{"id":339,"date":"2008-10-15T00:00:00","date_gmt":"2008-10-14T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/1274369910"},"modified":"2026-07-01T18:38:33","modified_gmt":"2026-07-01T18:38:33","slug":"udienza-generale-del-15102008-san-paolo-8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=339","title":{"rendered":"Udienza Generale del 15\/10\/2008 &#8211; San Paolo (8)"},"content":{"rendered":"<p><strong>UDIENZA GENERALE &#8211; Piazza San Pietro, 15 ottobre 2008<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cari fratelli e sorelle<\/em>,<br \/>nella catechesi di mercoled\u00ec scorso ho parlato<br \/>\ndella relazione di Paolo con il<br \/>\nGes\u00f9 pre-pasquale nella sua vita terrena. La questione era: \u201cChe cosa ha saputo<br \/>\nPaolo della vita di Ges\u00f9, delle sue parole, della sua passione?\u201d. Oggi vorrei<br \/>\nparlare dell\u2019insegnamento di san Paolo sulla Chiesa. <span style=\"color: #800000;\"><strong>Ascolta l&#8217;udienza<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2 class=\"highlight\">Ascolta<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\">{audio}http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00134053.MP3{\/audio}<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"> {mgmediabot2}path=http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00134053.MP3|popup=Ascolta il file|width=320|height=50{\/mgmediabot2}  in una finestra pop-up.<\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #663300;\">BENEDETTO XVI <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><i><span style=\"color: #663300;\"><b><span style=\"font-size: medium;\">UDIENZA GENERALE<\/span><\/b> <\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><i><span style=\"color: #663300;\">Piazza San Pietro<br \/> Mercoled\u00ec, 15 ottobre 2008 <\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><b><em>San Paolo (8)<\/em><\/b><\/p>\n<p><em>Cari fratelli e sorelle<\/em>,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">nella <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/audiences\/2008\/documents\/hf_ben-xvi_aud_20081008_it.html\">catechesi di mercoled\u00ec scorso<\/a> ho parlato<br \/>\ndella relazione di Paolo con il<br \/>\nGes\u00f9 pre-pasquale nella sua vita terrena. La questione era: \u201cChe cosa ha saputo<br \/>\nPaolo della vita di Ges\u00f9, delle sue parole, della sua passione?\u201d. Oggi vorrei<br \/>\nparlare dell\u2019insegnamento di san Paolo sulla Chiesa. Dobbiamo cominciare dalla<br \/>\ncostatazione che questa parola\u00a0 \u201cChiesa\u201d nell\u2019italiano &#8211; come nel francese<br \/>\n\u201c\u00c9glise\u201d e nello spagnolo \u201cIglesia\u201d &#8211; essa \u00e8 presa dal greco \u201c<em>ekkl\u0113s\u00eda<\/em>\u201d!<br \/>\nEssa viene dall\u2019Antico Testamento e significa l\u2019assemblea del popolo di<br \/>\nIsraele, convocata da Dio, particolarmente l\u2019assemblea esemplare ai piedi del<br \/>\nSinai. Con questa parola \u00e8 ora significata la nuova comunit\u00e0 dei credenti in<br \/>\nCristo che si sentono assemblea di Dio, la nuova convocazione di tutti i popoli<br \/>\nda parte di Dio e davanti a Lui. Il vocabolo <em>ekkl\u0113s\u00eda <\/em>fa la sua apparizione<br \/>\nsolo sotto la penna di Paolo, che \u00e8 il primo autore di uno<br \/>\nscritto cristiano. Ci\u00f2 avviene nell\u2019<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYR.HTM\"><em>incipit <\/em>della prima <em>Lettera ai<br \/>\nTessalonicesi<\/em><\/a>, dove Paolo si rivolge testualmente \u201calla Chiesa dei<br \/>\nTessalonicesi\u201d (cfr poi anche \u201cla Chiesa dei Laodicesi\u201d in<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYQ.HTM\"> <em>Col<\/em> 4,16<\/a>). In<br \/>\naltre Lettere egli parla della Chiesa di Dio che \u00e8 in Corinto (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXE.HTM\"><em>1 Cor<\/em> 1,2<\/a>;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXU.HTM\"> <em>2 Cor<\/em> 1,1<\/a>), che \u00e8 in Galazia (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PY7.HTM\"><em>Gal<\/em> 1,2<\/a> ecc.) \u2013 Chiese particolari,<br \/>\ndunque \u2013 ma dice anche di avere perseguitato \u201c<em>la<\/em> Chiesa di Dio\u201d: non una<br \/>\ndeterminata comunit\u00e0 locale, ma \u201cla Chiesa di<br \/>\nDio\u201d. Cos\u00ec vediamo che questa parola \u201cChiesa\u201d ha un significato<br \/>\npluridimensionale: indica da una parte le assemblee di Dio in determinati luoghi<br \/>\n(una citt\u00e0, un paese, una casa), ma significa anche tutta la Chiesa nel suo<br \/>\ninsieme. E cos\u00ec vediamo che \u201cla Chiesa di Dio\u201d non \u00e8 solo una somma di diverse<br \/>\nChiese locali, ma che le diverse Chiese locali sono a loro volta realizzazione<br \/>\ndell\u2019unica Chiesa di Dio. Tutte insieme sono \u201cla Chiesa di Dio\u201d, che precede le<br \/>\nsingole Chiese locali e si esprime, si realizza in esse.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 importante osservare che quasi sempre la parola \u201cChiesa\u201d appare con l\u2019aggiunta<br \/>\ndella qualificazione \u201cdi Dio\u201d: non \u00e8 una associazione umana, nata da idee o<br \/>\ninteressi comuni, ma da una convocazione di Dio. Egli l\u2019ha convocata e perci\u00f2 \u00e8<br \/>\nuna in tutte le sue realizzazioni. L\u2019unit\u00e0 di Dio crea l\u2019unit\u00e0 della Chiesa in<br \/>\ntutti i luoghi dove essa si trova. Pi\u00f9 tardi, nella <i> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYD.HTM\">Lettera agli Efesini<\/a><\/i>,<br \/>\nPaolo elaborer\u00e0 abbondantemente il concetto di unit\u00e0 della Chiesa, in continuit\u00e0<br \/>\ncol concetto di Popolo di Dio, Israele, considerato dai profeti come \u201csposa di<br \/>\nDio\u201d, chiamata a vivere una relazione sponsale con Lui. Paolo presenta l\u2019unica<br \/>\nChiesa di Dio come \u201csposa di Cristo\u201d nell\u2019amore, un solo corpo e un solo spirito<br \/>\ncon Cristo stesso. \u00c8 noto che il giovane Paolo era stato accanito avversario del<br \/>\nnuovo movimento costituito dalla Chiesa di Cristo. Ne era stato avversario,<br \/>\nperch\u00e9 aveva visto minacciata in questo nuovo movimento la fedelt\u00e0 alla<br \/>\ntradizione del popolo di Dio, animato dalla fede nel Dio unico. Tale fedelt\u00e0 si<br \/>\nesprimeva soprattutto nella circoncisione, nell\u2019osservanza delle regole della<br \/>\npurezza cultuale, dell\u2019astensione da certi cibi, del rispetto del sabato. Questa<br \/>\nfedelt\u00e0 gli Israeliti avevano pagato col sangue dei martiri, nel periodo dei<br \/>\nMaccabei, quando il regime ellenista voleva obbligare tutti i popoli a<br \/>\nconformarsi all\u2019unica cultura ellenistica. Molti israeliti avevano difeso col<br \/>\nsangue la vocazione propria di Israele. I martiri avevano pagato con la vita<br \/>\nl\u2019identit\u00e0 del loro popolo, che si esprimeva mediante questi elementi. Dopo<br \/>\nl\u2019incontro con il Cristo risorto, Paolo cap\u00ec che i cristiani non erano<br \/>\ntraditori; al contrario, nella nuova situazione, il Dio di Israele, mediante<br \/>\nCristo, aveva allargato la sua chiamata a tutte le genti, divenendo il Dio di<br \/>\ntutti i popoli. In questo modo si realizzava la fedelt\u00e0 all\u2019unico Dio; non erano<br \/>\npi\u00f9 necessari segni distintivi costituiti da norme e osservanze particolari,<br \/>\nperch\u00e9 tutti erano chiamati, nella loro variet\u00e0, a far parte dell\u2019unico popolo<br \/>\ndi Dio della \u201cChiesa di Dio\u201d in Cristo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cosa fu per Paolo subito chiara nella nuova situazione: il valore<br \/>\nfondamentale e fondante di Cristo e della \u201cparola\u201d che Lo annunciava. Paolo<br \/>\nsapeva che non solo non si diventa cristiani per coercizione, ma che nella<br \/>\nconfigurazione interna della nuova comunit\u00e0 la componente istituzionale era<br \/>\ninevitabilmente legata alla \u201cparola\u201d viva, all\u2019annuncio del Cristo vivo nel<br \/>\nquale Dio si apre a tutti i popoli e li unisce in un unico popolo di Dio. \u00c8<br \/>\nsintomatico che Luca negli <em>Atti<\/em> <em>degli Apostoli <\/em>impieghi pi\u00f9<br \/>\nvolte, anche a proposito di Paolo, il sintagma \u201cannunciare la parola\u201d (<em>At<\/em> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PW9.HTM\">4,29.31<\/a>;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PWD.HTM\">8,25<\/a>;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PWG.HTM\">11,19<\/a>;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PWI.HTM\">13,46<\/a>;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PWJ.HTM\">14,25<\/a>;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PWL.HTM\">16,6.32<\/a>), con l\u2019evidente intenzione di<br \/>\nevidenziare al massimo la portata decisiva della \u201cparola\u201d dell\u2019annuncio. In<br \/>\nconcreto, tale parola \u00e8 costituita dalla croce e dalla risurrezione di Cristo,<br \/>\nin cui hanno trovato realizzazione le Scritture. Il Mistero pasquale, che ha<br \/>\nprovocato la svolta della sua vita sulla strada di Damasco, sta ovviamente al<br \/>\ncentro della predicazione dell\u2019Apostolo (cfr <em>1 Cor <\/em> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXF.HTM\">2,2<\/a>;<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXS.HTM\">15,14<\/a>). Questo<br \/>\nMistero, annunciato nella parola, si realizza nei sacramenti del Battesimo e<br \/>\ndell\u2019Eucaristia e diventa poi realt\u00e0 nella carit\u00e0 cristiana. L\u2019opera<br \/>\nevangelizzatrice di Paolo non \u00e8 finalizzata ad altro che ad impiantare la<br \/>\ncomunit\u00e0 dei credenti in Cristo. Questa idea \u00e8 insita nella etimologia stessa<br \/>\ndel vocabolo <em>ekkl\u0113s\u00eda, <\/em>che Paolo, e con lui l&#8217;intero cristianesimo, ha preferito all\u2019altro termine di<br \/>\n\u201csinagoga\u201d: non solo perch\u00e9 originariamente il primo \u00e8 pi\u00f9 \u2018laico\u2019 (derivando<br \/>\ndalla prassi greca dell&#8217;assemblea politica e non propriamente religiosa), ma<br \/>\nanche perch\u00e9 esso implica direttamente l&#8217;idea pi\u00f9 teologica di una chiamata<br \/>\n<em>ab extra, <\/em>non quindi di un semplice riunirsi insieme; i credenti sono chiamati da Dio, il<br \/>\nquale li raccoglie in una comunit\u00e0, la sua Chiesa.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa linea possiamo intendere anche l&#8217;originale concetto, esclusivamente<br \/>\npaolino, della Chiesa come \u201cCorpo di Cristo\u201d. Al riguardo, occorre avere<br \/>\npresente le due dimensioni di questo concetto. Una \u00e8 di carattere sociologico,<br \/>\nsecondo cui il corpo \u00e8 costituito dai suoi componenti e non esisterebbe senza di<br \/>\nessi. Questa interpretazione appare nella <i> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PWY.HTM\">Lettera ai Romani<\/a><\/i> e nella <i> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXE.HTM\">Prima Lettera ai Corinti<\/a><\/i>, dove Paolo assume un\u2019immagine che esisteva gi\u00e0<br \/>\nnella sociologia romana: egli dice che un popolo \u00e8 come un corpo con diverse<br \/>\nmembra, ognuna delle quali ha la sua funzione, ma tutte, anche le pi\u00f9 piccole e<br \/>\napparentemente insignificanti, sono necessarie perch\u00e9 il corpo possa vivere e<br \/>\nrealizzare le proprie funzioni. Opportunamente l\u2019Apostolo osserva che nella<br \/>\nChiesa ci sono tante vocazioni: profeti, apostoli, maestri, persone semplici,<br \/>\ntutti chiamati a vivere ogni giorno la carit\u00e0, tutti necessari per costruire<br \/>\nl\u2019unit\u00e0 vivente di questo organismo spirituale. L\u2019altra interpretazione fa<br \/>\nriferimento al Corpo stesso di Cristo. Paolo sostiene che la Chiesa non \u00e8 solo<br \/>\nun organismo, ma diventa realmente corpo di Cristo nel sacramento<br \/>\ndell\u2019Eucaristia, dove tutti riceviamo il suo Corpo e diventiamo realmente suo<br \/>\nCorpo. Si realizza cos\u00ec il mistero sponsale che tutti diventano un solo corpo e<br \/>\nun solo spirito in Cristo. Cos\u00ec la realt\u00e0 va molto oltre l\u2019immagine sociologica,<br \/>\nesprimendo la sua vera essenza profonda, cio\u00e8 l\u2019unit\u00e0 di tutti i battezzati in<br \/>\nCristo, considerati dall\u2019Apostolo \u201cuno\u201d in Cristo, conformati al sacramento del<br \/>\nsuo Corpo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicendo questo, Paolo mostra di saper bene e fa capire a noi tutti che la Chiesa<br \/>\nnon \u00e8 sua e non \u00e8 nostra: la Chiesa \u00e8 corpo di Cristo, \u00e8 \u201cChiesa <em>di Dio<\/em>\u201d,<em> <\/em>\u201ccampo<br \/>\n<em>di Dio, <\/em>edificazione <em>di Dio<\/em>,<em> &#8230; <\/em>tempio <em>di Dio<\/em>\u201d<em> <\/em>(<em>1Cor<\/em> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXG.HTM\">3,9.16<\/a>). Quest&#8217;ultima designazione \u00e8 particolarmente<br \/>\ninteressante, perch\u00e9 attribuisce a un tessuto di relazioni interpersonali un<br \/>\ntermine che comunemente serviva per indicare un luogo fisico, considerato sacro.<br \/>\nIl rapporto tra Chiesa e tempio viene perci\u00f2 ad assumere due dimensioni<br \/>\ncomplementari: da una parte, viene applicata alla comunit\u00e0 ecclesiale la<br \/>\ncaratteristica di separatezza e purit\u00e0 che spettava all\u2019edificio sacro, ma,<br \/>\ndall&#8217;altra, viene pure superato il concetto di uno spazio materiale, per<br \/>\ntrasferire tale valenza alla realt\u00e0 di una viva comunit\u00e0 di fede. Se prima i<br \/>\ntempli erano considerati luoghi della presenza di Dio, adesso si sa e si vede<br \/>\nche Dio non abita in edifici fatti di pietre, ma il luogo della presenza di Dio<br \/>\nnel mondo \u00e8 la comunit\u00e0 viva dei credenti.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un discorso a parte meriterebbe la qualifica di \u201cpopolo di Dio\u201d, che in Paolo \u00e8<br \/>\napplicata sostanzialmente al popolo dell\u2019Antico Testamento e poi ai pagani che<br \/>\nerano \u201cil non popolo\u201d e sono diventati anch\u2019essi popolo di Dio grazie al loro<br \/>\ninserimento in Cristo mediante la parola e il sacramento. E finalmente un\u2019ultima<br \/>\nsfumatura. Nella <i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYZ.HTM\">Lettera a Timoteo<\/a><\/i> Paolo qualifica la Chiesa come \u00abcasa<br \/>\ndi Dio\u00bb (<em>1 Tm<\/em> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PZ1.HTM\">3,15<\/a>); e questa \u00e8 una definizione davvero originale, poich\u00e9<br \/>\nsi riferisce alla Chiesa come struttura comunitaria in cui si vivono calde<br \/>\nrelazioni interpersonali di carattere familiare. L\u2019Apostolo ci aiuta a<br \/>\ncomprendere sempre pi\u00f9 a fondo il mistero della Chiesa nelle sue diverse<br \/>\ndimensioni di assemblea di Dio nel mondo. Questa \u00e8 la grandezza della Chiesa e<br \/>\nla grandezza della nostra chiamata: siamo tempio di Dio nel mondo, luogo dove<br \/>\nDio abita realmente, e siamo, al tempo stesso, comunit\u00e0, famiglia di Dio, il<br \/>\nQuale \u00e8 carit\u00e0. Come famiglia e casa di Dio dobbiamo realizzare nel mondo la<br \/>\ncarit\u00e0 di Dio e cos\u00ec essere, con la forza che viene dalla fede, luogo e segno<br \/>\ndella sua presenza. Preghiamo il Signore affinch\u00e9 ci conceda di essere sempre<br \/>\npi\u00f9 la sua Chiesa, il suo Corpo, il luogo della presenza della sua carit\u00e0 in<br \/>\nquesto nostro mondo e nella nostra storia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">* * *<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare<br \/>\nai fedeli della <em>diocesi di Ischia<\/em>, venuti con il loro Pastore Mons.<br \/>\nFilippo Strofaldi, in occasione della conclusione del sinodo diocesano, evento<br \/>\nprezioso di rilancio dell\u2019attivit\u00e0 pastorale. Saluto le partecipanti ai Capitoli<br \/>\nGenerali delle <em>Francescane Missionarie di Maria<\/em> e delle <em>Serve di Maria<br \/>\nMinistre degli Infermi<\/em>. Care Sorelle, mantenete vivi i vostri rispettivi<br \/>\ncarismi e continuate con rinnovato slancio di carit\u00e0 sulla via tracciata dai<br \/>\nvostri Fondatori. Saluto le <em>Infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana<\/em>,<br \/>\nche ricordano il primo centenario di fondazione della loro Associazione e le<br \/>\nincoraggio a proseguire nell\u2019impegno di cristiana solidariet\u00e0 verso il prossimo.<br \/>\nSaluto l\u2019<em>Associazione regionale dei Cori pugliesi<\/em> ed esorto ciascuno a<br \/>\nfare del canto uno strumento di lode a Dio e un dono di gioia ai fratelli.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio pensiero va infine ai <em>giovani<\/em>, ai <em>malati<\/em> ed agli <em> sposi novelli<\/em>. Cari amici, celebriamo oggi la festa di santa Teresa d\u2019Avila.<br \/>\nQuesta grande Santa testimonia a voi cari <em>giovani<\/em> che l\u2019amore autentico<br \/>\nnon pu\u00f2 essere scisso dalla verit\u00e0; mostra a voi, cari <em>malati<\/em>, che la<br \/>\ncroce di Cristo \u00e8 mistero di amore redentore; per voi, cari <em>sposi novelli<\/em>,<br \/>\n\u00e8 modello di fedelt\u00e0 a Dio, il quale affida ad ognuno una speciale missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #663300; font-size: xx-small;\">\u00a9 Copyright 2008 &#8211; Libreria<br \/>\nEditrice Vaticana<\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"tips\"><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/audiences\/2008\/index_it.htm\" target=\"_blank\">Testo completo con le altre lingue <\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"error\">The content of this podcast is made available only for personal and<br \/>\nprivate use and cannot be exploited for commercial purposes, without<br \/>\nprior written authorization by Vatican Radio. For further information,<br \/>\nplease contact the International Relation Office at relint [chiocciola] vatiradio.va<\/p>\n<p class=\"message\">I file audio presenti in questo articolo sono linkati direttamente al<br \/>\nserver di Radio Vaticana e non sono in alcun modo manipolati o<br \/>\nmodificati, per scaricarli sul proprio computer \u00e8 necessario disporre<br \/>\ndi un programma di lettura Rss e seguire il link sottostante.<\/p>\n<p class=\"download\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.radiovaticana.org\/rss\/rss.xml\">Link al feed Rss di Radio Vaticana per l&#8217;Angelus e le Udienze Generali<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE &#8211; Piazza San Pietro, 15 ottobre 2008 Cari fratelli e sorelle,nella catechesi di mercoled\u00ec scorso ho parlato della relazione di Paolo con il Ges\u00f9 pre-pasquale nella sua vita terrena. La questione era: \u201cChe cosa ha saputo Paolo della vita di Ges\u00f9, delle sue parole, della sua passione?\u201d. 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