{"id":233371,"date":"2012-02-13T12:07:52","date_gmt":"2012-02-13T12:07:52","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=233371"},"modified":"2012-02-13T12:07:52","modified_gmt":"2012-02-13T12:07:52","slug":"commento-al-vangelo-del-19-febbraio-2012-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=233371","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 19 febbraio 2012 \u2013 Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/h1>\n<h2>Is 43,18-25\/2Cor 1,18-22\/ Mc 2,1-12<\/h2>\n<h2>Settima domenica durante l\u2019anno<\/h2>\n<h3><strong>Lasciamoci guarire<\/strong><\/h3>\n<p>Il lebbroso, domenica scorsa, ha chiesto di essere purificato e Ges\u00f9 lo ha esaudito.<br \/>\nLa lebbra, dicevamo, \u00e8 la malattia della solitudine, dell\u2019assenza di contatto fisico, del senso di colpa. L\u2019evolversi della malattia corre parallelo all\u2019evolversi dell\u2019abisso morale in cui si cade: i lebbrosi erano convinti, come l\u2019approssimativa visione di Dio lasciava intendere, di essere puniti per qualche colpa nascosta.<br \/>\nNon c\u2019era compassione verso i lebbrosi, n\u00e9 verso gli ammalati, in genere.<br \/>\nLa compassione \u00e8 un sentimento entrato nel mondo religioso da quando un falegname di Galilea si \u00e8 identificato con gli ammalati.<br \/>\nOggi incontriamo nuovamente un ammalato, un paralitico.<br \/>\nE Ges\u00f9 lo libera dai suoi peccati e, davanti allo scetticismo degli scribi, lo guarisce <em>fuori<\/em>, dopo averlo guarito <em>dentro<\/em>. Non lo guarisce subito, la chiassosa testimonianza del lebbroso ha messo a dura prova il Maestro che non vuole essere scambiato per un guaritore.<br \/>\nLo guarisce quando vede i devoti scettici e polemici con la sua pretesa di donare il perdono divino.<br \/>\nS\u00ec, c\u2019\u00e8 una continuit\u00e0 nei due racconti: anche il peccato, in un certo modo, \u00e8 un lebbra che ti consuma.<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/vtisGdLtc8g\">Link al video<\/a><\/p>\n<div style=\"float: left; padding-right: 5px;\"><strong>Domande<\/strong><\/div>\n<p><em><br \/>\nPerch\u00e9 costui parla cos\u00ec?<\/em><\/p>\n<p>La domanda posta dagli scribi \u00e8 al centro del racconto, il punto focale della narrazione, secondo gli esegeti. \u00c8 la domanda che si pone il discepolo davanti a quest\u2019uomo che pretende di liberare il paralitico dal peccato. Hanno ragione gli scribi scettici: solo Dio pu\u00f2 liberare dai peccati. Se Ges\u00f9 libera il paralitico dal suo peccato, e conferma questa liberazione con la guarigione, allora la sua identit\u00e0 crea problema.<\/p>\n<p>Tutto il vangelo di Marco ruota intorno a questa domanda: chi \u00e8 veramente il Nazareno?<\/p>\n<p>Marco dona la sua testimonianza: il titolo che usa, figlio dell\u2019uomo, il pi\u00f9 usato nel suo vangelo per indicare Ges\u00f9, richiama l\u2019Antico Testamento dove il termine viene usato per indicare un uomo con una prerogativa divina ma anche, in altri casi, come segno di umilt\u00e0. Le due cifre del mistero di Ges\u00f9: l\u2019umanit\u00e0 e la divinit\u00e0, sono presenti sin dall\u2019inizio.<\/p>\n<p>Ma ci sono molti altri particolari, nel racconto, che ci allargano il cuore.<\/p>\n<p><strong>Nomi e spazi<\/strong><\/p>\n<p>Il racconto definisce l\u2019ammalato semplicemente paralitico.<\/p>\n<p>\u00c8 identificato con la sua malattia, con la tragica conseguenza della sua patologia. La malattia ha invaso ogni suo spazio mentale, al punto da togliergli identit\u00e0.<\/p>\n<p>Identit\u00e0 che Ges\u00f9 gli restituisce: viene chiamato <em>figlio<\/em>.<\/p>\n<p>Noi non siamo la nostra malattia, le nostre disgrazie, i nostri peccati.<\/p>\n<p>Noi siamo anzitutto e per sempre <em>figli<\/em>.<\/p>\n<p>E anche l\u2019annotazione dello spazio \u00e8 importante: la folla fa ressa davanti alla casa di Pietro, \u00e8 accalcata. Quella folla che, due domeniche fa, cercava Ges\u00f9 per \u201ccostringerlo\u201d a tornare, lui che invece vuole andare altrove.<\/p>\n<p>Questa chiusura si apre, improvvisamente, quando qualcuno sfonda la terrazza fatta di canne e terra che copre l\u2019abitazione. Il movimento non \u00e8 pi\u00f9 orizzontale, ma verticale.<\/p>\n<p>E le cose cambiano: il paralitico, scopertosi figlio, torna a casa sua tenendo in mano la barella, la folla anonima se ne va, lodando Dio, diventando testimone della meraviglia che si sta compiendo.<\/p>\n<p>Come sarebbe bello se anche noi la smettessimo di accalcarci intorno alle nostre piccole convinzioni per essere finalmente la Chiesa sognata da Dio!<\/p>\n<p><strong>Peccato<\/strong><\/p>\n<p>Oggi non si pecca pi\u00f9, meno male.<\/p>\n<p>Per peccare bisogna almeno fare il kamikaze o stuprare i bambini, per il resto sono solo cattive abitudini o innocenti trasgressioni.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 una reazione ad una visione incentrata sul peccato di una certa predicazione del passato (tutta da dimostrare, io non c\u2019ero): da \u201ctutto \u00e8 peccato\u201d a \u201cquasi nulla \u00e8 peccato\u201d il passo \u00e8 stato breve ma, ahim\u00e8, ci ha fatto perdere l\u2019equilibrio.<\/p>\n<p>In un giorno di nebbia tutto \u00e8 grigio uguale: solo la Parola di Dio pu\u00f2 disegnare le ombre della nostra vita.<\/p>\n<p>Purtroppo abbiamo ancora un approccio moralistico al peccato, come se peccare fosse trasgredire alla legge di un Dio geloso della nostra libert\u00e0 che ci mette i paletti nella vita solo per farci tribolare (e tanto). Un approccio adolescenziale: in fondo ci sono persone che vivono peggio di me, cosa vuole Dio dalla mia vita?<\/p>\n<p>Nulla, Dio non vuole nulla dalla mia vita.<\/p>\n<p>La Scrittura ci svela un Dio che desidera per me la felicit\u00e0, e sa come ottenerla.<\/p>\n<p>\u00c8 lui che mi ha creato, lui sa come funziono, forse varrebbe la pena di ascoltarlo con maggiore attenzione e seriet\u00e0\u2026<\/p>\n<p><strong>Liberi e guariti<\/strong><\/p>\n<p>Le parole che Dio ci dona sono l\u2019indicazione verso un percorso di pienezza, di libert\u00e0, di gioia profonda e duratura. Il peccato \u00e8 male perch\u00e9 ci fa del male, Dio mi ha pensato come un capolavoro, e io mi accontento di essere una fotocopia sbiadita\u2026<\/p>\n<p>Il peccato dovrebbe essere la nostra prima preoccupazione, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 in gioco la nostra realizzazione profonda, la nostra verit\u00e0 interiore che Dio conosce e che mi aiuta a scoprire\u2026<\/p>\n<p>Non possiamo inventarci i peccati, o farci fare l\u2019esame di coscienza dal mondo contemporaneo (non \u00e8 vero che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 senso del peccato, c\u2019\u00e8, fortissimo, il senso del peccato. Quello degli altri!): \u00e8 la frequentazione di Cristo che ci porta alla conoscenza del nostro limite, per affidarglielo e trasfigurarlo. \u00c8 difficile conoscere ci\u00f2 che \u00e8 male, il male si presenta sempre come un ipotetico bene per sedurci e ingannarci.<\/p>\n<p>Lasciamoci guarire, dentro e fuori<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\">www.paolocurtaz.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commento al Vangelo della domenica a cura del teologo e scrittore Paolo Curtaz.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[102,147],"tags":[223,172,83],"class_list":["post-233371","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-102","category-commento-al-vangelo","tag-paolo-curtaz","tag-vangelo-della-domenica","tag-youtube"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/233371","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=233371"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/233371\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=233371"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=233371"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=233371"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}