{"id":231024,"date":"2010-09-23T16:25:10","date_gmt":"2010-09-23T16:25:10","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=231024"},"modified":"2010-09-23T16:25:10","modified_gmt":"2010-09-23T16:25:10","slug":"commento-al-vangelo-del-26-settembre-2010-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=231024","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 26 settembre 2010 &#8211; Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<p>Ventiseiesima domenica durante l&#8217;anno &#8211; Am 6,1.4-7\/ 1Tm 6,11-16\/ Lc 16,19-31<\/p>\n<h2>Lazzari ed epuloni<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamoci due conti in tasca, cos\u00ec come mettiamo molto impegno nelle cose della terra, e nella gestione dei soldi, in particolare. Investiamo in ci\u00f2 che davvero pu\u00f2 colmare il nostro cuore, senza lasciarci riempire la testa dall\u2019ansia dell\u2019accumulo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec diceva la Parola domenica scorsa e oggi, a degna conclusione, Luca ci lascia una tragica parabola che ci scuote nel profondo: la storia di Lazzaro e il ricco epulone (che ho scoperto essere un soprannome che potremmo tradurre: \u201cfestaiolo e mangione\u201d). Un storia che potrebbe ben descrivere la stridente contraddizione del nostro mondo attuale, che costringe alla morte per fame centinaia di migliaia di persone, mentre per molti la preoccupazione \u00e8 quella di perdere di peso\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[stream provider=youtube flv=http%3A\/\/www.youtube.com\/watch%3Fv%3DVwbENaEqHJs img=x:\/img.youtube.com\/vi\/VwbENaEqHJs\/0.jpg embed=true share=true width=560 height=360 dock=true controlbar=over bandwidth=med autostart=false \/]<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Nomi<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio conosce per nome il povero Lazzaro (Il nome in Israele \u00e8 manifestazione dell\u2019intimo: Dio conosce la sofferenza di questo mendicante!) mentre non ha nome il ricco epulone che \u2013 peraltro \u2013 non \u00e8 descritto come una persona particolarmente malvagia, ma solo troppo assorbita dalle sue cose per accorgersi del povero che muore davanti a causa sua\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio non conosce il ricco epulone, egli \u00e8 bastante a se stesso, non ha bisogno di Dio, non si pone, all\u2019apparenza, alcun problema religioso, \u00e8 saldamente indifferente e si tiene debitamente lontano dalla sua interiorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E Dio rispetta questa distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cuore della parabola non \u00e8 la vendetta di Dio che ribalta la situazione tra il ricco e il povero, come a noi farebbe comodo pensare, in una sorta di pena del contrappasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senso della parabola, la parola chiave per capire di cosa parliamo, \u00e8: <em>abisso<\/em>.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Abissi<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un abisso fra il ricco e Lazzaro, c\u2019\u00e8 un burrone incolmabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita del ricco, non condannato perch\u00e9 ricco, ma perch\u00e9 indifferente, \u00e8 tutta sintetizzata in questa terribile immagine: \u00e8 un abisso la sua vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente buon praticante (Come causticamente dice Amos condannando i potenti del Regno del sud indifferenti al crollo del Regno del Nord, avvenuto ad opera degli Assiri nel 722 a.C.), non si accorge del povero che muore alla sua porta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019abisso invalicabile \u00e8 nel suo cuore, nelle sue false certezze, nella sua supponenza, nelle sue piccole e inutili preoccupazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri tempi, quest\u2019atteggiamento veniva chiamato \u201comissione\u201d: atteggiamento che descrive un cuore che si accontenta di stagnare, senza valicare l\u2019abisso e andare incontro al fratello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abisso di chi pensa di essere sufficientemente buono, e devoto e normale rispetto al mondo esterno, malvagio e corrotto. Di chi pensa di non essere migliore, ma certo non peggiore dei tanti delinquenti che si vedono in giro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiezione \u201cChe ci posso fare?\u201d, di fronte alle immense ingiustizie dei nostri giorni, qualche offerta caritativa, qualche buona devozione, tacitano e asfaltano le coscienze, intorpidiscono il cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l\u2019abisso diventa invalicabile. Neppure Dio riesce a raggiungerci.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Di nuovo il sociale<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, non so cosa fare di fronte alle tragedie di questo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">So che non posso rifugiarmi nel caloroso rapporto intimo con Dio; so che se la mia fede non valica la mia devozione personale e diventa servizio, impegno, resta sterile. Come dicevamo domenica scorsa, il Signore loda la scaltrezza, l\u2019arguzia di chi si siede e riflette, cerca soluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00e0 dove viviamo siamo chiamati ad amare nella concretezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se abbiamo gi\u00e0 compiuto le nostre scelte, lavorative, affettive, siamo chiamati a vivere una cittadinanza consapevole, che si fa carico del proprio vicino, come il Samaritano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se sentiamo che questo mondo ci va stretto, che questa vita che altri hanno scelto per noi e che altri dirigono, possiamo avere il coraggio del dono: partire, restare, cambiare, l\u2019importante \u00e8 agire con amore umile e concreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siete una coppia giovane? Perch\u00e9 non partite per qualche anno di volontariato internazionale? Hai finito la tua stagione lavorativa? Perch\u00e9 non apri una cooperativa sociale o ti inventi qualcosa per gli ultimi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ho visto, amici l\u2019ho visto con questi miei occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovani coppie partire per il Brasile o la Colombia, per creare cultura, consapevolezza. Nonni in et\u00e0 di pensione tirar su delle cooperative che danno lavoro a decine di diversamente abili. Giovani dedicare l\u2019estate a fare campi di lavoro in Romania e in Albania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo chiamati a riconoscere Lazzaro, insomma, a riconoscere la sua presenza in mezzo a noi.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Compassione<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, prima dell\u2019impegno, esiste un atteggiamento che, tutti, possiamo avere, anche se non siamo in grado o non possiamo fare nulla di diverso da quello che stiamo gi\u00e0 facendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stai serena sorella che lavori e ti occupi di tuo marito e dei tuoi bambini: quella \u00e8 la tua Nigeria. Sta\u2019 sereno fratello che stai studiando economia: in quel mondo di squali sei chiamato a disegnare nuovi sentieri di umanizzazione!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tutti, tutti noi, sempre, siamo chiamati a vedere, a capire, a prendere a cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio si \u00e8 chinato sulla sofferenza degli uomini. Prima del ragionamento sociale o politico, prima dell\u2019arrendersi o del rimboccarsi le maniche, prima di tutto, siamo chiamati ad avere compassione. A sentire dentro, a sentire il dolore come Dio lo sente (Quando dolore in Dio! Quanto amore, in lui!). Questo s\u00ec, tutti possiamo viverlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mondo pieno di compassione adulta (non pietistica, non mielosa, non rassegnata) cambierebbe il nostro fragile e incarognito mondo, statene certi.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Soluzioni<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Vangelo di oggi, concludendo la riflessione di domenica scorsa, ci dice che l\u2019anticonsumismo \u00e8 la solidariet\u00e0, la condivisione. Una condivisione, per\u00f2, intelligente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 finito il tempo delle elemosine \u201cuna tantum\u201d, dell\u2019Euro sganciato per far tacere il fastidio dell\u2019insistenza di chi chiede e la coscienza. Dio chiama per nome Lazzaro, non gli sgancia un Euro. Si lascia coinvolgere, ascolta le sue ragioni, non accetta gli inganni, aiuta a crescere. Cos\u00ec la nostra comunit\u00e0, sempre pi\u00f9, deve lasciare che lo Spirito susciti in mezzo a noi nuove forme di solidariet\u00e0 che rispondano alle nuove forme di povert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sete del ricco, finalmente sete di chi ha capito, \u00e8 una sete che fin d&#8217;ora percepiamo se abbiamo il coraggio di ascoltarci dentro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ammonimento di Amos che condanna gli \u201cspensierati di Sion\u201d, cio\u00e8 i superficiali di tutti i tempi, ci aiuta a spalancare gli occhi e vedere i nuovi Lazzaro alla porta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine ci giunge un richiamo forte alla conversione: epulone rimpiange il fatto di avere vissuto con superficialit\u00e0 i tanti richiami che gli venivano fatti, ed invoca un miracolo per ammonire i suoi fratelli. Ma non gli sar\u00e0 dato alcun miracolo, alcun segno ulteriore: ha avuto sufficienti occasioni per capire. E per cambiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I profeti e la Parola del vangelo dimorano abbondanti in mezzo a noi, a noi di accoglierli!<\/p>\n<p>www.paolocurtaz.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventiseiesima domenica durante l&#8217;anno &#8211; Am 6,1.4-7\/ 1Tm 6,11-16\/ Lc 16,19-31 Lazzari ed epuloni Facciamoci due conti in tasca, cos\u00ec come mettiamo molto impegno nelle cose della terra, e nella gestione dei soldi, in particolare. Investiamo in ci\u00f2 che davvero pu\u00f2 colmare il nostro cuore, senza lasciarci riempire la testa dall\u2019ansia dell\u2019accumulo. 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