{"id":233488,"date":"2012-03-19T12:42:30","date_gmt":"2012-03-19T12:42:30","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=233488"},"modified":"2012-03-19T12:42:30","modified_gmt":"2012-03-19T12:42:30","slug":"commento-al-vangelo-del-25-marzo-2012-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=233488","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 25 marzo 2012 \u2013 Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><\/h1>\n<h2>Quinta domenica di Quaresima <strong><\/strong><\/h2>\n<p>Ger 31,31-34; Eb 5,7-9; Gv 12, 20-33<\/p>\n<h3>Vedere Dio<\/h3>\n<p>Ci \u00e8 necessario il deserto.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 necessario per ritrovare noi stessi, la nostra anima, per scoprirci credenti.<\/p>\n<p>Per lasciar uscire da dentro il grido che anela a Dio.<\/p>\n<p>Come il cercatore di Dio e cantante Lucio Dalla che, in un mondo politicamente corretto in cui nessuno professa la fede pubblicamente, in cui ci si vergogna di dirsi credenti, osa cantare:<\/p>\n<p><em>Tra mille mondi te ne vai e splendi<br \/> O appeso in croce in un garage<br \/> Io non ho dubbi tu esisti e splendi<br \/> Con quel viso da ragazzo con la barba senza et\u00e0<br \/> Ci guardi e splendi<br \/> Di cercarti io non smetter\u00f2<br \/> Abbiamo tutti voglia di parlarti<br \/> Mi senti? Mi senti?<\/em><\/p>\n<p>E cerchiamolo in noi stessi, Dio, ritagliando degli spazi di silenzio e di preghiera, perch\u00e9, come dice bene Geremia, ora la legge \u00e8 scritta nei cuori, ora il percorso \u00e8 inscritto in noi. Non abbiamo bisogno che altri ce lo indichino.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 diventato uomo, fino in fondo, sul serio, perch\u00e9 potessimo incontrarlo e farci accompagnare verso il Padre.<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/hMnb8QAqZ9o\">Link al video<\/a><\/p>\n<p class=\"podcast\" style=\"text-align: left;\">[download id=&#8221;192&#8243;]<\/p>\n<p class=\"podcast\" style=\"text-align: left;\">[download id=&#8221;191&#8243;]<\/p>\n<p><strong><em>Vogliamo vedere Ges\u00f9<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Vogliono vedere Ges\u00f9, come noi.<\/p>\n<p>Sono i greci, i pagani che simpatizzano per religione ebraica, che salgono a Gerusalemme per avere l\u2019illuminazione, per capire, per credere. Qualcuno ha parlato loro del Nazareno e vogliono incontrarlo. Non c\u2019\u00e8 superficialit\u00e0 nella loro richiesta, solo sincero desiderio.<\/p>\n<p>E approfittano di Andrea e Filippo, il cui nome tradisce una provenienza straniera, per avere un incontro.<\/p>\n<p>Anche a noi accade cos\u00ec: \u00e8 la curiosit\u00e0 a spingerci verso Dio. Crediamo di conoscerlo da tempo e, invece, non lo abbiamo mai veramente incontrato. Abbiamo la testa piena di parole e di idee su Dio e corriamo il rischio di passare l\u2019intera vita a credere di credere.<\/p>\n<p>La fede \u00e8 il desiderio di un incontro, di quell\u2019incontro.<\/p>\n<p>Vogliamo vedere Ges\u00f9, anche noi, ma questo incontro avviene solo attraverso la mediazione, a volte povera e affaticata, di uomini come Filippo e Andrea.<\/p>\n<p>Sono i discepoli, ancora oggi, a farci incontrare il Signore, a indicarcelo.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 che Ges\u00f9 dice ai greci \u00e8 sconcertante, \u00e8 una nuova logica: la logica del dono di s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Il chicco<\/strong><\/p>\n<p>Sono i greci ad ascoltare la difficile Parola del Signore.<\/p>\n<p>Erano stati i greci a teorizzare l\u2019esistenza dei <em>migliori<\/em> chiamati a comandare.<\/p>\n<p>Sono i <em>greci<\/em> di oggi, le banche, il mercato, ad esigere che siano i vincenti a predominare.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, invece, parla di perdere la vita, di donarla.<\/p>\n<p>Come lui sapr\u00e0 fare fra poche settimane.<\/p>\n<p><strong>Noi<\/strong><\/p>\n<p>E noi discepoli, sconcertati, meditiamo questa parola luminosa e inquietante: per vivere, spesso, dobbiamo affrontare una morte. E questo ci spaventa.<\/p>\n<p>Siamo convinti che la miglior vita possibile sia quella senza guai. Senza intoppi. Senza sofferenza.<\/p>\n<p>Beati quelli che hanno potere e soldi, che non dipendono dagli altri, che se ne fregano di tutti.<\/p>\n<p>Furbi e beati.<\/p>\n<p>Beati quelli che sanno usare il prossimo con spregiudicatezza.<\/p>\n<p>No, non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il Signore ci dice che se vogliamo avanzare, rinascere, dobbiamo prepararci a morire a qualcosa.<\/p>\n<p>\u00c8 vero: lo sposo \u201cmuore\u201d al suo egoismo per dedicarsi alla sposa.<\/p>\n<p>La sposa \u201cmuore\u201d sacrificando la sua libert\u00e0 per dare alla luce un figlio.<\/p>\n<p>Il volontario \u201cmuore\u201d dedicando il suo tempo libero all\u2019ammalato.<\/p>\n<p>Eppure tutti questi gesti danno luce ad una dimensione nuova, all\u2019amore, ad una nuova creatura, alla solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019immagine del parto dice bene questa logica intessuta nelle cose: le doglie sono necessarie per dare alla luce una nuova creatura.<\/p>\n<p>Certo: accettare questo discorso \u00e8 difficile. Quando stiamo soffrendo non pensiamo alla vita che ne scaturir\u00e0. Quando stiamo male facciamo fatica ad intravedere il dopo. Quando siamo al buio e al freddo della terra come il chicco non pensiamo a un Dio misericordioso, ma a un despota che permette la nostra sofferenza.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ha paura di questo momento, \u00e8 turbato quando vede i greci arrivare; sa che la sua ora si avvicina.<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 umano questo Dio impaurito!<\/p>\n<p>Eppure ne capisce il disegno, la necessit\u00e0, e accetta di morire.<\/p>\n<p>Per amore, solo per amore.<\/p>\n<p>Abbiamo il coraggio di morire a noi stessi, come ha fatto il Signore Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Di imparare ad obbedire alla realt\u00e0, per portare frutto.<\/p>\n<p>Allora, e solo allora, nel nostro cammino di desertificazione, di essenzialit\u00e0, deposti i pesi, scopriremo quanto Dio ci ama, e vedremo, oggi, nel cuore, con lo sguardo della fede, il Signore Ges\u00f9.<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\">www.paolocurtaz.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commento al Vangelo della domenica a cura del teologo e scrittore Paolo Curtaz.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[102,147],"tags":[223,174,172],"class_list":["post-233488","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-102","category-commento-al-vangelo","tag-paolo-curtaz","tag-quaresima","tag-vangelo-della-domenica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/233488","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=233488"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/233488\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=233488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=233488"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=233488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}