{"id":267,"date":"2008-04-21T01:00:00","date_gmt":"2008-04-21T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/247811443"},"modified":"2026-07-01T18:43:51","modified_gmt":"2026-07-01T18:43:51","slug":"cristo-presente-nei-cristiani-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=267","title":{"rendered":"Cristo presente nei cristiani"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/images\/stories\/articoli\/podcast\/san_josemaria.jpg\" alt=\"san_josemaria.jpg\" title=\"san josemaria\" style=\"border: 1px solid #f8a106; margin: 5px; float: left; width: 100px; height: 89px\" height=\"89\" width=\"100\" \/>Ascolta l&#8217;omelia di <b>san Josemar&iacute;a<\/b> &quot;Cristo presente nei cristiani&quot;, presente nella<br \/>\nraccolta di omelie &quot;E&#8217; Ges&ugrave; che passa&quot;.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<i>Cristo vive<\/i>. Questa &egrave; la grande verit&agrave; che riempie di contenuto<br \/>\nla nostra fede. Ges&ugrave;, che mor&igrave; sulla Croce, &egrave; risorto, ha trionfato<br \/>\nsulla morte, sul potere delle tenebre, sul dolore, sull&#8217;angoscia. <i>Non abbiate paura<\/i>: con questa esortazione un angelo salut&ograve; le donne che andavano al sepolcro. <i>Non abbiate paura! Voi cercate Ges&ugrave; Nazareno, il crocifisso: &egrave; risorto, non &egrave; qui<\/i>. <i>Haec est dies quam fecit Dominus, exultemus et laetemur in ea<\/i>; questo &egrave; il giorno che fece il Signore, esultiamo.\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\n{audio}http:\/\/multimedia.opusdei.org\/audio\/it\/gesu_che_passa_11_cristo_presente_nei_cristiani.mp3{\/audio}&nbsp;\n<\/p>\n<p>Oppure ascolta in una {mgmediabot2}path=http:\/\/multimedia.opusdei.org\/audio\/it\/gesu_che_passa_11_cristo_presente_nei_cristiani.mp3|popup=finestra pop-up|width=300|height=50{\/mgmediabot2}<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788881552634\/escrivaacute\/gesu-che-passa.html?shp=3462\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/images\/stories\/libri\/gesu_che_passa.jpg\" alt=\"gesu_che_passa.jpg\" title=\"&Egrave; Ges&ugrave; che passa. Omelie\" style=\"border: 0px solid #000000; margin: 5px; float: left; width: 200px; height: 286px\" height=\"286\" width=\"200\" \/><\/a><i>Cristo vive<\/i>. Questa &egrave; la grande verit&agrave; che riempie di contenuto<br \/>\nla nostra fede. Ges&ugrave;, che mor&igrave; sulla Croce, &egrave; risorto, ha trionfato<br \/>\nsulla morte, sul potere delle tenebre, sul dolore, sull&#8217;angoscia. <i>Non abbiate paura<\/i>: con questa esortazione un angelo salut&ograve; le donne che andavano al sepolcro. <i>Non abbiate paura! Voi cercate Ges&ugrave; Nazareno, il crocifisso: &egrave; risorto, non &egrave; qui<\/i>. <i>Haec est dies quam fecit Dominus, exultemus et laetemur in ea<\/i>; questo &egrave; il giorno che fece il Signore, esultiamo.\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nIl tempo pasquale &egrave; tempo di gioia, di una gioia che non &egrave; limitata a<br \/>\nquest&#8217;epoca dell&#8217;anno liturgico, ma &egrave; presente in ogni momento<br \/>\nnell&#8217;animo del cristiano. Poich&eacute; Cristo vive: Cristo non &egrave; un uomo del<br \/>\npassato, che visse un tempo e poi se ne and&ograve; lasciandoci un ricordo e<br \/>\nun esempio meravigliosi. No: Cristo vive. Ges&ugrave; &egrave; l&#8217;Emmanuele, Dio con<br \/>\nnoi. La sua Risurrezione ci rivela che Dio non abbandona mai i suoi. <i>Si<br \/>\ndimentica forse una donna del suo bambino, cos&igrave; da non commuoversi per<br \/>\nil figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero,<br \/>\nio invece non ti dimenticher&ograve; mai<\/i>. Questa era la promessa e l&#8217;ha mantenuta. Dio si delizia ancora di stare tra degli uomini.\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nCristo vive nella sua Chiesa: <i>Ora io vi dico la verit&agrave;: &egrave; bene<br \/>\nper voi che io me ne vada, perch&eacute; se non me ne vado, non verr&agrave; a voi il<br \/>\nConsolatore; ma quando me ne sar&ograve; andato, ve lo mander&ograve;<\/i>. Questo era<br \/>\nil disegno di Dio: Ges&ugrave;, morendo sulla Croce, ci dava lo Spirito di<br \/>\nVerit&agrave; e di Vita. Cristo resta nella sua Chiesa: nei suoi Sacramenti<br \/>\nnella sua liturgia, nella sua predicazione, in tutta la sua attivit&agrave;.<\/p>\n<p>In modo speciale Cristo continua a essere presente fra di noi nel dono<br \/>\nquotidiano dell&#8217;Eucaristia. Per questo la Messa &egrave; centro e radice della<br \/>\nvita cristiana. In ogni Messa c&#8217;&egrave; sempre il Cristo totale, Capo e<br \/>\nCorpo. <i>Per Ipsum, et cum Ipso, et in Ipso<\/i>.<br \/>\nPerch&eacute; Cristo &egrave; il Cammino, il Mediatore: in Lui troviamo tutto; fuori<br \/>\ndi Lui, la nostra vita resta vuota. In Ges&ugrave; Cristo, e istruiti da Lui,<br \/>\nosiamo dire &mdash; <i>audemus dicere &mdash; Pater Noster<\/i>, Padre nostro. Osiamo chiamare Padre il Signore dei Cieli e della terra.<\/p>\n<p>La presenza di Ges&ugrave; vivente nell&#8217;Ostia &egrave; la garanzia, la radice e il culmine della sua presenza nel mondo.<\/p>\n<p>103 Cristo vive nel cristiano. La fede ci dice che l&#8217;uomo in stato di grazia, &egrave; <i>divinizzato<\/i>.<br \/>\nNoi non siamo angeli; siamo uomini e donne, esseri di carne e ossa, con<br \/>\nun cuore e delle passioni, con tristezze e gioie. Ma la divinizzazione<br \/>\ntrasforma tutto l&#8217;uomo, come un anticipo della risurrezione gloriosa: <i>Cristo<br \/>\n&egrave; davvero risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.<br \/>\nPoich&eacute; se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verr&agrave;<br \/>\nanche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, cos&igrave;<br \/>\ntutti riceveranno la vita in Cristo<\/i>.<\/p>\n<p>La vita di Cristo &egrave; vita nostra, secondo quanto Egli promise ai suoi Apostoli il giorno dell&#8217;ultima cena: <i>Se uno mi ama osserver&agrave; la mia parola, e il Padre mio lo amer&agrave; e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui<\/i>.<br \/>\nPerci&ograve; il cristiano deve vivere imitando la vita di Cristo, facendo<br \/>\npropri i sentimenti di Cristo, in modo da poter esclamare con san<br \/>\nPaolo: <i>Non vivo ego, vivit vero in me Christus<\/i>, non sono io che vivo, &egrave; Cristo che vive in me.<\/p>\n<p>104 Ho voluto ricordare, sia pur brevemente, alcuni aspetti della vita attuale di Cristo &mdash; <i>Iesus Christus heri et hodie; ipse et in specula<\/i>&nbsp;&mdash;<br \/>\nperch&eacute; costituiscono il fondamento di tutta la vita cristiana. Se ci<br \/>\nguardiamo intorno e consideriamo la storia dell&#8217;umanit&agrave; possiamo<br \/>\ncostatare dei progressi. La scienza ha dato all&#8217;uomo una maggiore<br \/>\ncoscienza del suo potere. La tecnica domina la natura pi&ugrave; che nelle<br \/>\nepoche passate, e permette che l&#8217;umanit&agrave; aspiri a un pi&ugrave; alto livello<br \/>\ndi cultura, di benessere, di unit&agrave;.<\/p>\n<p>Alcuni riterranno di dover ridimensionare questo quadro, ricordando che<br \/>\ngli uomini continuano a soffrire ingiustizie e guerre, addirittura<br \/>\npeggiori di quelle del passato. Non hanno torto. Ma aldil&agrave; di queste<br \/>\nconsiderazioni, preferisco ricordare che, nell&#8217;ordine religioso, l&#8217;uomo<br \/>\ncontinua a essere uomo e Dio continua a essere Dio. In questo campo<br \/>\nl&#8217;apice del progresso &egrave; stato gi&agrave; raggiunto: &egrave; Cristo, alfa e omega,<br \/>\nprincipio e fine.<\/p>\n<p>Nella vita spirituale non c&#8217;&egrave; una nuova epoca da raggiungere. Tutto &egrave;<br \/>\ngi&agrave; dato in Cristo, che &egrave; morto ed &egrave; risorto, e vive e permane in<br \/>\neterno. Bisogna per&ograve; unirsi a Lui mediante la fede, lasciando che la<br \/>\nsua vita si manifesti in noi a tal punto che di ogni cristiano si possa<br \/>\ndire non solo che &egrave; <i>alter Christus<\/i>, un altro Cristo, ma <i>ipse Christus<\/i>, lo stesso Cristo.<\/p>\n<p>105 <i>Instaurare omnia in Christo<\/i>, questo &egrave; il motto di san<br \/>\nPaolo per i cristiani di Efeso; informare tutto il mondo con lo spirito<br \/>\ndi Ges&ugrave;, mettere Cristo nelle viscere di ogni realt&agrave;: <i>Si exaltatus fuero a terra, omnia traham ad meipsum<\/i>,<br \/>\nquando sar&ograve; innalzato da terra, attirer&ograve; tutto a me. Cristo, mediante<br \/>\nla sua Incarnazione, la sua vita di lavoro a Nazaret, la sua<br \/>\npredicazione e i suoi miracoli nelle contrade della Giudea e della<br \/>\nGalilea, la sua morte in Croce, la sua Risurrezione, &egrave; il centro della<br \/>\ncreazione, &egrave; il Primogenito e il Signore di ogni creatura.<\/p>\n<p>La nostra missione di cristiani &egrave; di proclamare la regalit&agrave; di Cristo,<br \/>\nannunciandola con le nostre parole e le nostre opere. Il Signore vuole<br \/>\nche i suoi fedeli raggiungano ogni angolo della terra. Ne chiama alcuni<br \/>\nnel deserto, lontano dalle preoccupazioni della societ&agrave; umana, per<br \/>\nricordare agli altri, con la loro testimonianza, che Dio esiste. Ad<br \/>\naltri affida il ministero sacerdotale. Ma i pi&ugrave; li vuole in mezzo al<br \/>\nmondo, nelle occupazioni terrene. Pertanto, questi cristiani devono<br \/>\nportare Cristo in tutti gli ambienti in cui gli uomini agiscono: nelle<br \/>\nfabbriche, nei laboratori, nei campi, nelle botteghe degli artigiani,<br \/>\nnelle strade delle grandi citt&agrave; e nei sentieri di montagna.<\/p>\n<p>Mi piace ricordare a questo proposito la scena della conversazione di<br \/>\nCristo coi discepoli di Emmaus. Ges&ugrave; cammina insieme a due uomini che<br \/>\nhanno perso quasi ogni speranza, tanto che la vita comincia a sembrar<br \/>\nloro priva di significato. Ne comprende il dolore, entra nel loro<br \/>\ncuore, comunica loro qualcosa della vita che palpita in Lui. Quando<br \/>\narrivano al villaggio e Ges&ugrave; fa mostra di proseguire, quei due<br \/>\ndiscepoli lo trattengono e quasi lo costringono a restare con loro. Lo<br \/>\nriconoscono pi&ugrave; tardi, quando spezza il pane: &laquo; Il Signore &mdash; esclamano<br \/>\n&mdash; &egrave; stato con noi &raquo;. <i>Ed<br \/>\nessi si dissero l&#8217;un l&#8217;altro: &laquo; Non ci ardeva forse il cuore nel petto<br \/>\nmentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le<br \/>\nScritture? &raquo;<\/i>. Ogni cristiano deve rendere presente Cristo fra gli<br \/>\nuomini; deve agire in modo tale che quelli che lo avvicinano<br \/>\nriconoscano il <i>bonus odor Christi<\/i>, il profumo di Cristo; deve comportarsi in modo che nelle azioni del discepolo si scorga il volto del maestro.<\/p>\n<p>106 Il cristiano sa di essere inserito in Cristo mediante il Battesimo;<br \/>\nreso idoneo a lottare per Cristo mediante la Cresima; chiamato a<br \/>\noperare nel mondo mediante la partecipazione alla funzione regale,<br \/>\nprofetica e sacerdotale di Cristo; reso una cosa sola con Cristo<br \/>\nmediante l&#8217;Eucaristia, sacramento dell&#8217;unit&agrave; e dell&#8217;amore. Per questo,<br \/>\ncome Cristo, il cristiano deve vivere per gli altri uomini, guardando<br \/>\ncon amore ciascuno di coloro che lo circondano e l&#8217;umanit&agrave; tutta.<\/p>\n<p>La fede ci porta a riconoscere Cristo come Dio, a vederlo come nostro<br \/>\nSalvatore, a identificarci con Lui operando come Egli oper&ograve;. Il<br \/>\nRisorto, dopo aver sciolto tutti i dubbi dell&#8217;apostolo Tommaso<br \/>\nmostrandogli le proprie piaghe, esclama: <i>Beati quelli che pur non avendo visto, crederanno<\/i>. Qui &mdash; commenta san Gregorio Magno &mdash; <i>si<br \/>\nparla in modo particolare di noi che possediamo spiritualmente Colui<br \/>\nche non abbiamo visto corporalmente. Si parla di noi, ma a condizione<br \/>\nche le nostre azioni siano conformi alla nostra fede. Crede veramente<br \/>\nsolo colui che, nelle sue azioni, mette in pratica ci&ograve; che crede. Per<br \/>\nquesto, a proposito di coloro che della fede possiedono solo le parole,<br \/>\nsan Paolo dice: &laquo; Dicono di conoscere Dio, ma lo negano con le opere &raquo;<\/i>.<\/p>\n<p>Non &egrave; possibile separare in Cristo il suo essere Dio-Uomo e la sua<br \/>\nfunzione di Redentore. Il Verbo si fece carne e venne sulla terra <i>ut omnes homines salvi fiant<\/i>,<br \/>\nper salvare tutti gli uomini. Nonostante le nostre miserie e le nostre<br \/>\nlimitazioni, ciascuno di noi &egrave; un altro Cristo, lo stesso Cristo, anche<br \/>\nnoi chiamati a servire tutti gli uomini.<\/p>\n<p>&Egrave;&nbsp;necessario far risuonare ancora una volta quel comandamento che rester&agrave; in vigore nei secoli: <i>Carissimi<\/i> &mdash; dice san Giovanni &mdash; <i>non<br \/>\nvi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete<br \/>\nricevuto fin da principio. Il comandamento antico &egrave; la parola che avete<br \/>\nudito. E tuttavia &egrave; un comandamento nuovo quello di cui vi scrivo, il<br \/>\nche &egrave; vero in lui e in voi, perch&eacute; le tenebre stanno diradandosi e la<br \/>\nvera luce gi&agrave; risplende. Chi dice di essere nella luce e odia suo<br \/>\nfratello, &egrave; ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, dimora nella<br \/>\nluce e non v&#8217;&egrave; in lui occasione di inciampo<\/i>.<\/p>\n<p>Nostro Signore &egrave; venuto a portare la pace, la buona novella, la vita a<br \/>\ntutti gli uomini. Non ai ricchi soltanto, e nemmeno soltanto ai poveri.<br \/>\nNon solo ai sapienti, n&eacute; solo agli ingenui. A tutti. Ai fratelli,<br \/>\nperch&eacute; siamo tutti fratelli, figli di uno stesso Padre, Dio. Per cui<br \/>\nnon c&#8217;&egrave; che una razza: la razza dei figli di Dio. Non c&#8217;&egrave; che un<br \/>\ncolore: il colore dei figli di Dio. E non c&#8217;&egrave; che una lingua: quella<br \/>\nche parla al cuore e alla mente e, senza suono di parole, ci fa<br \/>\nconoscere Dio, e fa s&igrave; che ci amiamo scambievolmente.<\/p>\n<p>107 &Egrave; questo l&#8217;amore di Cristo, che ciascuno di noi deve sforzarsi di realizzare nella propria vita. Ma per essere <i>ipse Christus<\/i> bisogna <i>rispecchiarsi in Lui<\/i>.<br \/>\nNon &egrave; sufficiente avere un&#8217;idea generica dello spirito di Ges&ugrave;; bisogna<br \/>\nimparare da Lui dettagli e atteggiamenti. E, soprattutto, bisogna<br \/>\ncontemplare il suo passaggio sulla terra, le sue orme, per trarne<br \/>\nforza, luce, serenit&agrave;, pace.<\/p>\n<p>Quando si ama una persona si desidera sapere anche i minimi particolari<br \/>\ndella sua esistenza, del suo carattere, per avvicinarsi il pi&ugrave;<br \/>\npossibile a lei. Per questo dobbiamo meditare la storia di Cristo,<br \/>\ndalla nascita nel presepio fino alla morte e alla risurrezione. Nei<br \/>\nprimi anni del mio lavoro sacerdotale, regalavo spesso il Vangelo o<br \/>\nlibri in cui si narrava la vita di Ges&ugrave;: perch&eacute; &egrave; necessario conoscerla<br \/>\nbene, averla ben presente nella mente e nel cuore, in modo che, in ogni<br \/>\nmomento, senza pi&ugrave; bisogno di libri, chiudendo gli occhi, possiamo<br \/>\ncontemplarla come in un film e, quando dobbiamo decidere come<br \/>\ncomportarci, possiamo richiamare alla mente le parole e i gesti del<br \/>\nSignore.<\/p>\n<p>Allora ci sentiremo innestati nella sua vita. Non si tratta solo di<br \/>\npensare a Ges&ugrave;, di rappresentarci quelle scene: dobbiamo prendervi<br \/>\nparte, esserne attori, seguire Cristo standogli accanto come la<br \/>\nMadonna, come i primi dodici, come le sante donne, come le moltitudini<br \/>\nche si affollavano intorno a Lui. Se ci comportiamo cos&igrave;, se non<br \/>\nfrapponiamo ostacoli, le parole di Cristo penetreranno nel fondo della<br \/>\nnostra anima e ci trasformeranno. Perch&eacute; <i>la<br \/>\nparola di Dio &egrave; viva, efficace, &egrave; pi&ugrave; tagliente di ogni spada a doppio<br \/>\ntaglio; essa penetra fino al punto di divisione dell&#8217;anima e dello<br \/>\nspirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i<br \/>\npensieri del cuore<\/i>.<\/p>\n<p>Se vogliamo condurre al Signore altri uomini, &egrave; necessario ricorrere al<br \/>\nVangelo e contemplare l&#8217;amore di Cristo. Potremmo fermarci alle scene<br \/>\nculminanti della Passione, perch&eacute;, come Egli stesso disse, <i>nessuno ha un amore pi&ugrave; grande di questo: dare la vita per i propri amici<\/i>. Ma possiamo considerare anche il resto della sua vita, il suo modo abituale di trattare coloro che incontrava.<\/p>\n<p>Cristo, perfetto Dio e perfetto Uomo, per far arrivare agli uomini la<br \/>\nsua dottrina di salvezza e per manifestare loro l&#8217;amore di Dio,<br \/>\nprocedette in modo umano e divino. Dio scende al nostro livello, assume<br \/>\nsenza riserve la nostra natura, fatta eccezione per il peccato.<\/p>\n<p>Mi riempie di gioia considerare che Cristo ha voluto essere pienamente<br \/>\nuomo, di carne come noi. Mi commuove contemplare il fatto meraviglioso<br \/>\ndi un Dio che ama con un cuore umano.<\/p>\n<p>108 Fra tutte le scene ricordate dagli evangelisti, fermiamoci a<br \/>\nmeditarne alcune, cominciando dagli episodi della vita di Ges&ugrave; con i<br \/>\ndodici. L&#8217;apostolo Giovanni, che profonde nel suo Vangelo l&#8217;esperienza<br \/>\ndi tutta una vita, racconta la sua prima conversazione con Ges&ugrave; con il<br \/>\ntono di chi narra vicende che non si dimenticano pi&ugrave;. <i>Maestro<br \/>\ndove abiti? Disse loro: &laquo; Venite e vedrete &raquo;. Andarono dunque e videro<br \/>\ndove abitava, e quel giorno si fermarono presso di lui<\/i>. Dialogo<br \/>\ndivino e umano, che trasform&ograve; la vita di Giovanni e di Andrea, di<br \/>\nPietro, di Giacomo e di tanti altri; che prepar&ograve; i loro cuori ad<br \/>\naccogliere le parole imperiose che Ges&ugrave; avrebbe loro rivolto presso il<br \/>\nmare di Galilea. <i>Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due<br \/>\nfratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano<br \/>\nla rete in mare, poich&eacute; erano pescatori. E disse loro: &laquo; Seguitemi, vi<br \/>\nfar&ograve; pescatori d&#8217;uomini &raquo;. Ed essi subito, lasciate le reti, lo<br \/>\nseguirono<\/i>.<\/p>\n<p>Nei tre anni successivi, Ges&ugrave; vive con i suoi discepoli, li conosce,<br \/>\nrisponde alle loro domande, risolve i loro dubbi. &Egrave; il Rabbi, il<br \/>\nMaestro che parla con autorit&agrave;, il Messia inviato da Dio; ma &egrave; anche<br \/>\ntanto accessibile, tanto vicino. Un giorno Ges&ugrave; si ritira in orazione;<br \/>\ni discepoli erano vicini a lui, forse lo osservavano e cercavano di<br \/>\nindovinare le sue parole. Quando Ges&ugrave; ritorna, uno di loro chiede: <i>Domine, doce nos orare, sicut docuit et Ioannes discipulos suos<\/i>; insegnaci a pregare, come Giovanni fece coi suoi discepoli. <i>E Ges&ugrave; rispose: &laquo; Quando pregate dite: Padre, sia santificato il tuo nome&#8230; &raquo;<\/i>.<\/p>\n<p>Con autorit&agrave; divina e con affetto umano il Signore accoglie gli<br \/>\nApostoli che, meravigliati dai frutti della prima missione, commentano<br \/>\ni primi eventi del loro apostolato: <i>Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco<\/i>.<\/p>\n<p>Una scena analoga si ripete verso la fine della permanenza di Ges&ugrave; sulla terra, poco prima dell&#8217;Ascensione. <i>Quando<br \/>\ngi&agrave; era l&#8217;alba Ges&ugrave; si present&ograve; sulla riva, ma i discepoli non si erano<br \/>\naccorti che era Ges&ugrave;. Ges&ugrave; disse loro: &laquo; Figlioli, non avete nulla da<br \/>\nmangiare? &raquo;<\/i>. E dopo questa richiesta cos&igrave; umana, un comando divino: <i>&laquo;<br \/>\nGettate la rete dalla parte destra della barca e troverete &raquo;. La<br \/>\ngettarono e non potevano pi&ugrave; tirarla su per la grande quantit&agrave; di<br \/>\npesci. Allora quel discepolo che Ges&ugrave; amava disse a Pietro: &laquo; &Egrave; il<br \/>\nSignore! &raquo;.<\/i> E Dio li aspetta sulla riva. <i>Appena scesi a terra,<br \/>\nvidero un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro<br \/>\nGes&ugrave;: &laquo; Portate un po&#8217; del pesce che avete preso or ora &raquo;. Allora Simon<br \/>\nPietro sal&igrave; sulla barca e trasse a terra la rete piena di<br \/>\ncentocinquantatr&eacute; grossi pesci. E bench&eacute; fossero tanti, la rete non si<br \/>\nspezz&ograve;. Ges&ugrave; disse loro: &laquo; Venite a mangiare &raquo;. E nessuno dei discepoli<br \/>\nosava domandargli: &laquo; Chi sei? &raquo;, poich&eacute; sapevano bene che era il<br \/>\nSignore. Allora Ges&ugrave; si avvicin&ograve;, prese il pane e lo diede loro, e cos&igrave;<br \/>\npure il pesce<\/i>.<\/p>\n<p>Ges&ugrave; manifesta questa delicatezza e questo affetto non solo a un<br \/>\npiccolo gruppo di discepoli, ma a tutti: alle sante donne; a un<br \/>\nrappresentante del Sinedrio come Nicodemo e a un pubblicano come<br \/>\nZaccheo; a malati e sani; a dottori della legge e a pagani; ai singoli<br \/>\ne alle folle.<\/p>\n<p>I Vangeli ci dicono che Ges&ugrave; non aveva dove posare il capo, ma ci<br \/>\ndicono anche che aveva degli amici che amava e stimava, amici<br \/>\ndesiderosi di accoglierlo a casa loro. I Vangeli ci parlano ancora<br \/>\ndella sua compassione verso gli infermi, del suo dolore per coloro che<br \/>\nignorano ed errano, della sua protesta di fronte all&#8217;ipocrisia. Ges&ugrave;<br \/>\npiange per la morte di Lazzaro, si adira con i mercanti che profanano<br \/>\nil tempio, si intenerisce davanti al dolore della vedova di Nain.<\/p>\n<p>109 Ognuno di questi gesti umani &egrave; un gesto divino. <i>In Cristo abita corporalmente tutta la pienezza della divinit&agrave;<\/i>. Cristo &egrave; Dio fatto uomo, uomo perfetto, uomo completo. E, nella sua umanit&agrave;, ci fa conoscere la divinit&agrave;.<\/p>\n<p>Ricordando la delicatezza umana di Cristo, che spende la sua vita al<br \/>\nservizio degli altri, facciamo molto di pi&ugrave; che scoprire un possibile<br \/>\nmodo di comportarci. Stiamo scoprendo Dio. Ogni azione di Cristo ha un<br \/>\nvalore trascendente: ci fa conoscere il modo di essere di Dio, ci<br \/>\ninvita a credere nell&#8217;amore di Dio, che ci ha creati e vuole portarci<br \/>\nnella sua intimit&agrave;. Nella sua preghiera al Padre, Ges&ugrave; esclama: <i>Ho<br \/>\nfatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo.<br \/>\nErano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola.<br \/>\nOra essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te<\/i>. Il<br \/>\nmodo di trattare di Ges&ugrave; non si limita a qualche parola o a dei gesti<br \/>\nesteriori; Ges&ugrave; prende sul serio l&#8217;uomo e vuole fargli conoscere il<br \/>\nsenso divino della sua vita. Ges&ugrave; sa essere esigente, sa mettere<br \/>\nciascuno di fronte ai propri doveri, sa scuotere i suoi ascoltatori<br \/>\ndalla comodit&agrave; e dal conformismo, per condurli alla conoscenza del Dio<br \/>\ntre volte santo. Ges&ugrave; si commuove alla vista della fame e del dolore,<br \/>\nma soprattutto si commuove alla vista dell&#8217;ignoranza: <i>Ges&ugrave; vide molta folla e si commosse per loro, perch&eacute; erano come pecore senza pastore e si mise a insegnare loro molte cose<\/i>.<\/p>\n<p>110 Abbiamo scorso alcune pagine dei Vangeli per contemplare il<br \/>\nrapporto di Ges&ugrave; con gli uomini e imparare anche noi a condurre a<br \/>\nCristo i nostri fratelli, essendo noi stessi Cristo. Applichiamo questa<br \/>\nlezione alla vita quotidiana, alla nostra vita. Perch&eacute; la vita<br \/>\nordinaria, quella che noi viviamo in mezzo agli altri concittadini,<br \/>\nuguali a noi, non &egrave; mai banale e irrilevante. &Egrave; proprio questa la<br \/>\ncondizione nella quale il Signore vuole che si santifichi l&#8217;immensa<br \/>\nmaggioranza dei suoi figli.<\/p>\n<p>&Egrave;&nbsp;necessario ripetere continuamente che Ges&ugrave; non si rivolse a un gruppo<br \/>\ndi privilegiati, ma venne a rivelare l&#8217;amore universale di Dio. Tutti<br \/>\ngli uomini sono amati da Dio; da tutti Dio aspetta amore. Da tutti,<br \/>\nqualunque sia la condizione personale, la posizione sociale, la<br \/>\nprofessione o il mestiere. La vita ordinaria non &egrave; cosa di poco conto;<br \/>\ntutti i cammini della terra possono essere occasione di incontro con<br \/>\nCristo, che ci chiama a identificarci con Lui, per realizzare &mdash; nel<br \/>\nposto in cui ci troviamo &mdash; la sua missione divina.<\/p>\n<p>Dio ci chiama attraverso i fatti della vita di ogni giorno, le<br \/>\nsofferenze e le gioie delle persone con cui viviamo, le preoccupazioni<br \/>\numane dei nostri compagni, le cose spicciole della vita di famiglia. E<br \/>\nDio ci chiama anche per mezzo dei grandi problemi, dei conflitti e dei<br \/>\ncompiti che caratterizzano ogni epoca storica e suscitano gli sforzi e<br \/>\ngli entusiasmi di gran parte dell&#8217;umanit&agrave;.<\/p>\n<p>111 Si comprendono benissimo l&#8217;impazienza, l&#8217;ansia, i desideri inquieti<br \/>\ndi coloro che, con un&#8217;anima naturalmente cristiana, non si rassegnano<br \/>\ndi fronte all&#8217;ingiustizia personale e sociale che il cuore umano &egrave;<br \/>\ncapace di creare. Sono tanti i secoli della convivenza degli uomini, e<br \/>\ntanto &egrave; ancora l&#8217;odio, tante le distruzioni, tanto il fanatismo<br \/>\naccumulato in occhi che non vogliono vedere e in cuori che non vogliono<br \/>\namare.<\/p>\n<p>Vediamo i beni della terra divisi tra pochi e i beni della cultura<br \/>\nchiusi in cenacoli ristretti. Fuori, c&#8217;&egrave; fame di pane e di dottrina; e<br \/>\nle vite umane, che sono sante perch&eacute; vengono da Dio, sono trattate come<br \/>\ncose, come numeri statistici. Comprendo e condivido questa impazienza:<br \/>\nessa mi spinge a guardare a Cristo che continua a invitarci a mettere<br \/>\nin pratica il <i>comandamento nuovo<\/i> dell&#8217;amore.<\/p>\n<p>Tutte le situazioni in cui veniamo a trovarci nella vita ci portano un<br \/>\nmessaggio divino, chiedono una risposta d&#8217;amore, di donazione agli<br \/>\naltri: <i>Quando<br \/>\nil Figlio dell&#8217;uomo verr&agrave; nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si<br \/>\nsieder&agrave; sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui<br \/>\ntutte le genti, ed egli separer&agrave; gli uni dagli altri, come il pastore<br \/>\nsepara le pecore dai capri, e porr&agrave; le pecore alla sua destra e i capri<br \/>\nalla sinistra. Allora il re dir&agrave; a quelli che stanno alla sua destra: &laquo;<br \/>\nVenite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit&agrave; il regno preparato<br \/>\nper voi fin dalla fondazione del mondo. Perch&eacute; io ho avuto fame e mi<br \/>\navete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero<br \/>\nforestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi<br \/>\navete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi &raquo;. Allora i giusti<br \/>\ngli risponderanno: &laquo; Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e<br \/>\nti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando<br \/>\nti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo<br \/>\nvestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti<br \/>\na visitarti? &raquo;. Rispondendo, il re dir&agrave; loro: &laquo; In verit&agrave; vi dico: ogni<br \/>\nvolta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli<br \/>\npi&ugrave; piccoli, l&#8217;avete fatto a me &raquo;<\/i>. Occorre riconoscere Cristo che<br \/>\nci viene incontro negli uomini, nostri fratelli. Nessuna vita umana &egrave;<br \/>\nisolata; ogni vita si intreccia con altre vite. Nessuna persona &egrave; un<br \/>\nverso a s&eacute;: tutti facciamo parte dello stesso poema divino che Dio<br \/>\nscrive con il concorso della nostra libert&agrave;.<\/p>\n<p>112 Non c&#8217;&egrave; nulla che sia estraneo alle attenzioni di Cristo. Parlando<br \/>\ncon rigore teologico, senza limitarci a una classificazione funzionale,<br \/>\nnon si pu&ograve; dire che ci siano realt&agrave; &mdash; buone, nobili, e anche<br \/>\nindifferenti &mdash; esclusivamente profane: perch&eacute; il Verbo di Dio ha<br \/>\nstabilito la sua dimora in mezzo ai figli degli uomini, ha avuto fame e<br \/>\nsete, ha lavorato con le sue mani, ha conosciuto l&#8217;amicizia e<br \/>\nl&#8217;obbedienza, ha sperimentato il dolore e la morte. <i>Perch&eacute;<br \/>\npiacque a Dio di fare abitare in Cristo ogni pienezza e per mezzo di<br \/>\nlui riconciliare a s&eacute; tutte le cose, rappacificando con il sangue della<br \/>\nsua croce le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli<\/i>.<\/p>\n<p>Dobbiamo amare il mondo, il lavoro, le realt&agrave; umane. Perch&eacute; il mondo &egrave;<br \/>\nbuono: il peccato di Adamo ruppe la divina armonia del creato, ma Dio<br \/>\nha inviato suo Figlio unigenito a ristabilire la pace. E cos&igrave; noi,<br \/>\ndivenuti figli di adozione, possiamo liberare la creazione dal<br \/>\ndisordine e riconciliare tutte le cose con Dio.<\/p>\n<p>Ogni situazione umana &egrave; irripetibile, &egrave; il risultato di una vocazione<br \/>\nunica che si deve vivere intensamente, realizzando in essa lo spirito<br \/>\ndi Cristo. E quando si vive cristianamente fra i propri simili, in<br \/>\nmaniera non appariscente ma coerente con la fede, ciascuno di noi &egrave; <i>Cristo presente fra gli uomini<\/i>.<\/p>\n<p>113 La considerazione della dignit&agrave; della missione cui Dio ci chiama,<br \/>\npu&ograve; far sorgere nell&#8217;animo umano la presunzione, la superbia. Ci pu&ograve;<br \/>\naccecare una falsa coscienza della vocazione cristiana, che ci fa<br \/>\ndimenticare che siamo di fango, che siamo polvere e miseria; ci fa<br \/>\ndimenticare che il male non &egrave; solo nel mondo, intorno a noi, ma anche<br \/>\ndentro di noi e si annida nel nostro stesso cuore, rendendoci capaci di<br \/>\nogni bassezza ed egoismo. Solo la grazia di Dio &egrave; roccia ben ferma; noi<br \/>\nsiamo sabbia, e sabbia mobile.<\/p>\n<p>Se diamo uno sguardo alla storia degli uomini o alla situazione attuale<br \/>\ndel mondo, ci addolora vedere che, dopo venti secoli, sono cos&igrave; pochi<br \/>\ngli uomini che si chiamano cristiani; e quelli che si onorano di questo<br \/>\nnome sono spesso infedeli alla loro vocazione.<\/p>\n<p>Dinanzi a questo spettacolo non mancano coloro che annunciano il<br \/>\nfallimento di Cristo. Ma Cristo non ha fallito: la sua parola e la sua<br \/>\nvita fecondano continuamente il mondo. L&#8217;opera di Cristo, il compito<br \/>\nche il Padre gli ha affidato, si stanno realizzando, la sua forza passa<br \/>\nattraverso la storia portando la vera vita e <i>quando<br \/>\ntutto gli sar&agrave; stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sar&agrave; sottomesso<br \/>\na Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perch&eacute; Dio sia tutto in tutti<\/i>.<\/p>\n<p>In questo lavoro che sta realizzando nel mondo, Dio ha voluto che fossimo suoi cooperatori, ha voluto <i>correre il rischio della nostra libert&agrave;<\/i>.<br \/>\nLa contemplazione della figura di Ges&ugrave; nel presepio di Betlemme mi<br \/>\ncommuove nel profondo dell&#8217;anima: &egrave; un bambino indifeso, inerme,<br \/>\nincapace di offrire resistenza. Dio si consegna nelle mani degli<br \/>\nuomini, si avvicina e si abbassa fino a noi.<\/p>\n<p>Ges&ugrave; Cristo, <i>pur essendo di natura divina non consider&ograve; un<br \/>\ntesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogli&ograve; se stesso,<br \/>\nassumendo la condizione di servo<\/i>. Dio si affida alla nostra<br \/>\nlibert&agrave;, alla nostra imperfezione, alle nostre miserie. Permette che i<br \/>\ntesori divini siano portati in vasi di argilla, e che li facciamo<br \/>\nconoscere mescolando le nostre debolezze umane alla sua forza divina.<\/p>\n<p>114 Ma l&#8217;esperienza del peccato non ci deve far dubitare della nostra<br \/>\nmissione. Certamente, i nostri peccati possono rendere difficile agli<br \/>\naltri riconoscere Cristo in noi; dobbiamo quindi affrontare<br \/>\ncoraggiosamente le nostre miserie personali, cercare di purificarci,<br \/>\nsapendo che Dio non ci ha promesso la vittoria assoluta sul male in<br \/>\nquesta vita, ma ci chiede lotta. <i>Sufficit tibi gratia mea<\/i>, ti basta la mia grazia, rispose Dio a Paolo che gli chiedeva di essere liberato dalla prova che lo umiliava.<\/p>\n<p>Il potere di Dio si manifesta nella nostra debolezza, e ci spinge a<br \/>\nlottare, a combattere contro i nostri difetti, pur sapendo che non<br \/>\notterremo mai del tutto la vittoria durante la vita terrena. La vita<br \/>\ncristiana &egrave; un continuo cominciare e ricominciare, un rinnovarsi di<br \/>\nogni giorno.<\/p>\n<p>Cristo risuscita in noi se diveniamo compartecipi della sua Croce e<br \/>\ndella sua Morte. Dobbiamo amare la Croce, la donazione, la<br \/>\nmortificazione. L&#8217;ottimismo cristiano non &egrave; un ottimismo dolciastro e<br \/>\nneppure la mera fiducia umana che tutto andr&agrave; bene. Affonda le proprie<br \/>\nradici nella coscienza della libert&agrave; e nella fede nella grazia; &egrave; un<br \/>\nottimismo che ci porta a essere esigenti con noi stessi, cio&egrave; a<br \/>\nsforzarci per corrispondere alla chiamata di Dio.<\/p>\n<p>In questo modo, malgrado le nostre miserie, anzi, attraverso le nostre<br \/>\nmiserie, attraverso la nostra vita di uomini fatti di carne e di terra,<br \/>\nCristo si manifesta: nel nostro sforzo di essere migliori, di<br \/>\nrealizzare un amore che aspira a essere puro, di dominare l&#8217;egoismo, di<br \/>\ndonarci pienamente agli altri, facendo della nostra esistenza un<br \/>\ncostante servizio.<\/p>\n<p>115 Non voglio concludere senza un&#8217;ultima riflessione. Il cristiano,<br \/>\nnel far presente Cristo in mezzo agli uomini essendo Cristo egli<br \/>\nstesso, non cerca solo di vivere un atteggiamento d&#8217;amore, ma anche di<br \/>\nfar conoscere l&#8217;amore di Dio attraverso il suo amore umano.<\/p>\n<p>Ges&ugrave; ha concepito tutta la sua vita come una rivelazione di questo amore: <i>Filippo<\/i> &mdash; rispose a uno dei suoi discepoli &mdash; <i>chi vede me vede il Padre<\/i>.<br \/>\nSeguendo quest&#8217;insegnamento, l&#8217;apostolo Giovanni invita i cristiani a<br \/>\nmanifestare con le loro opere l&#8217;amore di Dio che hanno conosciuto: <i>Carissimi,<br \/>\namiamoci gli uni gli altri, perch&eacute; l&#8217;amore &egrave; da Dio: chiunque ama &egrave;<br \/>\ngenerato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio,<br \/>\nperch&eacute; Dio &egrave; amore. In questo si &egrave; manifestato l&#8217;amore di Dio per noi:<br \/>\nDio ha mandato il suo figlio unigenito nel mondo, perch&eacute; noi avessimo<br \/>\nla vita per lui. In questo sta l&#8217;amore: non siamo stati noi ad amare<br \/>\nDio, ma &egrave; lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima<br \/>\ndi espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato,<br \/>\nanche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri<\/i>.<\/p>\n<p>116 &Egrave; necessario quindi che la nostra fede sia viva, che ci porti<br \/>\nrealmente a credere in Dio e a mantenere un costante dialogo con Lui.<br \/>\nLa vita cristiana deve essere vita di preghiera incessante, sforzandoci<br \/>\ndi stare alla presenza di Dio dalla mattina alla sera e dalla sera alla<br \/>\nmattina. Il cristiano non &egrave; mai un solitario, perch&eacute; vive in una<br \/>\ncontinua intimit&agrave; con Dio, che &egrave; vicino a noi e nei Cieli.<\/p>\n<p><i>Sine intermissione orate<\/i>, prescrive l&#8217;Apostolo: pregate senza interruzione. E, ricordando questo precetto apostolico, Clemente Alessandrino scrive: <i>Ci<br \/>\nviene comandato di lodare e onorare il Verbo che conosciamo come<br \/>\nsalvatore e re; e per Lui il Padre, non in giorni scelti, come fanno<br \/>\naltri, ma costantemente durante tutta la vita, e in tutti i modi<br \/>\npossibili<\/i>.<\/p>\n<p>In mezzo alle occupazioni della giornata, quando bisogna vincere la<br \/>\ntendenza all&#8217;egoismo, quando sentiamo la gioia dell&#8217;amicizia con gli<br \/>\naltri uomini, in ogni momento il cristiano deve rinnovare il suo<br \/>\nincontro con Dio. Per Cristo e nello Spirito Santo il cristiano ha<br \/>\naccesso all&#8217;intimit&agrave; di Dio Padre, e percorre la strada che conduce al<br \/>\nregno che non &egrave; di questo mondo, ma che in questo mondo si inizia e si<br \/>\nprepara.<\/p>\n<p>Bisogna entrare in intimit&agrave; con Cristo nella Parola e nel Pane,<br \/>\nnell&#8217;Eucaristia e nella preghiera. Bisogna trattarlo come si tratta un<br \/>\namico, un essere reale e vivo, perch&eacute; Cristo &egrave; risorto e dunque vive. <i>Cristo<\/i>, leggiamo nella lettera agli Ebrei, <i>poich&eacute;<br \/>\nresta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perci&ograve; pu&ograve;<br \/>\nsalvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio,<br \/>\nessendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore<\/i>. Cristo, il<br \/>\nCristo risorto, &egrave; il compagno, l&#8217;Amico. Un compagno che si lascia<br \/>\nsoltanto intravvedere, ma la cui realt&agrave; riempie tutta la nostra vita, e<br \/>\nci fa desiderare la sua compagnia definitiva. <i>Lo Spirito e la sposa<br \/>\ndicono: &laquo; Vieni! &raquo;. E chi ascolta ripete: &laquo; Vieni! &raquo;. Chi ha sete<br \/>\nvenga; chi vuole attinga gratuitamente l&#8217;acqua della vita&#8230; Colui che<br \/>\nattesta queste cose dice: &laquo; S&igrave;, verr&ograve; presto! &raquo;. Amen. Vieni, Signore<br \/>\nGes&ugrave;<\/i>.\n<\/p>\n<p>\n&nbsp;\n<\/p>\n<p class=\"stickynote\">\nFonte:<br \/>\nOpus Dei<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascolta l&#8217;omelia di san Josemar&iacute;a &quot;Cristo presente nei cristiani&quot;, presente nella raccolta di omelie &quot;E&#8217; Ges&ugrave; che passa&quot;. Cristo vive. Questa &egrave; la grande verit&agrave; che riempie di contenuto la nostra fede. Ges&ugrave;, che mor&igrave; sulla Croce, &egrave; risorto, ha trionfato sulla morte, sul potere delle tenebre, sul dolore, sull&#8217;angoscia. Non abbiate paura: con questa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[11,4],"tags":[],"class_list":["post-267","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-11","category-audio-cattolici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/267","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=267"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/267\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":227390,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/267\/revisions\/227390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=267"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=267"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=267"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}