{"id":359,"date":"2008-06-11T00:00:00","date_gmt":"2008-06-10T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/1998591353"},"modified":"2026-07-01T18:43:02","modified_gmt":"2026-07-01T18:43:02","slug":"nella-festa-del-corpus-domini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=359","title":{"rendered":"Nella festa del Corpus Domini"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il testo dell&#8217;omelia di san Josemar\u00eda &#8220;Nella festa del Corpus Domini&#8221;, raccolta nel libro di omelie &#8220;E&#8217; Ges\u00f9 che passa&#8221; edizioni Ares.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p>{audio}http:\/\/multimedia.opusdei.org\/audio\/it\/gesu_che_passa_15_nella_festa_del_corpus_domini.mp3{\/audio}<\/p>\n<p>Oppure ascolta in una {mgmediabot2}path=http:\/\/multimedia.opusdei.org\/audio\/it\/gesu_che_passa_15_nella_festa_del_corpus_domini.mp3|popup=finestra pop-up|width=300|height=50{\/mgmediabot2}<\/p>\n<\/p>\n<div align=\"justify\"><span class=\"dropcap\"> O<\/span>ggi, solennit\u00e0 del <em>Corpus Domini<\/em>, mentre meditiamo<br \/>\ninsieme la profondit\u00e0 dell&#8217;amore che ha spinto il Signore a restare con<br \/>\nnoi sotto le specie sacramentali, ci sembra di udire quasi fisicamente<br \/>\nquel suo insegnamento alla folla: <em>Ecco, il seminatore usci a<br \/>\nseminare. E mentre seminava, una parte del seme cadde sulla strada e<br \/>\nvennero gli uccelli e la divorarono. Un&#8217;altra parte cadde in luogo<br \/>\nsassoso, dove non c&#8217;era molta terra; subito germogli\u00f2, perch\u00e9 il<br \/>\nterreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, rest\u00f2 bruciata e non<br \/>\navendo radici si secc\u00f2. Un&#8217;altra parte cadde sulle spine e le spine<br \/>\ncrebbero e la soffocarono. Un&#8217;altra parte cadde sulla terra buona e<br \/>\ndiede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta<\/em>.<\/p>\n<p> La scena \u00e8 di attualit\u00e0. Anche oggi, come allora, il seminatore divino<br \/>\nsparge la sua semente. L&#8217;opera della salvezza continua a compiersi, e<br \/>\nil Signore vuole servirsi di noi: desidera che i cristiani aprano al<br \/>\nSuo amore tutti i sentieri della terra; ci invita a propagare il<br \/>\nmessaggio divino \u2014 con la dottrina e con l&#8217;esempio \u2014 fino agli ultimi<br \/>\nconfini del mondo. Ci chiede che, come cittadini della societ\u00e0<br \/>\necclesiale e di quella civile, svolgendo con fedelt\u00e0 i nostri doveri,<br \/>\nciascuno di noi sappia essere un altro Cristo, santificando il lavoro<br \/>\nprofessionale e i doveri del proprio stato.<\/p>\n<p> Guardando attorno a noi questo mondo che amiamo, perch\u00e9 opera divina,<br \/>\ncostatiamo che la parabola si fa realt\u00e0: la parola di Ges\u00f9 \u00e8 feconda e<br \/>\nsuscita in molte anime desideri di dedizione e di fedelt\u00e0. La vita e le<br \/>\nopere di coloro che si sono posti al servizio di Dio hanno cambiato il<br \/>\nvolto della storia, al punto che molti di coloro che non conoscono il<br \/>\nSignore sono spinti \u2014 forse senza saperlo \u2014 da ideali suscitati dal<br \/>\ncristianesimo.<\/p>\n<p> Vediamo anche che parte della semente cade in terra sterile o tra le<br \/>\nspine e i cardi: vi sono uomini che si chiudono alla luce della fede.<br \/>\nGli ideali di pace, di concordia, di fraternit\u00e0 sono accolti e<br \/>\nproclamati, ma spesso sono smentiti dai fatti. Taluni, poi, si<br \/>\naffannano inutilmente a imprigionare la voce di Dio, impedendone la<br \/>\ndiffusione con la forza bruta o con un&#8217;arma meno rumorosa, ma forse pi\u00f9<br \/>\ncrudele, perch\u00e9 rende insensibile lo spirito: l&#8217;indifferenza.<\/p>\n<p> Vorrei che, vedendo tutto ci\u00f2, prendessimo coscienza della nostra<br \/>\nmissione di cristiani e volgessimo lo sguardo alla Sacra Eucaristia, a<br \/>\nGes\u00f9 che, presente in mezzo a noi, ci ha costituiti Sue membra: <em>Vos estis corpus Christi et membra de membro<\/em>,<br \/>\nvoi siete il corpo di Cristo e membra unite ad altre membra. Il nostro<br \/>\nDio ha deciso di rimanere nel tabernacolo per essere nostro alimento,<br \/>\nper darci forza, per divinizzarci, per dare efficacia al nostro lavoro<br \/>\ne al nostro sforzo. Ges\u00f9 \u00e8 allo stesso tempo seminatore, seme e frutto<br \/>\ndella semina: \u00e8 il Pane di vita eterna.<\/p>\n<p> Il miracolo costantemente rinnovato della Sacra Eucaristia ha in s\u00e9<br \/>\ntutte le caratteristiche proprie dell&#8217;agire di Ges\u00f9. Perfetto Dio e<br \/>\nperfetto Uomo, Signore del Cielo e della terra, Egli si dona a noi per<br \/>\nessere nostro sostentamento nel modo pi\u00f9 naturale e comune. Attende il<br \/>\nnostro amore da quasi duemila anni. \u00c8 tanto, ma \u00e8 poco, perch\u00e9 quando<br \/>\nc&#8217;\u00e8 amore il tempo vola.<\/p>\n<p> Mi torna alla memoria uno dei cantici di Alfonso il Saggio in cui si<br \/>\nnarra la leggenda di un monaco che, nella sua semplicit\u00e0, aveva<br \/>\nsupplicato la Madonna di poter contemplare il Cielo, anche solo per un<br \/>\nistante. La Vergine ne esaudi il desiderio e il buon monaco venne<br \/>\nportato in Paradiso. Al ritorno, non riconosceva nessuno di quelli che<br \/>\ndimoravano nel monastero. La sua contemplazione, che aveva creduto<br \/>\nbrevissima, era durata tre secoli. Tre secoli sono un nonnulla per un<br \/>\ncuore innamorato. Io mi spiego allo stesso modo i duemila anni di<br \/>\nattesa di Ges\u00f9 nell&#8217;Eucaristia. \u00c8 l&#8217;attesa di Dio, che ci ama, ci<br \/>\ncerca, ci accetta come siamo: con i nostri limiti, i nostri egoismi, la<br \/>\nnostra incostanza; e tuttavia capaci di scoprire il suo amore infinito<br \/>\ne di darci a Lui interamente.<\/p>\n<p> Ges\u00f9 \u00e8 venuto sulla terra ed \u00e8 rimasto in mezzo a noi nell&#8217;Eucaristia per amore, e per insegnarci ad amare. <em>Dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li am\u00f2 sino alla fine<\/em>:<br \/>\nsono le parole con cui l&#8217;evangelista Giovanni comincia a narrare gli<br \/>\navvenimenti di quella vigilia di Pasqua nella quale Ges\u00f9 \u2014 come ci<br \/>\nriferisce san Paolo \u2014 <em>prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo<br \/>\nspezz\u00f2 e disse: \u00ab Questo \u00e8 il mio corpo, che \u00e8 per voi; fate questo in<br \/>\nmemoria di me \u00bb. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il<br \/>\ncalice, dicendo: \u00ab Questo calice \u00e8 la Nuova Alleanza nel mio sangue;<br \/>\nfate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me \u00bb<\/em>.<\/p>\n<p> \u00c8 il momento semplice e solenne dell&#8217;istituzione del Nuovo Testamento.<br \/>\nGes\u00f9 deroga all&#8217;antica economia della Legge e ci rivela che Lui stesso<br \/>\nsar\u00e0 il contenuto della nostra orazione e della nostra vita.<\/p>\n<p> Guardate la gioia che trabocca dalla liturgia odierna: <em>Sia piena la lode, sia sonora, sia gioconda<\/em>. \u00c8 l&#8217;esultanza cristiana che canta la venuta di una nuova \u00e8ra: <em>La<br \/>\nPasqua nuova della nuova legge mette fine all&#8217;antica. Il nuovo rito<br \/>\nsostituisce il vecchio, la verit\u00e0 disperde l&#8217;ombra, la luce fuga le<br \/>\ntenebre<\/em>.<\/p>\n<p> Miracolo d&#8217;amore. <em>Ecco veramente il pane dei figli<\/em>: Ges\u00f9,<br \/>\nil Primogenito dell&#8217;Eterno Padre. \u00c8 Lui che si offre a noi come<br \/>\nalimento. Lui stesso, che quaggi\u00f9 ci nutre, ci attende in Cielo per<br \/>\nfarci suoi <em>commensali, coeredi e soci nella citt\u00e0 dei santi<\/em>, perch\u00e9 <em>chi si nutre di Cristo morir\u00e0 di morte terrena e temporale, ma vivr\u00e0 eternamente, perch\u00e9 Cristo \u00e8 la vita imperitura<\/em>.<\/p>\n<p> Il cristiano, confortato dalla nuova e definitiva manna<br \/>\ndell&#8217;Eucaristia, pregusta gi\u00e0 ora la felicit\u00e0 eterna. Le cose vecchie<br \/>\nsono passate: e per noi, abbandonato ci\u00f2 che \u00e8 caduco, tutto sia nuovo,<br \/>\n<em>il cuore, le parole, le opere<\/em>. \u00c8 questa la Buona Novella. \u00c8 <em>novit\u00e0<\/em>, conoscenza nuova, perch\u00e9 ci parla di una profondit\u00e0 d&#8217;amore che prima non sospettavamo neppure. Ed \u00e8 <em>buona<\/em>, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 niente di meglio che unirci intimamente a Dio, Bene di tutti i beni. \u00c8 <em>Buona Novella<\/em>, perch\u00e9 in modo ineffabile ci preannuncia l&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p> Ges\u00f9 si nasconde nel Santissimo Sacramento dell&#8217;altare per<br \/>\nincoraggiarci a frequentarlo, per essere il nostro nutrimento, per fare<br \/>\ndi noi una sola cosa con Lui. Dicendo <em>senza di me non potete far nulla<\/em>,<br \/>\nnon ha condannato il cristiano all&#8217;inefficacia, n\u00e9 lo ha obbligato a<br \/>\nuna ricerca penosa e ardua della sua Persona. \u00c8 rimasto in mezzo a noi,<br \/>\ncompletamente disponibile. Quando ci riuniamo davanti all&#8217;altare per il<br \/>\nsanto Sacrificio della Messa, quando contempliamo l&#8217;Ostia Sacra<br \/>\nnell&#8217;ostensorio o l&#8217;adoriamo nascosta nel tabernacolo, dobbiamo<br \/>\nravvivare la nostra fede, pensare all&#8217;esistenza nuova che ci viene<br \/>\ndonata e commuoverci dinanzi all&#8217;amore e alla tenerezza di Dio.<\/p>\n<p> <em>Erano assidui nell&#8217;ascoltare l&#8217;insegnamento degli Apostoli e nell&#8217;unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere<\/em>.<br \/>\nCos\u00ec ci viene narrata dalla Scrittura la condotta dei primi cristiani.<br \/>\nSono spinti dalla fede degli Apostoli alla perfetta unit\u00e0,<br \/>\nall&#8217;Eucaristia, all&#8217;orazione unanime: Fede, Pane, Parola.<\/p>\n<p> Nell&#8217;Eucaristia Ges\u00f9 ci d\u00e0 la garanzia fedele della sua presenza nelle<br \/>\nnostre anime, della sua potenza che sostiene il mondo, delle sue<br \/>\npromesse di salvezza, grazie alle quali la famiglia umana, quando verr\u00e0<br \/>\nla fine dei tempi, abiter\u00e0 per sempre nella dimora del Cielo, in seno a<br \/>\nDio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo: Trinit\u00e0 Santissima e Dio<br \/>\nUnico. \u00c8 tutta intera la nostra fede ad essere posta in atto quando<br \/>\ncrediamo in Ges\u00f9 e nella sua presenza reale sotto le specie del pane e<br \/>\ndel vino.<\/p>\n<p> Non comprendo come si possa vivere cristianamente senza sentire il<br \/>\nbisogno di un&#8217;amicizia costante con Ges\u00f9 nella Parola e nel Pane, nella<br \/>\npreghiera e nell&#8217;Eucaristia. Comprendo bene, invece, i vari modi in<br \/>\ncui, lungo i secoli, le successive generazioni di fedeli hanno<br \/>\nconcretato la piet\u00e0 eucaristica: alcune volte con pratiche collettive<br \/>\nche esprimevano pubblicamente la loro fede, altre con atteggiamenti<br \/>\nnascosti e silenziosi nella pace sacra del tempio o nell&#8217;intimit\u00e0 del<br \/>\ncuore.<\/p>\n<p> Dobbiamo, anzitutto, amare la Santa Messa, che deve essere il centro<br \/>\ndella nostra giornata. Se si vive bene la Messa, come \u00e8 possibile poi,<br \/>\nper tutto il resto del giorno, non avere il pensiero in Dio, non aver<br \/>\nla voglia di restare alla sua presenza per lavorare come Egli lavorava<br \/>\ne amare come Egli amava? Impariamo dunque a ringraziare il Signore di<br \/>\nun&#8217;altra sua delicatezza d&#8217;amore: quella di non aver voluto limitare la<br \/>\nsua presenza al momento del Sacrificio dell&#8217;altare, ma di aver deciso<br \/>\ndi restare nell&#8217;Ostia Santa che si conserva nel tabernacolo.<\/p>\n<p> Vi dir\u00f2 che per me il tabernacolo \u00e8 come Betania: il luogo tranquillo<br \/>\ndi pace dove c&#8217;\u00e8 Cristo, dove possiamo raccontargli le nostre<br \/>\npreoccupazioni e le nostre pene, le nostre aspirazioni e le nostre<br \/>\ngioie, con la stessa semplicit\u00e0, la stessa spontaneit\u00e0 con cui gli<br \/>\nparlavano i suoi amici Marta, Maria e Lazzaro. Ecco perch\u00e9 mi rallegro<br \/>\npercorrendo le strade di qualche citt\u00e0 o paese, quando scopro, anche<br \/>\nsolo in lontananza, il profilo di una chiesa: \u00e8 un altro tabernacolo,<br \/>\nun&#8217;altra occasione perch\u00e9 l&#8217;anima fugga, con il desiderio, accanto al<br \/>\nSignore nel Sacramento.<\/p>\n<p> Era di notte quando il Signore, nell&#8217;Ultima Cena, istitui la Sacra<br \/>\nEucaristia: la circostanza \u2014 commenta san Giovanni Crisostomo \u2014 <em>indicava che i tempi si erano compiuti<\/em>.<br \/>\nScendeva la notte sul mondo perch\u00e9 i vecchi riti, gli antichi segni<br \/>\ndella misericordia infinita di Dio verso l&#8217;umanit\u00e0 stavano per<br \/>\nrealizzarsi pienamente, aprendo i! cammino a una vera aurora, la nuova<br \/>\nPasqua. L&#8217;Eucaristia fu istituita nella notte, in preparazione all&#8217;alba<br \/>\ndella Risurrezione.<\/p>\n<p> Ed \u00e8 proprio questo albore che dobbiamo preparare anche nella nostra<br \/>\nvita. Dobbiamo rifiutare e allontanare da noi tutto quanto \u00e8 caduco,<br \/>\ndannoso o inutile: lo scoraggiamento, la sfiducia, la tristezza, la<br \/>\nvilt\u00e0. La Sacra Eucaristia comunica ai figli di Dio la novit\u00e0 divina; e<br \/>\na noi tocca corrispondere in <em>novitate sensu<\/em>,<br \/>\nrinnovando tutto il nostro sentire e il nostro operare. Ci \u00e8 stato dato<br \/>\nun principio nuovo di energia, una radice potente innestata al Signore.<br \/>\nE noi, che possediamo ormai il Pane di oggi e di sempre, non possiamo<br \/>\ntornare al lievito di una volta.<\/p>\n<p> In questa festa, in tante citt\u00e0 della terra, i fedeli in processione<br \/>\naccompagnano il Signore: Egli, nascosto nell&#8217;Ostia, percorre vie e<br \/>\npiazze \u2014 come gi\u00e0 nella sua vita terrena \u2014 mostrandosi a quelli che<br \/>\nvogliono vederlo e facendosi incontro a quelli che non lo cercano.<br \/>\nCos\u00ec, ancora una volta, Ges\u00f9 viene in mezzo ai suoi. Come rispondiamo<br \/>\nalla chiamata del Maestro? Le manifestazioni esterne dell&#8217;amore devono<br \/>\nnascere dal cuore, e continuare in una testimonianza di vita cristiana.<br \/>\nIl rinnovamento che si opera in noi, al ricevere il Corpo del Signore,<br \/>\ndeve essere manifestato nelle opere. Rendiamo dunque sinceri i nostri<br \/>\npensieri: che siano pensieri di pace, di donazione, di servizio.<br \/>\nRendiamo le nostre parole vere, chiare, opportune: che sappiano<br \/>\nconsolare e aiutare, che sappiano soprattutto portare agli altri la<br \/>\nluce di Dio. Rendiamo le nostre azioni coerenti, efficaci, appropriate:<br \/>\nabbiano il <em>bonus odor Christi<\/em>, il profumo di Cristo, che ce ne richiama il comportamento e la vita.<\/p>\n<p> La processione del <em>Corpus Domini<\/em> manifesta la presenza di<br \/>\nDio per citt\u00e0 e villaggi. Ma questa presenza, ripeto, non pu\u00f2 essere<br \/>\ncosa di un giorno, un vociare confuso, udito e subito dimenticato. Il<br \/>\npassaggio di Ges\u00f9 ci ricorda che dobbiamo scoprirlo anche nelle nostre<br \/>\nattivit\u00e0 quotidiane. Accanto alla processione solenne di questo<br \/>\ngioved\u00ec, ci deve essere la processione silenziosa e umile della vita<br \/>\nordinaria di ogni cristiano, uomo tra gli uomini, ma con il privilegio<br \/>\ndi avere ricevuto la fede e la missione divina di comportarsi in modo<br \/>\ntale da rinnovare sulla terra il messaggio del Signore. Non siamo<br \/>\nimmuni da errori, da miserie, da peccati. Ma Dio \u00e8 con gli uomini, e<br \/>\ndobbiamo far s\u00ec che si serva di noi perch\u00e9 il suo passaggio tra le<br \/>\ncreature sia ininterrotto.<\/p>\n<p> Chiediamo allora al Signore che ci conceda di essere anime di<br \/>\nEucaristia e che il nostro rapporto intimo con Lui si esprima in gioia,<br \/>\nserenit\u00e0, in desiderio di giustizia. \u00c8 cos\u00ec che agevoleremo agli altri<br \/>\nil compito di riconoscere Cristo e che daremo il nostro contributo per<br \/>\ncollocarlo al vertice di tutte le attivit\u00e0 umane. Avr\u00e0 compimento la<br \/>\npromessa di Ges\u00f9: <em>Io, quando sar\u00f2 innalzato da terra, attirer\u00f2 a me tutte le cose<\/em>.<\/p>\n<p> Ges\u00f9, vi dicevo, \u00e8 il seminatore e per mezzo dei cristiani continua la<br \/>\nsua semina divina. Cristo stringe il frumento nelle sue mani piagate,<br \/>\nlo imbeve del suo sangue, lo pulisce, lo purifica e lo getta nel solco<br \/>\ndel mondo. Getta i chicchi a uno a uno, perch\u00e9 ogni cristiano dia<br \/>\ntestimonianza nel proprio ambiente della fecondit\u00e0 della Morte e<br \/>\nRisurrezione del Signore.<\/p>\n<p> Posti dunque nelle mani di Cristo, dobbiamo lasciarci impregnare dal<br \/>\nsuo Sangue redentore, lasciarci spargere nel solco, accettare la nostra<br \/>\nvita come Dio vuole che sia. E convincerci che il seme, per dar frutto,<br \/>\ndeve sotterrarsi e morire. Si innalza allora lo stelo e nasce la spiga.<br \/>\nDalla spiga il pane, che Dio trasformer\u00e0 nel Corpo di Cristo. In tal<br \/>\nmodo, torniamo a riunirci con Ges\u00f9, che \u00e8 stato il nostro seminatore. <em>Poich\u00e9 c&#8217;\u00e8 un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell&#8217;unico pane<\/em>.<\/p>\n<p> Cerchiamo di non dimenticare che non c&#8217;\u00e8 frutto se prima non c&#8217;\u00e8 la<br \/>\nsemina: \u00e8 necessario, pertanto, diffondere generosamente la Parola di<br \/>\nDio e aiutare gli uomini a conoscere Cristo, perch\u00e9 sentano fame di<br \/>\nLui. La festa del <em>Corpus Domini<\/em> \u2014 Corpo di Cristo, Pane di vita \u2014 \u00e8 una buona occasione per considerare<br \/>\nquanta fame si avverte oggi fra gli uomini: fame di verit\u00e0 e di<br \/>\ngiustizia, di unit\u00e0 e di pace. Dinanzi alla fame di pace, noi ripetiamo<br \/>\ncon san Paolo: Cristo \u00e8 <em>pax nostra<\/em>, la nostra pace. Dinanzi<br \/>\nall&#8217;anelito di verit\u00e0, dobbiamo ricordare che Cristo \u00e8 la via, la<br \/>\nverit\u00e0 e la vita. Chi aspira all&#8217;unit\u00e0, deve porsi di fronte a Cristo<br \/>\nche prega affinch\u00e9 siamo <em>consummati in unum<\/em>, perfetti<br \/>\nnell&#8217;unit\u00e0. La sete di giustizia deve guidarci alla sorgente da cui<br \/>\nscaturisce la concordia fra gli uomini: l&#8217;essere e il sapersi figli del<br \/>\nPadre, e quindi fratelli. Pace, verit\u00e0, unit\u00e0, giustizia. Come sembra<br \/>\ndifficile, a volte, la missione di superare le barriere che impediscono<br \/>\nla convivenza umana; eppure noi cristiani siamo chiamati a operare il<br \/>\ngrande miracolo della fraternit\u00e0; a ottenere, con l&#8217;aiuto della grazia<br \/>\ndivina, che gli uomini si comportino cristianamente, <em>portando gli uni i pesi degli altri<\/em>, vivendo il comandamento dell&#8217;amore, che \u00e8 vincolo di perfezione e riassume tutta la legge.<\/p>\n<p> Sappiamo bene che c&#8217;\u00e8 tanto da fare. Un giorno, forse contemplando<br \/>\nl&#8217;ondeggiare delle spighe ormai mature, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: <em>La messe \u00e8 molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!<\/em>. Anche oggi, come ieri, mancano i braccianti disposti a sopportare il <em>peso della giornata e il caldo<\/em>. Se poi noi, che gi\u00e0 lavoriamo, non siamo fedeli, accadr\u00e0 quanto ha scritto il profeta Gioele: <em>Devastata<br \/>\n\u00e8 la campagna, piange la terra, perch\u00e9 il grano \u00e8 devastato, \u00e8 venuto a<br \/>\nmancare il vino nuovo, \u00e8 esaurito il succo dell&#8217;olivo. Affliggetevi,<br \/>\ncontadini, alzate lamenti, vignaiuoli, per il grano e per l&#8217;orzo,<br \/>\nperch\u00e9 il raccolto dei campi \u00e8 perduto<\/em>.<\/p>\n<p> La messe si perde quando non si vuole accettare generosamente un lavoro<br \/>\nintenso, a volte anche lungo e faticoso: preparare la terra, gettare la<br \/>\nsemente, avere cura dei campi, provvedere alla mietitura e alla<br \/>\ntrebbiatura&#8230; Il Regno di Dio si edifica nella storia, nel tempo. Il<br \/>\nSignore ne ha affidato il compito a noi tutti, e nessuno pu\u00f2 sentirsene<br \/>\nesentato. Oggi, mentre adoriamo e contempliamo Cristo nell&#8217;Eucaristia,<br \/>\nricordiamoci che non \u00e8 ancora giunta l&#8217;ora del riposo: la giornata<br \/>\ncontinua.<\/p>\n<p> Nel Libro dei Proverbi leggiamo: <em>Chi coltiva la sua terra si sazia di pane<\/em>.<br \/>\nCerchiamo di applicare spiritualmente a noi stessi questo passo: chi<br \/>\nnon lavora il terreno di Dio e non \u00e8 fedele alla missione divina di<br \/>\nservizio agli altri, aiutandoli a conoscere Cristo, difficilmente<br \/>\nriuscir\u00e0 a capire che cos&#8217;\u00e8 il Pane eucaristico. Non si apprezza ci\u00f2<br \/>\nche non costa sforzo. Per stimare e amare la Sacra Eucaristia, \u00e8<br \/>\nnecessario percorrere lo stesso cammino di Ges\u00f9: essere grano di<br \/>\nfrumento, morire a noi stessi, risorgere pieni di vigore e dare frutto<br \/>\nabbondante: il cento per uno!.<\/p>\n<p> Questo cammino si riassume in una sola parola: amare. Amare vuoi avere<br \/>\nil cuore grande, sentire le preoccupazioni di quelli che ci circondano,<br \/>\nsaper perdonare e comprendere, sacrificarsi in unione a Ges\u00f9 Cristo per<br \/>\ntutte le anime. Se impariamo ad amare con lo stesso cuore di Cristo,<br \/>\nimpareremo a servire, a difendere con generosit\u00e0 e chiarezza la verit\u00e0.<br \/>\nPer amare in questo modo, \u00e8 necessario estirpare dalla propria vita<br \/>\ntutto quanto \u00e8 di ostacolo alla vita di Cristo in noi: l&#8217;attaccamento<br \/>\nalla comodit\u00e0, le suggestioni dell&#8217;egoismo, la tendenza alla<br \/>\nvanagloria&#8230; Potremo trasmettere agli altri la vita di Cristo, solo a<br \/>\ncondizione di riprodurla in noi stessi; potremo lavorare nelle viscere<br \/>\ndel mondo, trasformandolo dal di dentro, renderlo fecondo, solo a<br \/>\ncondizione di sperimentare in noi stessi la morte del chicco di<br \/>\nfrumento.<\/p>\n<p> Forse qualche volta ci viene la tentazione di pensare che tutto ci\u00f2 \u00e8<br \/>\nbello, ma \u00e8 un sogno irrealizzabile. Vi ho gi\u00e0 detto di rinnovare la<br \/>\nfede e la speranza: siate, dunque, perseveranti, e abbiate la sicurezza<br \/>\nche le vostre aspirazioni saranno colmate dalle meraviglie di Dio. Ma \u00e8<br \/>\nindispensabile che ci ancoriamo solidamente alla virt\u00f9 cristiana della<br \/>\nsperanza. Cerchiamo di non abituarci ai miracoli che si compiono<br \/>\ndinanzi ai nostri occhi: a questo mirabile prodigio del Signore che<br \/>\nscende ogni giorno nelle mani del sacerdote. Ges\u00f9 ci vuole ben desti<br \/>\ndavanti alla grandezza del suo potere, davanti alle parole della sua<br \/>\npromessa: <em>Venite post me, et faciam vos fieri piscatores hominum<\/em>,<br \/>\nseguitemi, e vi far\u00f2 pescatori d&#8217;uomini, sarete efficaci e porterete le<br \/>\nanime a Dio. Dobbiamo dunque aver fiducia nelle parole del Signore;<br \/>\ndobbiamo salire sulla barca, mettere mano ai remi, issare le vele e<br \/>\nlanciarci nel mare del mondo che Cristo ci affida come sua eredit\u00e0. <em>Duc in altum et lavate retia vestra in capturam<\/em>, spingetevi al largo e gettate le reti per la pesca!<\/p>\n<p> Lo zelo apostolico che Cristo ha posto nel nostro cuore non deve<br \/>\nestinguersi per falsa umilt\u00e0. Se \u00e8 pur vero che trasciniamo le nostre<br \/>\nmiserie, \u00e8 altrettanto vero che il Signore fa leva anche sui nostri<br \/>\nerrori. Al suo sguardo misericordioso non sfugge che gli uomini sono<br \/>\ncreature limitate, deboli, imperfette, inclini al peccato. E tuttavia<br \/>\nci comanda di lottare, di riconoscere i nostri difetti non per<br \/>\ndisperare, ma per pentirci e maturare l&#8217;impegno di migliorare.<\/p>\n<p> Dobbiamo inoltre ricordare sempre che siamo soltanto strumenti: <em>Ma<br \/>\nche cosa \u00e8 mai Apollo? Cosa \u00e8 Paolo? Ministri attraverso i quali siete<br \/>\nvenuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore gli ha concesso. Io<br \/>\nho piantato, Apollo ha irrigato, ma \u00e8 Dio che ha fatto crescere<\/em>. La<br \/>\ndottrina che portiamo, il messaggio che dobbiamo diffondere, hanno una<br \/>\nfecondit\u00e0 propria e infinita, che non ci appartiene, perch\u00e9 \u00e8 di<br \/>\nCristo. \u00c8 Dio stesso che si \u00e8 assunto l&#8217;impegno di compiere l&#8217;opera<br \/>\nsalvifica, di redimere il mondo.<\/p>\n<p> \u00c8 dunque necessaria una fede grande, che vinca sia lo scoraggiamento,<br \/>\nsia la tentazione di calcoli puramente umani. Per superare gli<br \/>\nostacoli, \u00e8 necessario mettere mano al lavoro, impadronirci del compito<br \/>\nche ci tocca, affinch\u00e9 lo stesso sforzo ci apra nuovi sentieri. La<br \/>\npanacea per ogni difficolt\u00e0 \u00e8 una sola: santit\u00e0 personale, dedizione al<br \/>\nSignore.<\/p>\n<p> Essere santi vuol dire, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, vivere come ha stabilito il<br \/>\nPadre nostro che \u00e8 nei Cieli. Mi direte che \u00e8 difficile. E lo \u00e8;<br \/>\nl&#8217;ideale \u00e8 ben alto. Ma al tempo stesso \u00e8 facile, perch\u00e9 \u00e8 a portata di<br \/>\nmano. Quando qualcuno cade ammalato, gli pu\u00f2 capitare di non trovare la<br \/>\nmedicina adatta. Sul piano soprannaturale questo non avviene. La<br \/>\nmedicina \u00e8 sempre vicina: \u00e8 Cristo Ges\u00f9, presente nella Sacra<br \/>\nEucaristia, che ci d\u00e0 la sua grazia anche attraverso gli altri<br \/>\nsacramenti che ha voluto istituire.<\/p>\n<p> Ripetiamo, dunque, con le parole e con le opere: Signore, confido in<br \/>\nte; mi basta la tua provvidenza ordinaria, il tuo aiuto d&#8217;ogni giorno.<br \/>\nNon dobbiamo chiedere al Signore grandi miracoli. Dobbiamo piuttosto<br \/>\nsupplicarlo di aumentare la nostra fede, di illuminare la nostra<br \/>\nintelligenza, di fortificare la nostra volont\u00e0. Ges\u00f9 resta sempre<br \/>\nvicino a noi e si comporta sempre per quello che \u00e8.<\/p>\n<p> Fin dall&#8217;inizio della mia predicazione vi ho messo in guardia contro una falsa <em>deificazione<\/em>.<br \/>\nNon turbarti quindi nel riconoscerti come sei: una creatura di fango.<br \/>\nNon preoccuparti. Perch\u00e9 tu e io siamo figli di Dio \u2014 ecco la vera <em>deificazione<\/em> \u2014 scelti per chiamata divina fin dall&#8217;eternit\u00e0: <em>Ci ha scelti, il Padre, in Ges\u00f9 Cristo, prima della fondazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto<\/em>.<br \/>\nNoi, che apparteniamo a Dio in modo peculiare e che, nonostante la<br \/>\nnostra miseria, siamo strumenti suoi, saremo efficaci nella misura in<br \/>\ncui non perderemo la cognizione della nostra debolezza. Le tentazioni<br \/>\nci segnalano le dimensioni della nostra miseria.<\/p>\n<p> Se provate tristezza costatando con evidenza la meschinit\u00e0 della vostra<br \/>\ncondizione, vuoi dire che \u00e8 giunto il momento dell&#8217;abbandono completo e<br \/>\ndocile nelle mani di Dio. Narrano di un mendicante che un giorno si<br \/>\nfece incontro ad Alessandro Magno chiedendo l&#8217;elemosina. Alessandro si<br \/>\nferm\u00f2 e diede ordine che lo facessero signore di cinque citt\u00e0. Il<br \/>\npoveretto, sconcertato, esclam\u00f2: \u00ab Io non chiedevo tanto! \u00bb. E<br \/>\nAlessandro, di rimando: \u00ab Tu hai chiesto da quel che sei; io ti ho dato<br \/>\nda quel che sono \u00bb. E noi, dunque, anche nei momenti in cui pi\u00f9<br \/>\nbrutalmente costatiamo i nostri limiti, possiamo e dobbiamo rivolgerci<br \/>\na Dio Padre, a Dio Figlio e a Dio Spirito Santo, consapevoli di<br \/>\npartecipare alla vita divina. Non esistono ragioni sufficienti a farci<br \/>\nvolgere indietro lo sguardo; il Signore \u00e8 con noi. Dobbiamo affrontare<br \/>\ni nostri doveri fedelmente e lealmente, cercando in Ges\u00f9 l&#8217;amore e lo<br \/>\nstimolo per comprendere gli errori altrui e superare i nostri. E cos\u00ec<br \/>\nla nostra miseria, la tua, la mia e quella di tutti gli uomini, servir\u00e0<br \/>\ndi sostegno al regno di Cristo.<\/p>\n<p> Riconosciamo le nostre infermit\u00e0, ma confessiamo la potenza di Dio. La<br \/>\nvita cristiana deve essere informata dall&#8217;ottimismo, dalla gioia, dalla<br \/>\ncertezza che il Signore vuole servirsi di noi. Consapevoli di essere<br \/>\nparte della Chiesa santa, di essere saldamente ancorati alla roccia di<br \/>\nPietro e sostenuti dall&#8217;azione dello Spirito Santo, ci decideremo a<br \/>\ncompiere il piccolo dovere di ogni istante: seminare ogni giorno un<br \/>\npo&#8217;. Il raccolto traboccher\u00e0 dai granai.<\/p>\n<p> Concludiamo questa meditazione. Assaporando nel vostro intimo<br \/>\nl&#8217;infinita bont\u00e0 di Dio, pensate che Cristo, alle parole della<br \/>\nConsacrazione, si fa realmente presente nell&#8217;Ostia, in Corpo, Sangue,<br \/>\nAnima e Divinit\u00e0. Adoratelo con riverenza e devozione; rinnovate in sua<br \/>\npresenza l&#8217;offerta sincera del vostro amore; ditegli senza timore che<br \/>\nlo amate, rendetegli grazie per questa prova quotidiana della sua<br \/>\namabile misericordia, e crescete nel desiderio di avvicinarvi con<br \/>\nfiducia alla Comunione. Io mi commuovo dinanzi a questo mistero<br \/>\nd&#8217;Amore: il Signore cerca il mio povero cuore per farne il suo trono,<br \/>\nper non abbandonarmi, a condizione che io non mi allontani da Lui.<\/p>\n<p> Ricre\u00e0ti dalla presenza di Cristo, rifocillati dal suo Corpo, sapremo<br \/>\nessere fedeli in questa vita terrena per chiamarci poi vincitori nel<br \/>\nCielo, accanto a Ges\u00f9 e a Maria sua Madre. <em>Dov&#8217;\u00e8,<br \/>\no morte, la tua vittoria? Dov&#8217;\u00e8, o morte, il tuo pungiglione? Siano<br \/>\nrese grazie a Dio che ci d\u00e0 la vittoria per mezzo del Signore nostro<br \/>\nGes\u00f9 Cristo<\/em>.<\/div>\n<\/p>\n<p class=\"stickynote\">Fonte:<br \/> Opus Dei<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il testo dell&#8217;omelia di san Josemar\u00eda &#8220;Nella festa del Corpus Domini&#8221;, raccolta nel libro di omelie &#8220;E&#8217; Ges\u00f9 che passa&#8221; edizioni Ares.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[11,4],"tags":[],"class_list":["post-359","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-11","category-audio-cattolici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=359"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/359\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}