{"id":234483,"date":"2012-12-26T12:24:50","date_gmt":"2012-12-26T12:24:50","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=234483"},"modified":"2012-12-26T12:24:50","modified_gmt":"2012-12-26T12:24:50","slug":"benedetto-xvi-omelia-per-la-messa-della-notte-di-natale-2012-in-mp3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=234483","title":{"rendered":"Benedetto XVI &#8211; Omelia per la messa della notte di Natale 2012 in mp3"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_27153\" aria-describedby=\"caption-attachment-27153\" style=\"width: 618px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/papa_10_941-705_resize.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-27153\" alt=\"Fonte immagini corriere.it - http:\/\/bit.ly\/TuVERn\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/papa_10_941-705_resize-618x411.jpg\" width=\"618\" height=\"411\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-27153\" class=\"wp-caption-text\">Fonte immagini corriere.it &#8211; http:\/\/bit.ly\/TuVERn<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p><i>Cari fratelli e sorelle!<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre di nuovo la bellezza di questo Vangelo tocca il nostro cuore \u2013 una bellezza che \u00e8 splendore della verit\u00e0. Sempre di nuovo ci commuove il fatto che Dio si fa bambino, affinch\u00e9 noi possiamo amarlo, affinch\u00e9 osiamo amarlo, e, come bambino, si mette fiduciosamente nelle nostre mani. Dio dice quasi: So che il mio splendore ti spaventa, che di fronte alla mia grandezza tu cerchi di affermare te stesso. Ebbene, vengo dunque a te come bambino, perch\u00e9 tu possa accogliermi ed amarmi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre di nuovo mi tocca anche la parola dell\u2019evangelista, detta quasi di sfuggita, che per loro non c\u2019era posto nell\u2019alloggio. Inevitabilmente sorge la domanda su come andrebbero le cose, se Maria e Giuseppe bussassero alla mia porta. Ci sarebbe posto per loro? E poi ci viene in mente che questa notizia, apparentemente casuale, della mancanza di posto nell\u2019alloggio che spinge la Santa Famiglia nella stalla, l\u2019evangelista Giovanni l\u2019ha approfondita e portata all\u2019essenza scrivendo: \u201cVenne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto\u201d (<i>Gv<\/i>\u00a01,11). Cos\u00ec la grande questione morale su come stiano le cose da noi riguardo ai profughi, ai rifugiati, ai migranti ottiene un senso ancora pi\u00f9 fondamentale: abbiamo veramente posto per Dio, quando Egli cerca di entrare da noi? Abbiamo tempo e spazio per Lui? Non \u00e8 forse proprio Dio stesso ad essere respinto da noi? Ci\u00f2 comincia col fatto che non abbiamo tempo per Dio. Quanto pi\u00f9 velocemente possiamo muoverci, quanto pi\u00f9 efficaci diventano gli strumenti che ci fanno risparmiare tempo, tanto meno tempo abbiamo a disposizione. E Dio? La questione che riguarda Lui non sembra mai urgente. Il nostro tempo \u00e8 gi\u00e0 completamente riempito. Ma le cose vanno ancora pi\u00f9 in profondit\u00e0. Dio ha veramente un posto nel nostro pensiero? La metodologia del nostro pensare \u00e8 impostata in modo che Egli, in fondo, non debba esistere. Anche se sembra bussare alla porta del nostro pensiero, Egli deve essere allontanato con qualche ragionamento. Per essere ritenuto serio, il pensiero deve essere impostato in modo da rendere superflua l\u2019\u201cipotesi Dio\u201d. Non c\u2019\u00e8 posto per Lui. Anche nel nostro sentire e volere non c\u2019\u00e8 lo spazio per Lui. Noi vogliamo noi stessi, vogliamo le cose che si possono toccare, la felicit\u00e0 sperimentabile, il successo dei nostri progetti personali e delle nostre intenzioni. Siamo completamente \u201criempiti\u201d di noi stessi, cos\u00ec che non rimane alcuno spazio per Dio. E per questo non c\u2019\u00e8 neppure spazio per gli altri, per i bambini, per i poveri, per gli stranieri. A partire dalla semplice parola circa il posto mancante nell\u2019alloggio possiamo renderci conto di quanto ci sia necessaria l\u2019esortazione di san Paolo: \u201cLasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare!\u201d (<i>Rm<\/i>\u00a012,2). Paolo parla del rinnovamento, del dischiudere il nostro intelletto (<i>nous<\/i>); parla, in generale, del modo in cui vediamo il mondo e noi stessi. La conversione di cui abbiamo bisogno deve giungere veramente fino alle profondit\u00e0 del nostro rapporto con la realt\u00e0. Preghiamo il Signore affinch\u00e9 diventiamo vigili verso la sua presenza, affinch\u00e9 sentiamo come Egli bussa in modo sommesso eppure insistente alla porta del nostro essere e del nostro volere. Preghiamolo affinch\u00e9 nel nostro intimo si crei uno spazio per Lui. E affinch\u00e9 in questo modo possiamo riconoscerlo anche in coloro mediante i quali si rivolge a noi: nei bambini, nei sofferenti e negli abbandonati, negli emarginati e nei poveri di questo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 ancora una seconda parola nel racconto di Natale sulla quale vorrei riflettere insieme a voi: l\u2019inno di lode che gli angeli intonano dopo il messaggio circa il neonato Salvatore: \u201cGloria a Dio nel pi\u00f9 alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini del suo compiacimento\u201d. Dio \u00e8 glorioso. Dio \u00e8 luce pura, splendore della verit\u00e0 e dell\u2019amore. Egli \u00e8 buono. \u00c8 il vero bene, il bene per eccellenza. Gli angeli che lo circondano trasmettono in primo luogo semplicemente la gioia per la percezione della gloria di Dio. Il loro canto \u00e8 un\u2019irradiazione della gioia che li riempie. Nelle loro parole sentiamo, per cos\u00ec dire, qualcosa dei suoni melodiosi del cielo. L\u00e0 non \u00e8 sottesa alcuna domanda sullo scopo, c\u2019\u00e8 semplicemente il dato di essere colmi della felicit\u00e0 proveniente dalla percezione del puro splendore della verit\u00e0 e dell\u2019amore di Dio. Da questa gioia vogliamo lasciarci toccare: esiste la verit\u00e0. Esiste la pura bont\u00e0. Esiste la luce pura. Dio \u00e8 buono ed Egli \u00e8 il potere supremo al di sopra di tutti i poteri. Di questo fatto dovremmo semplicemente gioire in questa notte, insieme agli angeli e ai pastori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la gloria di Dio nel pi\u00f9 alto dei cieli \u00e8 in relazione la pace sulla terra tra gli uomini. Dove non si d\u00e0 gloria a Dio, dove Egli viene dimenticato o addirittura negato, non c\u2019\u00e8 neppure pace. Oggi, per\u00f2, diffuse correnti di pensiero asseriscono il contrario: le religioni, in particolare il monoteismo, sarebbero la causa della violenza e delle guerre nel mondo; occorrerebbe prima liberare l\u2019umanit\u00e0 dalle religioni, affinch\u00e9 si crei poi la pace; il monoteismo, la fede nell\u2019unico Dio, sarebbe prepotenza, causa di intolleranza, perch\u00e9 in base alla sua natura esso vorrebbe imporsi a tutti con la pretesa dell\u2019unica verit\u00e0. \u00c8 vero che, nella storia, il monoteismo \u00e8 servito di pretesto per l\u2019intolleranza e la violenza. \u00c8 vero che una religione pu\u00f2 ammalarsi e giungere cos\u00ec ad opporsi alla sua natura pi\u00f9 profonda, quando l\u2019uomo pensa di dover egli stesso prendere in mano la causa di Dio, facendo cos\u00ec di Dio una sua propriet\u00e0 privata. Contro questi travisamenti del sacro dobbiamo essere vigilanti. Se un qualche uso indebito della religione nella storia \u00e8 incontestabile, non \u00e8 tuttavia vero che il \u201cno\u201d a Dio ristabilirebbe la pace. Se la luce di Dio si spegne, si spegne anche la dignit\u00e0 divina dell\u2019uomo. Allora egli non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019immagine di Dio, che dobbiamo onorare in ciascuno, nel debole, nello straniero, nel povero. Allora non siamo pi\u00f9 tutti fratelli e sorelle, figli dell\u2019unico Padre che, a partire dal Padre, sono in correlazione vicendevole. Che generi di violenza arrogante allora compaiono e come l\u2019uomo disprezzi e schiacci l\u2019uomo lo abbiamo visto in tutta la sua crudelt\u00e0 nel secolo scorso. Solo se la luce di Dio brilla sull\u2019uomo e nell\u2019uomo, solo se ogni singolo uomo \u00e8 voluto, conosciuto e amato da Dio, solo allora, per quanto misera sia la sua situazione, la sua dignit\u00e0 \u00e8 inviolabile. Nella Notte Santa, Dio stesso si \u00e8 fatto uomo, come aveva annunciato il profeta Isaia: il bambino qui nato \u00e8 \u201cEmmanuele\u201d, Dio con noi (cfr\u00a0<i>Is<\/i>\u00a07,14). E nel corso di tutti questi secoli davvero non ci sono stati soltanto casi di uso indebito della religione, ma dalla fede in quel Dio che si \u00e8 fatto uomo sono venute sempre di nuovo forze di riconciliazione e di bont\u00e0. Nel buio del peccato e della violenza, questa fede ha inserito un raggio luminoso di pace e di bont\u00e0 che continua a brillare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec Cristo \u00e8 la nostra pace e ha annunciato la pace ai lontani e ai vicini (cfr\u00a0<i>Ef<\/i>\u00a02,14.17). Come non dovremmo noi pregarlo in quest\u2019ora: S\u00ec, Signore, annuncia a noi anche oggi la pace, ai lontani e ai vicini. Fa\u2019 che anche oggi le spade siano forgiate in falci (cfr\u00a0<i>Is<\/i>\u00a02,4), che al posto degli armamenti per la guerra subentrino aiuti per i sofferenti. Illumina le persone che credono di dover esercitare violenza nel tuo nome, affinch\u00e9 imparino a capire l\u2019assurdit\u00e0 della violenza e a riconoscere il tuo vero volto. Aiutaci a diventare uomini \u201cdel tuo compiacimento\u201d \u2013 uomini secondo la tua immagine e cos\u00ec uomini di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena gli angeli si furono allontanati, i pastori dicevano l\u2019un l\u2019altro: Ors\u00f9, passiamo di l\u00e0, a Betlemme e vediamo questa parola che \u00e8 accaduta per noi (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a02,15). I pastori si affrettavano nel loro cammino verso Betlemme, ci dice l\u2019evangelista (cfr 2,16). Una santa curiosit\u00e0 li spingeva a vedere in una mangiatoia questo bambino, del quale l\u2019angelo aveva detto che era il Salvatore, il Cristo, il Signore. La grande gioia, di cui l\u2019angelo aveva parlato, aveva toccato il loro cuore e metteva loro le ali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andiamo di l\u00e0, a Betlemme, dice la liturgia della Chiesa oggi a noi.\u00a0<i>Trans-eamus<\/i>\u00a0traduce la Bibbia latina: \u201cattraversare\u201d, andare di l\u00e0, osare il passo che va oltre, la \u201ctraversata\u201d, con cui usciamo dalle nostre abitudini di pensiero e di vita e oltrepassiamo il mondo meramente materiale per giungere all\u2019essenziale, al di l\u00e0, verso quel Dio che, da parte sua, \u00e8 venuto di qua, verso di noi. Vogliamo pregare il Signore, perch\u00e9 ci doni la capacit\u00e0 di oltrepassare i nostri limiti, il nostro mondo; perch\u00e9 ci aiuti a incontrarlo, specialmente nel momento in cui Egli stesso, nella Santissima Eucaristia, si pone nelle nostre mani e nel nostro cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andiamo di l\u00e0, a Betlemme: con queste parole che, insieme con i pastori, ci diciamo l\u2019un l\u2019altro, non dobbiamo pensare soltanto alla grande traversata verso il Dio vivente, ma anche alla citt\u00e0 concreta di Betlemme, a tutti i luoghi in cui il Signore ha vissuto, operato e sofferto. Preghiamo in quest\u2019ora per le persone che oggi l\u00ec vivono e soffrono. Preghiamo perch\u00e9 l\u00ec ci sia pace. Preghiamo perch\u00e9 Israeliani e Palestinesi possano sviluppare la loro vita nella pace dell\u2019unico Dio e nella libert\u00e0. Preghiamo anche per i Paesi circostanti, per il Libano, per la Siria, per l\u2019Iraq e cos\u00ec via: affinch\u00e9 l\u00ec si affermi la pace. Che i cristiani in quei Paesi dove la nostra fede ha avuto origine possano conservare la loro dimora; che cristiani e musulmani costruiscano insieme i loro Paesi nella pace di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pastori si affrettavano. Una santa curiosit\u00e0 e una santa gioia li spingevano. Tra noi forse accade molto raramente che ci affrettiamo per le cose di Dio. Oggi Dio non fa parte delle realt\u00e0 urgenti. Le cose di Dio, cos\u00ec pensiamo e diciamo, possono aspettare. Eppure Egli \u00e8 la realt\u00e0 pi\u00f9 importante, l\u2019Unico che, in ultima analisi, \u00e8 veramente importante. Perch\u00e9 non dovremmo essere presi anche noi dalla curiosit\u00e0 di vedere pi\u00f9 da vicino e di conoscere ci\u00f2 che Dio ci ha detto? Preghiamolo affinch\u00e9 la santa curiosit\u00e0 e la santa gioia dei pastori tocchino in quest\u2019ora anche noi, e andiamo quindi con gioia di l\u00e0, a Betlemme \u2013 verso il Signore che anche oggi viene nuovamente verso di noi. Amen.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/homilies\/2012\/documents\/hf_ben-xvi_hom_20121224_christmas_it.html\">Fonte<\/a> <em>\u00a9 Copyright 2012 &#8211; Libreria Editrice Vaticana<\/em><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/player.rv.va\/vaticanplayer.asp?language=it&#038;tic=VA_8556D188\" target=\"_blank\"><em>Link al Video<\/em><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-25340\" style=\"margin-bottom: -35px;\" title=\"ascolta-il-podcast\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/ascolta-il-podcast.png\" width=\"277\" height=\"77\" \/><\/p>\n<div class=\"powerpressbox\">[powerpress]<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>: Radio Vaticana via FeedRss<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><em>(The content of this podcast is copyrighted by Vatican Radio which, according to its statute, is entrusted to manage and protect the sound recordings of the Roman Pontiff, ensuring that their pastoral character and intellectual property&#8217;s rights are protected when used by third parties. The content of this podcast is made available only for personal and private use and cannot be exploited for commercial purposes, without prior written authorization by Vatican Radio. For further information, please contact the International Relation Office at relint@vatiradio.va)<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 Cari fratelli e sorelle! Sempre di nuovo la bellezza di questo Vangelo tocca il nostro cuore \u2013 una bellezza che \u00e8 splendore della verit\u00e0. Sempre di nuovo ci commuove il fatto che Dio si fa bambino, affinch\u00e9 noi possiamo amarlo, affinch\u00e9 osiamo amarlo, e, come bambino, si mette fiduciosamente nelle nostre mani. 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