{"id":232656,"date":"2011-09-12T12:02:01","date_gmt":"2011-09-12T12:02:01","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232656"},"modified":"2011-09-12T12:02:01","modified_gmt":"2011-09-12T12:02:01","slug":"commento-al-vangelo-del-18-settembre-2011-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232656","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 18 settembre 2011 \u2013 Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><\/h1>\n<h2>Venticinquesima domenica durante l\u2019anno<\/h2>\n<p>Is 55,6-9\/ Fil 1,20-27\/ Mt 20,1-16<\/p>\n<p><strong>Dal merito alla grazia<\/strong><\/p>\n<p>Brutta storia, quella del perdono. Una riflessione acida, tesa, che ci scardina dentro.<\/p>\n<p>\u00c8 impegnativo, il perdono, serio, esige conversione radicale. Eppure sul perdono si gioca gran parte della credibilit\u00e0 del cristianesimo. Il perdono che scardina la violenza, che diventa profezia di un mondo nuovo, che ridisegna il volto dell\u2019uomo, rendendolo finalmente a immagine di Dio, restituendolo al suo volto autentico.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 cristiana, col suo modo di intessere relazioni, con la sua capacit\u00e0 di discutere (e litigare!) in maniera \u201caltra\u201d, con la sua capacit\u00e0 di prendersi a cuore il destino del fratello diventa anticipo del mondo nuovo.<\/p>\n<p>In teoria.<\/p>\n<p>Dopo dieci anni dall\u2019attentato alle torri gemelli il mondo continua a vivere nell\u2019inquietudine e nella violenza, incapace di convertirsi all\u2019ovvio: solo nel perdono e nell\u2019accettazione della diversit\u00e0 possiamo vivere una vita proficua per tutti.<\/p>\n<p>In noi, in ognuno!, c\u2019\u00e8 un piccolo despota che vorrebbe tanto fare il dittatore degli altri.<\/p>\n<p>Reduci da due settimane di Parola di Dio urticante riprendiamo la scuola e, con essa, le attivit\u00e0 parrocchiali. Nella logica del padrone della vigna, quello della parabola di oggi.<\/p>\n<p>Nella logica della gratuit\u00e0 totale, che spiazza la logica meritocratica.<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=K_dHSJQN9vg\">Link al video<\/a><\/p>\n<p class=\"podcast\" style=\"text-align: left;\">[download id=&#8221;142&#8243;]<\/p>\n<p><strong>Incomprensibile<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 incomprensibile l\u2019atteggiamento del padrone della vigna. Certo: \u00e8 molto affaccendato, la vigna \u00e8 grande e ha bisogno di molti operai per riuscire a portare a termine la vendemmia. Va in strada presto, al mattino, per assumere i primi operai. Quando si accorge che non bastano torna ancora per cercare altri operai. Stabilisce con loro \u201cquanto \u00e8 giusto\u201d come ricompensa.<\/p>\n<p>Quando esce alle cinque del pomeriggio, un\u2019ora prima della fine del lavoro, vede ancora alcuni bighellonare e li invita a lavorare.<\/p>\n<p>Questo il problema vero: quanto \u00e8 giusto?<\/p>\n<p>Quando gli operai della prima ora vedono che gli operai sfaccendati prendono la stessa cifra, giustamente, insorgono.<\/p>\n<p>Loro hanno faticato tutta la giornata, questi ultimi solo un\u2019ora, ricevono lo stesso salario, che ingiustizia!<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2<\/strong><\/p>\n<p>In teoria.<\/p>\n<p>La chiave della parabola sta nel loro modo di pensare.<\/p>\n<p>Quando vedono dare agli operai dell\u2019ultima ora un denaro pensano di ricevere di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Quando ricevono il denaro pattuito non chiedono di pi\u00f9, esigono per gli altri di meno.<\/p>\n<p>Vigliacchi e pavidi. Non dicono quello che legittimamente desiderano, chiedono al padrone di dare agli altri di meno.<\/p>\n<p>Meno di un denaro. Un denaro \u00e8 il guadagno minimo giornaliero per poter dar da mangiare ad una famiglia ai tempi di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Invece di esercitare un legittimo diritto (\u201cDacci di pi\u00f9, abbiamo lavorato tutto il giorno!\u201d), se la prendono con i deboli: chiedono di dar loro di meno. Meno di ci\u00f2 che \u00e8 indispensabile per vivere.<\/p>\n<p>Forti con i deboli, deboli con il forte.<\/p>\n<p>Terribile.<\/p>\n<p>Non pensiamo anche noi cos\u00ec?<\/p>\n<p><strong>Meritocrazia <\/strong><\/p>\n<p>Il padrone \u00e8 buono, non vuole fare l\u2019elemosina a questi sfaccendati, non vuole umiliarli, vuol dar loro una parvenza di dignit\u00e0, la possibilit\u00e0 di riscattarsi, di osare, di rinascere. Lo fa con garbo, con gentilezza, con misericordia.<\/p>\n<p>\u00c8 buono il padrone, non sciocco: del suo denaro pu\u00f2 fare quello che vuole.<\/p>\n<p>Come salvare un peccatore gratuitamente.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 se la prende con la logica del merito: Dio mi ama e mi premia perch\u00e9 mi comporto bene. Cos\u00ec pensavano i devoti del suo tempo. E del nostro.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 d\u00e0 una spallata alla logica umana che vede la giustizia come unico modo di relazionarsi fra le persone e con Dio. \u00c8 importante la giustizia ma rischia di sfociare nell\u2019arida contabilit\u00e0 dei meriti.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 del merito c\u2019\u00e8 la grazia, il dono, questo osa dire Ges\u00f9.<\/p>\n<p>\u00c8 una grossa soddisfazione quella di prendersi una laurea dopo anni di studio. Ma \u00e8 una sorpresa indicibile il dono inaspettato dell\u2019amato!<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 Dio: ci sorprende con la sua grazia che supera la giustizia.<\/p>\n<p>Ricordiamocelo, quando pesiamo la nostra fede sulla bilancia delle buone opere.<\/p>\n<p>Quello che Ges\u00f9 ha superato, troppo spesso noi cattolici lo recuperiamo pensando di fargli un piacere!<\/p>\n<p><strong>Convertirsi alla bont\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Gli operai della prima non hanno colto con chi hanno a che fare.<\/p>\n<p>Hanno ridotto la loro fede a fatica e sudore. Peggio: guardano con sospetto gli altri, quasi concorrenti dei loro privilegi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec per chi ha colto la luce del Vangelo. Stupiti, abbagliati dalla bont\u00e0 del padrone, gioiamo per la grazia di poter lavorare nella vigna, gioiamo per la possibilit\u00e0 che altri fratelli anche all\u2019ultimo possano accogliere la grazia che ci ha trasformati.<\/p>\n<p>La bont\u00e0 di Dio contagi la nostra vita, in modo da rendere la nostra giornata lavorativa, sin d\u2019ora, immagine di quella gioia che il Signore riverser\u00e0 nei nostri cuori forgiati dalla fatica dell\u2019amore. Il nostro Dio, mite e umile di cuore, che vivr\u00e0 questa pagina dall\u2019albero della croce accogliendo il buon ladrone, ci faccia uscire dalle ristrettezze di una fede \u201csindacale\u201d per\u00a0 percepire, almeno un poco, quale braciere d\u2019amore e di bont\u00e0 \u00e8 il suo cuore; impariamo dal Signore, che \u00e8 mite e umile di cuore &#8230;<\/p>\n<p><strong>Isaia e Paolo<\/strong><\/p>\n<p>Isaia scuote i deportati in Babilonia per indicare la corretta logica di Dio: se saranno riscattati, se potranno tornare in Israele non sar\u00e0 per loro merito ma per iniziativa gratuita del Signore!<br \/> Paolo, commosso, riceve da Filippi, la pi\u00f9 amata fra le sue comunit\u00e0, la prima \u201ceuropea\u201d, Epafrodito che gli porta consolazione e denaro \u00e8 una visita inattesa che aiuta Paolo a sostenere le angustie e la prigionia di Efeso.<\/p>\n<p>Quando la smetteremo di usare la calcolatrice nel relazionarci fra di noi e con Dio capiremo cosa significa diventare discepoli.<\/p>\n<p>Il Regno \u00e8 gratis, non fatevi fregare.<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\">www.paolocurtaz.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venticinquesima domenica durante l\u2019anno Is 55,6-9\/ Fil 1,20-27\/ Mt 20,1-16 Dal merito alla grazia Brutta storia, quella del perdono. 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