{"id":231073,"date":"2010-10-03T22:20:18","date_gmt":"2010-10-03T22:20:18","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=231073"},"modified":"2010-10-03T22:20:18","modified_gmt":"2010-10-03T22:20:18","slug":"benedetto-xvi-angelus-del-3-ottobre-2010-in-mp3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=231073","title":{"rendered":"Benedetto XVI &#8211; Angelus del 3 ottobre 2010 in mp3"},"content":{"rendered":"<p><i>Cari fratelli e sorelle!<\/i><\/p>\n<p>E\u2019 grande la mia gioia nel poter spezzare con voi il pane della Parola di Dio e dell\u2019Eucaristia. Vi saluto tutti con affetto e vi ringrazio per la vostra calorosa accoglienza! Saluto in particolare il vostro Pastore, l\u2019Arcivescovo Mons. Paolo Romeo; lo ringrazio per le espressioni di benvenuto che ha voluto rivolgermi a nome di tutti, e anche per il significativo dono che mi offerto. Saluto anche gli Arcivescovi e i Vescovi presenti, i Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose, i rappresentanti delle Associazioni e dei Movimenti ecclesiali. Rivolgo un deferente pensiero al Sindaco, On. Diego Cammarata, grato per il cortese indirizzo di saluto, al Rappresentante del Governo ed alle Autorit\u00e0 civili e militari, che con la loro presenza hanno voluto onorare questo nostro incontro. Un ringraziamento speciale a quanti hanno generosamente offerto la loro collaborazione per l\u2019organizzazione e preparazione di questa giornata.<\/p>\n<p>Cari amici! La mia Visita avviene in occasione di un importante raduno ecclesiale regionale dei giovani e delle famiglie, che incontrer\u00f2 nel pomeriggio. Ma sono venuto anche per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni di questa comunit\u00e0 diocesana. Quando gli antichi Greci approdarono in questa zona, come ha anche ricordato il Sindaco nel suo saluto, la chiamarono \u201c<i>Panormo<\/i>\u201d, cio\u00e8 \u201ctutto porto\u201d: un nome che voleva indicare sicurezza, pace e serenit\u00e0. Venendo per la prima volta fra di voi, il mio augurio \u00e8 che veramente questa Citt\u00e0, ispirandosi ai valori pi\u00f9 autentici della sua storia e della sua tradizione, sappia sempre realizzare per i suoi abitanti, come pure per l\u2019intera Nazione, l\u2019auspicio di serenit\u00e0 e di pace sintetizzato nel suo nome.<\/p>\n<p>So che a Palermo, come anche in tutta la Sicilia, non mancano difficolt\u00e0, problemi e preoccupazioni: penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precariet\u00e0, a causa della mancanza del lavoro, dell\u2019incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale e, come ha ricordato l\u2019Arcivescovo, a causa della criminalit\u00e0 organizzata. Oggi sono in mezzo a voi per testimoniare la mia vicinanza ed il mio ricordo nella preghiera. Sono qui per darvi un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani, cos\u00ec profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, ogni assemblea liturgica \u00e8 spazio della presenza di Dio. Riuniti per la santa Eucaristia, i discepoli del Signore sono immersi nel sacrificio redentore di Cristo, proclamano che Egli \u00e8 risorto, \u00e8 vivo e datore di vita, e testimoniano che la sua presenza \u00e8 grazia, forza e gioia. Apriamo il cuore alla sua parola ed accogliamo il dono della sua presenza! Tutti i testi della liturgia di questa domenica ci parlano della fede, che \u00e8 il fondamento di tutta la vita cristiana. Ges\u00f9 ha educato i suoi discepoli a crescere nella fede, a credere e ad affidarsi sempre di pi\u00f9 a Lui, per costruire sulla roccia la propria vita. Per questo essi gli chiedono: \u00abAccresci in noi la fede\u00bb (<i>Lc<\/i> 17,6). E\u2019 una bella domanda che rivolgono al Signore, \u00e8 la domanda fondamentale: i discepoli non chiedono doni materiali, non chiedono privilegi, ma chiedono la grazia della fede, che orienti e illumini tutta la vita; chiedono la grazia di riconoscere Dio e di poter stare in relazione intima con Lui, ricevendo da Lui tutti i suoi doni, anche quelli del coraggio, dell\u2019amore e della speranza.<\/p>\n<p>Senza rispondere direttamente alla loro preghiera, Ges\u00f9 ricorre ad un\u2019immagine paradossale per esprimere l\u2019incredibile vitalit\u00e0 della fede. Come una leva muove molto pi\u00f9 del proprio peso, cos\u00ec la fede, anche un pizzico di fede, \u00e8 in grado di compiere cose impensabili, straordinarie, come sradicare un grande albero e trapiantarlo nel mare (<i>Ibid.<\/i>). La fede &#8211; fidarci di Cristo, accoglierlo, lasciare che ci trasformi, seguirlo fino in fondo &#8211; rende possibili le cose umanamente impossibili, in ogni realt\u00e0. Ne d\u00e0 testimonianza anche il profeta Abacuc nella prima lettura. Egli implora il Signore a partire da una situazione tremenda di violenza, d\u2019iniquit\u00e0 e di oppressione; e proprio in questa situazione difficile e di insicurezza, il profeta introduce una visione che offre uno spaccato del progetto che Dio sta tracciando e sta attuando nella storia: \u00abSoccombe colui che non ha l\u2019animo retto, mentre il giusto vivr\u00e0 per la sua fede\u00bb (<i>Ab <\/i>2,4). L\u2019empio, colui che non agisce secondo Dio, confida nel proprio potere, ma si appoggia su una realt\u00e0 fragile e inconsistente, perci\u00f2 si piegher\u00e0, \u00e8 destinato a cadere; il giusto, invece, confida in una realt\u00e0 nascosta ma solida, confida in Dio e per questo avr\u00e0 la vita.<\/p>\n<p>Nei secoli passati la Chiesa che \u00e8 in Palermo \u00e8 stata arricchita ed animata da una fede fervida, che ha trovato la sua pi\u00f9 alta e riuscita espressione nei Santi e nelle Sante. Penso a santa Rosalia, che voi venerate e onorate e che, dal monte Pellegrino, veglia sulla vostra Citt\u00e0, di cui \u00e8 Patrona. E penso anche ad altre due grandi Sante della Sicilia, Agata e Lucia. N\u00e9 va dimenticato come il vostro senso religioso abbia sempre ispirato e orientato la vita familiare, alimentando valori, quali la capacit\u00e0 di donazione e di solidariet\u00e0 verso gli altri, specialmente i sofferenti, e l\u2019innato rispetto per la vita, che costituiscono una preziosa eredit\u00e0 da custodire gelosamente e da rilanciare ancor pi\u00f9 ai nostri giorni. Cari amici, conservate questo prezioso tesoro di fede della vostra Chiesa; siano sempre i valori cristiani a guidare le vostre scelte e le vostre azioni!<\/p>\n<p>La seconda parte del Vangelo odierno presenta un altro insegnamento, un insegnamento di umilt\u00e0, che tuttavia \u00e8 strettamente legato alla fede. Ges\u00f9 ci invita ad essere umili e porta l\u2019esempio di un servo che ha lavorato nei campi. Quando torna a casa, il padrone gli chiede ancora di lavorare. Secondo la mentalit\u00e0 del tempo di Ges\u00f9, il padrone aveva tutto il diritto di farlo. Il servo doveva al padrone una disponibilit\u00e0 completa; e il padrone non si riteneva obbligato verso di lui perch\u00e9 aveva eseguito gli ordini ricevuti. Ges\u00f9 ci fa prendere coscienza che, di fronte a Dio, ci troviamo in una situazione simile: siamo servi di Dio; non siamo creditori nei suoi confronti, ma siamo sempre debitori, perch\u00e9 dobbiamo a Lui tutto, perch\u00e9 tutto \u00e8 suo dono. Accettare e fare la sua volont\u00e0 \u00e8 l\u2019atteggiamento da avere ogni giorno, in ogni momento della nostra vita. Davanti a Dio non dobbiamo mai presentarci come chi crede di aver reso un servizio e di meritare una grande ricompensa. Questa \u00e8 un\u2019illusione che pu\u00f2 nascere in tutti, anche nelle persone che lavorano molto al servizio del Signore, nella Chiesa. Dobbiamo, invece, essere consapevoli che, in realt\u00e0, non facciamo mai abbastanza per Dio. Dobbiamo dire, come ci suggerisce Ges\u00f9: \u00abSiamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare\u00bb (<i>Lc<\/i> 17,10). Questo \u00e8 un atteggiamento di umilt\u00e0 che ci mette veramente al nostro posto e permette al Signore di essere molto generoso con noi. Infatti, in un altro brano del Vangelo egli ci promette che \u00absi cinger\u00e0 le sue vesti, ci far\u00e0 mettere a tavola e passer\u00e0 a servirci\u00bb (cfr <i>Lc <\/i>12,37). Cari amici, se faremo ogni giorno la volont\u00e0 di Dio, con umilt\u00e0, senza pretendere nulla da Lui, sar\u00e0 Ges\u00f9 stesso a servirci, ad aiutarci, ad incoraggiarci, a donarci forza e serenit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche l\u2019apostolo Paolo, nella seconda lettura odierna, parla della fede. Timoteo \u00e8 invitato ad avere fede e, per mezzo di essa, ad esercitare la carit\u00e0. Il discepolo viene esortato a ravvivare nella fede anche il dono di Dio che \u00e8 in lui per l\u2019imposizione delle mani di Paolo, cio\u00e8 il dono dell\u2019Ordinazione, ricevuto per svolgere il ministero apostolico come collaboratore di Paolo (cfr <i>2Tm<\/i> 1,6). Egli non deve lasciar spegnere questo dono, ma deve renderlo sempre pi\u00f9 vivo per mezzo della fede. E l\u2019Apostolo aggiunge: \u00abDio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carit\u00e0 e di prudenza\u00bb ( v. 7).<\/p>\n<p>Cari Palermitani e cari Siciliani! La vostra bella Isola \u00e8 stata tra le prime regioni d\u2019Italia ad accogliere la fede degli Apostoli, a ricevere l\u2019annunzio della Parola di Dio, ad aderire alla fede in modo cos\u00ec generoso che, anche in mezzo a difficolt\u00e0 e persecuzioni, \u00e8 sempre germogliato in essa il fiore della santit\u00e0. La Sicilia \u00e8 stata ed \u00e8 terra di santi, appartenenti ad ogni condizione di vita, che hanno vissuto il Vangelo con semplicit\u00e0 ed integralit\u00e0. A voi, fedeli laici, ripeto: non abbiate timore di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della societ\u00e0, nelle molteplici situazioni dell\u2019esistenza umana, soprattutto in quelle difficili! La fede vi dona la forza di Dio per essere sempre fiduciosi e coraggiosi, per andare avanti con nuova decisione, per prendere le iniziative necessarie a dare un volto sempre pi\u00f9 bello alla vostra terra. E quando incontrate l\u2019opposizione del mondo, sentite le parole dell\u2019Apostolo: \u00abNon vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro\u00bb (v. 8). Ci si deve vergognare del male, di ci\u00f2 che offende Dio, di ci\u00f2 che offende l\u2019uomo; ci si deve vergognare del male che si arreca alla Comunit\u00e0 civile e religiosa con azioni che non amano venire alla luce!\u00a0 La tentazione dello scoraggiamento, della rassegnazione, viene a chi \u00e8 debole nella fede, a chi confonde il male con il bene, a chi pensa che davanti \u00a0al male, spesso profondo, non ci sia nulla da fare. Invece, chi \u00e8 saldamente fondato sulla fede, chi ha piena fiducia in Dio e vive nella Chiesa, \u00e8 capace di portare la forza dirompente del Vangelo. Cos\u00ec si sono comportati i Santi e le Sante, fioriti, nel corso dei secoli, a Palermo e in tutta la Sicilia, come pure laici e sacerdoti di oggi a voi ben noti, come, ad esempio, Don Pino Puglisi. Siano essi a custodirvi sempre uniti e ad alimentare in ciascuno il desiderio di proclamare, con le parole e con le opere, la presenza e l\u2019amore di Cristo. Popolo di Sicilia, guarda con speranza al tuo futuro! Fa\u2019 emergere in tutta la sua luce il bene che vuoi, che cerchi e che hai! Vivi con coraggio i valori del Vangelo per far risplendere la luce del bene! Con la forza di Dio tutto \u00e8 possibile! La Madre di Cristo, la Vergine Odigitria da voi tanto venerata, vi assista e vi conduca alla profonda conoscenza del suo Figlio. Amen!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/angelus\/2010\/documents\/hf_ben-xvi_ang_20101003_palermo_it.html\">Leggi tutto il messaggio<\/a> <em>\u00a9 Copyright 2010 &#8211; Libreria Editrice Vaticana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>: Radio Vaticana via FeedRss<a href=\"https:\/\/www.photo.va\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><br \/>\n<\/a><span style=\"font-size: xx-small;\"><em>(The content of this podcast is copyrighted by Vatican Radio which, according to its statute, is entrusted to manage and protect the sound recordings of the Roman Pontiff, ensuring that their pastoral character and intellectual property&#8217;s rights are protected when used by third parties. The content of this podcast is made available only for personal and private use and cannot be exploited for commercial purposes, without prior written authorization by Vatican Radio. 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