{"id":232641,"date":"2011-09-07T12:26:35","date_gmt":"2011-09-07T12:26:35","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232641"},"modified":"2011-09-07T12:26:35","modified_gmt":"2011-09-07T12:26:35","slug":"commento-al-vangelo-del-11-settembre-2011-don-mauro-pozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232641","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 11 settembre 2011 &#8211; don Mauro Pozzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.<\/p>\n<blockquote>\n<p>PERDONARE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il brano del Siracide della prima lettura \u00e8 molto vicino al Nuovo Testamento, tanto che sembra anticipare l\u2019insegnamento di Ges\u00f9. Il Siracide \u00e8 un libro sapienziale e, come spesso ricordo, l\u2019obiettivo che si pone la sapienza \u00e8 la ricerca del vivere bene. Abbiamo letto: rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro. Come pu\u00f2 un uomo essere felice se il suo cuore, come braci, cova dei sentimenti cos\u00ec brutti? \u00c8 una sorta di immondizia interiore che toglie la pace. Il perdono non \u00e8 dunque solo un vantaggio di chi lo riceve, ma lo \u00e8 prima di tutto di chi lo concede, perch\u00e9 \u00e8 una liberazione. Inoltre il rancore vincola al passato impedendo di guardare avanti. Il passato \u00e8 morto, lasciamo dunque che i morti seppelliscano i loro morti (Lc 9,60). Se vogliamo diventare adulti dobbiamo lasciarci alle spalle il passato. Ci sono persone che non sanno perdonare i loro genitori o che si portano dietro ancora le offese subite nell\u2019infanzia o nella giovinezza. Anche noi abbiamo commesso molti errori e continuamente ne commettiamo, non crediamo di essere migliori. Saper perdonare \u00e8 dunque uscire allo scoperto, non dare la colpa a nessuno delle proprie mancanze e assumersi le proprie responsabilit\u00e0. Ges\u00f9 ci racconta una parabola, come sempre usa un\u2019immagine chiarissima, che ci fa da specchio molto pi\u00f9 che tante parole. Il Padrone condona al servo un debito di diecimila talenti. \u00c8 una cifra spropositata se pensiamo che il talento era un peso di circa trentacinque chili! Come spesso accade, ciascuno \u00e8 molto propenso alla misericordia verso se stesso, mentre \u00e8 implacabile nel giudicare il prossimo. Cos\u00ec quest\u2019uomo dimentica subito l\u2019enorme favore che ha ricevuto e si accanisce su chi gli deve una cifra consistente (il denaro era la paga giornaliera), ma non certo paragonabile a quella che costituiva il suo debito. La sua spietatezza gli costa la revoca del condono. Ges\u00f9 ci paragona a quel servo: anche a noi \u00e8 perdonato ogni debito come al ladrone sulla croce, ce ne ricordiamo? Il Padre Nostro ogni giorno ci fa dire una frase che pu\u00f2 diventare la nostra condanna: rimetti a noi i nostri debiti nello stesso modo in cui noi li rimettiamo agli altri. Se Dio \u00e8 disposto a farsi uomo in Cristo e a morire per noi, manifestandoci una misericordia senza limiti, come possiamo a nostra volta essere spietati? Il perdono \u00e8 perci\u00f2 necessario per la nostra felicit\u00e0 e indispensabile per la salvezza. \u00c8 comunque difficile perdonare proprio per la nostra miopia, ma in questo ci aiuta la preghiera. Chiedete e vi sar\u00e0 dato. Signore insegnaci a perdonare e dacci la forza per farlo!<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-JK-TT9x0kw\">Link al video<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara. 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