{"id":303,"date":"2008-06-11T00:00:00","date_gmt":"2008-06-10T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/311284731"},"modified":"2026-07-01T18:43:02","modified_gmt":"2026-07-01T18:43:02","slug":"udienza-generale-del-04062008-san-gregorio-magno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=303","title":{"rendered":"Udienza Generale del 04\/06\/2008 &#8211; San Gregorio Magno"},"content":{"rendered":"<p><strong>UDIENZA GENERALE &#8211; P.zza San Pietro, 04 Giugno 2008<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2 class=\"highlight\">Ascolta<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\">{audio}http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00116918.MP3{\/audio}<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"> {mgmediabot2}path=http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00116918.MP3|popup=Ascolta il file|width=320|height=260{\/mgmediabot2}  in una finestra pop-up.<\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff6600;\">BENEDETTO XVI <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff6600;\"><b><span style=\"font-size: medium;\">UDIENZA GENERALE<\/span><\/b> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #663300;\"><i><span style=\"color: #ff6600;\">Piazza San Pietro<br \/> Mercoled\u00ec, 4 giugno 2008<\/span> <\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p><b><em>San Gregorio Magno (2)<\/em><\/b><\/p>\n<p><em>Cari fratelli e sorelle<\/em>,<\/p>\n<p>ritorner\u00f2 oggi, in questo nostro incontro del mercoled\u00ec, alla<br \/>\nstraordinaria figura di Papa Gregorio Magno, per raccogliere qualche ulteriore<br \/>\nluce dal suo ricco insegnamento. Nonostante i molteplici impegni connessi con la<br \/>\nsua funzione di Vescovo di Roma, egli ci ha lasciato numerose opere, alle quali<br \/>\nla Chiesa nei secoli successivi ha attinto a piene mani. Oltre al cospicuo<br \/>\nepistolario \u2013 il <em>Registro <\/em>a cui accennavo nella scorsa catechesi contiene<br \/>\noltre 800 lettere \u2013 egli ci ha lasciato innanzitutto scritti di carattere<br \/>\nesegetico, tra cui si distinguono il <em>Commento morale a Giobbe &#8211; <\/em>noto<br \/>\nsotto il titolo latino di <em>Moralia in Iob <\/em>-, le <em>Omelie su Ezechiele<\/em>,<br \/>\n<em>le Omelie sui Vangeli. <\/em>Vi \u00e8 poi un\u2019importante opera di carattere<br \/>\nagiografico, i <em>Dialoghi, <\/em>scritta da Gregorio per l\u2019edificazione della<br \/>\nregina longobarda Teodolinda. L\u2019opera principale e pi\u00f9 nota \u00e8 senza dubbio la <em> Regola pastorale<\/em>, che il Papa redasse all\u2019inizio del pontificato con finalit\u00e0 chiaramente<br \/>\nprogrammatiche.<\/p>\n<p>Volendo passare in veloce rassegna queste opere, dobbiamo anzitutto notare che,<br \/>\nnei suoi scritti, Gregorio non si mostra mai preoccupato di delineare una \u201csua\u201d<br \/>\ndottrina, una sua originalit\u00e0. Piuttosto, egli intende farsi eco<br \/>\ndell\u2019insegnamento tradizionale della Chiesa, vuole semplicemente essere la bocca<br \/>\ndi Cristo e della sua Chiesa sul cammino che si deve percorrere per giungere a<br \/>\nDio. Esemplari sono a questo proposito i suoi commenti esegetici. Egli fu un<br \/>\nappassionato lettore della Bibbia, a cui si accost\u00f2 con intendimenti non<br \/>\nsemplicemente speculativi: dalla Sacra Scrittura, egli pensava, il cristiano<br \/>\ndeve trarre non tanto conoscenze teoriche, quanto piuttosto il nutrimento<br \/>\nquotidiano per la sua anima, per la sua vita di uomo in questo mondo. Nelle <em> Omelie su Ezechiele, <\/em>ad esempio,<em> <\/em>egli insiste fortemente su questa<br \/>\nfunzione del testo sacro: avvicinare la Scrittura semplicemente per soddisfare<br \/>\nil proprio desiderio di conoscenza significa cedere alla tentazione<br \/>\ndell\u2019orgoglio ed esporsi cos\u00ec al rischio di scivolare nell\u2019eresia. L\u2019umilt\u00e0<br \/>\nintellettuale \u00e8 la regola primaria per chi cerca di penetrare le realt\u00e0<br \/>\nsoprannaturali partendo dal Libro sacro. L\u2019umilt\u00e0, ovviamente, non esclude lo<br \/>\nstudio serio; ma per far s\u00ec che questo risulti spiritualmente proficuo,<br \/>\nconsentendo di entrare realmente nella  profondit\u00e0 del testo, l\u2019umilt\u00e0 resta<br \/>\nindispensabile. Solo con questo atteggiamento interiore si ascolta realmente e<br \/>\nsi percepisce finalmente la voce di Dio. D\u2019altra parte, quando si tratta di<br \/>\nParola di Dio, comprendere non \u00e8 nulla, se la comprensione non conduce<br \/>\nall\u2019azione. In queste omelie su Ezechiele si trova anche quella bella<br \/>\nespressione secondo cui \u201cil predicatore deve intingere la sua penna nel sangue<br \/>\ndel suo cuore; potr\u00e0 cos\u00ec arrivare anche all\u2019orecchio del prossimo\u201d. Leggendo<br \/>\nqueste sue omelie si vede che realmente Gregorio ha scritto con il sangue del<br \/>\nsuo cuore e perci\u00f2 ancora oggi parla  a noi.<\/p>\n<p>Questo discorso Gregorio sviluppa anche nel <em>Commento morale a Giobbe<\/em>.<br \/>\nSeguendo la tradizione patristica, egli esamina il testo sacro nelle tre<br \/>\ndimensioni del suo senso: la dimensione letterale, la dimensione allegorica e<br \/>\nquella morale, che sono dimensioni dell\u2019unico senso della Sacra Scrittura.<br \/>\nGregorio tuttavia attribuisce una netta prevalenza al senso morale. In questa<br \/>\nprospettiva, egli propone il suo pensiero attraverso alcuni binomi significativi<br \/>\n&#8211; <em>sapere-fare, parlare-vivere, conoscere-agire -, <\/em>nei quali evoca i due<br \/>\naspetti della vita umana che dovrebbero essere complementari, ma che spesso<br \/>\nfiniscono per essere antitetici. L\u2019ideale morale, egli commenta, consiste sempre<br \/>\nnel realizzare un\u2019armoniosa integrazione tra parola e azione, pensiero e<br \/>\nimpegno, preghiera e dedizione ai doveri del proprio stato: \u00e8 questa la strada<br \/>\nper realizzare quella sintesi grazie a cui il divino discende nell\u2019uomo e l\u2019uomo<br \/>\nsi eleva fino alla immedesimazione con Dio. Il grande Papa traccia cos\u00ec per<br \/>\nl\u2019autentico credente un completo progetto di vita; per questo il <em>Commento<br \/>\nmorale a Giobbe<\/em> costituir\u00e0 nel corso del medioevo una specie di <em>Summa <\/em> della morale cristiana.<\/p>\n<p>Di notevole rilievo e bellezza sono pure le <em>Omelie sui Vangeli. <\/em>La prima<br \/>\ndi esse fu tenuta nella basilica di San Pietro durante il tempo di Avvento del<br \/>\n590 e dunque pochi mesi dopo l\u2019elezione al Pontificato; l\u2019ultima fu pronunciata<br \/>\nnella basilica di San Lorenzo nella seconda domenica dopo Pentecoste del 593. Il<br \/>\nPapa predicava al popolo nelle chiese dove si celebravano le \u201cstazioni\u201d &#8211;<br \/>\nparticolari cerimonie di preghiera nei tempi forti dell\u2019anno liturgico &#8211; o le<br \/>\nfeste dei martiri titolari. Il principio ispiratore, che lega insieme i vari<br \/>\ninterventi, si sintetizza nella parola \u201c<em>praedicator\u201d<\/em>: non solo il<br \/>\nministro di Dio, ma anche ogni cristiano, ha il compito di farsi \u201cpredicatore\u201d<br \/>\ndi quanto ha sperimentato nel proprio intimo, sull\u2019esempio di Cristo che s\u2019\u00e8<br \/>\nfatto uomo per portare a tutti l\u2019annuncio della salvezza. L\u2019orizzonte di questo<br \/>\nimpegno \u00e8 quello escatologico: l\u2019attesa del compimento in Cristo di tutte le<br \/>\ncose \u00e8 un pensiero costante del grande Pontefice e finisce per diventare motivo<br \/>\nispiratore di ogni suo pensiero e di ogni sua attivit\u00e0. Da qui scaturiscono i<br \/>\nsuoi incessanti richiami alla vigilanza e all\u2019impegno nelle buone opere.<\/p>\n<p>Il testo forse pi\u00f9 organico di Gregorio Magno \u00e8 la <em>Regola pastorale, <\/em>scritta nei primi anni di Pontificato. In essa Gregorio si propone di<br \/>\ntratteggiare la figura del Vescovo ideale, maestro e guida del suo gregge. A tal<br \/>\nfine egli illustra la gravit\u00e0 dell\u2019ufficio di pastore della Chiesa e i doveri<br \/>\nche esso comporta: pertanto, quelli che a tale compito non sono stati chiamati<br \/>\nnon lo ricerchino con superficialit\u00e0, quelli invece che l\u2019avessero assunto senza<br \/>\nla debita riflessione sentano nascere nell\u2019animo una doverosa trepidazione.<br \/>\nRiprendendo un tema prediletto, egli afferma che il Vescovo \u00e8 innanzitutto il<br \/>\n\u201cpredicatore\u201d per eccellenza; come tale egli deve essere innanzitutto di esempio<br \/>\nagli altri, cos\u00ec che il suo comportamento possa costituire un punto di<br \/>\nriferimento per tutti. Un\u2019efficace azione pastorale richiede poi che egli<br \/>\nconosca i destinatari e adatti i suoi interventi alla situazione di ognuno:<br \/>\nGregorio si sofferma ad illustrare le varie categorie di fedeli con acute e<br \/>\npuntuali annotazioni, che possono giustificare la valutazione di chi ha visto in<br \/>\nquest\u2019opera anche un trattato di psicologia. Da qui si capisce che egli<br \/>\nconosceva realmente il suo gregge e parlava di tutto con la gente del suo tempo<br \/>\ne della sua citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il grande Pontefice, tuttavia, insiste sul dovere che il Pastore ha di<br \/>\nriconoscere ogni giorno la propria miseria, in modo che l\u2019orgoglio non renda<br \/>\nvano, dinanzi agli occhi del Giudice supremo, il bene compiuto. Per questo il<br \/>\ncapitolo finale della <em>Regola<\/em> \u00e8 dedicato all\u2019umilt\u00e0: \u201cQuando ci si<br \/>\ncompiace di aver raggiunto molte virt\u00f9 \u00e8 bene riflettere sulle proprie<br \/>\ninsufficienze ed umiliarsi: invece di considerare il bene compiuto, bisogna<br \/>\nconsiderare quello che si \u00e8 trascurato di compiere\u201d. Tutte queste preziose<br \/>\nindicazioni dimostrano l\u2019altissimo concetto che san Gregorio ha della cura delle<br \/>\nanime, da lui definita \u201cars artium\u201d, l\u2019arte delle arti. La <em>Regola <\/em>ebbe grande fortuna al punto che, cosa piuttosto rara, fu ben presto tradotta in<br \/>\ngreco e in anglosassone.<\/p>\n<p>Significativa \u00e8 pure l\u2019altra opera, i <em>Dialoghi, <\/em>in cui all\u2019amico e<br \/>\ndiacono Pietro, convinto che i costumi fossero ormai cos\u00ec corrotti da non<br \/>\nconsentire il sorgere di santi come nei tempi passati, Gregorio dimostra il<br \/>\ncontrario: la santit\u00e0 \u00e8 sempre possibile, anche in tempi difficili. Egli lo<br \/>\nprova narrando la vita di persone contemporanee o scomparse da poco, che ben<br \/>\npotevano essere qualificate sante, anche se non canonizzate. La narrazione \u00e8<br \/>\naccompagnata da riflessioni teologiche e mistiche che fanno del libro un testo<br \/>\nagiografico singolare, capace di affascinare intere generazioni di lettori. La<br \/>\nmateria \u00e8 attinta alle tradizioni vive del popolo ed ha lo scopo di edificare e<br \/>\nformare, attirando l\u2019attenzione di chi legge su una serie di questioni quali il<br \/>\nsenso del miracolo, l\u2019interpretazione della Scrittura, l\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima,<br \/>\nl\u2019esistenza dell\u2019inferno, la rappresentazione dell\u2019aldil\u00e0, temi tutti che<br \/>\nabbisognavano di opportuni chiarimenti. Il libro II \u00e8 interamente dedicato alla<br \/>\nfigura di Benedetto da Norcia ed \u00e8 l\u2019unica testimonianza antica sulla vita del<br \/>\nsanto monaco, la cui bellezza spirituale appare nel testo in tutta evidenza.<\/p>\n<p>Nel disegno teologico che Gregorio sviluppa attraverso le sue opere, passato,<br \/>\npresente e futuro vengono relativizzati. Ci\u00f2 che per lui conta pi\u00f9 di tutto \u00e8<br \/>\nl\u2019arco intero della storia salvifica, che continua a dipanarsi tra gli oscuri<br \/>\nmeandri del tempo. In questa prospettiva \u00e8 significativo che egli inserisca<br \/>\nl\u2019annunzio della conversione degli <em>Angli<\/em> nel bel mezzo del <em>Commento<br \/>\nmorale a Giobbe<\/em>: ai suoi occhi l\u2019evento costituiva un avanzamento del Regno<br \/>\ndi Dio di cui tratta la Scrittura; poteva quindi a buona ragione essere<br \/>\nmenzionato nel commento ad un libro sacro. Secondo lui le guide delle comunit\u00e0<br \/>\ncristiane devono impegnarsi a rileggere gli eventi alla luce della Parola di<br \/>\nDio: in questo senso il grande Pontefice sente il dovere di orientare pastori e<br \/>\nfedeli nell\u2019itinerario spirituale di una <em>lectio divina<\/em> illuminata e<br \/>\nconcreta, collocata nel contesto della propria vita.<\/p>\n<p>Prima di concludere \u00e8 doveroso spendere una parola sulle relazioni che Papa<br \/>\nGregorio coltiv\u00f2 con i Patriarchi di Antiochia, di Alessandria e della stessa<br \/>\nCostantinopoli. Si preoccup\u00f2 sempre di riconoscerne e rispettarne i diritti,<br \/>\nguardandosi da ogni interferenza che ne limitasse la legittima autonomia. Se<br \/>\ntuttavia san Gregorio, nel contesto della sua situazione storica, si oppose al<br \/>\ntitolo di \u201cecumenico\u201d assunto da parte del Patriarca di Costantinopoli, non lo fece per<br \/>\nlimitare o negare la sua legittima autorit\u00e0, ma perch\u00e9 egli era preoccupato<br \/>\ndell\u2019unit\u00e0 fraterna della Chiesa universale. Lo fece soprattutto per la sua<br \/>\nprofonda convinzione che l\u2019umilt\u00e0 dovrebbe essere la virt\u00f9 fondamentale di ogni<br \/>\nVescovo, ancora pi\u00f9 di un Patriarca. Gregorio era rimasto semplice monaco nel<br \/>\nsuo cuore e perci\u00f2 era decisamente contrario ai grandi titoli. Egli voleva<br \/>\nessere &#8211; \u00e8 questa la sua espressione &#8211; <em>servus servorum Dei. <\/em>Questa parola<br \/>\nda lui coniata non era nella sua bocca una pia formula, ma la vera<br \/>\nmanifestazione del suo modo di vivere e di agire. Egli era intimamente colpito<br \/>\ndall\u2019umilt\u00e0 di Dio, che in Cristo si \u00e8 fatto nostro servo, ci ha lavato e ci<br \/>\nlava i piedi sporchi. Pertanto egli era convinto che soprattutto un Vescovo<br \/>\ndovrebbe imitare questa umilt\u00e0 di Dio e cos\u00ec seguire Cristo. Il suo desiderio<br \/>\nveramente era di vivere da monaco in permanente colloquio con la Parola di Dio,<br \/>\nma per amore di Dio seppe farsi servitore di tutti in un tempo pieno di<br \/>\ntribolazioni e di sofferenze; seppe farsi \u201cservo dei servi\u201d. Proprio perch\u00e9 fu<br \/>\nquesto, egli \u00e8 grande e mostra anche a noi la misura della vera grandezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare<br \/>\nsaluto i religiosi <em>Fratelli di San Giuseppe Benedetto Cottolengo<\/em> e li<br \/>\nincoraggio, sull\u2019esempio del venerato Fondatore, ad essere sempre pi\u00f9 segni<br \/>\neloquenti dell\u2019amore di Dio, servendo con ardente carit\u00e0 i poveri e i bisognosi.<br \/>\nSaluto con affetto i partecipanti al pellegrinaggio promosso dall\u2019<em>Ordine dei<br \/>\nChierici Regolari Minori<\/em>, a conclusione dell\u2019anno giubilare del loro<br \/>\nfondatore San Francesco Caracciolo. Cari amici, formulo voti che questa<br \/>\nsignificativa circostanza contribuisca a rinnovare in tutti il vivo desiderio di<br \/>\nservire Cristo, seguendo gli insegnamenti di questo grande Santo, innamorato<br \/>\ndell\u2019Eucarestia, umile servitore dei poveri, asceta immerso costantemente nella<br \/>\ncontemplazione di Ges\u00f9 crocifisso. Saluto gli atleti con la <em>fiaccola della<br \/>\npace, <\/em>che briller\u00e0 nel pellegrinaggio notturno da Macerata a Loreto, qui<br \/>\nconvenuti con i Vescovi Mons. Giancarlo Vecerrica e Mons. Claudio Giuliodori, ed<br \/>\nauguro ogni migliore successo alla trentesima edizione di tale importante<br \/>\niniziativa pastorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saluto infine i <em>giovani<\/em>, i <em>malati<\/em> e gli <em>sposi novelli<\/em>.<br \/>\nRicorre proprio oggi la memoria liturgica di San Francesco Caracciolo. La sua<br \/>\neroica testimonianza evangelica sostenga voi, cari <em>giovani<\/em>, nell&#8217;impegno<br \/>\ndi quotidiana fedelt\u00e0 a Cristo; incoraggi voi, cari <em>ammalati<\/em>, a seguire<br \/>\npazientemente il Signore nel cammino della prova e della sofferenza; aiuti voi,<br \/>\ncari <em>sposi novelli<\/em>, a fare della vostra famiglia un cenacolo di preghiera<br \/>\ne di carit\u00e0 fraterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #663300; font-size: xx-small;\">\u00a9 Copyright 2008 &#8211; Libreria<br \/>\nEditrice Vaticana<\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" class=\"tips\"><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/audiences\/2008\/index_it.htm\" target=\"_blank\">Testo completo con le altre lingue <\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"error\">The content of this podcast is made available only for personal and<br \/>\nprivate use and cannot be exploited for commercial purposes, without<br \/>\nprior written authorization by Vatican Radio. For further information,<br \/>\nplease contact the International Relation Office at relint [chiocciola] vatiradio.va<\/p>\n<p class=\"message\">I file audio presenti in questo articolo sono linkati direttamente al<br \/>\nserver di Radio Vaticana e non sono in alcun modo manipolati o<br \/>\nmodificati, per scaricarli sul proprio computer \u00e8 necessario disporre<br \/>\ndi un programma di lettura Rss e seguire il link sottostante.<\/p>\n<p class=\"download\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.radiovaticana.org\/rss\/rss.xml\">Link al feed Rss di Radio Vaticana per l&#8217;Angelus e le Udienze Generali<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UDIENZA GENERALE &#8211; P.zza San Pietro, 04 Giugno 2008<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[11,4],"tags":[],"class_list":["post-303","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-11","category-audio-cattolici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/303","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=303"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":227220,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/303\/revisions\/227220"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}