{"id":252,"date":"2008-04-10T01:00:00","date_gmt":"2008-04-10T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/884833982"},"modified":"2026-07-01T18:43:52","modified_gmt":"2026-07-01T18:43:52","slug":"udienza-generale-del-09042008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=252","title":{"rendered":"Udienza Generale del 09\/04\/2008"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">\n<p align=\"left\">\n<b><i>San Benedetto da Norcia<\/i><\/b>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<i>Cari fratelli e sorelle,<br \/>\n<\/i>vorrei oggi parlare di san Benedetto, Fondatore del monachesimo<br \/>\noccidentale, e anche Patrono del mio pontificato. Comincio con una parola di san<br \/>\nGregorio Magno, che scrive di san Benedetto: &ldquo;L&rsquo;uomo di Dio che brill&ograve; su questa<br \/>\nterra con tanti miracoli non rifulse meno per l&rsquo;eloquenza con cui seppe esporre<br \/>\nla sua dottrina&rdquo; (<i>Dial<\/i>.<i> II<\/i>, 36).\n<\/p>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2 class=\"highlight\">Ascolta<\/h2>\n<p align=\"left\">\n{audio}http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00110192.MP3{\/audio}\n<\/p>\n<p align=\"left\">\n<p>{mgmediabot2}path=http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00110192.MP3|popup=Ascolta il file|width=320|height=260{\/mgmediabot2}&nbsp; in una finestra pop-up.\n<\/p>\n<p><\/p>\n<p align=\"center\">\nBENEDETTO XVI\n<\/p>\n<p align=\"center\">\nUDIENZA GENERALE\n<\/p>\n<p align=\"center\">\nPiazza San Pietro<br \/>\nMercoled&igrave;, 9 aprile 2008\n<\/p>\n<p align=\"center\">\n&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"left\">\n<b><i>San Benedetto da Norcia<\/i><\/b>\n<\/p>\n<p align=\"left\">\n<i>Cari fratelli e sorelle,&nbsp;<\/i>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\nvorrei oggi parlare di san Benedetto, Fondatore del monachesimo<br \/>\noccidentale, e anche Patrono del mio pontificato. Comincio con una parola di san<br \/>\nGregorio Magno, che scrive di san Benedetto: &ldquo;L&rsquo;uomo di Dio che brill&ograve; su questa<br \/>\nterra con tanti miracoli non rifulse meno per l&rsquo;eloquenza con cui seppe esporre<br \/>\nla sua dottrina&rdquo; (<i>Dial<\/i>.<i> II<\/i>, 36). Queste parole il grande Papa<br \/>\nscrisse nell&rsquo;anno 592; il santo monaco era morto appena 50 anni prima ed era<br \/>\nancora vivo nella memoria della gente e soprattutto nel fiorente Ordine<br \/>\nreligioso da lui fondato. San Benedetto da Norcia con la sua vita e la sua opera<br \/>\nha esercitato un influsso fondamentale sullo sviluppo della civilt&agrave; e della<br \/>\ncultura europea. La fonte pi&ugrave; importante sulla vita di lui &egrave; il secondo libro<br \/>\ndei <i>Dialoghi<\/i> di san Gregorio Magno. Non &egrave; una biografia nel senso<br \/>\nclassico. Secondo le idee del suo tempo, egli vuole illustrare mediante<br \/>\nl&rsquo;esempio di un uomo concreto &ndash; appunto di san Benedetto &ndash; l&rsquo;ascesa alle vette<br \/>\ndella contemplazione, che pu&ograve; essere realizzata da chi si abbandona a Dio.<br \/>\nQuindi ci d&agrave; un modello della vita umana come ascesa verso il vertice della<br \/>\nperfezione. San Gregorio Magno racconta anche, in questo libro dei Dialoghi, di<br \/>\nmolti miracoli compiuti dal Santo, ed anche qui non vuole semplicemente<br \/>\nraccontare qualche cosa di strano, ma dimostrare come Dio, ammonendo, aiutando e<br \/>\nanche punendo, intervenga nelle concrete situazioni della vita dell&rsquo;uomo. Vuole<br \/>\nmostrare che Dio non &egrave; un&rsquo;ipotesi lontana posta all&rsquo;origine del mondo, ma &egrave;<br \/>\npresente nella vita dell&rsquo;uomo, di ogni uomo.&nbsp;\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nQuesta prospettiva del &ldquo;biografo&rdquo; si spiega anche alla luce del<br \/>\ncontesto generale del suo tempo: a cavallo tra il V e il VI secolo il mondo era<br \/>\nsconvolto da una tremenda crisi di valori e di istituzioni, causata dal crollo<br \/>\ndell&rsquo;Impero Romano, dall&rsquo;invasione dei nuovi popoli e dalla decadenza dei<br \/>\ncostumi. Con la presentazione di san Benedetto come &ldquo;astro luminoso&rdquo;, Gregorio<br \/>\nvoleva indicare in questa situazione tremenda, proprio qui in questa citt&agrave; di<br \/>\nRoma, la via d&rsquo;uscita dalla &ldquo;notte oscura della storia&rdquo; (cfr Giovanni Paolo II,<br \/>\n<i>Insegnamenti<\/i>, II\/1, 1979, p. 1158). Di fatto, l&rsquo;opera del Santo e, in<br \/>\nmodo particolare, la sua <i>Regola<\/i> si rivelarono apportatrici di un<br \/>\nautentico fermento spirituale, che mut&ograve; nel corso dei secoli, ben al di l&agrave; dei<br \/>\nconfini della sua Patria e del suo tempo, il volto dell&rsquo;Europa, suscitando dopo<br \/>\nla caduta dell&rsquo;unit&agrave; politica creata dall&rsquo;impero romano una nuova unit&agrave;<br \/>\nspirituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli del<br \/>\ncontinente. E&rsquo; nata proprio cos&igrave; la realt&agrave; che noi chiamiamo &ldquo;Europa&rdquo;.&nbsp;\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nLa nascita di san Benedetto viene datata intorno all&rsquo;anno 480.<br \/>\nProveniva, cos&igrave; dice san Gregorio, &ldquo;<i>ex provincia Nursiae<\/i>&rdquo; &ndash; dalla regione<br \/>\ndella Nursia. I suoi genitori benestanti lo mandarono per la sua formazione<br \/>\nnegli studi a Roma. Egli per&ograve; non si ferm&ograve; a lungo nella Citt&agrave; eterna. Come<br \/>\nspiegazione pienamente credibile, Gregorio accenna al fatto che il giovane<br \/>\nBenedetto era disgustato dallo stile di vita di molti suoi compagni di studi,<br \/>\nche vivevano in modo dissoluto, e non voleva cadere negli stessi loro sbagli.<br \/>\nVoleva piacere a Dio solo; &ldquo;<i>soli Deo placere desiderans<\/i>&rdquo; (<i>II Dial<\/i>.,<br \/>\nProl 1). Cos&igrave;, ancora prima della conclusione dei suoi studi, Benedetto lasci&ograve;<br \/>\nRoma e si ritir&ograve; nella solitudine dei monti ad est di Roma. Dopo un primo<br \/>\nsoggiorno nel villaggio di Effide (oggi: Affile), dove per un certo periodo si<br \/>\nassoci&ograve; ad una &ldquo;comunit&agrave; religiosa&rdquo; di monaci, si fece eremita nella non lontana<br \/>\nSubiaco. L&igrave; visse per tre anni completamente solo in una grotta che, a partire<br \/>\ndall&rsquo;Alto Medioevo, costituisce il &ldquo;cuore&rdquo; di un monastero benedettino chiamato<br \/>\n&ldquo;Sacro Speco&rdquo;. Il periodo in Subiaco, un periodo di solitudine con Dio, fu per<br \/>\nBenedetto un tempo di maturazione. Qui doveva sopportare e superare le tre<br \/>\ntentazioni fondamentali di ogni essere umano: la tentazione<br \/>\ndell&rsquo;autoaffermazione e del desiderio di porre se stesso al centro, la<br \/>\ntentazione della sensualit&agrave; e, infine, la tentazione dell&rsquo;ira e della vendetta.<br \/>\nEra infatti convinzione di Benedetto che, solo dopo aver vinto queste<br \/>\ntentazioni, egli avrebbe potuto dire agli altri una parola utile per le loro<br \/>\nsituazioni di bisogno. E cos&igrave;, riappacificata la sua anima, era in grado di<br \/>\ncontrollare pienamente le pulsioni dell&rsquo;io, per essere cos&igrave; un creatore di pace<br \/>\nintorno a s&eacute;. Solo allora decise di fondare i primi suoi monasteri nella valle<br \/>\ndell&rsquo;Anio, vicino a Subiaco.\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nNell&rsquo;anno 529 Benedetto lasci&ograve; Subiaco per stabilirsi a<br \/>\nMontecassino. Alcuni hanno spiegato questo trasferimento come una fuga davanti<br \/>\nagli intrighi di un invidioso ecclesiastico locale. Ma questo tentativo di<br \/>\nspiegazione si &egrave; rivelato poco convincente, giacch&eacute; la morte improvvisa di lui<br \/>\nnon indusse Benedetto a ritornare (<i>II Dial<\/i>. 8). In realt&agrave;, questa<br \/>\ndecisione gli si impose perch&eacute; era entrato in una nuova fase della sua<br \/>\nmaturazione interiore e della sua esperienza monastica. Secondo Gregorio Magno,<br \/>\nl&rsquo;esodo dalla remota valle dell&rsquo;Anio verso il Monte Cassio &ndash; un&rsquo;altura che,<br \/>\ndominando la vasta pianura circostante, &egrave; visibile da lontano &ndash; riveste un<br \/>\ncarattere simbolico: la vita monastica nel nascondimento ha una sua ragion<br \/>\nd&rsquo;essere, ma un monastero ha anche una sua finalit&agrave; pubblica nella vita della<br \/>\nChiesa e della societ&agrave;, deve dare visibilit&agrave; alla fede come forza di vita. Di<br \/>\nfatto, quando, il 21 marzo 547, Benedetto concluse la sua vita terrena, lasci&ograve;<br \/>\ncon la sua <i>Regola<\/i> e con la famiglia benedettina da lui fondata un<br \/>\npatrimonio che ha portato nei secoli trascorsi e porta tuttora frutto in tutto<br \/>\nil mondo.&nbsp;\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nNell&rsquo;intero secondo libro dei<i> Dialoghi<\/i> Gregorio ci<br \/>\nillustra come la vita di san Benedetto fosse immersa in un&rsquo;atmosfera di<br \/>\npreghiera, fondamento portante della sua esistenza. Senza preghiera non c&rsquo;&egrave;<br \/>\nesperienza di Dio. Ma la spiritualit&agrave; di Benedetto non era un&rsquo;interiorit&agrave; fuori<br \/>\ndalla realt&agrave;. Nell&rsquo;inquietudine e nella confusione del suo tempo, egli viveva<br \/>\nsotto lo sguardo di Dio e proprio cos&igrave; non perse mai di vista i doveri della<br \/>\nvita quotidiana e l&rsquo;uomo con i suoi bisogni concreti. Vedendo Dio cap&igrave; la realt&agrave;<br \/>\ndell&rsquo;uomo e la sua missione. Nella sua <i>Regola <\/i>egli qualifica la vita<br \/>\nmonastica &ldquo;una scuola del servizio del Signore&rdquo; (<i>Prol<\/i>. 45) e chiede ai<br \/>\nsuoi monaci che &ldquo;all&rsquo;Opera di Dio [cio&egrave; all&rsquo;Ufficio Divino o alla Liturgia delle<br \/>\nOre] non si anteponga nulla&rdquo; (43,3). Sottolinea, per&ograve;, che la preghiera &egrave; in<br \/>\nprimo luogo un atto di ascolto (<i>Prol<\/i>. 9-11), che deve poi tradursi<br \/>\nnell&rsquo;azione concreta. &ldquo;Il Signore attende che noi rispondiamo ogni giorno coi<br \/>\nfatti ai suoi santi insegnamenti&rdquo;, egli afferma (<i>Prol<\/i>. 35). Cos&igrave; la vita<br \/>\ndel monaco diventa una simbiosi feconda tra azione e contemplazione &ldquo;affinch&eacute; in<br \/>\ntutto venga glorificato Dio&rdquo; (57,9). In contrasto con una autorealizzazione<br \/>\nfacile ed egocentrica, oggi spesso esaltata, l&rsquo;impegno primo ed irrinunciabile<br \/>\ndel discepolo di san Benedetto &egrave; la sincera ricerca di Dio (58,7) sulla via<br \/>\ntracciata dal Cristo umile ed obbediente (5,13), all&rsquo;amore del quale egli non<br \/>\ndeve anteporre alcunch&eacute; (4,21; 72,11) e proprio cos&igrave;, nel servizio dell&rsquo;altro,<br \/>\ndiventa uomo del servizio e della pace. Nell&rsquo;esercizio dell&rsquo;obbedienza posta in<br \/>\natto con una fede animata dall&rsquo;amore (5,2), il monaco conquista l&rsquo;umilt&agrave; (5,1),<br \/>\nalla quale la <i>Regola <\/i>dedica un intero capitolo (7). In questo modo l&rsquo;uomo<br \/>\ndiventa sempre pi&ugrave; conforme a Cristo e raggiunge la vera autorealizzazione come<br \/>\ncreatura ad immagine e somiglianza di Dio.\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nAll&rsquo;obbedienza del discepolo deve corrispondere la saggezza<br \/>\ndell&rsquo;Abate, che nel monastero tiene &ldquo;le veci di Cristo&rdquo; (2,2; 63,13). La sua<br \/>\nfigura, delineata soprattutto nel secondo capitolo della <i>Regola<\/i>, con un<br \/>\nprofilo di spirituale bellezza e di esigente impegno, pu&ograve; essere considerata<br \/>\ncome un autoritratto di Benedetto, poich&eacute; &ndash; come scrive Gregorio Magno &ndash; &ldquo;il<br \/>\nSanto non pot&eacute; in alcun modo insegnare diversamente da come visse&rdquo; (<i>Dial<\/i>.<br \/>\n<i>II<\/i>, 36). L&rsquo;Abate deve essere insieme un tenero padre e anche un severo<br \/>\nmaestro (2,24), un vero educatore. Inflessibile contro i vizi, &egrave; per&ograve; chiamato<br \/>\nsoprattutto ad imitare la tenerezza del Buon Pastore (27,8), ad &ldquo;aiutare<br \/>\npiuttosto che a dominare&rdquo; (64,8), ad &ldquo;accentuare pi&ugrave; con i fatti che con le<br \/>\nparole tutto ci&ograve; che &egrave; buono e santo&rdquo; e ad &ldquo;illustrare i divini comandamenti col<br \/>\nsuo esempio&rdquo; (2,12). Per essere in grado di decidere responsabilmente, anche<br \/>\nl&rsquo;Abate deve essere uno che ascolta &ldquo;il consiglio dei fratelli&rdquo; (3,2), perch&eacute;<br \/>\n&ldquo;spesso Dio rivela al pi&ugrave; giovane la soluzione migliore&rdquo; (3,3). Questa<br \/>\ndisposizione rende sorprendentemente moderna una <i>Regola<\/i> scritta quasi<br \/>\nquindici secoli fa! Un uomo di responsabilit&agrave; pubblica, e anche in piccoli<br \/>\nambiti, deve sempre essere anche un uomo che sa ascoltare e sa imparare da<br \/>\nquanto ascolta.&nbsp;\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nBenedetto qualifica la <i>Regola<\/i> come &ldquo;minima, tracciata<br \/>\nsolo per l&rsquo;inizio&rdquo; (73,8); in realt&agrave; per&ograve; essa offre indicazioni utili non solo<br \/>\nai monaci, ma anche a tutti coloro che cercano una guida nel loro cammino verso<br \/>\nDio. Per la sua misura, la sua umanit&agrave; e il suo sobrio discernimento tra<br \/>\nl&rsquo;essenziale e il secondario nella vita spirituale, essa ha potuto mantenere la<br \/>\nsua forza illuminante fino ad oggi. Paolo VI, proclamando nel<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/homilies\/1964\/documents\/hf_p-vi_hom_19641024_montecassino_it.html\">24 ottobre 1964<\/a><br \/>\nsan Benedetto Patrono d&rsquo;Europa, intese riconoscere l&rsquo;opera meravigliosa svolta<br \/>\ndal Santo mediante la <i>Regola<\/i> per la formazione della civilt&agrave; e della<br \/>\ncultura europea. Oggi l&rsquo;Europa &ndash; uscita appena da un secolo profondamente ferito<br \/>\nda due guerre mondiali e dopo il crollo delle grandi ideologie rivelatesi come<br \/>\ntragiche utopie &ndash; &egrave; alla ricerca della propria identit&agrave;. Per creare un&rsquo;unit&agrave;<br \/>\nnuova e duratura, sono certo importanti gli strumenti politici, economici e<br \/>\ngiuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che<br \/>\nattinga alle radici cristiane del Continente, altrimenti non si pu&ograve; ricostruire<br \/>\nl&rsquo;Europa. Senza questa linfa vitale, l&rsquo;uomo resta esposto al pericolo di<br \/>\nsoccombere all&rsquo;antica tentazione di volersi redimere da s&eacute; &ndash; utopia che, in modi<br \/>\ndiversi, nell&rsquo;Europa del Novecento ha causato, come ha rilevato il Papa Giovanni<br \/>\nPaolo II, &ldquo;un regresso senza precedenti nella tormentata storia dell&rsquo;umanit&agrave;&rdquo; (<i>Insegnamenti<\/i>,<br \/>\nXIII\/1, 1990, p. 58). Cercando il vero progresso, ascoltiamo anche oggi la <i><br \/>\nRegola<\/i> di san Benedetto come una luce per il nostro cammino. Il grande<br \/>\nmonaco rimane un vero maestro alla cui scuola possiamo imparare l&rsquo;arte di vivere<br \/>\nl&rsquo;umanesimo vero.\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\n&nbsp;\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\n&nbsp;\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\n&nbsp;\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<hr align=\"justify\" \/>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\n<b>Saluti:<\/b>\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nJe suis heureux de vous accueillir chers p&egrave;lerins francophones. Je salue en<br \/>\nparticulier le groupe de la Vall&eacute;e de l&rsquo;Andelle dans le dioc&egrave;se d&rsquo;&Eacute;vreux ainsi<br \/>\nque les jeunes venus notamment de Neuilly, de Rueil-Malmaison et de Pontivy. A<br \/>\nl&rsquo;exemple de saint Beno&icirc;t, donnez une place importante &agrave; la pri&egrave;re et &agrave; la<br \/>\ncontemplation du visage du Christ ressuscit&eacute; pr&eacute;sent et agissant dans votre vie!<br \/>\nBon temps pascal!\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nI am happy to greet the English-speaking visitors present at today&rsquo;s Audience,<br \/>\nincluding the pilgrims from the Archdiocese of Manila, and the many groups from<br \/>\nEngland and the United States. May your lives, after the example of Saint<br \/>\nBenedict, be lived in humility, prayer, obedience to God and faithful service to<br \/>\nyour neighbour. May the Lord bless you and your families!\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nVon Herzen hei&szlig;e ich alle deutschsprachigen Audienzteilnehmer<br \/>\nwillkommen; einen besonderen Gru&szlig; richte ich heute an die Alumnen des &quot;Collegium<br \/>\nOrientale&quot; in Eichst&auml;tt. Und nat&uuml;rlich begr&uuml;&szlig;e ich auch besonders die Leserreise<br \/>\ndes Traunsteiner Wochenblattes. Folgen wir dem Rat des hl Benedikt: &quot;Der Liebe<br \/>\nzu Christus nichts vorziehen&quot;. Dann finden wir zu einem erf&uuml;llten, zu einem<br \/>\nwirklichen Menschenleben; und wir k&ouml;nnen so zur Erneuerung der Gesellschaft aus<br \/>\ndem christlichen Glauben beitragen. Der Herr segne euch alle.\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nSaludo cordialmente a los fieles de lengua espa&ntilde;ola, en<br \/>\nparticular, a los miembros del Curso de actualizaci&oacute;n sacerdotal del<br \/>\nPontificio Colegio Espa&ntilde;ol de Roma, al grupo de Lleida con su Obispo,<br \/>\nMonse&ntilde;or Javier Salinas, a la Instituci&oacute;n &ldquo;Padre Rubinos&rdquo; de A Coru&ntilde;a,<br \/>\ny a los dem&aacute;s peregrinos venidos de Espa&ntilde;a, Argentina, Ecuador y otros<br \/>\npa&iacute;ses latinoamericanos. Os exhorto a que, siguiendo las huellas de San<br \/>\nBenito, no antepong&aacute;is nada al amor de Cristo. Muchas gracias.\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\n<b>Saluto in lingua croata:<\/b>\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nSrda&#269;nu dobrodo&scaron;licu upu&#263;ujem svim hrvatskim hodo&#269;asnicima, a<br \/>\nosobito vjernicima <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Benedetto da Norcia Cari fratelli e sorelle, vorrei oggi parlare di san Benedetto, Fondatore del monachesimo occidentale, e anche Patrono del mio pontificato. 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