{"id":232090,"date":"2011-04-12T08:26:51","date_gmt":"2011-04-12T08:26:51","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232090"},"modified":"2011-04-12T08:26:51","modified_gmt":"2011-04-12T08:26:51","slug":"commento-al-vangelo-del-17-aprile-2011-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232090","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 17 aprile 2011 \u2013 Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><\/h1>\n<p><strong>Domenica delle Palme<\/strong><\/p>\n<p>Lettura dalla Passione di Matteo<\/p>\n<h1>Il Dio donato<\/h1>\n<p>Ges\u00f9 sale su di un asinello che si inerpica deciso sul fianco della collina, sulla strada che costeggia le imponenti mura, per entrare nella citt\u00e0 santa. La gente lo riconosce, alcuni bambini gli corrono innanzi, alcuni tagliano rami di palma e di ulivo, qualcuno grida \u201cosanna\u201d. Arriva il Messia, Gerusalemme, arriva il tuo re.<\/p>\n<p>Arriva dal monte degli ulivi, perch\u00e9 di la sarebbe arrivata la salvezza, cavalcando un puledro d\u2019asina, come profetizzato da Zaccaria.<\/p>\n<p>Re da burla, potente che non si prende sul serio, Ges\u00f9 entra nella citt\u00e0 che uccide i profeti.<\/p>\n<p>Me lo vedo, il Signore.<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=LsfLvOMBSaE\">Link al video<\/a><\/p>\n<p class=\"podcast\" style=\"text-align: left;\">[download id=&#8221;138&#8243;]<\/p>\n<p><strong>Abitudini<\/strong><\/p>\n<p>Siamo talmente abituati alla morte di Dio, talmente riempiti di riflessioni e meditazioni, e stanche prediche sulla salvezza, da avere tutto chiaro, tutto colto, tutto imparato. Non ci serve null\u2019altro. Al pi\u00f9 qualche emozione resa possibile dalle nuove tecniche, dalla modernit\u00e0 e dai prodigi della tecnica, una cruenta passione come quella di Gibson, ma nulla di pi\u00f9.<\/p>\n<p>E assistiamo ancora una volta al dono di Dio come se fosse una cosa dovuta, un evento banale, quasi abitudinario, presente ma debole, scontato ma inutile.<\/p>\n<p>Peggio: ci fermiamo alla crosta, ascoltiamo e diciamo parole di cui non conosciamo veramente il significato.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 morto per noi. E nessuno sente il bisogno di salvezza.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 morto per i nostri peccati. E noi stiamo attenti a sottolineare i peccati degli altri.<\/p>\n<p>Ha donato se stesso. E non sappiamo che farcene di questo dono.<\/p>\n<p>Avessimo il coraggio di tornare a quei giorni, di riviverli, di lasciarci interrogare e scuotere!<\/p>\n<p>Avessimo il coraggio di osare perforare i Vangeli, di toglierli dalla patina di incenso che li avvolge per guardare negli occhi il Nazareno che ha deciso di donarsi fino in fondo.<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 pronto, tutti i protagonisti sono la loro posto.<\/p>\n<p>Ha inizio la morte di Dio.<\/p>\n<h1>La scelta<\/h1>\n<p>Ges\u00f9 arriva alla fine dei suoi intensi tre anni con un pugno di mosche in mano: l\u2019umanit\u00e0 non ha capito. I suoi discepoli, preziosi e amati, sono fermi alla contraddizione del potere e della gloria e inchiodati al proprio (evidente) limite; i capi religiosi avvertono la forza destabilizzante della sua predicazione; la folla segue il vento della moda. Ges\u00f9 non ha alcuna possibilit\u00e0 di farcela, la sua scommessa \u00e8 persa. Non \u00e8 servito, non \u00e8 bastato, non \u00e8 sufficiente tutto l\u2019amore che ha donato.<\/p>\n<p>Forse aveva ragione l\u2019avversario, l\u00e0 nel deserto: troppo ingenuo questo modo di operare. Davvero Dio pensava di trattare con gli uomini alla pari? Di aprire il loro cuore col sorriso? Di presentarsi vulnerabile?<\/p>\n<p>La scelta da fare, ormai, \u00e8 una sola: andarsene, rinunciare, gettare la spugna.<\/p>\n<p>Occuparsi \u2013 chiss\u00e0 \u2013 di un altro mondo. Oppure\u2026<\/p>\n<p><strong>Il dono<\/strong><\/p>\n<p>Oppure lasciarsi travolgere, sparire, morire. Lasciare che le tenebre vincano, lasciare che le cose prendano la loro piega, osare. Osare fino a morire appeso ad una croce, fino all\u2019eccesso.<\/p>\n<p>Altro \u00e8 dire: \u201cDio vi ama!\u201d, altro morire.<\/p>\n<p>Altro dire: \u201cIl Padre vi perdona!\u201d, altro pendere, nudo, da un palo. E perdonare.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 parlare, un\u2019altra morire. Urlando.<\/p>\n<p>Capiranno, gli uomini? O Dio sar\u00e0 uno dei tanti sconfitti della storia, dimenticati?<\/p>\n<p>La posta in gioco \u00e8 immensa: l\u2019esistenza stessa di Dio.<\/p>\n<p>Quanti crocefissi sono morti nella storia antica? Cinquecentomila? Un milione? Di quanti di loro ricordiamo il nome e la vita? Di nessuno.<\/p>\n<p>Il rischio che Dio corre in questo gesto \u00e8 quello di scomparire per sempre. L\u2019uomo avrebbe continuato ad immaginarsi Dio con un volto proiettando in esso i propri desideri. O le proprie paure.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 accetta, rischia, si dona. Forse sar\u00e0 tutto inutile, come insinua l\u2019avversario nell\u2019orto degli ulivi.<\/p>\n<p>Forse.<\/p>\n<p>L\u2019agonia di Ges\u00f9, nell\u2019orto degli ulivi, l\u2019agonia che lo fa sudare sangue, \u00e8 tutta l\u00ec, in quella scelta. Non nel dolore che Ges\u00f9 deve affrontare, non nel senso di abbandono da parte dei suoi, no.<\/p>\n<p>Il dolore, inaudito, che Ges\u00f9 prova, nasce dal dubbio dell\u2019inutilit\u00e0 della sua scelta definitiva.<\/p>\n<p>L\u2019avversario, che torna ora che \u00e8 giunta l\u2019ora, cerca di scoraggiarlo: \u201c\u00e8 tutto inutile\u201d.<\/p>\n<p>Inutile: non vedi che ti stanno venendo a prendere per arrestarti? Inutile: i tuoi stanno dormendo, non hanno capito la gravit\u00e0 della situazione. Inutile, l\u2019uomo non cambier\u00e0 mai.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 accetta, corre il rischio, si dona. Morir\u00e0.<\/p>\n<p>L\u00ec, appeso alla croce, Dio \u00e8 evidente, inequivocabile, non vi \u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di ambiguit\u00e0.<\/p>\n<p>Il cuore della passione di Cristo \u00e8 l\u2019amore, non la violenza.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 muore affidando al Padre il proprio cuore, e donando a noi lo Spirito.<\/p>\n<p>Dio \u00e8 evidente: osteso, mostrato, nudo. Dio \u00e8 cos\u00ec, amici: arreso. A noi, ora, la prossima mossa.<\/p>\n<p><strong>Siateci<\/strong><\/p>\n<p>Un invito sommesso, a chi legge queste pagine: siateci.<\/p>\n<p>Nella povert\u00e0 delle nostre assemblee, ritagliando spazio e tempo ai nostri mille pressanti impegni, siateci. Gioved\u00ec sera alla Messa che ci ricorda l&#8217;istituzione dell&#8217;Eucarestia, venerd\u00ec nella grande e sofferta celebrazione della Croce, Sabato nella lunga e luminosa notte della Resurrezione. Tre giorni che ci accompagneranno, spero, a ridire la nostra fede, a riscoprire il dono, a cambiare la vita.<\/p>\n<p>Abbiamo il coraggio, in questi giorni, di rimetterci in gioco, di identificarci.<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\">www.paolocurtaz.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica delle Palme Lettura dalla Passione di Matteo Il Dio donato Ges\u00f9 sale su di un asinello che si inerpica deciso sul fianco della collina, sulla strada che costeggia le imponenti mura, per entrare nella citt\u00e0 santa. 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