{"id":230986,"date":"2010-09-10T11:46:28","date_gmt":"2010-09-10T11:46:28","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=230986"},"modified":"2010-09-10T11:46:28","modified_gmt":"2010-09-10T11:46:28","slug":"commento-al-vangelo-del-12-settembre-2010-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=230986","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 12 settembre 2010 &#8211; Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" title=\"Curtaz\" src=\"http:\/\/img.youtube.com\/vi\/WYFzWZsjPLg\/0.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"360\" \/>Ventiquattresima domenica durante l&#8217;anno<br \/>\nEs 32,7-11.13-14\/ 1Tm 1,12-17\/ Lc 15,1-32<\/h3>\n<h3>Da dio a Dio<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatevi bene i conti in tasca, amici, Ges\u00f9 pretende di essere pi\u00f9 grande della pi\u00f9 grande e intensa gioia che umanamente siamo in grado di provare. Cos\u00ec, al discepolo che, ascoltando l\u2019immensa sete di infinto che pulsa nel cuore, e la nostalgia pungente del Tutto, Ges\u00f9 propone un cammino verso una scoperta inattesa: il vero volto di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[stream provider=youtube flv=http%3A\/\/www.youtube.com\/watch%3Fv%3DWYFzWZsjPLg%26feature%3Dyoutube_gdata img= embed=true share=true width=560 height=360 dock=true controlbar=over bandwidth=med autostart=false \/]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il nostro piccolo dio<\/strong><br \/>\nTutti abbiamo un\u2019idea di Dio, per credergli o per rifiutarlo. Tutti abbiamo una spontanea, inconscia, sorgiva idea di Dio, una specie di religiosit\u00e0 connaturale nel nostro imprinting. <br \/>\nUn\u2019idea di Dio in cui credere. O non credere.<br \/>\nMediamente, per\u00f2, l\u2019idea di Dio che abbiamo \u00e8 approssimativa, e neppure troppo simpatica. Dio esiste, certo, per carit\u00e0, \u00e8 anche potente, ma incomprensibile nelle sue discutibili scelte. <br \/>\nAndiamo, amici, siate onesti: non avete mai pensato di fronte all\u2019idiozia degli uomini, che voi avreste fatto meglio nel governare il mondo? Che Dio dovrebbe almeno fermare le guerre? Proteggere i deboli? Che quella madre di famiglia divorata dal cancro \u00e8 una clamorosa stupidaggine divina? Che, insomma, se Dio c\u2019\u00e8 perlomeno \u00e8 pigro o incomprensibile?<br \/>\nQuanta strada l\u2019uomo ha fatto per convertire il proprio cuore!<br \/>\nLa storia di Israele \u00e8 la scoperta del vero volto di Dio, della misericordia, il cuore stesso di Dio.<br \/>\nNella splendida pagina dell\u2019Esodo che abbiamo letto, Dio si accorge di essere stato troppo fiducioso nei confronti di questo popolo di schiavi, e decide di rinunciare e di ricominciare. Mos\u00e8 lo sfida e rifiuta di seguirlo: tra Dio e il popolo Mos\u00e8 sceglie il popolo. E Dio si stupisce a cambia idea. Gi\u00e0 il primo testamento intuisce ed elabora l\u2019inaudito: Dio si confronta con gli uomini, cambia idea, impara qualcosa dall\u2019esperienza.<br \/>\n(Lo so, sono concetti teologicamente inesatti e fragili, ma che provengono direttamente dalla Bibbia e rivelano la potenza del Dio di Israele.)<br \/>\nMa, alla fine del percorso di Israele, nonostante tutto, l\u2019uomo \u2013 ahim\u00e8 \u2013 ancora non capisce. <br \/>\nE Dio decide di venire a spiegarsi. Definitivamente.<br \/>\n<strong>Il Dio di Luca<\/strong><br \/>\nLuca, dei quattro evangelisti, \u00e8 quello che maggiormente ha dovuto fare un balzo dalla propria visione di Dio a quella di Ges\u00f9. <br \/>\nLui, greco di Antiochia, \u00e8 abituato ad una religiosit\u00e0 legata a d\u00e8i capricciosi e simili in tutto a noi uomini. Quale tuffo nel cuore deve avere provato quando ha sentito quel tale di Tarso parlare di Dio in maniera assolutamente innovativa! Dio, diceva Paolo, \u00e8 un Padre pieno di ogni tenerezza, lontano anni luce dalle nostre fobie e dai nostri timori.<br \/>\nLuca ha creduto al Dio di Paolo, ha ricevuto il Battesimo e si \u00e8 messo alla sequela del Maestro Ges\u00f9, l\u2019ebreo. Poi, dopo molti viaggi, dopo molta gioia, dopo una vita passata a informarsi, ci restituisce, in tre parabole che sono come tre perle preziose, la sintesi del volto di Dio.<br \/>\n<strong>Il Dio di Ges\u00f9<\/strong><br \/>\nDio \u00e8 misericordia dice Luca; Dio \u00e8 misericordia anticipa il suo maestro Paolo nella seconda lettura. La misericordia esprime l\u2019onnipotenza di Dio, l\u2019amore infinito, tenero ed adulto, carezzevole ed esigente, \u00e8 il volto di Dio.<br \/>\nMa allora perch\u00e9 continuiamo a pensare a Dio come a un vigile, un giudice, un severo preside? Perch\u00e9 ci ostiniamo a tenerlo ben lontano dalle nostre vite relegandolo nelle chiese e nei ritagli di tempo che dedichiamo alla religione? <br \/>\nLa nostra triste fede pensa alla vita in Cristo come ad un pegno da pagare all\u2019onnipotenza di Dio, non come ad un incontro di pienezza e di festa! Occorre convertirci alla tenerezza di Dio, occorre osare e pensare ci\u00f2 che Lui \u00e8 venuto a testimoniarci. <br \/>\nLe parabole ascoltate gettano una spallata definitiva alla nostra mediocre visione di Dio per spalancare la nostra fede alla dimensione del cuore di Dio. Convertirsi significa passare dalla nostra prospettiva a quella inaudita di Dio e questo significa fare come Lui. <br \/>\nNoi diciamo: \u201cTi amo perch\u00e9 sei amabile, te lo meriti, perch\u00e9 sei buono\u201d. <br \/>\nDio dice: \u201cTi amo con ostinazione e senza scoraggiarmi perch\u00e9 so che il mio amore ti render\u00e0 buono\u201d. <br \/>\nC&#8217;\u00e8 una bella differenza! In fondo in fondo costruiamo una vita di fede orientata intorno ai nostri meriti. Nessuno si merita l&#8217;amore di Dio. Il suo amore \u00e8 assolutamente gratuito, libero, pieno. Dio non ci ama perch\u00e9 siamo buoni, ma amandoci senza misura ci rende buoni, aprendoci alla speranza. La cura meticolosa con cui il pastore insegue la pecora lontana \u00e8 il segno di questo amore di Dio per chi sperimenta di essersi &#8220;perso&#8221;. <br \/>\n<strong>Felice colpa!<\/strong><br \/>\nL&#8217;esperienza del peccato, che \u00e8 questo &#8220;perdersi&#8221;, diventa occasione per un incontro pi\u00f9 duraturo e autentico con questo Dio che ci perseguita con il suo amore. <br \/>\nBen lontano dall\u2019avere una visione poetica o approssimativa del peccato, Luca sa che l\u2019esperienza di sofferenza interiore che \u00e8 il peccato, questo smarrimento, questa lontananza da Dio e da noi stessi, pu\u00f2 diventare un incontro che salva, che ci aiuta a ripartire con maggiore autenticit\u00e0 e coraggio. <br \/>\nLa nostra fede non si fonda sulle nostre capacit\u00e0, sulle nostre devozioni, sui nostri sforzi, ma sull\u2019ostinazione di Dio che ci cerca. <br \/>\nPrendere coscienza di questo significa aprirsi alla festa, partecipare, come la donna che ritrova la moneta perduta, alla festa che Dio fa per chi si lascia incontrare. <br \/>\nI giusti, quelli che si sentono a posto, col notes dei meriti completo, non potranno mai, purtroppo, sperimentare la gioia di essere caricati sulle spalle del Pastore. Come il figlio maggiore della parabola del Figliol Prodigo &#8220;non entrano&#8221; in questa prospettiva, in questa mentalit\u00e0. <br \/>\nChiusi nelle loro poche certezze, non possono allargare il cuore nella gioia del Padre. <br \/>\nQuando, finalmente, le nostre comunit\u00e0 capiranno il Vangelo della misericordia e, con semplicit\u00e0, lo faranno diventare metro di giudizio del loro agire, la Chiesa torner\u00e0 a diventare faro che illumina il cammino degli uomini. <br \/>\nChe il Dio della misericordia ci aiuti!<\/p>\n<p style=\"margin: 0pt; text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\">Paolo Curtaz<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventiquattresima domenica durante l&#8217;anno Es 32,7-11.13-14\/ 1Tm 1,12-17\/ Lc 15,1-32 Da dio a Dio Fatevi bene i conti in tasca, amici, Ges\u00f9 pretende di essere pi\u00f9 grande della pi\u00f9 grande e intensa gioia che umanamente siamo in grado di provare. 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