{"id":232614,"date":"2011-08-31T22:10:13","date_gmt":"2011-08-31T22:10:13","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232614"},"modified":"2011-08-31T22:10:13","modified_gmt":"2011-08-31T22:10:13","slug":"commento-al-vangelo-del-4-settembre-2011-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232614","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 4 settembre 2011 \u2013 Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><\/h1>\n<h2>Ventitreesima domenica durante l\u2019anno<\/h2>\n<p>Ez 33,7-9\/ Rm 13,8-10\/ Mt 18,15-20<\/p>\n<p><strong>Perdono e correzione fraterna<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 facile vivere da discepoli in questi nostri tempi oscuri.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 formalmente cristiana a prevalere e ad orientare le scelte non sono i valori che derivano dal vangelo ma una mentalit\u00e0 egoistica e piccina. Per accorgersene \u00e8 sufficiente paragonare il sentire comune con le parola di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Oggi, in particolare, la Parola getta un fascio di luce su due aspetti importanti nella vita di un credente: il perdono e la correzione fraterna. E vedrete quanto siamo distanti dal vangelo.<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PLaj6Unye2w\">Link al video<\/a><\/p>\n<p class=\"podcast\" style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/cercoiltuovolto.s3.amazonaws.com\/paolo-curtaz\/Commento%20al%20vangelo%20del%204%20settembre%202011.mp3\">Scarica il file mp3<\/a><\/p>\n<p><!--adsense--><\/p>\n<p><strong>Peccato e perdono<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni penseranno che, almeno riguardo al peccato, noi cattolici siamo molto preparati. Abbiamo passato secoli a vedere il peccato ovunque, lo abbiamo analizzato, studiato, sezionato, come si pu\u00f2 dire che non conosciamo a fondo il peccato? Anzi, molti, ancora oggi, identificato il cristianesimo come una religione morale, che ci dice cosa \u00e8 il bene e cosa \u00e8 il male e la Chiesa come un\u2019autorevole istituzione che ha il principale il compito, in questi tempi confusi, di ribadire cosa \u00e8 peccato.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una visione semplicistica che rischia, come di fatto \u00e8 successo, di produrre un effetto elastico: tanto pi\u00f9 ci si \u00e8 concentrati sul peccato nel passato, quanto pi\u00f9 oggi nessuno considera peccaminose le proprie azioni.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 non educata alla libert\u00e0 diventa una societ\u00e0 anarchica, che rivendica la libert\u00e0 di provare ogni emozione, che fa diventare la coscienza del singolo l\u2019unico metro di giudizio.<\/p>\n<p>Oggi, ad essere onesti, per sentirsi veramente colpevoli bisogna essere almeno serial-killer!<\/p>\n<p>Tutto il resto: l\u2019egoismo, la corruzione, il pettegolezzo, la violenza verbale, la calunnia, la pornografia, sono manifestazioni della libert\u00e0 personale.<\/p>\n<p>Molti ancora pensano che un atto sia peccaminoso perch\u00e9 cos\u00ec Dio ha stabilito.<\/p>\n<p>Sbagliato: nella Bibbia si dice che un peccato \u00e8 male perch\u00e9 fa del male.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, straordinariamente libero, riceve da Dio una coscienza e una Parola per guidarlo verso la vita. L\u2019uomo, gestendo male la propria libert\u00e0, sostituendosi a Dio, rischia di compiere gesti che lo portano all\u2019annientamento.<\/p>\n<p>Il peccato non \u00e8 un\u2019offesa nei confronti di Dio ma nei confronti di ci\u00f2 che potremmo diventare: un capolavoro. Dio non punisce il peccatore: il peccato ci punisce, facendoci precipitare in un abisso di falsa felicit\u00e0. Ma, certo, per vedere le ombre occorre che ci si esponga alla luce della Parola.<\/p>\n<p><strong>Perdono<\/strong><\/p>\n<p>Nel cuore dell\u2019uomo alberga la falsa idea di un Dio che punisce, che giudica, che controlla.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 venuto a liberarci da questa immagine demoniaca di Dio raccontandoci il volto di un Padre che desidera fortemente il perdono.<\/p>\n<p>Perdono che \u00e8 dono gratuito, possibilit\u00e0 offerta, occasione di rinascita.<\/p>\n<p>E il discepolo condivide questo perdono.<\/p>\n<p>Perdono che, nella miope prospettiva odierna, \u00e8 visto come una debolezza.<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 difficile perdonare! Ci vuole del tempo, una forte fede, una profonda conversione per perdonare chi mi ha fatto del male!<\/p>\n<p>Quanto, in televisione, vedo un giornalista (idiota) che si avvicina al famigliare di una vittima chiedendo se perdona l\u2019assassino del figlio mi sento salire la rabbia: \u00e8 una cosa seria il perdono! Ci vuole tempo e pazienza per costruirlo, non \u00e8 un\u2019emozione buonista, ma una adulta scelta sanguinante!<\/p>\n<p>\u00c8 possibile perdonare, dice il Vangelo.<\/p>\n<p>E Matteo, oggi, dice come si gestisce il perdono all\u2019interno della comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Amore nella Chiesa<\/strong><\/p>\n<p>Il vangelo ci illustra il modo di gestire i nascenti conflitti nella comunit\u00e0 primitiva: passato l\u2019entusiasmo dell\u2019adesione al Rabb\u00ec, allora come oggi sorgevano i problemi di dialogo e di comprensione col rischio di gesti estremi (magari in nome del vangelo!).<\/p>\n<p>La prassi proposta da Ges\u00f9 \u00e8 piena zeppa di buon senso: discrezione, umilt\u00e0, delicatezza verso chi sbaglia, lasciandogli il tempo di riflettere, poi l\u2019intervento di qualche fratello, infine della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Quanto siamo lontano da questa prassi evangelica!<\/p>\n<p>Ci incontriamo ogni domenica (quando va bene), spesso indifferenti gli uni gli altri, a parte il gruppuscolo dei devoti al parroco, pronti a notare quello che non va nella comunit\u00e0, un po\u2019 scocciati di dover sottostare a questo rito settimanale che \u00e8 la Messa.<\/p>\n<p>Non solo non ci interessano gli affari degli altri, ma mai e poi mai ci verrebbe in mente di occuparci della perdita delle fede di chi ci sta accanto!<\/p>\n<p>Altri, invece, se parlano degli errori di qualcuno, ne sparlano, spesso con sadica soddisfazione, senza compassione o delicatezza e pi\u00f9 si sentono devoti e pi\u00f9 sono feroci.<\/p>\n<p>Se noi, discepoli del Misericordioso, non sappiamo avere misericordia, chi mai ne sar\u00e0 capace?<\/p>\n<p>Se coloro che hanno avuto il cuore riempito dalla nostalgia di Dio non sanno cogliere dietro ogni errore un percorso verso la pienezza, chi ne sar\u00e0 capace?<\/p>\n<p>Se noi, che ancora portiamo il profumo dell\u2019olio della consolazione sulla nostra pelle, non sappiamo chinarci sul fratello ferito come Cristo buon samaritano si \u00e8 chinato su di noi, chi sapr\u00e0 farlo?<\/p>\n<p>Il criterio del Vangelo \u00e8 pieno di amorevole buon senso: ti voglio bene al punto che, dopo aver pregato, ti chiedo di interrogarti sui tuoi atteggiamenti.<\/p>\n<p>La franchezza evangelica \u00e8 un modo concreto di amare, di essere solidali, anche con durezza, come ha fatto Ges\u00f9 con la Cananea e con Pietro.<\/p>\n<p>Nelle nostre comunit\u00e0 abbiamo bisogno di scoprire questo modo concreto di intervenire, di prendere a cuore il destino dei fratelli, senza nasconderci dietro un ipotetico rispetto che non ci interpella e lascia il fratello nella propria inquietudine.<\/p>\n<p>Non \u00e8 ci\u00f2 che Dio chiede ai suoi discepoli: essere profeti di un modo diverso di amare e di perdonare?<\/p>\n<p>Se davvero il Rabb\u00ec ci ha cambiato la vita, ha cambiato anche il modo di vedere gli altri e di occuparmi degli altri. Proviamo?<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\">www.paolocurtaz.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventitreesima domenica durante l\u2019anno Ez 33,7-9\/ Rm 13,8-10\/ Mt 18,15-20 Perdono e correzione fraterna Non \u00e8 facile vivere da discepoli in questi nostri tempi oscuri. In una societ\u00e0 formalmente cristiana a prevalere e ad orientare le scelte non sono i valori che derivano dal vangelo ma una mentalit\u00e0 egoistica e piccina. 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