{"id":232678,"date":"2011-09-21T11:28:36","date_gmt":"2011-09-21T11:28:36","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232678"},"modified":"2011-09-21T11:28:36","modified_gmt":"2011-09-21T11:28:36","slug":"commento-al-vangelo-del-25-settembre-2011-don-mauro-pozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232678","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 25 settembre 2011 &#8211; don Mauro Pozzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>TRA IL DIRE E IL FARE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obbedire al proprio padre \u00e8 il dovere di ogni figlio e l\u2019ubbidienza vera non \u00e8 quella generata dalla paura della punizione, ma dalla libera adesione della coscienza che capisce che quanto richiesto \u00e8 giusto. Certe volte per\u00f2 i figli, specialmente quando sono adolescenti, tendono a rifiutare di obbedire ai genitori per partito preso. Anche noi siamo stati vittime di questo rifiuto dell\u2019autorit\u00e0 e qualche volta ci succede ancora. \u00c8 una forma di ribellione per affermare la propria individualit\u00e0, come per dimostrare a s\u00e9 stessi di essere autonomi e capaci di decidere per proprio conto. Per cui di fronte a un ordine ricevuto bisogna far lavorare un po\u2019 la coscienza prima di decidere. Un buon padre sa che prima di giudicare occorre aspettare che le vere intenzioni si manifestino al di l\u00e0 delle parole. Infatti non basta dire di s\u00ec o di no, quel che conta sono i fatti. Ci\u00f2 che differenzia i due figli della parabola sta proprio nella onest\u00e0 della loro coscienza. Il primo \u00e8 ipocrita, tiene buono il padre a parole e poi disobbedisce, mentre il secondo, pi\u00f9 impulsivo, \u00e8 capace di rivedere in modo critico le sue posizioni e cambiare opinione. Uscendo dalla metafora Ges\u00f9 paragona coloro che lo rifiutano al primo figlio. Sono coloro che a parole dicono di fare la volont\u00e0 del Padre, ma nei fatti non sanno superare i propri pregiudizi. Per obbedire bisogna aver fiducia e mettere da parte il proprio io. I farisei e i religiosi di quel tempo, si aspettavano un Messia diverso da Ges\u00f9, avrebbero voluto che fosse il restauratore del regno di Israele in senso politico, mentre il Maestro parlava s\u00ec del Regno, ma di quello dei cieli. Lo rifiutarono perch\u00e9 non seppero andare oltre queste attese del tutto terrene. La gente semplice e i peccatori invece accolgono con gioia la novit\u00e0 del vangelo, perch\u00e9 \u00e8 una prospettiva di libert\u00e0 interiore. Chi si sente orgogliosamente giusto \u00e8 accecato dalla sua presunzione. Possiamo servirci di questa lezione per esaminare la nostra coscienza e verificare se sappiamo obbedire o diciamo di s\u00ec solo a quello che ci fa comodo. Molto spesso si sente dire che non tutti i precetti che la chiesa afferma si possono accettare. Essere cristiani per\u00f2 non \u00e8 un fatto individuale per cui uno possa stabilire in autonomia quello che \u00e8 giusto e quello che \u00e8 sbagliato. Se fosse cos\u00ec non andremmo oltre il peccato originale, che \u00e8 appunto il voler prescindere da Dio nel giudicare il bene e il male. In questo senso bisogna saper mettere da parte il proprio io, cio\u00e8 ammettere che il proprio giudizio \u00e8 parziale e accettare con fiducia quello che il Padre ci chiede, anche se talvolta va contro la nostra volont\u00e0.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"link\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SCnpwSqyslA\">Link al Video<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara. 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