{"id":234197,"date":"2012-10-31T06:28:58","date_gmt":"2012-10-31T06:28:58","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=234197"},"modified":"2012-10-31T06:28:58","modified_gmt":"2012-10-31T06:28:58","slug":"giovanni-benelli-un-pastore-coraggioso-e-innovatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=234197","title":{"rendered":"Giovanni Benelli. Un pastore coraggioso e innovatore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/cop.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-26111\" title=\"cop\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/cop.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"264\" \/><\/a>Il cardinale Giovanni Benelli, arcivescovo di Firenze dal 3 luglio 1977 al 26 ottobre 1982, \u00e8 stato una figura di primo piano nella Chiesa del post-Concilio, come emerge dalle testimonianze raccolte da Antonio Lovascio nel trentennale della morte. Considerato &#8216;la mano destra&#8221; di Giovanni Battista Montini: suo segretario particolare in Vaticano nel periodo pacelliano; poi, per dieci anni, come Sostituto alla Segreteria di Stato, dove la quasi ventennale esperienza diplomatica nelle Nunziature ha sicuramente contribuito a dare un&#8217;impronta di internazionalizzazione al Pontificato di Paolo VI. Protagonista di due Conclavi, Benelli ha servito fedelmente anche Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Coraggiose le sue battaglie contro il divorzio e in difesa della vita. A Firenze ha lasciato il segno la sua Visita Pastorale innovativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<div class=\"entry-content-asset videofit\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Presentazione libro su card. Benelli\" width=\"720\" height=\"405\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/FBh6tnS_538?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/p>\n<div><strong>\u00abUn uomo che ha servito la Chiesa senza mai servirsi di essa\u00bb<\/strong><\/div>\n<div>DI ANTONIO LOVASCIO<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A\u00a0 trent\u2019anni dalla morte (26 ottobre 1982) risulta pi\u00f9 facile inquadrare la vera dimensione religiosa di uno degli attori pi\u00f9 creativi, determinati e discussi del travagliato post-Concilio, come \u00e8 stato il cardinale Giovanni Benelli; che, con la prematura chiamata del Signore, ha interrotto bruscamente, a soli sessantuno anni, la vita terrena e il suo intenso seppur breve ministero pastorale a Firenze, dove non si \u00e8 mai stancato di predicare e pretendere dai suoi preti e dai laici di \u00abmarciare uniti nella carit\u00e0\u00bb. Non disdegnando di farsi discepolo del suo popolo per meglio servirlo. Gli storici nei prossimi decenni ne approfondiranno meglio la figura, studiando i corposi dossier degli archivi segreti. Ma intanto i suoi contemporanei e le generazioni pi\u00f9 giovani, attraverso l\u2019esercizio della memoria possono rinnovarne l\u2019esempio e analizzarne la linea pastorale, in tutte le sue sfaccettature. Spero di poterli aiutare, con questa mia rilettura della vita e dell\u2019opera benelliana, che parte da una domanda. Che vescovo e apostolo di Cristo \u00e8 stato Benelli? \u00ab\u00c8 stato un uomo che ha servito la Chiesa, senza mai servirsi di essa\u00bb. Con scultorea sintesi Giovanni Paolo II lo ha consegnato alla storia; ma il suo giudizio ci esorta a continuare a rendere merito a questo pastore generoso, che alcuni vaticanisti \u2013 segnalandolo tra i papabili e poi tra i protagonisti nei due Conclavi del 1978 \u2013 con sottile ironia chiamavano \u00abSua Efficienza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decisionista? Un \u00abuomo del fare\u00bb \u2013 piuttosto \u2013 dotato di solida cultura giuridica e teologica, innestata \u2013 qualcuno si stupir\u00e0 \u2013 su interessi letterari coltivati nel seminario di Pistoia leggendo \u00abIl Frontespizio\u00bb; arricchita soprattutto da una forte tensione interiore. Ricchezza spirituale non da tutti colta \u2013 specialmente da chi scambiava la sua operosit\u00e0 come brama di potere \u2013 nei lunghi anni trascorsi nella diplomazia vaticana (in sedi di assoluto prestigio: la Francia di Charles de Gaulle, dove ha conosciuto Jacques Maritain; in Spagna durante la dittatura del generale Franco; in Africa, che ancora lo considera \u00abamico\u00bb); al fianco di Paolo VI come sostituto alla Segreteria di Stato. Infine durante l\u2019esperienza episcopale fiorentina, da molti osservatori vista come tappa di passaggio prima di un rapido ritorno nei Palazzi Apostolici, che evidentemente non rientrava nei piani di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa \u00abrivisitazione\u00bb \u2013 condotta con l\u2019aiuto di testimonianze dirette, rileggendo la sua Parola e i miei appunti degli anni passati alla guida della redazione fiorentina di \u00abAvvenire\u00bb e in Consiglio pastorale \u2013 affiorano connotati nuovi di un\u2019azione episcopale caratterizzata, s\u00ec, da un forte dinamismo (quasi presagisse un trapasso precoce e volesse guadagnare tempo) ma attuata con intelligenza acuta e lungimiranza; oserei dire: senso profetico. Soprattutto nel segno della fedelt\u00e0 e dell\u2019obbedienza ai suoi pontefici: Montini (\u00abpadre e maestro\u00bb), Luciani (\u00abil papa amico\u00bb), Wojtyla (\u00abil pi\u00f9 carismatico\u00bb). Un \u00abseminatore\u00bb infaticabile, fiducioso nella forza attraente della verit\u00e0; che si \u00e8 consumato per servire Cristo. Alimentato da una fede che possiamo definire semplice, robusta e coerente, senza cedimenti, per usare profili che spesso ricorrono nelle parole di Benedetto XVI, eletto alla porpora cardinalizia proprio insieme al compianto arcivescovo. Quella fede da lui presentata nell\u2019ultima omelia come \u00abuna decisione personale\u00bb, ma soprattutto come \u00abuna dimensione ecclesiale\u00bb. Un vescovo scomodo, Benelli. E per questo spesso sotto i riflettori dell\u2019informazione e bersaglio di una parte dell\u2019opinione pubblica. Antimachiavellico nella patria di Machiavelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo amore alla Chiesa e alle anime lo ha sempre spinto ad affrontare con coraggio i problemi anche pi\u00f9 delicati, senza badare al proprio tornaconto o all\u2019impopolarit\u00e0. Senza cercare compromessi, ma guardando a ci\u00f2 che la coscienza gli suggeriva \u2013 \u00e8 stato ad esempio il caso della complessa vicenda del sequestro e della liberazione dei tre cuginetti Kronzucker da parte dell\u2019Anonima Sarda \u2013 come scelta giusta e doverosa. Ecco allora farsi promotore, negli anni Settanta, della mobilitazione e delle battaglie contro divorzio e aborto, attirandosi gli strali del fronte cosiddetto radicale e laicista, pur soffrendo per le lacerazioni della societ\u00e0 italiana e dello stesso mondo cattolico, gi\u00e0 percorso in quegli anni da fenomeni di contestazione e dissenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uomo di passioni e di slanci. Un leader. Un riformatore, aggiornato, chiaro e antiretorico. Sia nel guidare il rinnovamento e la riorganizzazione della Curia romana per adattarla alle direttive del Concilio Vaticano II; sia nel mettersi in gioco a Firenze, felice come un \u00abapprendista\u00bb di poter finalmente vivere la sua \u00abpienezza episcopale\u00bb ispirandosi ai tre \u00abfari\u00bb della Chiesa fiorentina: Elia Dalla Costa, don Giulio Facibeni e Giorgio La Pira; tre \u00abpietre miliari\u00bb che tuttora orientano la linea pastorale dell\u2019attuale arcivescovo, il cardinale Giuseppe Be-tori. Modelli incomparabili di vita cristiana per il mondo di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trent\u2019anni dopo, con questo \u00abviaggio\u00bb nella comunit\u00e0 ecclesiale, riscopriamo un Benelli ancor pi\u00f9 riflessivo, che ci colpisce soprattutto per la serenit\u00e0 con cui ha affrontato l\u2019ultimo tratto del suo percorso terreno. Quanti spunti di insegnamento da quel mese di ottobre 1982, dal suo letto di morte! Per il resto, tra le novit\u00e0, trova conferme la bont\u00e0 del suo \u00abdisegno\u00bb episcopale, ancora vivo e attuale. Viene ancora richiamato per l\u2019impostazione innovativa della Visita pastorale; per il rapporto schietto e paterno con il clero, per la \u00abrivitalizzazione\u00bb delle vocazioni sacerdotali, per la spinta unitaria data alle associazioni giovanili e ai movimenti del laicato cattolico, al mondo del volontariato. Per le aperture al dialogo con la societ\u00e0 (non solo sui temi del rispetto e della difesa della vita, di ogni vita umana) perch\u00e9 ha saputo coglierne non solo la positivit\u00e0 delle aspirazioni, ma anche il peso di alcune drammatiche emergenze, come il lavoro, la casa e la droga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche i pi\u00f9 critici non si dimenticano che \u2013 rifuggendo da ogni forma di sfarzo \u2013 Benelli si \u00e8 privato dei suoi beni personali offrendoli in una vendita di beneficenza, per integrare i fondi e le offerte raccolti per sostenere l\u2019oneroso impegno dell\u2019arcidiocesi in favore delle nuove chiese, dei tossicodipendenti e dei profughi del Vietnam e della Cambogia. La solidariet\u00e0, con la fede, \u00e8 stata infatti uno dei suoi principali paradigmi. E i segni di questa solidariet\u00e0 sono ancora visibili nei progetti da lui realizzati, o comunque completati e portati avanti dai suoi successori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Firenze (citt\u00e0 di Dante e Galileo, resa incantevole da Michelangelo, Brunelleschi e dal genio dei pi\u00f9 grandi artisti) ha infine rivalutato l\u2019importanza della cultura, gi\u00e0 pensando alla trasformazione (ci riuscir\u00e0 il cardinale Piovanelli nel 1997) dello Studio Teologico in una Facolt\u00e0 aperta al confronto con le altre Istituzioni universitarie toscane. E un occhio di riguardo ha avuto per le Comunicazioni sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Benelli i mass-media hanno recitato un ruolo primario di collegamento con la societ\u00e0. Non solo tramite \u00abAvvenire\u00bb o il settimanale diocesano, ma anche con la radio e la televisione. Perch\u00e9 \u2013 pur affidandosi alle sue incisive omelie, preparate con cura maniacale, quasi fossero encicliche \u2013 ne aveva scoperto l\u2019efficacia nel trasmettere la parola di Dio. Rispettoso delle idee altrui, ma esigente nel chiedere una corretta informazione sull\u2019attivit\u00e0 e sui protagonisti della comunit\u00e0 ecclesiale. Informazione che purtroppo anche ai nostri giorni vediamo sovente distorta o enfatizzata. Ecco perch\u00e9, come giornalisti cresciuti in quegli anni, cerchiamo di tenere ben scolpito nel nostro codice etico il profondo e vibrante magistero del cardinale Benelli, il suo forte testamento spirituale (\u00abFidatevi sempre di Cristo\u00bb) lasciato \u2013 come sintesi di vita e di ministero episcopale \u2013 a tutta la Chiesa fiorentina e a quella universale.<\/p>\n<p class=\"link\">Fonte: <a href=\"http:\/\/www.toscanaoggi.it\/notizia_3.php?IDNotizia=15914\" target=\"_blank\">Toscana Oggi<\/a><\/p>\n<p class=\"acquista-paragrafo\"><a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788860322272\/lovascio-antonio\/giovanni-benelli-un-pastore.html?shop=3462\" target=\"_blank\">Acquista il libro<\/a> su IBS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cardinale Giovanni Benelli, arcivescovo di Firenze dal 3 luglio 1977 al 26 ottobre 1982, \u00e8 stato una figura di primo piano nella Chiesa del post-Concilio, come emerge dalle testimonianze raccolte da Antonio Lovascio nel trentennale della morte. 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