{"id":230967,"date":"2010-09-03T06:00:20","date_gmt":"2010-09-03T06:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=230967"},"modified":"2010-09-03T06:00:20","modified_gmt":"2010-09-03T06:00:20","slug":"commento-al-vangelo-del-5-settembre-2010-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=230967","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 5 settembre 2010 &#8211; Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<h3>Ventitreesima domenica durante l&#8217;anno<\/h3>\n<h3>Sap 9,13-18\/Fm 9,10.12-17\/Lc 14,25-33<\/h3>\n<p><strong>Di pi\u00f9<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019estate \u00e8 ormai in dirittura d\u2019arrivo: fra una settimana la stragrande maggioranza delle scuole riaprir\u00e0 e cos\u00ec le parrocchie col loro tran-tran di catechismi e gruppi. La Parola di questa estate ci ha accompagnato con forza: Ges\u00f9 ci ha prima chiesto chi \u00e8 lui per noi, per poi dirci come lui vorrebbe che fosse il discepolo.<\/p>\n<p>Una riflessione da brivido estivo.<\/p>\n<p>E oggi la Parola aggiunge un altro forte tassello alla riflessione.<\/p>\n<p>Davanti a tanta esigenza, qualcuno potrebbe pensare \u201cE chi ce la fa a fare il discepolo in questo modo? Meglio vivacchiare da buon cattolico semi praticante. E poi, chi pretende di essere Ges\u00f9?\u201d.<\/p>\n<p>La risposta, al solito, non si fa attendere.<\/p>\n<p style=\"margin: 0pt; text-align: center;\">[stream provider=youtube flv=http%3A\/\/www.youtube.com\/watch%3Fv%3DyTztWFVaRxg%26feature%3Dyoutube_gdata img=x:\/img.youtube.com\/vi\/yTztWFVaRxg\/0.jpg embed=true share=true width=560 height=360 dock=true controlbar=over bandwidth=med autostart=false \/]<\/p>\n<p><strong>Rintracciare le cose del cielo<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019autore del libro della Sapienza scrive una riflessione che non stonerebbe (anzi!) come editoriale in uno dei nostri autorevoli quotidiani nazionali. L\u2019autore scopre che \u201cI ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni (&#8230;) chi pu\u00f2 rintracciare le cose del cielo?\u201d, scopre che, nonostante tutto, non abbiano in noi la risposta di senso.<\/p>\n<p>Il nostro mondo, che ha fatto progressi incredibili nella scienza e nella conoscenza, stenta a crescere nella sapienza, non riesce a dare risposte alle domande di senso degli uomini.<\/p>\n<p>Il nostro \u00e8 un mondo tecnologico, organizzato, che anela a varcare gli spazi siderali, che conosce gran parte dei segreti dell\u2019energia, che riesce a migliorare continuamente il benessere degli abitanti del pianeta (almeno quelli dell\u2019emisfero Nord &#8230;), ma che non riesce a dare risposta al ragazzo che si rifugia nella droga, non riesce a contenere l\u2019odio che si scatena nella guerra, non scavalca l\u2019indifferenza e la solitudine che rinchiudono in gabbie di cemento le famiglie.<\/p>\n<p>L\u2019autore della Sapienza si d\u00e0 una risposta: l\u2019unica cosa essenziale \u00e8 cercare la sapienza, entrare dentro le cose, non accontentarsi, andare oltre l\u2019apparenza, riscoprire le profondit\u00e0 dell\u2019essere, l\u00e0 dove dimora Dio. La sapienza che non \u00e8 cultura o intelligenza, ma assaporare la realt\u00e0, scoprire, come ci dir\u00e0 Ges\u00f9, che siamo creati per amare e, amando, cambiare il mondo.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno del dono della Sapienza per sollevare il nostro sguardo in alto.<\/p>\n<p><strong>Per dove?<\/strong><\/p>\n<p>Dove si trova la felicit\u00e0?<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ha una risposta bruciante inebriante: io solo \u2013 dice \u2013 posso colmare ogni desiderio.<\/p>\n<p>Alla fine dell\u2019estate di riflessione, il Signore ci invita a farci due conti in tasca, per accorgerci che il nostro cuore ha bisogno di una pienezza che Dio solo pu\u00f2 donare. Ges\u00f9 non si propone come il fondatore di una filosofia o di una religione ma come l\u2019unico in grado di portarci a Dio e di vivere in pienezza.<\/p>\n<p>E Ges\u00f9 incalza e ci sfida: egli pretende di essere pi\u00f9 di ogni affetto, pi\u00f9 della gioia pi\u00f9 grande (l\u2019amore, la paternit\u00e0, la maternit\u00e0) che un uomo possa sperimentare.<\/p>\n<p>Amare lui di pi\u00f9 significa che egli \u00e8 in grado di farci pi\u00f9 della pi\u00f9 grande gioia che siamo in grado di vivere.<\/p>\n<p>Che presuntuoso questo Ges\u00f9! Davvero pu\u00f2 donare una gioia pi\u00f9 grande della pi\u00f9 grande gioia che riusciamo a sperimentare?<\/p>\n<p>Pu\u00f2.<\/p>\n<p>Fratelli e sorelle come noi, non esaltati, non \u201cstrani\u201d, non diversi, hanno scoperto questa cosa, ci testimoniano che s\u00ec, il Signore \u00e8 la pienezza della vita. E il cristianesimo ha scavalcato duemila anni di storia e di mediocrit\u00e0 dei propri fedeli perch\u00e9 (pochi) uomini e donne divorati dall\u2019incontro con Cristo lo hanno reso credibile.<\/p>\n<p>S\u00ec: \u00e8 possibile incontrare il Cristo.<\/p>\n<p>Interiormente, nella preghiera, nel volto del fratello, per attimi.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 possibile, nonostante i nostri evidenti limiti.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 passione infinita, dono totale, pienezza, inquietudine.<\/p>\n<p>Egli \u00e8.<\/p>\n<p>Facciamoci bene i conti in tasca, allora, cercatori di Dio, calcoliamo attentamente su cosa stiamo investendo, cosa ci stimola e ci inquieta, ci distrae e ci smuove. La proposta del Signore \u00e8 sconcertante e affascinante e se, dopo duemila anni, milioni di persone oggi la ascolteranno, significa che forse \u00e8 vero: solo Dio pu\u00f2 colmare la nostra inquietudine, lui solo riempire il desiderio di infinito che abita in ciascuno di noi.<\/p>\n<p><strong>Cambiamenti<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo la nostra vita, da ora, cambia di prospettiva.<\/p>\n<p>Mettere la ricerca del tutto, la ricerca di Dio al centro della nostra vita, ci fa divenire persone nuove.<\/p>\n<p>Ne sa qualcosa Filemone, simpatico cristiano delle origini, cui Paolo indirizza un biglietto di accompagnamento rimandandogli uno schiavo che si era rifugiato presso l\u2019apostolo.<\/p>\n<p>Paolo invita Filemone ad uscire dalla logica di questo mondo, padrone-schiavo, per entrare nella logica del Regno, fratello-fratello. Paolo non lo sa, ma in questo piccolo biglietto pianta il seme che diventer\u00e0 l\u2019albero dell\u2019abolizione della schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>Il Cristo che mantiene ci\u00f2 che promette, ci conceda, veramente, di avere il coraggio di lasciare le nostre piccole certezze per affrontare con decisione l&#8217;avventura della sua sequela.<\/p>\n<p><strong>Inizi<\/strong><\/p>\n<p>Ecco cosa faremo durante l\u2019anno pastorale appena iniziato: cercheremo Dio.<\/p>\n<p>Non quello piccino delle nostre paure, dei nostri deliri, delle nostre ossessioni.<\/p>\n<p>Quello magnifico del Signore Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 grande della pi\u00f9 grande gioia che siamo in grado di vivere.<\/p>\n<p style=\"margin: 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0pt; text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\">Paolo Curtaz<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventitreesima domenica durante l&#8217;anno Sap 9,13-18\/Fm 9,10.12-17\/Lc 14,25-33 Di pi\u00f9 L\u2019estate \u00e8 ormai in dirittura d\u2019arrivo: fra una settimana la stragrande maggioranza delle scuole riaprir\u00e0 e cos\u00ec le parrocchie col loro tran-tran di catechismi e gruppi. 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