{"id":233824,"date":"2012-06-29T10:09:53","date_gmt":"2012-06-29T10:09:53","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=233824"},"modified":"2012-06-29T10:09:53","modified_gmt":"2012-06-29T10:09:53","slug":"commento-al-vangelo-del-1-luglio-2012-don-mauro-pozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=233824","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 1 luglio 2012 &#8211; don Mauro Pozzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL LEMBO DEL MANTELLO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vangelo di oggi ci propone il resoconto di due miracoli intrecciati tra loro. Mentre infatti Ges\u00f9 sta andando a guarire la figlia di Giairo, incontra la donna che da dodici anni ha perdite di sangue. Un disturbo umiliante perch\u00e9 la costringeva in uno stato di impurit\u00e0 legale continuo, dato che una donna nel suo periodo era considerata intoccabile. Questo episodio mostra che le capacit\u00e0 taumaturgiche di Ges\u00f9 sono come una forza fisica incontenibile, tanto che il Maestro opera la guarigione senza quasi volerlo e si accorge che \u00e8 avvenuta perch\u00e9 sente un\u2019energia uscire da lui. Come in altre circostanze la folla sembra impedire l\u2019incontro. \u00c8 il simbolo delle tante distrazioni che ci allontanano da Ges\u00f9 e anche dell\u2019impressione che erroneamente abbiamo di una distanza quasi incolmabile che ci separa da Lui. La donna per\u00f2 riesce a raggiungere il lembo del suo mantello e questo le basta. Quel piccolo brandello di stoffa che appare e scompare tra la gente che lo segue \u00e8 come un trasmettitore della forza salvifica di Cristo. Come dire che nella confusione della nostra vita, spesso ammalata di superficialit\u00e0, abbiamo bisogno di qualcosa che ci ricolleghi al Signore. Non serve avere delle speciali esperienze mistiche per incontrare Ges\u00f9, egli pu\u00f2 raggiungerci con la mediazione di qualcosa di molto povero e comune. Bisogna avere la fede di quella donna, credendo fermamente nella potenza del Signore e cercarlo tra le pieghe della nostra esistenza di ogni giorno. Inoltre ciascuno di noi pu\u00f2 essere il lembo del mantello di Ges\u00f9, permettendo agli altri di sentire la sua presenza per nostro tramite. Nel frattempo la figlia di Giairo muore e quelli che gli portano la notizia pensano che tutto sia finito. Continua ad avere fede, gli raccomanda il Maestro, la bambina non \u00e8 morta ma dorme. Non credo che Ges\u00f9 volesse cercare di minimizzare, come quando ai bambini si dice: non \u00e8 niente. Piuttosto ha voluto dare una visione corretta della morte. Spesso i morti vengono pianti come se la loro fosse una scomparsa definitiva e irreparabile come fa la gente che piange e urla forte vicino alla piccola salma della bambina, ma l\u2019anima sopravvive al corpo e, cosa ancor pi\u00f9 importante, \u00e8 destinata alla resurrezione. Il distacco \u00e8 certo doloroso, ma \u00e8 solo per lo spazio che ci separa dalla nostra morte. Il Signore ci raccomanda di guardare la vita non dalla prospettiva umana e provvisoria, ma dal punto di vista dell\u2019eternit\u00e0, che ci aiuta a dare la giusta importanza alle cose materiali.<\/p>\n<div style=\"float: left;\">[adsense]<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pGoKzA3QNGQ\">Link al video<\/a><\/p>\n<p>Mc 5, 21-43<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Gi\u00e0iro, il quale, come lo vide, gli si gett\u00f2 ai piedi e lo supplic\u00f2 con insi- stenza: \u00abLa mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perch\u00e9 sia salvata e viva\u00bb. And\u00f2 con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intor- no. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Ges\u00f9, venne tra la folla e da dietro tocc\u00f2 il suo mantello. Dice- va infatti: \u00abSe riuscir\u00f2 anche solo a toccare le sue vesti, sar\u00f2 salvata\u00bb. E subito le si ferm\u00f2 il flusso di sangue e sent\u00ec nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Ges\u00f9, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si volt\u00f2 alla folla dicendo: \u00abChi ha toccato le mie vesti?\u00bb. I suoi discepoli gli dissero: \u00abTu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: \u201cChi mi ha toccato?\u201d\u00bb. Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapen- do ci\u00f2 che le era accaduto, venne, gli si gett\u00f2 davanti e gli disse tutta la verit\u00e0. Ed egli le disse: \u00abFiglia, la tua fede ti ha salvata. Va\u2019 in pace e sii guarita dal tuo male\u00bb. Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sina- goga vennero a dire: \u00abTua figlia \u00e8 morta. Perch\u00e9 disturbi ancora il Mae- stro?\u00bb. Ma Ges\u00f9, udito quanto diceva- no, disse al capo della sinagoga: \u00abNon temere, soltanto abbi fede!\u00bb. E non permise a nessuno di seguirlo, fuorch\u00e9 a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide tram- busto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: \u00abPerch\u00e9 vi agitate e piangete? La bambina non \u00e8 morta, ma dorme\u00bb. E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con s\u00e9 il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entr\u00f2 dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: \u00abTalit\u00e0 kum\u00bb, che significa: \u00abFanciulla, io ti dico: \u00e0lzati!\u00bb. E subito la fanciulla si alz\u00f2 e cammina- va; aveva infatti dodici anni. Essi furo- no presi da grande stupore. E racco- mand\u00f2 loro con insistenza che nessu- no venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. 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