{"id":232044,"date":"2011-04-05T12:13:38","date_gmt":"2011-04-05T12:13:38","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232044"},"modified":"2011-04-05T12:13:38","modified_gmt":"2011-04-05T12:13:38","slug":"commento-al-vangelo-del-10-aprile-2011-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=232044","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 10 aprile 2011 \u2013 Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><\/h1>\n<h3>Quinta domenica di Quaresima<\/h3>\n<p>Ez 37,12-14\/Rm 8,8-11\/Gv 11,1-45<br \/><strong>Vieni a vedere<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 splendido, Dio.<br \/>Disseta l\u2019anima, ridona luce alla nostra cecit\u00e0.<br \/>La quaresima \u00e8 il tempo in cui riscoprire l\u2019essenziale della fede, entrando nel deserto delle nostre giornate ingombre di cose da fare. Un tempo per lasciare che l\u2019anima ci raggiunga.<br \/>E oggi, alla fine di questo breve percorso, troviamo un vangelo da brividi, il racconto di un\u2019amicizia travolta dalla morte e dalla disperazione.<br \/>\u00c8 l\u00ec, a Betania, il piccolo villaggio che sorge sul monte degli ulivi, nel declivio opposto a quello che sovrasta Gerusalemme, che Ges\u00f9 volentieri si rifugia, in casa di questi tre suoi coetanei, Lazzaro, Marta e Maria, per ritrovare un po\u2019 del clima famigliare di casa.<br \/>Per fuggire dalla Gerusalemme che uccide i profeti.<br \/>Che bello pensare che anche Dio ha bisogno di una famiglia.<br \/>Che bello fare della nostra vita una piccola Betania!<br \/>E in questo contesto che avviene il dramma: Lazzaro si ammala e muore, e Ges\u00f9 non c\u2019\u00e8.<br \/>Come succede anche a noi, a volte, e davanti alla malattia e alla morte di una persona che amiamo, scopriamo che Ges\u00f9 \u00e8 distante.<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9lvYyQBJUmo\">Link al video<\/a><\/p>\n<p class=\"podcast\" style=\"text-align: left;\">[download id=&#8221;137&#8243;]<\/p>\n<p><strong>Tragedie<\/strong><\/p>\n<p>La resurrezione di Lazzaro \u00e8 posta poco prima della Passione di Ges\u00f9.<br \/>\u00c8 l\u2019ultimo e il pi\u00f9 clamoroso dei segni, quello che determina la decisione, da parte del Sinedrio, della pericolosit\u00e0 di Ges\u00f9 e la necessit\u00e0 di un suo immediato arresto, senza indugiare ulteriormente.<br \/>Come se Giovanni volesse dirci che la vita di Lazzaro determina la morte di Ges\u00f9.<br \/>Immagine di uno scambio che, da l\u00ec a poco, sar\u00e0 per ogni uomo.<br \/>La vicenda di Lazzaro, allora, \u00e8 la vicenda di ognuno di noi.<br \/>Ges\u00f9 ci disseta.<br \/>Ges\u00f9 ci dona luce.<br \/>Ges\u00f9 dona la sua vita per me.<br \/><strong>Strazio<\/strong><\/p>\n<p>Nello straordinario e complesso racconto giovanneo, esiste un passaggio che voglio sottolineare.<br \/>Quando Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, abituate ad accogliere il Signore nella loro casa a Betania, sanno della presenza di Ges\u00f9, escono di casa, disperate, si affidano all\u2019amico e Maestro.<br \/>Il racconto \u00e8 un crescendo di emozioni, di testimonianze di fede delle sorelle, ma anche di umanissimo sconforto e pena.<br \/>Quando Ges\u00f9 vede la disperazione delle sorelle e della folla, resta turbato, e scoppia in pianto.<br \/>All\u2019inizio del vangelo a Giovanni e Andrea, discepoli del Battista, che, su indicazione del profeta, lo avevano seguito e gli chiedevano dove abitasse, Ges\u00f9 aveva risposto \u201cvenite e vedrete\u201d (Gv 1,39).<br \/>Ora \u00e8 Ges\u00f9 che si fa discepolo, che \u00e8 invitato ad andare.<br \/>Come se, fino ad allora, non avesse visto fino in fondo quanto dolore provoca la morte.<br \/>Come se fino ad allora Dio non avesse ancora capito quanto male ci fa la morte, quanto sconforto porta con s\u00e9 il lutto.<br \/>Come se Dio non sapesse.<br \/>Come se Dio imparasse cos\u2019\u00e8 il dolore.<br \/>Dio piange, davvero.<br \/>E quel pianto ci lascia interdetti.<br \/><strong>Turbamenti<\/strong><\/p>\n<p><center><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\"><!--\ngoogle_ad_client = \"ca-pub-1979189119052350\";\n\/* 468x60, creato 12\/02\/10 per single *\/\ngoogle_ad_slot = \"6047781896\";\ngoogle_ad_width = 468;\ngoogle_ad_height = 60;\n\/\/-->\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\"\nsrc=\"http:\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/show_ads.js\">\n<\/script><br \/>\n<\/center><\/p>\n<p>Quel pianto ci sconcerta, ci scuote, ci smuove.<br \/>Dio, ora, sa cos\u2019\u00e8 il dolore.<br \/>Fra poche ore andr\u00e0 fino in fondo, portando su di s\u00e9 tutto il dolore del mondo.<br \/>Dio e il dolore si incontrano. Non \u00e8 bastato che Dio diventasse uomo per condividere con noi la vita. Ha voluto imparare a soffrire, per redimere ogni pena.<br \/>Ci basta?<br \/>Non lo so.<br \/>Davanti ad un Dio che condivide, non sempre il nostro cuore si convince, si converte.<br \/>Come coloro che vedono il pianto di Ges\u00f9.<br \/>Alcuni notano l\u2019amore di Ges\u00f9 per Lazzaro, la sua compassione.<br \/>Altri, cinicamente, obiettano:<em> Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far s\u00ec che costui non morisse?.<\/em><br \/>In queste parole abbiamo tutta la contraddizione dell\u2019essere umano.<br \/>Preferiamo un Dio che condivide il nostro dolore o un Dio che ci evita il dolore?<\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\">www.paolocurtaz.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quinta domenica di Quaresima Ez 37,12-14\/Rm 8,8-11\/Gv 11,1-45Vieni a vedere \u00c8 splendido, Dio.Disseta l\u2019anima, ridona luce alla nostra cecit\u00e0.La quaresima \u00e8 il tempo in cui riscoprire l\u2019essenziale della fede, entrando nel deserto delle nostre giornate ingombre di cose da fare. 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