{"id":307,"date":"2008-05-19T11:28:14","date_gmt":"2008-05-19T10:28:14","guid":{"rendered":"http:\/\/652557660"},"modified":"2026-07-01T18:43:18","modified_gmt":"2026-07-01T18:43:18","slug":"xxxi-convocazione-nazionale-del-rinnovamento-nello-spirito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=307","title":{"rendered":"XXXI Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito"},"content":{"rendered":"<p>\n<b><br \/>\nXXXI CONVOCAZIONE NAZIONALE<\/b> dei <a href=\"http:\/\/www.rns-italia.it\/CONVNAZ\/CONVRIMINI\/anno2008\/presentazione.htm\" target=\"_blank\">Gruppi e delle Comunit&agrave; del RnS Fiera di<br \/>\nRimini<\/a> , 1 &#8211; 4 maggio 2008\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n&laquo;Rigenerati<br \/>\ndalla Parola di Dio&raquo;<br \/>\n(1 Pt 1, 23)<br \/>\nRelazione sulla chiamata a evangelizzare: &laquo;Lo Spirito di verit&agrave; mi render&agrave; testimonianza, e anche voi mi renderete testimonianza, perch&eacute; siete stati con me&raquo; (Gv 15, 26-27)<br \/>\nRelatore: <b>p. Raniero Cantalamessa<\/b>, Predicatore della Casa Pontificia\n<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h3>La testimonianza di Ges&uacute; &egrave; lo spirito di profezia (Ap 19,10)<\/h3>\n<p>\n{audio}http:\/\/www.cantalamessa.org\/multimedia\/audio\/Rimini2008.mp3{\/audio}&nbsp;\n<\/p>\n<p>\nOppure ascolta in {mgmediabot2}path=http:\/\/www.cantalamessa.org\/multimedia\/audio\/Rimini2008.mp3|popup=una finestra pop-up|width=300|height=300{\/mgmediabot2}\n<\/p>\n<p>\n{slide=Se vuoi, puoi anche leggere il testo della relazione}&nbsp;\n<\/p>\n<p>\nPensavo in questi giorni che io ho continuato per tutta la vita a fare<br \/>\nquello che facevo da bambino. I miei nonni materni avevano un grande<br \/>\ncampo in collina, seminato a grano. La mietitura si faceva ancora tutta<br \/>\na mano, con la falce, nella calura estiva. Io e una schiera di<br \/>\ncuginetti eravamo incaricati di portare acqua ai mietitori. Era un<br \/>\ncontinuo andare e venire dalla fonte al campo. Gli operai di<br \/>\nrialzavano, tracannavano caraffe d&rsquo;acqua con uno spicco di limone<br \/>\ndentro e si rimettevano a mietere cantando.<\/p>\n<p>&Egrave; quello che ho continuato a fare, dicevo, tutta la vita: portare acqua<br \/>\nai mietitori, l&rsquo;acqua della parola di Dio, ai mietitori del campo del<br \/>\nSignore che siete voi! Altri sostengono il peso della fatica e del<br \/>\ncaldo, io faccio quello che fanno i bambini: portare il refrigerio di<br \/>\nun po&rsquo; d&rsquo;acqua. Oso fare mie le parole che il mio padre Francesco<br \/>\nd&rsquo;Assisi scriveva in una lettera a tutti i fedeli: &ldquo;Poich&eacute; sono servo<br \/>\ndi tutti, sono tenuto a servire a tutti e ad amministrare le fragranti<br \/>\nparole del mio Signore&rdquo; [1]. Lui parla di pani, non di acqua, ma &egrave; la<br \/>\nstessa realt&agrave;.<\/p>\n<p>Molti, mi &egrave; stato detto, non hanno trovato posto in questo pur immenso<br \/>\npadiglione della fiera di Rimini e sono in un altro padiglione davanti<br \/>\nal video. &Egrave; comprensibile che si sentano un po&rsquo; delusi. Io per&ograve; ho una<br \/>\nbuona notizia per loro. Il libro dei Numeri narra cosa successe quando<br \/>\nMos&egrave;, nella tenda del convegno, trasmetteva lo Spirito profetico ai<br \/>\nsettanta anziani: due uomini, Eldad e Medad, non erano con gli altri<br \/>\nnella tenda, ma lo Spirito Santo scese su di loro in maniera ancora pi&ugrave;<br \/>\nvisibile che su quelli che erano nella tenda e cominciarono a profetare<br \/>\n(cf. Num 11, 24-30).<\/p>\n<p>&ldquo;Quando verr&agrave; il Consolatore che io vi mander&ograve; dal Padre, lo Spirito di<br \/>\nverit&agrave; che procede dal Padre, egli mi render&agrave; testimonianza; e anche<br \/>\nvoi mi renderete testimonianza, perch&eacute; siete stati con me fin dal<br \/>\nprincipio&rdquo; (Gv 15, 26-27). &Egrave; il testo evangelico proposto alla nostra<br \/>\nmeditazione per questo incontro.<\/p>\n<p>Dopo la Pentecoste vediamo questo annuncio di Ges&uacute; perfettamente<br \/>\nrealizzato nella Chiesa. Pietro conclude il suo discorso davanti al<br \/>\nSinedrio, dicendo: &ldquo;Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito<br \/>\nSanto, che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a lui&rdquo; (At 5,<br \/>\n30-32). Non si tratta per&ograve; di due testimonianze distinte e<br \/>\nindipendenti, ma di una sola testimonianza. Il senso &egrave;: il Paraclito mi<br \/>\nrender&agrave; testimonianza attraverso di voi. Lo Spirito Santo &egrave; il<br \/>\ntestimone interiore invisibile; gli apostoli e, dopo di loro, i vescovi<br \/>\ne, in modo diverso, tutti i discepoli sono i testimoni esteriori,<br \/>\nvisibili. Prestano la voce allo Spirito.<\/p>\n<p>Riflettiamo su questo compito che oggi &egrave; anche il nostro: che genere di<br \/>\ntestimonianza si aspetta Ges&uacute; da noi? Una frase dell&rsquo;Apocalisse sembra<br \/>\nrispondere direttamente a questa domanda: &ldquo;La testimonianza di Ges&uacute;,<br \/>\ndice, &egrave; lo spirito di profezia&rdquo; (Ap 19,10). Uno studioso ha commentato<br \/>\ncos&igrave; questa frase lapidaria: &ldquo;Il possesso dello Spirito profetico, che<br \/>\ncostituisce il vero profeta, si manifesta in una vita di testimonianza<br \/>\na Ges&uacute;&#8230;Ogni vero profeta &egrave; testimone di Ges&uacute;; e chiunque ha la<br \/>\ntestimonianza di Ges&uacute; &egrave; profeta nel senso pi&ugrave; alto del termine&rdquo; [2].<\/p>\n<p><b>1. Cos&rsquo;&egrave; la profezia?<\/b><\/p>\n<p>Cos&rsquo;&egrave; la profezia? Una prima idea, vaga ma suggestiva, &egrave; contenuta<br \/>\nnella formula con cui Balaam introduce i suoi oracoli nel libro dei<br \/>\nNumeri:<\/p>\n<p>&ldquo;Oracolo di Balaam, figlio di Beor,<br \/>\noracolo dell&#8217;uomo dall&#8217;occhio penetrante,<br \/>\noracolo di chi ode le parole di Dio<br \/>\ne conosce la scienza dell&#8217;Altissimo,<br \/>\ndi chi vede la visione dell&#8217;Onnipotente,<br \/>\ne cade ed &egrave; tolto il velo dai suoi occhi.<br \/>\n(Num 24, 15-16).<\/p>\n<p>Profeta &egrave; uno a cui &egrave; dato un occhio penetrante che gli permette di<br \/>\navere accesso alla mente di Dio e di vederne i segreti progetti.<br \/>\nEinstein diceva di volere conoscere il pensiero di Dio, perch&eacute; tutto il<br \/>\nresto non era ai suoi occhi che dettagli. Quello che non &egrave; concesso<br \/>\nallo scienziato &egrave; concesso al profeta.<\/p>\n<p>All&rsquo;origine della profezia troviamo le due grandi forze che insieme<br \/>\ncreano e muovono il mondo secondo la Bibbia: lo Spirito e la Parola, la<br \/>\nruach e il dabar. I profeti sono visti ora come gli uomini della<br \/>\nparola, ora come gli uomini dello Spirito. Ora &egrave; la parola che &ldquo;viene&rdquo;<br \/>\nsu di essi e li costituisce profeti, ora &egrave; lo &ldquo;Spirito del Signore&rdquo; (Is<br \/>\n61,1). &ldquo;Il mio spirito che &egrave; sopra di te e le parole che ti ho messo in<br \/>\nbocca non si allontaneranno mai dalla tua bocca&rdquo;, dice Dio a Isaia (Is<br \/>\n59,21).<\/p>\n<p>Alla profezia si applica in modo eminente ci&ograve; &egrave; scritto<br \/>\ndell&rsquo;ispirazione biblica in genere. Nella seconda lettera a Timoteo &egrave;<br \/>\ncontenuta la celebre affermazione: &ldquo;Tutta la Scrittura &egrave; ispirata da<br \/>\nDio&rdquo; (2 Tm 3, 16). L&#8217;espressione che viene tradotta con &ldquo;ispirata da<br \/>\nDio&rdquo;, o &ldquo;divinamente ispirata&rdquo;, nella lingua originale, &egrave; una parola<br \/>\nunica, theopneustos, che contiene insieme i due vocaboli di Dio (Theos)<br \/>\ne di spirare (pneo). Tale parola ha due significati fondamentali: uno<br \/>\nmolto noto e un altro invece abitualmente trascurato, sebbene non meno<br \/>\nimportante del primo.<\/p>\n<p>Il significato pi&ugrave; noto &egrave; quello passivo, messo in luce in tutte le<br \/>\ntraduzioni moderne: la Scrittura &egrave; &ldquo;ispirata da Dio&rdquo;. Un altro passo<br \/>\ndel Nuovo Testamento spiega cos&igrave; questo significato: &ldquo;Mossi da Spirito<br \/>\nSanto parlarono quegli uomini da parte di Dio&rdquo; (2 Pt 1, 21). &Egrave;,<br \/>\ninsomma, la dottrina classica dell&#8217;ispirazione divina della Scrittura,<br \/>\nquella che proclamiamo come articolo di fede nel Credo, quando diciamo<br \/>\nche lo Spirito Santo &ldquo;ha parlato per mezzo dei profeti&rdquo;.<\/p>\n<p>Possiamo rappresentarci con immagini umane questo evento in s&eacute;<br \/>\nmisterioso dell&#8217;ispirazione: Dio &ldquo;tocca&rdquo; con il suo dito divino &#8211; cio&egrave;<br \/>\ncon la sua vivente energia che &egrave; lo Spirito Santo &#8211; quel punto<br \/>\nrecondito, dove lo spirito umano si apre all&#8217;infinito e da l&igrave; quel<br \/>\ntocco &#8211; in s&eacute; semplicissimo e istantaneo come &egrave; Dio che lo produce &#8211; si<br \/>\ndiffonde come una vibrazione sonora in tutte le facolt&agrave; dell&#8217;uomo<br \/>\n-volont&agrave;, intelligenza, fantasia, cuore -, traducendosi in concetti,<br \/>\nimmagini, parole.<\/p>\n<p>Cos&igrave; arriviamo all&#8217;altro significato, quello meno noto,<br \/>\ndell&#8217;ispirazione biblica. Per s&eacute;, grammaticalmente, il participio<br \/>\ntheopneustos &egrave; attivo, non passivo. La Scrittura, diceva sant&rsquo;Ambrogio,<br \/>\n&egrave; theopneustos non solo perch&eacute; &egrave; &ldquo;ispirata da Dio&rdquo;, ma anche perch&eacute; &egrave;<br \/>\n&ldquo;spirante Dio&rdquo;, traspira Dio! [3]<\/p>\n<p>La costituzione conciliare &ldquo;Dei Verbum&rdquo; riunisce i due significati<br \/>\nquando dice che &ldquo;le sacre Scritture ispirate da Dio (ispirazione<br \/>\npassiva!) e redatte una volta per sempre, comunicano immutabilmente la<br \/>\nparola di Dio stesso e fanno risuonare nelle parole dei profeti e degli<br \/>\napostoli la voce dello Spirito Santo&rdquo; (ispirazione attiva!) [4].<\/p>\n<p><b>2. Lingue come di fuoco<\/b><\/p>\n<p>Della ispirazione biblica &egrave; messo in luce, di solito, quasi solo un<br \/>\neffetto: l&#8217;inerranza, cio&egrave; il fatto che la Bibbia non contiene errori.<br \/>\nMa l&#8217;ispirazione biblica fonda molto di pi&ugrave; che la semplice inerranza<br \/>\ndella parola di Dio (che &egrave; qualcosa di negativo); fonda, positivamente,<br \/>\nla sua efficacia e vitalit&agrave; divina.<\/p>\n<p>&Egrave; qui la principale differenza tra la parola di Dio e la parola degli<br \/>\nuomini. Nel vangelo di Matteo &egrave; riportata una parola di Ges&ugrave; che ha<br \/>\nfatto tremare i lettori del Vangelo di tutti i tempi: &ldquo;Ma io vi dico<br \/>\nche di ogni parola inutile gli uomini renderanno conto nel giorno del<br \/>\ngiudizio&rdquo; (Mt 12,36).<\/p>\n<p>Il termine tradotto con &ldquo;inutile nell&rsquo;originale &egrave; arg&ograve;n che vuol dire<br \/>\n&ldquo;senza effetto (a privativo pi&ugrave; ergos, opera). Alcune traduzioni<br \/>\nmoderne, tra cui quella italiana della CEI, rendono il termine con<br \/>\n&ldquo;infondata&rdquo;, quindi con valore passivo: parola che non ha fondamento:<br \/>\nquindi, calunnia. &Egrave; un tentativo per dare un senso pi&ugrave; rassicurante<br \/>\nalla minaccia di Ges&ugrave;. Non c&#8217;&egrave; nulla di nuovo infatti se Ges&ugrave; dice che<br \/>\ndi ogni calunnia si deve rendere conto a Dio! Ma il significato di<br \/>\narg&ograve;n &egrave; piuttosto attivo e vuol dire: parola che non fonda niente, che<br \/>\nnon produce nulla: quindi, vuota, sterile, senza efficacia [5].<\/p>\n<p>Basta, per rendersene conto, confrontare questo aggettivo con quello<br \/>\nche, nella Bibbia, caratterizza costantemente la parola di Dio:<br \/>\nl&#8217;aggettivo energes, efficace, che opera, che &egrave; seguita sempre da<br \/>\neffetto (ergos), lo stesso aggettivo da cui deriva la parola<br \/>\n&ldquo;energico&rdquo;. San Paolo loda i Tessalonicesi, perch&eacute; hanno accolto la<br \/>\nparola divina della predicazione, non quale parola di uomini, ma, come<br \/>\n&egrave; veramente, quale &ldquo;parola di Dio che opera (energeitai) in coloro che<br \/>\ncredono&rdquo; (cf. 1 Ts 2, 13). Anche la Lettera agli Ebrei definisce &ldquo;viva<br \/>\ned efficace (alla lettera, energica,energes) &egrave; la parola di Dio&rdquo; (Eb 4,<br \/>\n12).<\/p>\n<p>La parola inutile, di cui gli uomini dovranno rendere conto nel giorno<br \/>\ndel giudizio, non &egrave; dunque ogni e qualsiasi parola inutile; &egrave; la parola<br \/>\ninutile, vuota, pronunciata da colui che dovrebbe invece pronunciare le<br \/>\n&ldquo;energiche&rdquo; parole di Dio. &Egrave;, insomma, la parola del falso profeta, che<br \/>\nnon riceve la parola da Dio e tuttavia induce gli altri a credere che<br \/>\nsia parola di Dio. Di ogni parola inutile su Dio, dovr&agrave; rendere conto<br \/>\nl&#8217;uomo!: ecco dunque il senso del grave ammonimento di Ges&ugrave;. Gli<br \/>\n&ldquo;uomini che dovranno rendere conto di ogni parola inutile sono gli<br \/>\nuomini di Chiesa; quelli che sono chiamati a essere testimoni di Ges&uacute;,<br \/>\nsiamo noi.<\/p>\n<p>I falsi profeti sono coloro che non presentano la parola di Dio nella<br \/>\nsua purezza, ma la annacquano ed estenuano in mille parole umane. Ges&ugrave;,<br \/>\na Cana di Galilea, trasform&ograve; l&#8217;acqua in vino, cio&egrave; la morta lettera<br \/>\nnello Spirito che vivifica (cos&igrave; interpretano spiritualmente il fatto i<br \/>\nPadri); i falsi profeti sono coloro che fanno tutto l&#8217;opposto e cio&egrave;<br \/>\ntrasformano il vino puro della parola di Dio in acqua che non inebria<br \/>\nnessuno, in lettera morta, o in parole di sapienza umana (cf. 1 Cor<br \/>\n2,4).<\/p>\n<p>Ma vediamo invece come si attua un parlare profetico e come lo si<br \/>\nriconosce. Mentre l&rsquo;annunciatore sta parlando, a un certo momento non<br \/>\ndeciso da lui, avverte una interferenza, come se un&rsquo;onda di diversa<br \/>\nfrequenza si inserisse nella sua voce. Egli se ne accorge per via di<br \/>\nuna commozione che lo investe, una forza e una convinzione che<br \/>\nriconosce chiaramente come non sue. La parola si fa pi&ugrave; ferma,<br \/>\nincisiva. Sperimenta un riflesso di quella &ldquo;autorit&agrave;&rdquo; che tutti<br \/>\npercepivano quando ascoltavano parlare Ges&ugrave;.<\/p>\n<p>Se sta parlando, per esempio, del peccato, sente uno zelo per Dio, uno<br \/>\nsdegno tale, come se Dio in persona l&rsquo;avesse designato suo avvocato di<br \/>\nfronte al mondo. Gli pare che, con quella forza, potrebbe resistere al<br \/>\nmondo intero e far davvero &ldquo;impazzire i colpevoli e tremare gli<br \/>\ninnocenti&rdquo; [6]. Se parla dell&rsquo;amore di Dio o della passione di Cristo,<br \/>\nla sua voce trasmette qualcosa del pathos stesso di Dio. L&rsquo;apostolo<br \/>\nPaolo descrive benissimo questo fatto:<\/p>\n<p>&ldquo;La mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi<br \/>\npersuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della<br \/>\nsua potenza, perch&eacute; la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza<br \/>\numana, ma sulla potenza di Dio&rdquo; (1 Cor 2, 4-5); &ldquo;Il nostro vangelo non<br \/>\nsi &egrave; diffuso tra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con<br \/>\npotenza e con Spirito Santo e con profonda convinzione, come ben<br \/>\nsapete&rdquo; (1 Ts 1,5).<\/p>\n<p>L&rsquo;Apostolo parla di un&rsquo;esperienza comune a lui e agli ascoltatori.<br \/>\nDifatti, quando &egrave; lo Spirito che mette sulle labbra una parola, gli<br \/>\neffetti, anche se di natura squisitamente spirituale, sono ben<br \/>\npercepibili. L&rsquo;ascoltatore &egrave; raggiunto in un punto dell&rsquo;essere, dove<br \/>\nnon giunge nessun&rsquo;altra voce; si sente &ldquo;toccato&rdquo; e non di rado un<br \/>\nbrivido, o una sensazione di calore, lo attraversa in tutto il corpo.<br \/>\nL&rsquo;uomo e la sua voce, a questo punto, scompaiono per far posto a<br \/>\nun&rsquo;altra voce.<\/p>\n<p>Si costata la verit&agrave; del detto di Filone Alessandrino, un autore ebreo<br \/>\ncontemporaneo degli apostoli: &ldquo;Il vero profeta, quando parla, tace&rdquo;<br \/>\n[7]. Tace perch&eacute;, in quel momento, non &egrave; pi&ugrave; lui che parla, ma un<br \/>\naltro. Si &egrave; fatto dentro di lui un misterioso silenzio; come quando ci<br \/>\nsi fa rispettosamente da parte per far passare il re. Lui stesso &egrave;<br \/>\ntrascinato dalla parola che pronuncia, e se delle considerazioni umane<br \/>\ncercano di trattenerlo dall&rsquo;esternare un certo pensiero, sente nelle<br \/>\nossa &ldquo;un fuoco ardente che non riesce a contenere&rdquo; (cf. Ger 20,9) e<br \/>\npronuncia quella frase in tono ancor pi&ugrave; alto del resto. Si rimane<br \/>\nconfusi e intimoriti davanti a Dio che dice al suo annunciatore, povera<br \/>\ncreatura peccatrice: &ldquo;Tu sarai come la mia bocca&rdquo; (Ger 15,19).<\/p>\n<p>Questo non avviene con la stessa intensit&agrave; nel corso di un intero<br \/>\ndiscorso o predica. Sono momenti; a Dio basta una frase, una parola.<br \/>\nAnnunciatore e ascoltatori hanno la sensazione come di gocce di fuoco<br \/>\nche, a un certo punto, si mescolano alle parole del predicatore,<br \/>\nrendendole incandescenti. Il fuoco &egrave; l&rsquo;immagine che meno<br \/>\nimperfettamente esprime la natura di questa azione dello Spirito. Per<br \/>\nquesto, a Pentecoste, egli si manifest&ograve; sotto forma di &ldquo;lingue come di<br \/>\nfuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro&rdquo;. Di Elia si<br \/>\nlegge che era &ldquo;simile al fuoco e la sua lingua bruciava come fiaccola&rdquo;<br \/>\n(Sir 46, 1) e in Geremia Dio stesso dichiara: &ldquo;La mia parola non &egrave;<br \/>\nforse come il fuoco -oracolo del Signore- e come un martello che spacca<br \/>\nla roccia?&rdquo; (Ger 23, 29).<\/p>\n<p><b>3. La nuova profezia<\/b><\/p>\n<p>Ma adesso voltiamo pagina, passiamo dall&rsquo;Antico al Nuovo Testamento.<br \/>\nAnnunciando la nascita del Precursore, il padre Zaccaria dice: &ldquo;E tu,<br \/>\nbambino sarai chiamato profeta dell&rsquo;Altissimo&rdquo; (Lc 1, 76) e Ges&uacute; dice<br \/>\ndi lui che &egrave; &ldquo;pi&ugrave; che un profeta&rdquo; ( Mt 11, 11). Ma dov&#8217;&egrave; la profezia<br \/>\nnel caso di Giovanni Battista? I profeti antichi annunciavano una<br \/>\nsalvezza futura; ma il Precursore non &egrave; uno che annuncia una salvezza<br \/>\nfutura; egli indica uno che &egrave; presente. In che senso allora si pu&ograve;<br \/>\nchiamare profeta?<\/p>\n<p>Qui sta la novit&agrave;. Isaia, Geremia, Ezechiele aiutavano il popolo a<br \/>\noltrepassare la barriera del tempo; Giovanni Battista aiuta il popolo<br \/>\nad oltrepassare la barriera, ancora pi&ugrave; spessa, delle apparenze<br \/>\ncontrarie, dello scandalo, della banalit&agrave; e povert&agrave; con cui l&#8217;ora<br \/>\nfatidica si manifesta.<\/p>\n<p>E&#8217; facile credere a qualcosa di grandioso, di divino, quando si<br \/>\nprospetta in un futuro indefinito: &quot;in quei giorni&quot;, &quot;negli ultimi<br \/>\ngiorni&quot;, in una cornice cosmica, con i cieli che stillano dolcezza e la<br \/>\nterra che si apre per fare germogliare il Salvatore. &Egrave; pi&ugrave; difficile<br \/>\nquando si deve dire: &quot;Eccolo! E&#8217; lui!&quot; e questo di un uomo di cui si sa<br \/>\ntutto: di dove viene, che mestiere ha fatto, chi ha avuto per madre.<br \/>\nL&rsquo;altro giorno, nella festa di san Giuseppe operaio abbiamo ascoltato<br \/>\nnel vangelo, la reazione della gente di Nazareth: &ldquo;Non &egrave; egli forse il<br \/>\nfiglio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria?&#8230;Da dove gli<br \/>\nvengono tutte queste cose? E si scandalizzavano di lui&rdquo; (Mt 13, 54 s.).<\/p>\n<p>Con le parole: &quot;In mezzo a voi c&#8217;&egrave; uno che voi non conoscete!&quot; (Gv<br \/>\n1,26), Giovanni Battista ha inaugurato la nuova profezia, quella del<br \/>\ntempo della Chiesa, che non consiste nell&#8217;annunciare una salvezza<br \/>\nfutura e lontana, ma nel rivelare la presenza nascosta di Cristo nel<br \/>\nmondo.<\/p>\n<p>La novit&agrave; della profezia cristiana non sta nella natura del parlare<br \/>\nprofetico che resta la stessa di prima; sta nel suo contenuto che &egrave; la<br \/>\npersona di Cristo. Il contenuto non &egrave; pi&ugrave; il futuro, ma il presente.<br \/>\nBalaam diceva: &ldquo;Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da<br \/>\nvicino: Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele&rdquo;<br \/>\n(Num 24, 17). Giovanni Battista non lo contempla da lontano, ma lo<br \/>\naddita presente. Nel suo grido: &ldquo;Ecco l&rsquo;Agnello di Dio!&rdquo; c&rsquo;&egrave; la massima<br \/>\nconcentrazione profetica, un lampo come da corto circuito. Vuole dire:<br \/>\n&ldquo;Ricordate l&rsquo;agnello che i vostri padri immolarono in Egitto e<br \/>\nl&rsquo;agnello mansueto condotto al macello che non apre bocca? Ebbene<br \/>\nquello di cui tutto questo era figura &egrave; qui davanti a voi.<\/p>\n<p>&Egrave; avvenuta la svolta escatologica, cio&egrave; definitiva. Ges&uacute; stesso lo<br \/>\nmette in luce parlando del Battista: &ldquo;In verit&agrave; vi dico: tra i nati di<br \/>\ndonna non &egrave; sorto uno pi&ugrave; grande di Giovanni il Battista; tuttavia il<br \/>\npi&ugrave; piccolo nel regno dei cieli &egrave; pi&ugrave; grande di lui&hellip; La Legge e tutti i<br \/>\nProfeti infatti hanno profetato fino a Giovanni&rdquo; (Mt 11, 11-14).<\/p>\n<p>Tra la missione di Giovanni Batista e quella di Ges&uacute; &egrave; avvenuto<br \/>\nqualcosa di cos&igrave; decisivo da costituire uno spartiacque tra due epoche.<br \/>\nIl baricentro della storia si &egrave; spostato: la cosa pi&ugrave; importante non &egrave;<br \/>\npi&ugrave; in un futuro pi&ugrave; o meno imminente, ma &egrave; &ldquo;ora e qui&rdquo;, nel regno che<br \/>\n&egrave; gi&agrave; operante nella persona di Cristo. Tra le due predicazioni &egrave;<br \/>\navvenuto un salto di qualit&agrave;: il pi&ugrave; piccolo del nuovo ordine &egrave;<br \/>\nsuperiore al pi&ugrave; grande dell&rsquo;ordine precedente.<\/p>\n<p>Questo tema del compimento e della svolta epocale trova conferma in<br \/>\nmolti altri contesti del vangelo. Basta ricordare alcune parole di Ges&ugrave;<br \/>\ncome: &ldquo;Ecco, ora qui c&#8217;&egrave; pi&ugrave; di Giona! [&hellip;]. Ecco, ora qui c&#8217;&egrave; pi&ugrave; di<br \/>\nSalomone!&rdquo; (Mt 12 41-42). &ldquo;Beati i vostri occhi perch&eacute; vedono e i<br \/>\nvostri orecchi perch&eacute; sentono. In verit&agrave; vi dico: molti profeti e<br \/>\ngiusti hanno desiderato vedere ci&ograve; che voi vedete, e non lo videro, e<br \/>\nascoltare ci&ograve; che voi ascoltate, e non l&#8217;udirono!&rdquo; (Mt 13, 16-17).<br \/>\nTutte le cosiddette &ldquo;parabole del regno&rdquo;, -si pensi a quelle del tesoro<br \/>\nnascosto e della perla preziosa &#8211; esprimono la stessa idea di fondo:<br \/>\ncon Ges&uacute; &egrave; scoccata l&rsquo;ora decisiva della storia, davanti a lui si<br \/>\nimpone la decisione dalla quale dipende la salvezza.<\/p>\n<p>In Ges&uacute; si ha la identificazione tra il soggetto e l&rsquo;oggetto della<br \/>\nprofezia. Il Ges&uacute; che annuncia la buona novella durante la sua vita<br \/>\nterrena (il &ldquo;Ges&uacute; che predica&rdquo;) &egrave; il soggetto della profezia, cio&egrave; il<br \/>\nprofeta per eccellenza, definitivo, &ldquo;il profeta di Nazareth&rdquo;, come lo<br \/>\nchiamano nei vangeli (Mt 21,11); il Ges&uacute; annunciato dagli apostoli (il<br \/>\n&quot;Ges&uacute; predicato&rdquo;) &egrave; l&rsquo;oggetto della profezia.<br \/>\nL&rsquo;inaugurazione solenne della nuova profezia che ha per oggetto Cristo<br \/>\nsi ha nel discorso di Pietro il giorno di Pentecoste: &ldquo;Uomini<br \/>\nd&#8217;Israele, ascoltate queste parole: Ges&ugrave; di Nazaret &#8211; uomo accreditato<br \/>\nda Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio<br \/>\nstesso oper&ograve; fra di voi per opera sua, come voi ben sapete, dopo che,<br \/>\nsecondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a<br \/>\nvoi, voi l&#8217;avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l&#8217;avete<br \/>\nucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della<br \/>\nmorte&hellip;Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha<br \/>\ncostituito Signore e Cristo quel Ges&ugrave; che voi avete crocifisso!&rdquo; (At 2,<br \/>\n22-36).<\/p>\n<p>Ogni volta che leggo queste parole mi vengono i brividi. Siamo davanti<br \/>\nal culmine del parlare profetico. Si sta realizzando la parola di Ges&uacute;:<br \/>\n&ldquo;Quando verr&agrave; il Consolatore che io vi mander&ograve; dal Padre, lo Spirito di<br \/>\nverit&agrave; che procede dal Padre, egli mi render&agrave; testimonianza; e anche<br \/>\nvoi mi renderete testimonianza&rdquo;. Ora soltanto &egrave; tolto interamente &ldquo; il<br \/>\nvelo dagli occhi&rdquo;, perch&eacute; il velo, ci dice Paolo, non cade se non<br \/>\nquando c&rsquo;&egrave; la conversione al Signore&rdquo; (cf. 2 Cor 3, 15-16).<\/p>\n<p>Quando Pietro dice: &ldquo;Accade ora quello che predisse il profeta Gioele&rdquo;,<br \/>\nsi ha di nuovo un corto circuito, come nella predicazione di Giovanni<br \/>\nBattista, ma immensamente pi&ugrave; potente perch&eacute; c&rsquo;&egrave; stata di mezzo la<br \/>\nPasqua e la Pentecoste. &Egrave; come se Pietro dicesse: Tutto quello che i<br \/>\npatriarchi hanno atteso, i profeti hanno annunciato, i salmi hanno<br \/>\ncantato &egrave; diventato realt&agrave;, &ldquo;accade ora&rdquo;. &ldquo;Per voi &egrave; la promessa e per<br \/>\ni vostri figli&rdquo; (At 2, 39).<\/p>\n<p><b>4. Il Rinnovamento carismatico, movimento profetico<\/b><\/p>\n<p>Ora ci domandiamo: Come si situa il Rinnovamento carismatico in<br \/>\nrapporto a quello che abbiamo detto della profezia in genere e della<br \/>\nprofezia cristiana in specie? Qual &egrave; il suo significato e la sua<br \/>\nresponsabilit&agrave;? Diamo un breve sguardo alla storia di questo carisma<br \/>\nper rispondere a queste domande.<\/p>\n<p>Stando alle parole di san Pietro nel discorso di Pentecoste, la Chiesa<br \/>\nnasce tutta quanta come realt&agrave; profetica. Tutti &#8211; figli e figlie,<br \/>\ngiovani e anziani &#8211; sono profeti (cf. Atti 2, 14 ss.). Questa accezione<br \/>\nestensiva non annulla, tuttavia, quella pi&ugrave; specifica, tanto che Paolo<br \/>\npu&ograve; affermare: &ldquo;Forse che tutti sono profeti?&ldquo; (1 Cor 12,29). Ci sono<br \/>\ndunque, all&#8217;inizio della Chiesa, alcune persone particolarmente dotate<br \/>\ndel carisma che vengono abitualmente chiamate profeti (cf. Atti 11,27;<br \/>\n13,1; 15,32; 21, 9-10).<\/p>\n<p>In questa accezione pi&ugrave; ristretta, i profeti, insieme con gli apostoli<br \/>\ne, talvolta, con i dottori o maestri, costituiscono una funzione<br \/>\ncostitutiva della Chiesa (cf. Atti 13,1-3; 1 Cor 12,29). Tale<br \/>\nprofetismo specifico conobbe due realizzazioni: la forma comunitaria,<br \/>\ncostituita dai profeti che vivono stabilmente in una comunit&agrave; e quella<br \/>\ndei profeti itineranti che conosciamo soprattutto dalla Didach&egrave;.<\/p>\n<p>Dopo la met&agrave; del II secolo il profetismo va rapidamente in crisi,<br \/>\ncominciando proprio dai profeti itineranti. Il fattore determinante<br \/>\ndella crisi fu il fenomeno del Montanismo scoppiato in Asia Minore. I<br \/>\nmontanisti rivendicavano ai loro profeti e alle loro profetesse una<br \/>\nautonomia assoluta, cadendo in eccessi che squalificarono il carisma<br \/>\nagli occhi del resto della Chiesa (eccetto Tertulliano che fu il loro<br \/>\naccanito difensore!).<\/p>\n<p>La crisi del primitivo profetismo non port&ograve; a una sua scomparsa dalla<br \/>\nChiesa, ma piuttosto ad una sua istituzionalizzazione, cio&egrave; a un suo<br \/>\nassorbimento nell&#8217;orbita della gerarchia. Il carisma profetico &#8211; come<br \/>\ndel resto quello dell&#8217;insegnamento &#8211; viene sempre pi&ugrave; spesso messo in<br \/>\nconnessione con l&#8217;ufficio, cio&egrave; con l&#8217;episcopato e con la gerarchia.<br \/>\nQuando non indica il dono di alcuni santi di predire il futuro, la<br \/>\nprofezia, specie in seguito alla polemica con i protestanti, si riduce<br \/>\nalla prerogativa del magistero di interpretare autenticamente la<br \/>\nScrittura e insegnare la vera dottrina.<\/p>\n<p>Se nell&rsquo;ambito ecclesiastico la profezia viene istituzionalizzata, nel<br \/>\ncampo laico essa viene secolarizzata. Rifacendosi a certi profeti<br \/>\ndell&rsquo;Antico Testamento che avevano esercitato una funzione critica nei<br \/>\nconfronti delle strutture sociali e religiose del loro tempo, il titolo<br \/>\ndi profeta viene dato a chiunque abbia rotto con le convenzioni comuni<br \/>\ne aperto nuovi orizzonti alla coscienza umana, anche se atei<br \/>\ndichiarati. Profeti sono stati definiti Marx, Nietzsche, e molti altri<br \/>\nin questa linea. &Egrave; caduto ormai ogni connotato religioso della profezia<br \/>\ne ogni riferimento allo Spirito Santo.<\/p>\n<p>La riscoperta della profezia biblica, come in quella dei carismi in<br \/>\ngenere, si ha con il Concilio Vaticano II. Con il suo accento sulla<br \/>\nChiesa-popolo di Dio, il concilio ha ricreato uno spazio per la<br \/>\ndialettica fra istituzione e carisma e ha rimesso in luce il carattere<br \/>\nprofetico di tutto il popolo cristiano. Cristo, dice un testo<br \/>\nconciliare, compie il suo ufficio profetico nella Chiesa &ldquo;non solo per<br \/>\nmezzo della gerarchia, la quale insegna in nome e con la potest&agrave; di<br \/>\nLui, ma anche per mezzo dei laici che perci&ograve; costituisce suoi<br \/>\ntestimoni&rdquo; [8].<\/p>\n<p>Il Rinnovamento nello Spirito, insieme con altre realt&agrave; del<br \/>\npost-concilio, rappresenta l&rsquo;attuazione di questa riscoperta nella vita<br \/>\ndella Chiesa. Segna il passaggio dai documenti alla vita. Esso &egrave; un<br \/>\nmovimento profetico ancora prima che un movimento carismatico. &Egrave; la<br \/>\nriscoperta e la proclamazione della signoria di Cristo che, abbiamo<br \/>\nvisto, rappresenta la quintessenza della profezia cristiana. A<br \/>\ntrent&rsquo;anni di distanza ancora ritrovo dentro di me l&rsquo;emozione al<br \/>\nsentire quarantamila persone intonare di sera, nello stadio di Kansas<br \/>\nCity: &ldquo;He is Lord, He is Lord. He&rsquo;s risen from the dead and He is Lord.<br \/>\nEvery kneel shall bow, every tongue confess that Jesus Christ is Lord&rdquo;.<br \/>\nChe cosa ci impedisce di ripetere qui quell&rsquo;esperienza? Ges&uacute; non ha<br \/>\ncessato nel frattempo di essere il Signore e noi lo vogliamo proclamare<br \/>\ncantando quelle solenni parole, prima in inglese (chi lo sa) e poi in<br \/>\nitaliano&hellip;<\/p>\n<p>Lo scorso Venerd&igrave; Santo, parlando dell&rsquo;unit&agrave; dei cristiani, nella<br \/>\nBasilica di S. Pietro, alla presenza del Santo Padre, ho rievocato un<br \/>\nmomento di quell&rsquo;incontro. Una sera, al microfono, uno degli animatori<br \/>\ncominci&ograve; a parlare in un modo, per me, a quel tempo, strano: &ldquo;Voi<br \/>\nsacerdoti e pastori, piangete e fate lamento, perch&eacute; il corpo del mio<br \/>\nFiglio &egrave; spezzato&hellip; Voi laici, uomini e donne, piangete e fare lamento<br \/>\nperch&eacute; il corpo del mio Figlio &egrave; spezzato&rdquo;.<br \/>\nCominciai a vedere le persone cadere una dopo l&rsquo;altra in ginocchio<br \/>\nintorno a me e molte di esse singhiozzare di pentimento per le<br \/>\ndivisioni nel corpo di Cristo. E tutto questo mentre una scritta<br \/>\ncampeggiava da una parte all&rsquo;altra dello stadio: &ldquo;Jesus is Lord, Ges&uacute; &egrave;<br \/>\nil Signore&rdquo;. Io ero l&igrave; come un osservatore ancora assai critico e<br \/>\ndistaccato, ma ricordo che pensai tra me: Questa &egrave; una profezia per la<br \/>\nChiesa. Se un giorno tutti i credenti saranno riuniti a formare una<br \/>\nsola Chiesa, sar&agrave; cos&igrave;: mentre saremo tutti in ginocchio, con il cuore<br \/>\ncontrito e umiliato, sotto la grande signoria di Cristo.<\/p>\n<p>Paolo VI, ricevendo il Rinnovamento carismatico, nel 1975, disse che il<br \/>\nsuo motto avrebbe potuto essere la frase dell&rsquo;inno di sant&rsquo;Ambrogio:<br \/>\n&ldquo;Laeti bibamus sobriam profusionem Spiritus&rdquo;: sperimentiamo con gioia<br \/>\nla sobria ebbrezza dello Spirito. Io per&ograve; ho sempre pensato che un<br \/>\nmotto ancora pi&ugrave; pertinente &egrave; la frase del salmo che qualcuno applic&ograve;<br \/>\nfin dagli inizi al Rinnovamento: Reddite Deo potentiam suam (Sal 67,<br \/>\n35): Restituire il potere a Dio!<\/p>\n<p>C&rsquo;&egrave; un contributo specifico del Rinnovamento alla riscoperta della<br \/>\ndimensione profetica della Chiesa. Consiste nell&rsquo;aver riportato alla<br \/>\nluce, accanto ai molti significati della parola profezia, il<br \/>\nsignificato e le manifestazioni che essa aveva nella primitiva comunit&agrave;<br \/>\ncristiana. Basta rileggere 1 Corinzi 14 per renderci conto di quanto<br \/>\nsimile alla loro &egrave; stata l&rsquo;esperienza fatta nel Rinnovamento, nei suoi<br \/>\nmomenti migliori:<\/p>\n<p>&ldquo;Aspirate pure anche ai doni dello Spirito, soprattutto alla profezia&hellip;<br \/>\nChi profetizza parla agli uomini per loro edificazione, esortazione e<br \/>\nconforto&#8230;Vorrei vedervi tutti parlare con il dono delle lingue, ma<br \/>\npreferisco che abbiate il dono della profezia&hellip;Se, per esempio, quando<br \/>\nsi raduna tutta la comunit&agrave;, tutti parlassero con il dono delle lingue<br \/>\ne sopraggiungessero dei non iniziati o non credenti, non direbbero<br \/>\nforse che siete pazzi? Se invece tutti profetassero e sopraggiungesse<br \/>\nqualche non credente o un non iniziato, verrebbe convinto del suo<br \/>\nerrore da tutti, giudicato da tutti; sarebbero manifestati i segreti<br \/>\ndel suo cuore, e cos&igrave; prostrandosi a terra adorerebbe Dio, proclamando<br \/>\nche veramente Dio &egrave; fra voi&rdquo;.<\/p>\n<p>Quante volte questo che dice Paolo si &egrave; ripetuto qui a Rimini, o in<br \/>\naltri incontri simili! Persone non credenti o scettiche, capitate per<br \/>\ncaso a una di queste convocazioni o perch&eacute; spinte da qualcuno, si sono<br \/>\nritrovate ad esclamare tra s&eacute;: &ldquo;Qui c&rsquo;&egrave; Dio!&rdquo; Successe anche a me. Era<br \/>\nil 1975. Fui invitato a un gruppo di preghiera delle Comunit&agrave; Maria a<br \/>\nRoma. Ero l&igrave; come con atteggiamento assai critico tanto che il<br \/>\nresponsabile diceva alle persone: &ldquo;Non andate da quel frate l&igrave;; &egrave; un<br \/>\nnemico del Rinnovamento!&rdquo;. Per&ograve; vedendo tra loro un sacerdote, alcuni<br \/>\nmi chiesero di ascoltare le loro confessioni. Fu il primo vero shock<br \/>\ncarismatico nella mia vita. Io non avevo mai visto un pentimento cos&igrave;<br \/>\ngenuino. I peccati sembravano cadere dalle anime come sassi, e alla<br \/>\nfine lacrime di gioia. Non potei fare a meno di dire tra me: &ldquo;Qui c&rsquo;&egrave;<br \/>\nDio!&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma, diceva gi&agrave; Origene, &ldquo;ipsa novitas innovanda est&rdquo; [9], anche la<br \/>\nnovit&agrave; ha bisogno di essere rinnovata. Anche il Rinnovamento ha bisogno<br \/>\ndi essere rinnovato! Cosa resta della forte carica profetica dei primi<br \/>\ntempi? Anche a noi &egrave; rivolta l&rsquo;esortazione dell&rsquo;Apostolo a Timoteo: &rdquo;Ti<br \/>\nricordo di ravvivare il dono di Dio che &egrave; in te per l&#8217;imposizione delle<br \/>\nmie mani&rdquo; (2 Tim 1, 6). &ldquo;Ravvivare&rdquo; (anazopurein): alla lettera<br \/>\nsoffiare sulla fiamma, rimuovere le ceneri per riportare alla luce il<br \/>\nfuoco. Non passiamo alle nuove generazioni che si accostano alla realt&agrave;<br \/>\ndel Rinnovamento una fiamma smorta e un lucignolo fumigante&hellip;<\/p>\n<p><b>5. I requisiti umani della profezia: umilt&agrave; e amore<\/b><\/p>\n<p>A questo punto dovrei dire qualcosa sugli &ldquo;ingredienti&rdquo; umani della<br \/>\nprofezia, cio&egrave; sulle disposizioni d&rsquo;animo che ne favoriscono<br \/>\nl&rsquo;esercizio. In altre parole, cosa dobbiamo fare perch&eacute; il carisma<br \/>\nprofetico possa &ldquo;ravvivarsi&rdquo; in noi.<\/p>\n<p>Il primo requisito &egrave; la preghiera. Abbiamo sentito cosa dice Ges&uacute; agli<br \/>\napostoli: &ldquo;Anche voi mi renderete testimonianza, perch&eacute; siete stati con<br \/>\nme fin dal principio&rdquo;. Bisogna prima essere stati &ldquo;con Ges&uacute;&rdquo;, in<br \/>\nascolto e in contemplazione del suo volto per percepire le sue parole e<br \/>\nintravedere i suoi disegni. Senza preghiera, niente profezia!<\/p>\n<p>Ma non insisto su questo tema che &egrave; pacifico. Dobbiamo accennare a due<br \/>\naltri requisiti, anch&rsquo;essi vitali: umilt&agrave; e amore. Il profeta, si<br \/>\ndiceva, &egrave; uno che &ldquo;mentre parla, tace&rdquo;, cio&egrave; scompare per far posto a<br \/>\nun&rsquo;altra voce. La ricerca della propria gloria spegne la profezia, come<br \/>\nla sabbia e la polvere che si gettano sulle fiamme e le soffocano. Al<br \/>\ncontrario, la rinuncia alla propria gloria da via libera allo Spirito.<\/p>\n<p>Ne abbiamo l&rsquo;esempio pi&ugrave; lampante negli stessi apostoli. Tutti sanno<br \/>\nche con l&rsquo;insistenza sul fenomeno delle lingue, l&rsquo;autore degli Atti ha<br \/>\nvoluto stabilire un parallelismo e un&rsquo;antitesi con Babele. A Babele<br \/>\ntutti parlavano ancora una stessa lingue e a partire da un certo<br \/>\nmomento nessuno capisce pi&ugrave; l&rsquo;altro; a Pentecoste parlano tutti lingue<br \/>\ndiverse (per questo quel lungo elenco di popoli in Atti 2, 5 ss.),<br \/>\neppure tutti capiscono gli apostoli. Perch&eacute;? Riascoltiamo cosa dicono i<br \/>\ncostruttori di Babele nell&rsquo;accingersi all&rsquo;opera: &ldquo;Venite, costruiamoci<br \/>\nuna citt&agrave; e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un<br \/>\nnome, per non disperderci su tutta la terra&rdquo; (Gen 11, 4). Vogliono<br \/>\ncostruire un tempio alla divinit&agrave; (tale era infatti la famosa torre,<br \/>\nuna ziccurat, un tempio a terrazze), ma per farsi un nome, per la<br \/>\npropria gloria, non quella di Dio. Dio &egrave; strumentalizzato. Da qui la<br \/>\nconfusione delle lingue.<\/p>\n<p>Adesso passiamo a Pentecoste. Tutti comprendono gli apostoli perch&eacute;<br \/>\nessi proclamano &ldquo;le grandi opere di Dio&rdquo; (At 2, 11). Prima della venuta<br \/>\ndello Spirito anch&rsquo;essi volevano farsi un nome e discutevano chi era il<br \/>\npi&ugrave; grande. Adesso non pi&ugrave;. Si sono dimenticati di se stessi, sono<br \/>\ncompletamente presi e abbagliati dalla gloria di Dio. Questo conferisce<br \/>\nquell&rsquo;irresistibile forza profetica al loro annuncio: &ldquo;Voi avete<br \/>\ncrocifisso Ges&uacute; di Nazareth, Dio l&rsquo;ha risuscitato! Pentitevi, dopo<br \/>\nriceverete il dono dello Spirito Santo&rdquo; (At 2, 37). &Egrave; tracciata la via<br \/>\nalla profezia: decentrarsi da se stessi e ricentrarsi su Cristo.<\/p>\n<p>Poi, dicevo, l&rsquo;amore. Dio &egrave; amore e parla per amore. L&rsquo;amore &egrave; la<br \/>\nfrequenza d&rsquo;onda su cui si trasmette la sua parola. Amore, anzitutto,<br \/>\nper il popolo a cui si &egrave; mandati. Ricordate l&rsquo;episodio di Giona. C&rsquo;&egrave; in<br \/>\nesso un messaggio che spesso ci sfugge. Perch&eacute; Giona cerca in tutti i<br \/>\nmodi di non andare a predicare a Ninive? Perch&eacute; non ama i niniviti;<br \/>\nerano i nemici d&rsquo;Israele. Quando finalmente &egrave; costretto ad andare a<br \/>\nNinive comincia a predicare: &ldquo;Ancora quaranta giorni e Ninive sar&agrave;<br \/>\ndistrutta!&rdquo; (Giona 3,4). E si capisce che la prospettiva non gli<br \/>\ndispiace affatto.<\/p>\n<p>Ma che succede? Dio si commuove e perdona i niniviti. Giona entra in<br \/>\ncrisi e Dio deve spiegargli, con pazienza, perch&eacute; non poteva<br \/>\ndistruggere tutta quella povera gente ignorante che non sapeva<br \/>\ndistinguere la destra dalla sinistra. (Dio, a volte, fa pi&ugrave; fatica a<br \/>\nconvertire il predicatore che tutto il popolo a cui lo manda!). Mancava<br \/>\nl&rsquo;amore. Quando non c&rsquo;&egrave; amore, le parole che pronunciamo diventano<br \/>\npietre e la gente si difende dalle pietre.<\/p>\n<p>Dio dice a Mos&egrave;: &ldquo;Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho<br \/>\nudito il suo grido&hellip;; conosco le sue sofferenze&rdquo; (Es 3,7); Cristo si<br \/>\ncommuove guardando le folle, perch&eacute; le vede &ldquo;stanche e sfinite, come<br \/>\npecore senza pastore&rdquo; (Mt 9, 36). Il profeta &egrave; uno che condivide il<br \/>\npathos di Dio e la commozione di Cristo. Se non proviamo in noi questi<br \/>\nsentimenti, c&rsquo;&egrave; una sola cosa da fare: chiedere allo Spirito Santo di<br \/>\nmetterli nel nostro cuore, di parteciparci un po&rsquo; dell&rsquo;amore di Cristo<br \/>\nper gli uomini redenti dal suo sangue. &ldquo;L&rsquo;amore di Cristo ci spinge al<br \/>\npensiero che uno &egrave; morto per tutti&rdquo; (2 Cor 5, 14).<\/p>\n<p><b>6. Tutti profeti!<\/b><\/p>\n<p>Nel Nuovo Testamento, dicevo, si parla di due tipi di profeti: quelli<br \/>\nche nella comunit&agrave; hanno un riconosciuto carisma profetico e i profeti<br \/>\nin senso generale. Non tutti sono profeti nel primo senso, tutti lo<br \/>\nsono invece nel secondo. Conosciamo la profezia di Gioele che Pietro<br \/>\nvede realizzata a Pentecoste:<\/p>\n<p>&ldquo;Io effonder&ograve; il mio Spirito sopra ogni persona;<br \/>\ni vostri figli e le vostre figlie profeteranno,<br \/>\ni vostri giovani avranno visioni<br \/>\ne i vostri anziani faranno dei sogni.<br \/>\nE anche sui miei servi e sulle mie serve<br \/>\nin quei giorni effonder&ograve; il mio Spirito ed essi<br \/>\nprofeteranno&rdquo; (At 2, 17-18).<\/p>\n<p>Si realizza finalmente il desiderio espresso da Mos&egrave; nella circostanza<br \/>\nricordata all&rsquo;inizio: &ldquo;Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e<br \/>\nvolesse il Signore dare loro il suo spirito!&rdquo; (Num 11, 29). Il Concilio<br \/>\nVaticano II ha riaffermato la vocazione profetica di tutto il popolo di<br \/>\nDio: <br \/>\n&ldquo;Ciascun membro della Chiesa, dice, deve rendere testimonianza a Ges&ugrave;<br \/>\ncon spirito di profezia&rdquo; [10]. Proprio in ci&ograve; sta la novit&agrave; creata<br \/>\ndalla venuta di Cristo e l&rsquo;effusione del suo Spirito. Nell&rsquo;Antico<br \/>\nTestamento solo alcuni, e solo in circostanze particolari, erano<br \/>\nprofeti; ora tutti condividono tale vocazione.<\/p>\n<p>La prospettiva non deve spaventarci. Non si &egrave; profeti solo parlando;<br \/>\nmeglio, s&igrave;, si &egrave; profeti parlando, ma parlando non solo con la bocca,<br \/>\nma anche con gli occhi, con le mani, con la vita. &ldquo;La Chiesa, diceva<br \/>\nPaolo VI, ha bisogno della sua perenne Pentecoste; ha bisogno di fuoco<br \/>\nnel cuore, di parola sulle labbra, di profezia nello sguardo&rdquo; [11].<\/p>\n<p>Profezia nello sguardo! Una volta, agli inizi del Rinnovamento, un<br \/>\nsacerdote tornava in treno dopo avere partecipato a un ritiro<br \/>\ncarismatico: risuonavano ancora dentro di lui le note dei canti<br \/>\ncarismatici. A un certo punto una distinta signora che gli stava<br \/>\ndavanti chiuse il giornale che stava leggendo, lo fiss&ograve; e disse: &ldquo;Lo<br \/>\nsa, Padre? Lei ha una faccia che fa credere in Dio&rdquo;. Come vorrei che<br \/>\nmolti potessero dire o pensare la stessa cosa incontrando la gente che<br \/>\ntorna da Rimini!<\/p>\n<p>Giovanni Battista ci insegna che per essere profeti, nel senso<br \/>\ncristiano del termine, non occorre una grande dottrina ed eloquenza.<br \/>\nEgli non &egrave; un grande teologo; ha una cristologia povera e rudimentale.<br \/>\nNon conosce ancora i titoli pi&ugrave; alti di Ges&ugrave;: Figlio di Dio, Verbo,<br \/>\nFiglio dell&#8217;uomo&#8230; Ma come riesce a fare sentire la grandezza e<br \/>\nunicit&agrave; di Cristo! Usa immagini semplicissime, da contadino. &ldquo;Non sono<br \/>\ndegno di sciogliere i legacci dei suoi sandali&rdquo;. Il mondo e l&#8217;umanit&agrave;<br \/>\nappaiono, dalle sue parole, contenuti dentro un vaglio che egli, il<br \/>\nMessia, regge e scuote nelle sue mani. Davanti a lui si decide chi sta<br \/>\ne chi cade, chi &egrave; grano buono e chi &egrave; pula che il vento disperde.<\/p>\n<p>Ma attenti a non dimezzare il contenuto della profezia cristiana. &Egrave;<br \/>\nvero che essa consiste essenzialmente nell&rsquo;annunciare la signoria di<br \/>\nCristo, ma lui stesso ci ha insegnato che questa signoria &egrave;<br \/>\ninseparabile dall&rsquo;attenzione ai poveri e ai sofferenti. &ldquo;Lo Spirito del<br \/>\nSignore, diceva, &egrave; du di me: mi consacrato con l&rsquo;unzione per annunziare<br \/>\nai poveri un lieto messaggio&rdquo; (Lc 4, 18). Il lieto messaggio &egrave;: &ldquo;Beati<br \/>\nvoi poveri perch&eacute; vostro &egrave; il regno di Dio&hellip;Ma guai a voi, ricchi perch&eacute;<br \/>\navete gi&agrave; la vostra consolazione&rdquo; (Lc 6, 20.24).<\/p>\n<p>Non possiamo, per scendere al concreto della nostra situazione<br \/>\nitaliana, proclamare &ldquo;Ges&ugrave; &egrave; il Signore!&rdquo; e poi gridare: &ldquo;Via da noi<br \/>\ntutti gli extra comunitari!&rdquo; Non possiamo rimanere insensibili di<br \/>\nfronte allo spettacolo di alcuni pochi fortunati (spesso solo furbi e<br \/>\nspregiudicati) che hanno tutto e ne fanno sfoggio, e di centinaia di<br \/>\nmigliaia di famiglie che non hanno di che sfamare i propri figli e si<br \/>\npresentano alla casa del supermercato con un solo pomodoro in mano,<br \/>\nperch&eacute; &egrave; tutto quello che possono permettersi.<\/p>\n<p>&Egrave; un episodio che ho raccontato altre volte, ma lo ripeto in questa<br \/>\noccasione. Nel 1995 predicavo un ritiro in Messico a quasi duemila tra<br \/>\nvescovi e sacerdoti dell&rsquo;America latina. In una omelia parlai del<br \/>\nbisogno vitale che la Chiesa ha di profeti. Dopo la comunione ci fu la<br \/>\npreghiera per una nuova effusione dello Spirito. Vescovi, sacerdoti e<br \/>\nlaici, a piccoli gruppi pregavano gli uni per gli altri. Io ero rimasto<br \/>\nseduto sul presbiterio. Un giovane sacerdote mi venne incontro, mi si<br \/>\ninginocchio davanti e con uno sguardo che non dimenticher&ograve; mai, mi<br \/>\ndisse: &ldquo;Bend&iacute;game, Padre, quiero ser profeta de Dios!&rdquo;, Benedicimi,<br \/>\nPadre, voglio essere un profeta di Dio!&rdquo;.<\/p>\n<p>Dopo che il profeta Isaia fu purificato dal carbone ardente e riconobbe<br \/>\ndi essere un uomo dalle labbra impure, ud&igrave; una voce misteriosa che<br \/>\ndiceva: &ldquo;Chi mander&ograve; e chi andr&agrave; per noi?&rdquo; e ripose senza esitazione:<br \/>\n&ldquo;Eccomi, manda me!&rdquo; (Is 6, 4-8). Quell&rsquo;appello &egrave; ancora in atto.<br \/>\nGridiamo anche noi, ma solo se siamo decisi a prendere sul serio ci&ograve;<br \/>\nche diciamo: &ldquo;Eccomi, Signore, manda me!&rdquo;.<\/p>\n<p>\n[1] Lettera ai fedeli, 2 (Fonti Francescane, 180).<br \/>\n[2] J. Sweet, cit. da P. Prigent, L&rsquo;Apocalisse di S. Giovanni, Borla, Roma 1985, p. 570.<br \/>\n[3] S. Ambrogio, De Spiritu Sancto, III, 112.<br \/>\n[4] Dei Verbum, 21.<br \/>\n[5] Cf. M. Zerwick, Analysis philologica Novi Testamenti Graeci, Romae 1953, ad loc.<br \/>\n[6] W. Shakespeare, Amleto, II, sc. 2.<br \/>\n[7] Filone Alessandrino, Quis rerum, 266 (Les Oeuvres de Philon d&rsquo;Alexandrie, 15, Parigi 1966, p. 300).<br \/>\n[8] Lumen gentium, 35.<br \/>\n[9] Origene, In Rom. 5,8 (PG 14, 1042).<br \/>\n[10] Presbyterorum ordinis, 2.<br \/>\n[11] Discorso all&rsquo;udienza generale del 29 Novembre 1972 (Insegnamenti<br \/>\ndi Paolo VI, Tipografia Poliglotta Vaticana, X, pp. 1210s.).\n<\/p>\n<p>\n{\/slide}\n<\/p>\n<p class=\"stickynote\">\nFonte:<br \/>\nwww.cantalamessa.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXXI CONVOCAZIONE NAZIONALE dei Gruppi e delle Comunit&agrave; del RnS Fiera di Rimini , 1 &#8211; 4 maggio 2008 &laquo;Rigenerati dalla Parola di Dio&raquo; (1 Pt 1, 23) Relazione sulla chiamata a evangelizzare: &laquo;Lo Spirito di verit&agrave; mi render&agrave; testimonianza, e anche voi mi renderete testimonianza, perch&eacute; siete stati con me&raquo; (Gv 15, 26-27) Relatore:&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[11,4],"tags":[],"class_list":["post-307","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-11","category-audio-cattolici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/307","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=307"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/307\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=307"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=307"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=307"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}