{"id":230944,"date":"2010-08-25T06:00:48","date_gmt":"2010-08-25T06:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=230944"},"modified":"2010-08-25T06:00:48","modified_gmt":"2010-08-25T06:00:48","slug":"commento-al-vangelo-del-29-agosto-2010-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=230944","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 29 agosto 2010 &#8211; Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<p><strong>XXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)<br \/>\n Sir 3,17-18.20.28-29 \/ Sal 67 \/  Eb 12,18-19.22-24 \/ Lc 14,1.7-14<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La porta stretta di cui parlava Ges\u00f9  domenica scorsa viene oggi descritta con una serie di esempi ironici ed  esigenti, nati dall&#8217;osservazione dei vizi di sempre. Non \u00e8 facile mettere in sintonia la propria fede col proprio  comportamento e se \u00e8 vero, come dico spesso, che la fede non si riduce  all&#8217;osservanza di un codice di comportamento, \u00e8 altres\u00ec vero che se  incontro davvero il Cristo la mia vita si orienta, cambia, evolve.<br \/>\n Tutti si accorgono se il proprio collega si \u00e8 innamorato, i suoi gesti  cambiano!<br \/>\n Siamo chiamati, ancora una volta, a vivere da salvati, senza mettere il  comportamento come metro di giudizio, ma attingendo continuamente alla  verit\u00e0 del vangelo per purificare il nostro cuore e i nostri  atteggiamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[stream provider=youtube flv=http%3A\/\/www.youtube.com\/watch%3Fv%3Dmhl89jsWpmo%26feature%3Dyoutube_gdata img=x:\/img.youtube.com\/vi\/mhl89jsWpmo\/0.jpg embed=true share=true width=560 height=360 dock=true controlbar=over bandwidth=med autostart=false \/]<strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Star<\/strong><br \/>\n Ges\u00f9 annota il vizio diffuso tra alcuni suoi contemporanei, personaggi  influenti della politica e della classe sacerdotale, di mettersi in  mostra, di amare una visibilit\u00e0 eccessiva, di anelare al protagonismo a  tutti i costi.<br \/>\n Certo, la visibilit\u00e0, per le persone che rivestono un determinato ruolo,  \u00e8 inevitabile; ci\u00f2 che Ges\u00f9 ridicolizza \u00e8 l&#8217;atteggiamento spocchioso di  chi pensa di essere importante, di chi usa come metro di giudizio  l&#8217;apparire senza l&#8217;essere.<br \/>\n La mente, ahim\u00e8, corre alla crisi di astinenza di visibilit\u00e0 che  travolge la nostra societ\u00e0 massificata. Veline e grandi fratelli sono il  termometro dell&#8217;inquietante fenomeno dell&#8217;assenza di visibilit\u00e0 delle  persone, del bisogno parossistico di esserci, di mostrarsi, di contare  qualcosa in questo mondo di superuomini e superdonne.<br \/>\n Lo vedo, negli occhi dei miei adolescenti, il terrore di non essere  riconosciuti, di non esistere, in questo strampalato mondo di adulti in  cui conta solo ci\u00f2 che si vede, ci\u00f2 che appare. Allora, davanti alle  telecamere, finiamo con l&#8217;essere tutti identici, tutti simili a ci\u00f2 che  pensiamo possa piacere, e il delirio dei &#8220;reality show&#8221; fa diventare  gigantesca e dannosa psicanalisi collettiva, sottoposta al giudizio del  pubblico, la dimensione della fragilit\u00e0 che abita ciascuno di noi.<br \/>\n Quest&#8217;estate, steso a scaldarmi le ossa in una spiaggia italiana, sono  rimasto (ingenuamente) turbato dalla pila di riviste scandalistiche a  disposizione sul tavolino del gestore. Mentre sfogliavo alcune pagine di  un romanzo (Amos Oz come libro da spiaggia si \u00e8 rivelato leggermente  impegnativo), pensavo a tutte le persone che incontro, alle loro  tragedie, i loro desideri, alla profondit\u00e0 delle relazioni che intesso e  sentivo una distonia totale con la pessima abitudine di semplificare,  sbattere in prima pagina, commentare, giudicare.<\/p>\n<p> <strong>Moralismi<\/strong><br \/>\n Sei quel che appari, vali se ti si nota, sopravvivi se finisci in  qualche metro di pellicola come comparsa di uno dei talk show di  successo.<br \/>\n Il dramma \u00e8 che qualcuno ci crede, che pensa che sia quella la strada,  che l&#8217;origine della propria insoddisfazione consiste nell&#8217;invisibilit\u00e0.  Peggio: il mondo senza Dio si scopre esigente, moralista, spietato nei  giudizi, intransigente (con gli altri).<br \/>\n Aiuto!<\/p>\n<p> <strong>Vai dentro<\/strong><br \/>\n Ma, grazie a Dio, Ges\u00f9 ci dona un messaggio opposto: non hai bisogno di  mostrarti, di apparire, tu vali. L&#8217;autostima che nasce nel tuo cuore non  \u00e8 misurata dalle tue abilit\u00e0, no, ma dal fatto che sei pensato, voluto e  amato dal tuo Dio.<br \/>\n Tu vali, questo \u00e8 il messaggio della Scrittura, sei prezioso agli occhi  di Dio.<br \/>\n Non importa il tuo limite, n\u00e9 la misura della tua paura. Non importa  cosa gli altri pensano di te: tu vali, sei prezioso agli occhi di Dio.  Perci\u00f2 non hai necessit\u00e0 di ostentare, di cercare ossessivamente una  visibilit\u00e0 che il mondo ti nega o riserva a pochissimi eletti. Tu vali,  anche se non vincerai mai nessuna medaglia d&#8217;oro e la tua piccola vita  si perder\u00e0 nei ricordi di una generazione.<br \/>\n Tu vali, non svendere la tua dignit\u00e0, coltiva il dentro e se coltivi il  fuori, e coltivalo, che sia sempre e solo trasparenza del dentro.<br \/>\n I tuoi limiti? Un recinto che delimita lo spazio in cui realizzarti.<br \/>\n I tuoi peccati? Esperienza della finitudine e della libert\u00e0 ancora da  purificare, da accogliere da adulto e da mettere nelle mani di Dio.<br \/>\n Non hai bisogno di metterti ai primi posti: solo Dio conosce il tuo  cuore, lo conosce pi\u00f9 di quanto tu lo conosca, non lasciarti travolgere  dai falsi profeti del nostro tempo.<\/p>\n<p> <strong>Umilt\u00e0<\/strong><br \/>\n Umilt\u00e0, dunque.<br \/>\n Coltiviamo la virt\u00f9 della modestia e dell&#8217;umilt\u00e0, virt\u00f9 preziosa agli  occhi degli uomini, che ci spiana la strada per incontrare Dio.<br \/>\n Umilt\u00e0: difficile equilibrio fra la conoscenza del proprio limite e la  grandezza delle cose che Dio opera in noi.<br \/>\n La persona che sostiene di non valere niente, di essere ignobile e  disprezzabile, commette un grave peccato di fronte a Dio, non \u00e8 umile,  ma depresso!<br \/>\n La persona che nasconde le proprie fragilit\u00e0 dietro l&#8217;ipocrisia di  un&#8217;immagine di s\u00e9 eccessiva e distorta, costruisce la sua autostima su  fragilissime basi.<br \/>\n Il discepolo che ha conosciuto la misura dell&#8217;amore di Dio, invece,  accoglie con gioia le proprie capacit\u00e0, le mette a servizio del Regno,  loda il Signore per i tanti doni che gratificano la sua vita e che ha  imparato a riconoscere. Conosce anche la misura della propria fragilit\u00e0,  e non se ne preoccupa, ma la affida al Signore con immensa tenerezza,  sapendo che nella propria fragilit\u00e0 si manifesta pienamente la gloria di  Dio.<br \/>\n Uomini e donne luminosi.<br \/>\n Cos\u00ec facendo, credetemi, la nostra vita si trasfigura. Anche le  inevitabili difficolt\u00e0 della vita finiscono col diventare occasione di  crescita, se affrontate con senso della misura e del relativo. Solo Dio  conta, solo la presenza del Maestro resta il centro della nostra vita. A questo punto, vi interessa davvero prendere i primi posti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo Curtaz<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) Sir 3,17-18.20.28-29 \/ Sal 67 \/ Eb 12,18-19.22-24 \/ Lc 14,1.7-14 La porta stretta di cui parlava Ges\u00f9 domenica scorsa viene oggi descritta con una serie di esempi ironici ed esigenti, nati dall&#8217;osservazione dei vizi di sempre. 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