{"id":234366,"date":"2012-12-01T00:16:45","date_gmt":"2012-12-01T00:16:45","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=234366"},"modified":"2012-12-01T00:16:45","modified_gmt":"2012-12-01T00:16:45","slug":"prima-domenica-di-avvento-ambrosiano-18-novembre-2012-card-scola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=234366","title":{"rendered":"Prima domenica di Avvento Ambrosiano &#8211; 18 novembre 2012 &#8211; Card. Scola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">http:\/\/youtu.be\/ZiCScD_4t-U<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">A cura di <a href=\"http:\/\/www.telenova.it\/programmi\/telenova\/la-chiesa-nella-citta\/\" target=\"_blank\">Annamaria Braccini per Telenova Milano<\/a> che ringrazio per la gentile concessione.<\/p>\n<h4 align=\"center\">Arcidiocesi di Milano<\/h4>\n<h4 align=\"center\">I domenica d\u2019Avvento<\/h4>\n<p align=\"center\"><strong><em>La venuta del Signore<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<h4 align=\"center\"><em>Is 13,4-11; Sal 67 (68); Ef 5,1-11; Lc 21,5-28<\/em>\u00a0<\/h4>\n<h4 align=\"center\">Duomo di Milano, 18 novembre 2012<\/h4>\n<p align=\"center\">\u00a0Omelia di S.E.R.Card.Angelo Scola, Arcivescovo di Milano<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<strong>\u00ab<em>Dio che viene<\/em>\u00bb<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Sorgi, o Dio, e vieni a salvare il tuo popolo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Il dono del Salvatore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Innalzate nei cieli lo sguardo:\/ la salvezza di Dio \u00e8 vicina.\/ Risvegliate nel cuore l\u2019attesa\/ per accogliere il Re della gloria.\/ Vieni Ges\u00f9, Vieni Ges\u00f9<\/em>\u2026\u00bb. In queste parole del canto iniziale il nostro cuore e la nostra mente trovano il giusto atteggiamento per prendere parte alla presente azione eucaristica, sorretti dalla convinzione che quella eucaristica \u00e8 la pi\u00f9 nobile ed elevata azione cui l\u2019uomo possa prendere parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Convenuti dalle nostre case qui nella Chiesa cattedrale, o collegati attraverso i mezzi di comunicazione, siamo consapevoli che il tempo prezioso dell\u2019<em>Avvento<\/em>, cui la liturgia ambrosiana oggi d\u00e0 inizio, \u00e8 tempo propizio per la verit\u00e0 della nostra persona. In che senso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>(Di)sposando l\u2019umana natura nell\u2019inviolato grembo di una vergine sei venuto a salvarci<\/em>\u00bb (<em>Conditor alme siderum<\/em>, Inno dei Vespri di Avvento). Il cambiamento, necessario alla verit\u00e0, bont\u00e0 e bellezza della nostra esistenza, scaturisce dal dono della tenerezza infinita del Padre, il dono del Salvatore. Se il \u201c<em>Dio che viene<\/em>\u201d \u00e8 la grande notizia, allora non si pu\u00f2 non alzare lo sguardo verso di Lui. \u201cQualcuno\u201d, non qualcosa, anzi <strong><em>Uno<\/em><\/strong> \u00e8 il cuore dell\u2019attesa, carica di indomita ma pacata tensione verso il compimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo vivere insieme queste sei domeniche di Avvento, vigilando ogni istante immersi nel sacrificio redentore che celebreremo in tutte le nostre chiese e in questa chiesa cattedrale. Il Vescovoed il popolo, riuniti, supplicano con fervore: \u00ab<em>Vieni Ges\u00f9<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Dove andremo a finire?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Vangelo che abbiamo ascoltato annuncia la glorificazione del Figlio dell\u2019uomo: \u00ab<em>Allora vedranno il Figlio dell\u2019uomo venire\u2026 con grande<\/em> <em>potenza e gloria<\/em>\u00bb (<em>Lc<\/em> 21,27). Il Vangelo propone cos\u00ec immagini che si collegano ad un tema dalle antichissime radici bibliche. Il tema del <em>giorno del Signore<\/em>. Inizia dalla considerazione della distruzione del Tempio (cf. <em>Vangelo<\/em>, <em>Lc<\/em> 21,6), per allargarsi a quella della citt\u00e0 di Gerusalemme e alle popolazioni della terra (cf. <em>Vangelo<\/em>, <em>Lc<\/em> 21,20-24), finendo per coinvolgere il cosmo intero (cf. <em>Vangelo<\/em>, <em>Lc<\/em> 21, 25-28) \u00ab<em>Si sollever\u00e0 nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze<\/em>\u00bb (<em>Vangelo<\/em>, <em>Lc<\/em> 21,10-11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro del discorso sulla fine dei tempi (escatologia) propostoci oggi dal Santo Vangelo, in un brano assai difficile, \u00e8 rovinoso, apocalittico. Sul suo sfondo sta la visione di Isaia che annuncia la fine di Babilonia. Dal profeta \u00ab<em>il giorno del Signore<\/em>\u00bb \u00e8 descritto come \u00ab<em>una devastazione<\/em>\u00bb (<em>Lettura<\/em>, <em>Is<\/em> 13,6), a cui partecipa la stessa creazione: \u00ab<em>Le stelle del cielo e le loro costellazioni non daranno pi\u00f9 la loro luce; il sole si oscurer\u00e0 al suo sorgere e la luna non diffonder\u00e0 la sua luce<\/em>\u00bb (Lettura, <em>Is<\/em> 13,10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi passaggi dell\u2019odierna Liturgia della Parola non facciamo fatica a riconoscere alcuni \u201csegni sconvolgenti\u201d presenti anche nei nostri tempi. Non mancano le guerre, le tragedie cosmiche, ingiustizia e miseria continuano a segnare pesantemente il cammino della famiglia umana. Soprattutto ci rendiamo chiaramente conto che questa situazione di prova persistente incomincia <em>dalla<\/em>, o meglio, <em>dentro<\/em> la nostra persona. \u00ab<em>Ognuno osserva sgomento il suo vicino<\/em>\u00bb (<em>Is<\/em> 13,8) scrive Isaia e sembra che parli di noi, delle nostre paure, delle nostre inquietudini, delle nostre gravi insicurezze ingigantite dal travaglio inedito del nuovo millennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Dove andremo a finire<\/em>?\u201d \u00e8 l\u2019ovvio ritornello che sempre pi\u00f9 frequentemente ci ripetiamo. E non \u00e8 tanto un lamento, quanto l\u2019espressione dello sconcerto di fronte alle gravi difficolt\u00e0 e ai non pochi motivi di sofferenza. Affiora inoltre, di tanto in tanto, il fatto, troppo spesso rimosso, che la fine del nostro tempo personale implicher\u00e0 il giudizio misericordioso, ma giusto, di Dio su ognuno di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure il Santo Vangelo oggi conclude con un rincuorante invito alla speranza: \u00ab<em>Risollevatevi e alzate il capo perch\u00e9 la vostra liberazione \u00e8 vicina<\/em>\u00bb (<em>Lc<\/em> 21,28). Per questo siamo qui, per rivolgerci al Padre, con le parole del Salmo responsoriale: \u00ab<em>Sorgi, o Dio, e vieni a salvare il tuo popolo<\/em>\u00bb (<em>Salmo<\/em> 67).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fine dei tempi non si identifica cos\u00ec con la terribile descrizione del giorno del Signore fatta da Isaia, n\u00e9 con il travaglio doloroso descritto dalle immagini apocalittiche dal Vangelo. Non \u00e8 questa l\u2019attesa compiuta del cristiano. Non sar\u00e0 questa la fine del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. La fine del mondo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine \u2013 la fine e il fine \u2013 del tempo e della storia \u00e8 la manifestazione gloriosa del Figlio dell\u2019uomo, cio\u00e8 di Ges\u00f9 Cristo. Con lo sguardo fisso sul Crocifisso Risorto, il Veniente, Colui che \u00e8 il fondamento si possono attraversare tutti i segni dei tempi, anche i pi\u00f9 catastrofici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non aspettiamo terrorizzati la fine del cosmo e della storia. Questa avverr\u00e0 secondo tempi e modi su cui i saperi giustamente continuano ad indagare, ci auguriamo senza ignorare la libert\u00e0 di Dio, quella dell\u2019uomo e il gioco perverso del Maligno. Noi aspettiamo pazientemente la manifestazione gloriosa di Colui che \u00e8 gi\u00e0 venuto: Cristo, ieri, oggi e sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec infatti ci far\u00e0 pregare il Prefazio: \u00ab<em>Con la sua prima venuta nell\u2019umilt\u00e0 della carne port\u00f2 a compimento l\u2019antica speranza\u2026; quando verr\u00e0 nello splendore della gloria potremo ottenere, in pienezza di luce, i beni promessi che ora osiamo sperare vigilando nell\u2019attesa<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fede in Ges\u00f9 Cristo capo dell\u2019umana famiglia, centro del cosmo e della storia \u00e8 il contenuto dell\u2019umanissima attesa cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Nella storia <em>sperando contro ogni speranza<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione del cristiano di fronte alla realt\u00e0 e alla storia, anche a quella pi\u00f9 negativa e contraddittoria, alla sua inevitabile fine, \u00e8 quindi diversa rispetto a quella di quanti non sperano nel ritorno glorioso del Figlio dell\u2019uomo. Se si \u00e8 senza speranza si subisce l\u2019inganno dei falsi profeti, chi spera autenticamente non lo subisce (\u00ab<em>badate di non<\/em> <em>lasciarvi ingannare<\/em>\u00bb<em> <\/em><em>Lc<\/em> 21,8); se si \u00e8 senza speranza ci si spaventa, chi spera nel ritorno del Figlio dell\u2019uomo \u00e8 fiducioso (\u00ab<em>non vi terrorizzate<\/em>\u00bb<em> <\/em><em>Lc<\/em> 21,9); se si \u00e8 senza speranza si pu\u00f2, talora, diventare persecutori: in quel caso chi spera coglie l\u2019occasione per dare testimonianza in forza dello Spirito e per rinnovare la sua certezza nel Signore Ges\u00f9 (\u00ab<em>nemmeno un capello del vostro capo andr\u00e0 perduto<\/em>\u00bb <em>Lc<\/em> 21,18); se si \u00e8 senza speranza si \u00e8 deboli (\u00ab<em>tutte le mani sono fiacche, ogni cuore viene meno. Sono costernati<\/em>\u00bb, <em>Lettura<\/em>, <em>Is<\/em> 13,7-8), chi spera invece sa che \u00ab<em>la liberazione \u00e8 vicina<\/em>\u00bb (<em>Lc<\/em> 21,28). La nostra fede eucaristica, nella passione, morte e risurrezione di Ges\u00f9 ne \u00e8, fin da ora, la convincente conferma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. <em>Con la vostra perseveranza salverete la nostra vita<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita<\/em>\u00bb (<em>Vangelo<\/em>, <em>Lc<\/em> 21,19): abbiamo ascoltato nel Vangelo. Salvare la vita non \u00e8 salvare la pelle, ma compiere la propria umanit\u00e0. E a questo nessuno di noi pu\u00f2 rinunciare: tutti lo desideriamo e tutti possiamo imparare ad invocarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 ho potuto scrivere a tutti i fedeli nella <em>Lettera Pastorale <\/em>che \u00ab<em>la fede in Cristo fa storia: il trascorrere del tempo, l\u2019evoluzione dei rapporti entro la famiglia, entro la comunit\u00e0 di appartenenza, il mutare delle situazioni, l\u2019assunzione delle diverse responsabilit\u00e0, il variare delle condizioni di lavoro, di salute \u2026 tutta la vita pone domande alla fede e tutta la vita riceve risposte, nuova luce dall\u2019unica rivelazione di Ges\u00f9. La perseveranza nella fede scrive una storia salvata<\/em>\u00bb (Lettera pastorale <em>Alla scoperta del Dio vicino<\/em>, p.5). La mia, la tua storia personale, cio\u00e8 la mia, la tua piena biografia \u00e8 nello stesso tempo la storia comunitaria della Chiesa, che contribuisce alla storia dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. Camminate nella carit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Fratelli, fatevi imitatori di Dio\u2026 e camminate nella carit\u00e0<\/em>, [cio\u00e8] <em>nel modo con cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi<\/em>\u00bb (<em>Epistola<\/em>, <em>Ef<\/em> 5,1-2). L\u2019amore per Sua grazia ci \u00e8 reso possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola decisiva nella vita dell\u2019uomo \u2013 di ciascuno di noi e dell\u2019umana famiglia \u2013 \u00e8 la carit\u00e0, l\u2019amore oggettivo ed effettivo. Perch\u00e9? Perch\u00e9 Cristo \u00e8 venuto e ha dato Se stesso per noi. Ges\u00f9 \u00e8 il nome proprio dell\u2019amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa ragione il Santo Padre ci ricorda nel n. 6 del <em>Motu proprio<\/em> <em>Porta fidei<\/em> che \u00ab<em>l\u2019Anno della fede, in questa prospettiva, \u00e8 un invito ad un\u2019autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo. Nel mistero della sua morte e risurrezione, Dio ha rivelato in pienezza l\u2019Amore che salva e chiama gli uomini alla conversione di vita mediante la remissione dei peccati (\u2026) Grazie alla fede, questa vita nuova plasma tutta l\u2019esistenza umana sulla radicale novit\u00e0 della risurrezione. Nella misura della sua libera disponibilit\u00e0, i pensieri e gli affetti, la mentalit\u00e0 e il comportamento dell\u2019uomo vengono lentamente purificati e trasformati, in un cammino mai compiutamente terminato in questa vita. La \u201cfede che si rende operosa per mezzo della carit\u00e0\u201d (Gal 5,6) diventa un nuovo criterio di intelligenza e di azione che cambia tutta la vita dell\u2019uomo<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si diventa imitatori del Signore, immedesimandoci con Chi ci ha dato la vita e ci segna la strada: \u00e8 una legge fondamentale, imprescindibile per la maturazione di ogni uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>7. Le virt\u00f9 dell\u2019Avvento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fede, speranza e carit\u00e0: le virt\u00f9 teologali del cristiano vengono esercitate lungo l\u2019Avvento nella forma dell\u2019<em>attesa<\/em> e della <em>vigilanza<\/em>. Non perdiamo il prezioso richiamo che la Chiesa ci fa in questo tempo di grazia. Consentitemi tre raccomandazioni in proposito. Anzitutto invito ad un momento di preghiera breve e semplice in famiglia al mattino, alla sera, ai pasti. In secondo luogo propongo un regolare gesto per educarci ad amare. Chiss\u00e0 perch\u00e9 siamo restii a comprendere che bisogna imparare ad amare. Dedichiamo una piccola parte del nostro tempo ogni settimana a chi \u00e8 nel bisogno! Infine sarebbe bene, in questo tempo in cui l\u2019attesa diventa una ginnastica del desiderio, partecipare ad una santa Messa feriale almeno una volta la settimana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Con l\u2019attesa, Dio allarga il nostro desiderio, col desiderio allarga l\u2019animo e dilatandolo lo rende pi\u00f9 capace<\/em>\u00bb(Agostino, <em>Commento alla Prima lettera di Giovanni<\/em>, 4,6). La Vergine santa, madre dell\u2019attesa, ci renda pi\u00f9 capaci di accorgerci che Dio ci ama. Amen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/youtu.be\/ZiCScD_4t-U A cura di Annamaria Braccini per Telenova Milano che ringrazio per la gentile concessione. 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