offerto l&#8217;alimento della vera piet\u00e0 raccogliendo come<br \/>\nlettura della Messa un testo di san Paolo che ci propone tutto un<br \/>\nprogramma di vita contemplativa \u2014 conoscenza e amore, orazione e vita \u2014<br \/>\nche si fonda proprio sulla devozione al Cuore di Ges\u00f9. Dio stesso, per<br \/>\nbocca dell&#8217;Apostolo, ci invita a percorrere questo cammino: <em>Cristo<br \/>\nabiti per la fede nei vostri cuori e cos\u00ec, radicati e fondati nella<br \/>\ncarit\u00e0, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia<br \/>\nl&#8217;ampiezza, la lunghezza, l&#8217;altezza e la profondit\u00e0, e conoscere<br \/>\nl&#8217;amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perch\u00e9 siate ricolmi di<br \/>\ntutta la pienezza di Dio<\/em>.<\/p>\n<p> La pienezza di Dio ci viene rivelata e ci viene data in Cristo,<br \/>\nnell&#8217;amore di Cristo, nel Cuore di Cristo. Perch\u00e9 \u00e8 il cuore di Colui<br \/>\nnel quale <em>abita corporalmente tutta la pienezza della divinit\u00e0<\/em>.<br \/>\nMa quando si perde di vista questo grande disegno divino \u2014 la corrente<br \/>\nd&#8217;amore instaurata nel mondo con l&#8217;Incarnazione, la Redenzione e la<br \/>\nPentecoste \u2014 non si potr\u00e0 mai comprendere tutta la ricchezza del Cuore<br \/>\ndel Signore.<\/p>\n<p> 164 Prestiamo attenzione al significato profondo racchiuso in queste<br \/>\nparole: Sacro Cuore di Ges\u00f9. Quando parliamo del cuore umano non ci<br \/>\nriferiamo solo ai sentimenti, ma alludiamo a tutta la persona che vuol<br \/>\nbene, che ama e frequenta gli altri. Nel modo umano di esprimerci, il<br \/>\nmodo raccolto dalle Sacre Scritture perch\u00e9 potessimo intendere le cose<br \/>\ndivine, il cuore \u00e8 considerato come il compendio e la fonte,<br \/>\nl&#8217;espressione e la radice ultima dei pensieri, delle parole e delle<br \/>\nazioni. Un uomo, per dirla nel nostro linguaggio, vale ci\u00f2 che vale il<br \/>\nsuo cuore.<\/p>\n<p> Al cuore appartengono: la gioia \u2014 <em>gioisca il mio cuore nella tua salvezza<\/em>; il pentimento \u2014 il <em>mio cuore \u00e8 come cera, si fonde in mezzo alle mie viscere<\/em>, la lode a Dio \u2014 <em>effonde il mio cuore liete parole<\/em>; la decisione di ascoltare il Signore \u2014 <em>saldo \u00e8 il mio cuore<\/em>; la veglia amorosa \u2014 <em>io dormo, ma il mio cuore veglia<\/em>; e anche il dubbio e il timore \u2014 <em>non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede in me<\/em>.<\/p>\n<p> Il cuore non si limita a sentire: sa e capisce. La legge di Dio si<br \/>\nriceve nel cuore\u00a0e in esso rimane scritta. La Scrittura aggiunge<br \/>\nancora: <em>La bocca parla dalla pienezza del cuore<\/em>. Il Signore apostrofa gli scribi: <em>Perch\u00e9 mai pensate cose malvagie nei vostri cuori?<\/em> E, come sintesi dei peccati che l&#8217;uomo pu\u00f2 commettere, Ges\u00f9 dice: <em>Dal<br \/>\ncuore provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adult\u00e8ri, le<br \/>\nprostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie<\/em>.<\/p>\n<p> Quando la Sacra Scrittura parla del cuore, non intende un sentimento<br \/>\npasseggero che porta all&#8217;emozione o alle lacrime. Parla del cuore \u2014<br \/>\ncome testimonia lo stesso Ges\u00f9 \u2014 per riferirsi alla persona che si<br \/>\nrivolge tutta, anima e corpo, a ci\u00f2 che considera il suo bene: <em>Perch\u00e9 l\u00e0 dov&#8217;\u00e8 il tuo tesoro, sar\u00e0 anche il tuo cuore<\/em>.<\/p>\n<p> Ecco pertanto che, considerando il Cuore di Ges\u00f9, scopriamo la certezza<br \/>\ndell&#8217;amore di Dio e la verit\u00e0 del suo donarsi a noi. Nel raccomandare<br \/>\nla devozione al Sacro Cuore, non facciamo che raccomandare di orientare<br \/>\nintegralmente noi stessi, con tutto il nostro essere \u2014 la nostra anima,<br \/>\ni nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre<br \/>\nazioni, le nostre fatiche e le nostre gioie \u2014 a <em>Ges\u00f9 tutto intero<\/em>.<\/p>\n<p> La vera devozione al Cuore di Ges\u00f9 consiste in questo: conoscere Dio e<br \/>\nconoscere noi stessi, guardare a Ges\u00f9 e ricorrere a Lui che ci esorta,<br \/>\nci istruisce, ci guida. In questa devozione non si d\u00e0 altra<br \/>\nsuperficialit\u00e0 che quella dell&#8217;uomo che, non essendo interamente umano,<br \/>\nnon riesce a cogliere la realt\u00e0 del Dio incarnato.<\/p>\n<p> 165 Ges\u00f9 crocifisso, con il cuore trafitto dall&#8217;amore per gli uomini, \u00e8<br \/>\nuna risposta eloquente \u2014 le parole sono superflue \u2014 alla domanda sul<br \/>\nvalore delle cose e delle persone. Gli uomini, la loro vita e la loro<br \/>\nfelicit\u00e0, valgono tanto che lo stesso Figlio di Dio si dona loro per<br \/>\nredimerli, purificarli, elevarli. <em>Chi non amer\u00e0 quel Cuore cos\u00ec ferito?<\/em> si domandava un&#8217;anima contemplativa, davanti a questo spettacolo. E continuava: <em>Chi<br \/>\nnon ricambier\u00e0 amore per amore? Chi non abbraccer\u00e0 un Cuore cos\u00ec puro?<br \/>\nNoi, che siamo di carne, pagheremo amore con amore, abbracceremo il<br \/>\nnostro ferito, al quale gli empi hanno trapassato mani e piedi, il<br \/>\ncostato e il Cuore. Chiediamogli che si degni di legare il nostro cuore<br \/>\ncon il vincolo del suo amore e di ferirlo con la lancia, perch\u00e9 \u00e8<br \/>\nancora duro e impenitente<\/em>.<\/p>\n<p> Sono pensieri, affetti, espressioni che da sempre le anime innamorate<br \/>\nhanno rivolto a Ges\u00f9. Ma per intendere questo linguaggio, per capire<br \/>\nveramente il cuore umano, il Cuore di Cristo e l&#8217;amore di Dio,<br \/>\noccorrono fede e umilt\u00e0. Frutto di fede e di umilt\u00e0 sono le parole<br \/>\nuniversalmente famose che Sant&#8217;Agostino ci ha lasciato: <em>Ci hai creato, Signore, per te, e il nostro cuore \u00e8 inquieto finch\u00e9 non riposa in te<\/em>.<\/p>\n<p> Quando si trascura l&#8217;umilt\u00e0, l&#8217;uomo pretende di appropriarsi di Dio, e<br \/>\nnon nella maniera divina che Cristo ha reso possibile dicendo: <em>Prendete e mangiate, questo \u00e8 il mio corpo<\/em>;<br \/>\nbens\u00ec cercando di ridurre la grandezza divina ai limiti umani. La<br \/>\nragione umana, la ragione fredda e cieca che non \u00e8 l&#8217;intelligenza che<br \/>\nprocede dalla fede, e nemmeno la retta intelligenza di chi sa gustare e<br \/>\namare le cose, si trasforma nell&#8217;insensatezza di chi sottomette ogni<br \/>\ncosa alle sue povere esperienze banali, quelle che rimpiccioliscono la<br \/>\nverit\u00e0 sovrumana e ricoprono il cuore di una crosta insensibile alle<br \/>\nmozioni dello Spirito Santo. La nostra povera intelligenza si<br \/>\nsmarrirebbe se non ci venisse incontro il potere misericordioso di Dio<br \/>\nche rompe le frontiere della nostra miseria: <em>Vi dar\u00f2 un cuore nuovo, metter\u00f2 dentro di voi uno spirito nuovo; toglier\u00f2 da voi il cuore di pietra e vi dar\u00f2 un cuore di carne<\/em>. E l&#8217;anima ritrova la luce, si riempie di gioia, davanti alle promesse della Sacra Scrittura.<\/p>\n<p> <em>Io ho progetti di pace e non di sventura<\/em>, dice il Signore per<br \/>\nbocca del profeta Geremia. La liturgia applica queste parole a Ges\u00f9,<br \/>\nperch\u00e9 in Lui si manifesta pienamente in che modo Dio ci ama. Non viene<br \/>\na condannarci, a rinfacciarci la nostra indigenza, la nostra<br \/>\nmeschinit\u00e0: viene a salvarci, a perdonarci, a scusare le nostre colpe,<br \/>\na portarci la pace e la gioia. Se riconosciamo il rapporto meraviglioso<br \/>\ndel Signore con i suoi figli, i nostri cuori cambieranno, e ci<br \/>\nrenderemo conto che davanti ai nostri occhi si apre un panorama del<br \/>\ntutto nuovo, ricco di rilievo, di profondit\u00e0, di luce.<\/p>\n<p> 166 Badate per\u00f2 che Dio non dice: al posto del cuore vi dar\u00f2 la volont\u00e0<br \/>\ndi un puro spirito. No: ci d\u00e0 un cuore, un cuore di carne come quello<br \/>\ndi Cristo. Io non ho un cuore per amare Dio, e un altro per amare le<br \/>\npersone della terra. Con il cuore con cui ho amato i miei genitori e<br \/>\namo i miei amici, con questo stesso cuore amo Cristo e il Padre e lo<br \/>\nSpirito Santo e Maria Santissima. Non mi stancher\u00f2 di ripetere che<br \/>\ndobbiamo essere molto umani; perch\u00e9 altrimenti non potremmo neppure<br \/>\nessere divini.<\/p>\n<p> L&#8217;amore umano, l&#8217;amore di quaggi\u00f9, quando \u00e8 vero, ci aiuta ad<br \/>\nassaporare l&#8217;amore divino. Pregustiamo in tal modo l&#8217;amore con cui<br \/>\ngodremo Dio e quello che intercorrer\u00e0 fra di noi in Cielo, quando il<br \/>\nSignore sar\u00e0 <em>tutto in tutti<\/em>. Questo incominciare a intendere l&#8217;amore divino, ci spinger\u00e0 a essere pi\u00f9 comprensivi, pi\u00f9 generosi, pi\u00f9 donati.<\/p>\n<p> Dobbiamo dare quello che riceviamo, insegnare ci\u00f2 che impariamo,<br \/>\npartecipare agli altri \u2014 senza montare in cattedra, con semplicit\u00e0 \u2014 la<br \/>\nnostra conoscenza dell&#8217;amore di Cristo. Ciascuno di noi, nel realizzare<br \/>\nil proprio lavoro, nell&#8217;esercitare la propria professione nella<br \/>\nsociet\u00e0, pu\u00f2 e deve convertire la sua occupazione in un compito di<br \/>\nservizio. Il lavoro ben fatto, che progredisce e fa progredire, che<br \/>\ntiene conto dello sviluppo della cultura e della tecnica, svolge una<br \/>\ngrande funzione, sempre utile a tutta l&#8217;umanit\u00e0, se a muoverci \u00e8 la<br \/>\ngenerosit\u00e0 e non l&#8217;egoismo, il desiderio del bene comune e non il<br \/>\nproprio tornaconto: se \u00e8 pieno del senso cristiano della vita.<\/p>\n<p> Quel lavoro \u00e8 l&#8217;occasione per manifestare, nella stessa trama delle<br \/>\nrelazioni umane, la carit\u00e0 di Cristo e i suoi frutti concreti di<br \/>\namicizia, di comprensione, di calore umano, di pace. Come Cristo <em>pass\u00f2 facendo il bene<\/em> lungo<br \/>\nle vie della Palestina, cos\u00ec anche voi, negli itinerari umani della<br \/>\nfamiglia, della societ\u00e0 civile, delle relazioni professionali<br \/>\nquotidiane, della cultura e del riposo, dovete compiere una grande<br \/>\nsemina di pace. Sar\u00e0 questa la prova migliore che il regno di Dio \u00e8<br \/>\ngiunto al vostro cuore: <em>Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita<\/em> \u2014 scrive l&#8217;apostolo Giovanni \u2014 <em>perch\u00e9 amiamo i nostri fratelli<\/em>.<\/p>\n<p> Questo amore per\u00f2 lo si vive solo se ci si forma alla scuola del Cuore<br \/>\ndi Ges\u00f9. \u00c8 necessario guardare e contemplare il Cuore di Cristo, perch\u00e9<br \/>\nil nostro cuore si liberi dall&#8217;odio e dall&#8217;indifferenza; solo allora<br \/>\nsapremo reagire in modo cristiano davanti alle sofferenze altrui,<br \/>\ndavanti al dolore.<\/p>\n<p> Pensate alla scena narrata da san Luca, quando Ges\u00f9 giunge presso la<br \/>\ncitt\u00e0 di Nain. Ges\u00f9 vede il dolore di quelle persone con cui si imbatte<br \/>\nper caso. Poteva passare al largo, o aspettare che lo pregassero.<br \/>\nInvece non se ne va n\u00e9 attende una richiesta. Prende l&#8217;iniziativa,<br \/>\nmosso dall&#8217;afflizione di una vedova che aveva perduto tutto ci\u00f2 che le<br \/>\nrestava, suo figlio.<\/p>\n<p> L&#8217;evangelista precisa che Ges\u00f9 prov\u00f2 compassione: forse si sar\u00e0<br \/>\ncommosso anche esteriormente, come per la morte di Lazzaro. Ges\u00f9 Cristo<br \/>\nnon era, non \u00e8, insensibile alla sofferenza che nasce dall&#8217;amore, n\u00e9<br \/>\ngode di separare i figli dai genitori: vince la morte per dare la vita,<br \/>\naffinch\u00e9 coloro che si amano siano vicini, pur esigendo anzitutto e<br \/>\nsempre la preminenza dell&#8217;Amore divino che deve informare ogni<br \/>\nesistenza autenticamente cristiana.<\/p>\n<p> Ges\u00f9 sa di essere circondato da una folla che rimarr\u00e0 stupefatta<br \/>\ndavanti al miracolo e che ne proclamer\u00e0 la notizia per tutta la<br \/>\nregione. Ma il Signore non compie un gesto studiato: si sente davvero<br \/>\ntoccato dalla sofferenza di quella donna, e non pu\u00f2 fare a meno di<br \/>\nconsolarla. Infatti le si avvicina e le dice: <em>Non piangere!<\/em>.<br \/>\nCome per farle capire: non voglio vederti in lacrime, perch\u00e9 io sono<br \/>\nvenuto a portare sulla terra la gioia e la pace. Ed ecco il miracolo,<br \/>\nmanifestazione della potenza di Cristo Dio. Ma prima venne la<br \/>\ncommozione della sua anima, manifestazione evidente della tenerezza del<br \/>\ncuore di Cristo Uomo.<\/p>\n<p> 167 Se non impariamo da Ges\u00f9, non sapremo mai amare. Se pensassimo,<br \/>\ncome alcuni, che conservare un cuore pulito, degno di Dio, significa<br \/>\nnon <em>immischiarlo<\/em>, non <em>contaminarlo<\/em> con affetti umani, la conseguenza logica sarebbe quella di renderci<br \/>\ninsensibili al dolore degli altri. Saremmo allora capaci soltanto di<br \/>\nuna <em>carit\u00e0 ufficiale<\/em>, arida, senz&#8217;anima, ma non della vera<br \/>\ncarit\u00e0 di Cristo, che \u00e8 affetto e calore umano. Con questo, non intendo<br \/>\navallare false teorie, tristi scuse per sviare i cuori, allontanandoli<br \/>\nda Dio, e indurli in occasioni di perdizione.<\/p>\n<p> Nella festa odierna dobbiamo chiedere al Signore di concederci un cuore<br \/>\nbuono, capace di commuoversi per il dolore delle creature, capace di<br \/>\ncomprendere che, per lenire le pene che accompagnano e non poche volte<br \/>\nangustiano gli animi su questa terra, il vero balsamo \u00e8 l&#8217;amore, la<br \/>\ncarit\u00e0: ogni altra consolazione serve al pi\u00f9 per distrarre un momento,<br \/>\nlasciando dietro a s\u00e9 amarezza e sconforto.<\/p>\n<p> Per aiutare veramente gli altri, dobbiamo amarli di un amore di<br \/>\ncomprensione e di donazione, pieno di affetto e di consapevole umilt\u00e0.<br \/>\nIl Signore, infatti, volle riassumere tutta la Legge in quel duplice<br \/>\ncomandamento che in realt\u00e0 \u00e8 unico: amare Dio e amare il prossimo, con<br \/>\ntutto il nostro cuore.<\/p>\n<p> Forse ora pensate che a volte i cristiani \u2014 tu e io, non gli altri \u2014<br \/>\ndimenticano le applicazioni pi\u00f9 elementari di questo dovere. Forse<br \/>\npensate al permanere di tante ingiustizie, agli abusi non aboliti, alle<br \/>\ndiscriminazioni trasmesse da una generazione all&#8217;altra, sempre in<br \/>\nattesa che si operi una soluzione radicale.<\/p>\n<p> Non devo, non \u00e8 mio compito, proporvi le soluzioni pratiche di questi<br \/>\nproblemi. Per\u00f2, come sacerdote di Cristo, \u00e8 mio dovere ricordarvi ci\u00f2<br \/>\nche dice la Sacra Scrittura. Meditate la scena del giudizio come Ges\u00f9<br \/>\nstesso la descrive: <em>Via,<br \/>\nlontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e<br \/>\nper i suoi angeli. Perch\u00e9 ho avuto fame e non mi avete dato da<br \/>\nmangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e<br \/>\nnon mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito; malato e in carcere<br \/>\ne non mi avete visitato<\/em>.<\/p>\n<p> Un uomo o una societ\u00e0 che non reagiscano davanti alle tribolazioni e<br \/>\nalle ingiustizie, e che non cerchino di alleviarle, non sono un uomo o<br \/>\nuna societ\u00e0 all&#8217;altezza dell&#8217;amore del Cuore di Cristo. I cristiani \u2014<br \/>\npur conservando sempre la pi\u00f9 ampia libert\u00e0 di studiare e di mettere in<br \/>\npratica soluzioni diverse, e godendo pertanto di un logico pluralismo \u2014<br \/>\ndevono coincidere nel comune desiderio di servire l&#8217;umanit\u00e0. Altrimenti<br \/>\nil loro cristianesimo non sar\u00e0 la Parola e la Vita di Ges\u00f9; sar\u00e0 un<br \/>\ntravestimento, un inganno, di fronte a Dio e di fronte agli uomini.<\/p>\n<p> 168 Devo proporvi ancora una considerazione: dobbiamo lottare senza<br \/>\ncedimenti per operare il bene, proprio perch\u00e9 sappiamo che \u00e8 difficile<br \/>\nche noi uomini ci decidiamo seriamente a esercitare la giustizia, e<br \/>\nperch\u00e9 siamo lontani da una convivenza umana ispirata dall&#8217;amore e non<br \/>\ndall&#8217;odio o dall&#8217;indifferenza. Non ignoriamo neppure che, quand&#8217;anche<br \/>\nsi riuscisse a ottenere una ragionevole distribuzione dei beni e<br \/>\nun&#8217;armonica organizzazione della societ\u00e0, non sparirebbe il dolore<br \/>\ndella malattia, dell&#8217;incomprensione e della solitudine, dell&#8217;esperienza<br \/>\ndei propri limiti, della morte delle persone care.<\/p>\n<p> Davanti a queste amarezze, solamente il cristiano possiede una risposta<br \/>\nautentica, una risposta definitiva, ed \u00e8 questa: Cristo crocifisso, Dio<br \/>\nche soffre e muore, Dio che dona il suo Cuore aperto da una lancia come<br \/>\npegno d&#8217;amore per tutti. Nostro Signore detesta le ingiustizie, e<br \/>\ncondanna chi le commette; ma rispetta la libert\u00e0 di ogni individuo e<br \/>\npermette, pertanto, che ve ne siano. Dio nostro Signore non causa il<br \/>\ndolore delle creature, ma lo tollera perch\u00e9, dal peccato originale in<br \/>\npoi, il dolore \u00e8 parte della condizione umana. Tuttavia, il suo Cuore,<br \/>\npieno d&#8217;Amore per gli uomini, lo ha portato a prendere su di s\u00e9, con la<br \/>\nCroce, tutte le pene umane: la nostra sofferenza, la nostra tristezza,<br \/>\nla nostra angoscia, la fame e la sete di giustizia.<\/p>\n<p> L&#8217;insegnamento cristiano sul dolore non propone un programma di facili<br \/>\nconsolazioni. \u00c8, in primo luogo, una dottrina di accettazione della<br \/>\nsofferenza, la quale di fatto \u00e8 inseparabile dalla vita di ogni uomo.<br \/>\nNon vi nascondo \u2014 e lo dico con gioia, perch\u00e9 ho sempre predicato, e<br \/>\ncercato di vivere, che dove c&#8217;\u00e8 la Croce, c&#8217;\u00e8 Cristo, c&#8217;\u00e8 l&#8217;Amore \u2014 che<br \/>\nil dolore si \u00e8 affacciato frequentemente nella mia vita, e pi\u00f9 di una<br \/>\nvolta ho avuto voglia di piangere. Altre volte ho sentito acuirsi la<br \/>\npena di fronte all&#8217;ingiustizia e al male. E ho assaporato l&#8217;amarezza<br \/>\ndell&#8217;impotenza quando \u2014 nonostante i miei desideri e i miei sforzi \u2014<br \/>\nnon riuscivo a migliorare situazioni inique.<\/p>\n<p> Quando parlo del dolore, non ne parlo soltanto in teoria. E non mi<br \/>\nlimito a raccogliere le esperienze altrui quando insisto che, se<br \/>\ntalvolta di fronte alla realt\u00e0 della sofferenza sentite la vostra anima<br \/>\nvacillare, il rimedio \u00e8 guardare Cristo. La scena del Calvario proclama<br \/>\na tutti che le tribolazioni vanno santificate vivendo uniti alla Croce.<\/p>\n<p> Le nostre afflizioni, infatti, vissute cristianamente, si trasformano<br \/>\nin riparazione e in suffragio, in partecipazione al destino e alla vita<br \/>\ndi Ges\u00f9 che, volontariamente, per amore degli uomini, ha sperimentato<br \/>\ntutta la gamma del dolore, ha conosciuto ogni sofferenza. Nacque,<br \/>\nvisse, mor\u00ec in povert\u00e0; fu combattuto, insultato, diffamato, calunniato<br \/>\ne condannato ingiustamente; conobbe il tradimento e l&#8217;abbandono dei<br \/>\ndiscepoli; assapor\u00f2 la solitudine e le amarezze del supplizio e della<br \/>\nmorte. Ora lo stesso Cristo continua a soffrire nelle sue membra,<br \/>\nnell&#8217;umanit\u00e0 tutta che popola la terra, e della quale egli \u00e8 il Capo,<br \/>\nil Primogenito, il Redentore.<\/p>\n<p> Il dolore fa parte dei piani di Dio: la realt\u00e0 \u00e8 questa, bench\u00e9 ci<br \/>\ncosti capirla. Anche per Ges\u00f9, come uomo, fu costoso sopportarla: <em>Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volont\u00e0<\/em>.<br \/>\nIn questa tensione tra la ripugnanza per il supplizio e l&#8217;accettazione<br \/>\ndella volont\u00e0 del Padre, Ges\u00f9 va incontro alla morte serenamente,<br \/>\nperdonando coloro che lo crocifiggono.<\/p>\n<p> Questa accettazione soprannaturale del dolore \u00e8, al tempo stesso, la<br \/>\nmassima conquista. Ges\u00f9, morendo sulla Croce, ha vinto la morte: Dio<br \/>\nsuscita dalla morte la vita. Il contegno di un figlio di Dio non \u00e8<br \/>\nquello di chi si rassegna a una tragica sventura, quanto piuttosto di<br \/>\nchi si rallegra pregustando la vittoria. In nome dell&#8217;amore vittorioso<br \/>\ndi Cristo, noi cristiani dobbiamo percorrere tutti i cammini della<br \/>\nterra per essere, con le parole e le opere, seminatori di pace e di<br \/>\ngioia. Dobbiamo lottare in questa guerra di pace contro il male,<br \/>\nl&#8217;ingiustizia, il peccato, proclamando che l&#8217;attuale condizione umana<br \/>\nnon \u00e8 quella definitiva e che l&#8217;amore di Dio manifestato nel Cuore di<br \/>\nCristo otterr\u00e0 il glorioso trionfo spirituale degli uomini.<\/p>\n<p> 169 Ricordavamo prima gli avvenimenti di Nain. Ora potremmo citarne<br \/>\naltri, perch\u00e9 i Vangeli sono pieni di episodi analoghi. Quelle<br \/>\nnarrazioni hanno commosso e commuovono sempre il cuore delle creature,<br \/>\nperch\u00e9 non propongono soltanto il gesto sincero di un uomo che ha piet\u00e0<br \/>\ndei suoi simili, ma rivelano anzitutto la carit\u00e0 immensa del Signore.<br \/>\nIl Cuore di Ges\u00f9 \u00e8 il Cuore del Dio incarnato, dell&#8217;Emmanuele, Dio con<br \/>\nnoi.<\/p>\n<p> <em>La Chiesa, unita a Cristo, nasce da un cuore ferito<\/em>. Quel Cuore,<br \/>\naperto sulla croce, ci trasmette la vita. Come non ricordare allora,<br \/>\nanche solo per un momento, i Sacramenti, attraverso i quali Dio opera<br \/>\nin noi e ci fa partecipi della forza redentrice di Cristo? Come non<br \/>\nricordare con particolare gratitudine il sacramento dell&#8217;Eucaristia, la<br \/>\nnostra Messa, che rinnova in modo incruento il santo Sacrificio del<br \/>\nCalvario? Ges\u00f9 ci si dona come alimento: Ges\u00f9, venendo a noi, trasforma<br \/>\ntutto e nel nostro essere si manifestano forze \u2014 l&#8217;aiuto dello Spirito<br \/>\nSanto \u2014 che riempiono l&#8217;anima e informano le nostre azioni, il nostro<br \/>\nmodo di pensare e di sentire. Il Cuore di Cristo \u00e8 la pace dei<br \/>\ncristiani.<\/p>\n<p> Il fondamento della donazione che il Signore ci chiede non consiste<br \/>\nsoltanto nei nostri slanci e nelle nostre forze, cos\u00ec spesso deboli o<br \/>\nimpotenti: consiste innanzitutto nelle grazie che l&#8217;amore del Cuore di<br \/>\nDio fatto uomo ci ha ottenute. Pertanto possiamo e dobbiamo perseverare<br \/>\nnella nostra vita interiore di figli del Padre nostro che \u00e8 nei Cieli,<br \/>\nsenza dar adito alla stanchezza e allo scoraggiamento. Mi piace far<br \/>\nconsiderare che il cristiano \u00e8 chiamato a esercitare la fede, la<br \/>\nsperanza e la carit\u00e0 nella sua comune esistenza quotidiana, nelle<br \/>\noccasioni pi\u00f9 semplici, nelle circostanze abituali della sua giornata;<br \/>\nperch\u00e9 \u00e8 qui che si rivela la condotta di un&#8217;anima che riposa in Dio,<br \/>\ned \u00e8 qui che l&#8217;esercizio delle virt\u00f9 teologali porta la gioia, la forza<br \/>\ne la serenit\u00e0.<\/p>\n<p> Questi sono i frutti della pace di Cristo, la pace che il suo Cuore<br \/>\nSacratissimo ci porta. Perch\u00e9, ricordiamolo ancora una volta, l&#8217;amore<br \/>\ndi Ges\u00f9 per gli uomini \u00e8 un aspetto insondabile del mistero divino,<br \/>\ndell&#8217;amore del Figlio per il Padre e lo Spirito Santo. Lo Spirito<br \/>\nSanto, il vincolo d&#8217;amore tra il Padre e il Figlio, trova nel Verbo un<br \/>\ncuore umano.<\/p>\n<p> Non \u00e8 possibile parlare di queste realt\u00e0 centrali della nostra fede<br \/>\nsenza avvertire i limiti della nostra intelligenza e la grandezza della<br \/>\nRivelazione. Ma pur non potendo abbracciare queste verit\u00e0, pur<br \/>\navvertendo che la nostra ragione resta sbalordita davanti ad esse,<br \/>\numilmente e fermamente le crediamo: fondandoci sulla testimonianza di<br \/>\nCristo, sappiamo che \u00e8 cos\u00ec; sappiamo che l&#8217;Amore, dal seno della<br \/>\nTrinit\u00e0, si effonde su tutti gli uomini per mezzo dell&#8217;Amore del Cuore<br \/>\ndi Ges\u00f9.<\/p>\n<p> 170 Quando viviamo nel Cuore di Ges\u00f9 e ci uniamo strettamente a Lui, ci trasformiamo in dimora di Dio. <em>Chi mi ama<\/em> \u2014 dice il Signore \u2014 <em>sar\u00e0 amato dal Padre<\/em>. E allora Cristo e il Padre, nello Spirito Santo, vengono nell&#8217;anima e vi stabiliscono la loro dimora.<\/p>\n<p> Quando comprendiamo \u2014 anche solo un po&#8217; \u2014 queste cose, il nostro modo<br \/>\ndi essere cambia. Abbiamo allora sete di Dio e facciamo nostre le<br \/>\nparole del salmo: <em>Mio Dio, all&#8217;aurora ti cerco, di te ha sete l&#8217;anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz&#8217;acqua<\/em>. E Ges\u00f9, che ha acceso i nostri desideri, ci viene incontro e ci dice: <em>Chi ha sete, venga a me e beva<\/em>.<br \/>\nCi offre il suo Cuore, perch\u00e9 sia il nostro riposo e la nostra<br \/>\nfortezza. Quando ci decideremo ad accettare la sua chiamata,<br \/>\nsperimenteremo che le sue parole sono vere: la nostra fame e la nostra<br \/>\nsete aumenteranno fino a desiderare che Dio stabilisca nel nostro cuore<br \/>\nil luogo del suo riposo, e che non allontani mai pi\u00f9 da noi il suo<br \/>\ncalore e la sua luce.<\/p>\n<p> <em>Ignem veni mittere in terram, et quid volo nisi ut accendatur?<\/em> Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e che cosa voglio se non<br \/>\nche arda?\u00a0Ci siamo avvicinati un po&#8217; al fuoco dell&#8217;Amore di Dio;<br \/>\nlasciamo che la sua forza muova le nostre vite e alimentiamo il<br \/>\ndesiderio di portare il <em>fuoco divino<\/em> da un estremo all&#8217;altro<br \/>\ndella terra, facendolo conoscere a chi ci circonda: affinch\u00e9 tutti<br \/>\npossano giungere alla pace di Cristo e trovino in essa la felicit\u00e0. Un<br \/>\ncristiano che vive unito al Cuore di Ges\u00f9 non pu\u00f2 avere che questa<br \/>\nmeta: la pace nella societ\u00e0, la pace nella Chiesa, la pace nella<br \/>\npropria anima, la pace di Dio che sar\u00e0 perfetta quando verr\u00e0 a noi il<br \/>\nsuo Regno.<\/p>\n<p> Maria, <em>Regina pacis,<\/em> regina della pace, tu che avesti fede<br \/>\ne credesti che si sarebbe compiuto l&#8217;annuncio dell&#8217;Angelo, aiutaci a<br \/>\ncrescere nella fede, a essere saldi nella speranza, profondi<br \/>\nnell&#8217;Amore. Perch\u00e9 questo vuole da noi tuo Figlio, mostrandoci oggi il<br \/>\nsuo Sacratissimo Cuore.<\/p>\n<p class=\"stickynote\">Fonte:<br \/> Opus Dei<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il testo dell&#8217;omelia di san Josemar\u00eda &#8220;Il cuore di Ges\u00f9, pace dei cristiani&#8221;, raccolta nel libro di omelie &#8220;E&#8217; Ges\u00f9 che passa&#8221; edizioni Ares. Sopra il testo \u00e8 presente il link per scaricare l&#8217;audio integrale dell&#8217;omelia.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[11,4],"tags":[],"class_list":["post-442","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-11","category-audio-cattolici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=442"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/442\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":227074,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/442\/revisions\/227074"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}