{"id":231087,"date":"2010-10-06T06:00:28","date_gmt":"2010-10-06T06:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=231087"},"modified":"2010-10-06T06:00:28","modified_gmt":"2010-10-06T06:00:28","slug":"commento-al-vangelo-del-10-ottobre-2010-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=231087","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 10 ottobre 2010 \u2013 Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/dieci-lebbrosi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-13914\" title=\"dieci lebbrosi\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/dieci-lebbrosi-474x300.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Ventottesima domenica durante l&#8217;anno<\/h3>\n<h3>2 Re 5,14-17\/ 2 Tm 2,8-13\/ Lc 17,11-19<\/h3>\n<p><strong>Salvati e sanati<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 sta salendo verso Gerusalemme, col volto indurito, deciso di rendere testimonianza al Padre, costi quel che costi. Non lo sanno, gli apostoli, che il Rabb\u00ec gi\u00e0 intuisce la deriva della sua missione e che questa sensazione, invece di abbatterlo, non fa che motivarlo e spingerlo al dono totale di s\u00e9.<\/p>\n<p>Sulla strada gli si fanno incontro dieci lebbrosi che urlano a distanza.<\/p>\n<p>La lebbra \u00e8 una malattia terribile e devastante, che marcisce il corpo, lo spirito e le relazioni.<\/p>\n<p>Dei dieci uno \u00e8 straniero, nemico, un samaritano.<\/p>\n<p>Ma la malattia e il dolore accomunano ogni uomo, senza distinzioni di religione o di etnia. La sofferenza \u00e8 e resta l\u2019esperienza pi\u00f9 comune del vagare umano.<\/p>\n<p>Urlano il loro dolore, il loro abbandono, il loro lento ed inesorabile imputridire.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 chiede loro di andare dai sacerdoti per essere guariti.<\/p>\n<p>A volte Ges\u00f9 ci guarisce a rate, ci chiede di metterci in cammino per vedere dei risultati.<\/p>\n<p>A volte Ges\u00f9, simpaticone, ci chiede di andare da un prete per essere guariti.<\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[oembed] {&#8220;url&#8221;:&#8221;http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=jIaQK7gpICY&amp;feature=youtube_gdata&#8221;, &#8220;width&#8221;:480, &#8220;height&#8221;:360} [\/oembed]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p><strong>Norme<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un retaggio dell\u2019antico Israele, quando il sacerdote fungeva anche da ufficiale medico: solo lui poteva attestare la guarigione e il reinserimento di un lebbroso.<\/p>\n<p>Questa richiesta, da parte di Ges\u00f9, indica il suo profondo rispetto per il passato di Israele, egli non \u00e8 venuto a cambiare un iota o un segno, ma a dare compimento, a riportare alla propria origine il progetto di Dio.<\/p>\n<p>La guarigione non \u00e8 istantanea, richiede un cammino, un fidarsi; Dio non ama i miracoli eclatanti, chiede sempre consapevolezza, cammino, fiducia, mediazione.<\/p>\n<p>I dieci vanno e, mentre camminano, si accorgono di essere guariti.<\/p>\n<p>Anche a molti di noi accade di guarire per strada, quando la smettiamo di porre condizioni a Dio e a noi stessi.<\/p>\n<p>Stupiti, straniti, sconvolti, i lebbrosi guariti adempiono la richiesta di Ges\u00f9 e vanno dal sacerdote. Eccetto uno, colui che non ha tempio, che non ha sacerdoti, non ha religioni ufficiale.<\/p>\n<p>Non sa dove andare il samaritano e torna sui suoi passi.<\/p>\n<p>Torna al Tempio.<\/p>\n<h1>La lebbra dell\u2019ingratitudine<\/h1>\n<h1>Uno solo torna a ringraziare, pieno di fede.<\/h1>\n<p>Ges\u00f9, sconfortato, constata che dieci sono stati sanati, ma uno solo salvato.<\/p>\n<p>Una volta guariti, le differenze tornano (mistero dell&#8217;umana fragilit\u00e0!): nove vanno al tempio e il samaritano, di nuovo solo, senza un tempio in cui essere accolto, corre dal Tempio della gloria di Dio che \u00e8 Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Il samaritano torna indietro lodando Dio a gran voce, non pu\u00f2 tacere, urla la sua gioia, la sua solitudine e la sua emarginazione sono finalmente finiti. E gli altri? Chiede Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Nulla, spariti, scomparsi.<\/p>\n<p>Guarire gli uomini dalla loro ingratitudine \u00e8 ben pi\u00f9 difficile che guarirli dalle loro malattie.<\/p>\n<p>La gratitudine, la festa, lo stupore, sono atteggiamenti connaturali all\u2019uomo, eppure troppo poco spesso manifestati nella nostra vita. Siamo tutti molto lamentosi, sempre pronti a sottolineare il negativo che pesa come un macigno nelle nostre bilance.<\/p>\n<p>Diamo tutto per scontato: \u00e8 normale esistere, vivere, respirare, amare; normale e dovuto nutrirsi, lavarsi, abitare, lavorare&#8230;<\/p>\n<p>Il nostro sguardo, un po\u2019 assuefatto dalle cose scontate e dovute, non sa pi\u00f9 aprirsi alla gratitudine. Come vorrei vedere uscire dalle chiese &#8211; almeno d&#8217;ogni tanto! &#8211; qualcuno che torna a casa lodando Dio a gran voce&#8230;<\/p>\n<p>Come vorrei vedere pi\u00f9 sorrisi sulle labbra dei cristiani, pi\u00f9 lode nelle loro preghiere, pi\u00f9 gratitudine nei gesti di coloro che, guariti dalle loro solitudini interiori e dalla lebbra che \u00e8 il peccato, sono anche salvati e fatti Figli di Dio.<\/p>\n<p>Attenti all\u2019ingratitudine, incontentabili discepoli del Signore.<\/p>\n<h1>Guarigioni<\/h1>\n<p>Essere guariti non significa essere salvati.<\/p>\n<p>I nove ingrati sono la perfetta icona di un cristianesimo molto diffuso, che ricorre a Dio come ad un potente guaritore da invocare nei momenti di difficolt\u00e0. Che triste immagine di Dio si fabbricano coloro che a lui ricorrono <em>quando c\u2019\u00e8 bisogno<\/em>, che lasciano Dio ben lontano dalle loro scelte, dalla loro famiglia, salvo poi arrabbiarsi e tirarlo in ballo quando qualcosa va storto nei loro (badate, non nei suoi) progetti.<\/p>\n<p>I nove sono guariti: hanno ottenuto ci\u00f2 che chiedevano, ma non sono salvati.<\/p>\n<p>Rimasti chiusi nella loro parziale e distorta visione di Dio, guariti dalla lebbra sulla pelle, non vedono neppure la lebbra che hanno nel cuore.<\/p>\n<p>Il Dio che hanno invocato \u00e8 il Dio dei rimedi impossibili, non il Tempio in cui abitare, il Potente da corrompere e convincere, non il Dio che, nella guarigione, testimonia che \u00e8 arrivato il tempo messianico.<\/p>\n<p>Che triste idea di Dio hanno questi lebbrosi! Una visione della fede superstiziosa e magica, che accusa Dio delle nostre malattie, che mette Dio alla sbarra, accusandolo.<\/p>\n<p>La malattia e la morte ricordano al nostro mondo contemporaneo, perso nel delirio di onnipotenza, che siamo creature fragili, che, come gli alberi e gli uccelli del cielo, viviamo la nostra vita come un soffio, che il nostro corpo \u00e8 mortale.<\/p>\n<p>Ma il faggio e il passerotto, quando arriva l\u2019autunno, accettano la propria condizione serenamente, sapendo di far parte di un immenso disegno d\u2019amore e che la morte non \u00e8 una condizione definitiva. L\u2019uomo, invece, la rifiuta, segno \u2013 questo \u2013 della sua immensa dignit\u00e0.<\/p>\n<p>La malattia pu\u00f2 allora diventare, paradossalmente, la porta attraverso cui entriamo nel nostro ricco mondo interiore.<\/p>\n<p>Davanti alla sofferenza, come i due ladroni sulla croce, possiamo bestemmiare Dio accusandolo di indifferenza. O accorgerci che sta morendo accanto a noi.<\/p>\n<p>Cadere nella disperazione. O cadere ai piedi della croce.<\/p>\n<h1>Basta la salute?<\/h1>\n<p>Basta la salute? Certo, la salute \u00e8 bene prezioso, e va conservato, con uno stile di vita salubre ed armonioso, ricordandoci che la pace del cuore di chi incontra Dio e scopre il proprio progetto di vita, apporta anche benessere psicofisico profondo. Ma non \u00e8 vero, non basta la salute, ci necessita la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ci dice che la salute non \u00e8 tutto, pi\u00f9 della salute c\u2019\u00e8 la salvezza.<\/p>\n<p>E la felicit\u00e0 consiste nell\u2019aprire il cuore alla gratitudine di un Dio che ci guarisce nel profondo da ogni solitudine, da ogni dolore.<\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p class=\"link\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\">www.paolocurtaz.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventottesima domenica durante l&#8217;anno 2 Re 5,14-17\/ 2 Tm 2,8-13\/ Lc 17,11-19 Salvati e sanati Ges\u00f9 sta salendo verso Gerusalemme, col volto indurito, deciso di rendere testimonianza al Padre, costi quel che costi. 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