{"id":230791,"date":"2010-06-11T19:08:44","date_gmt":"2010-06-11T19:08:44","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=230791"},"modified":"2010-06-11T19:08:44","modified_gmt":"2010-06-11T19:08:44","slug":"commento-al-vangelo-del-13-giugno-2010-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=230791","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 13 giugno 2010 &#8211; Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<h3>Vangelo: Lc 7,36-8,3 (forma breve: Lc 7,36-50)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simone il fariseo pensava di avere fatto un gesto nobile nell&#8217;invitare il discusso Rabb\u00ec di Nazareth alla sua mensa. Non lo vedeva con disprezzo, come facevano molti del suo movimento, anzi. Era davvero incuriosito dalla predicazione di questo falegname del Nord scopertosi Profeta.Dopo i convenevoli tutti si erano distesi ai bordi della stuoia che fungeva da tavola, colma di ogni ben di Dio. Era normale, in occasione dei banchetti, lasciare le porte di casa aperte, affinch\u00e9 i passanti potessero entrare ed ammirare la suntuosa ospitalit\u00e0 del padrone di casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p>\n Ma quando Simone e gli altri invitati vedono entrare &#8220;quella&#8221;, di colpo tutti tacciono.<br \/>\n L&#8217;imbarazzo cresce, la donna si avvicina a Ges\u00f9, si inginocchia e scoppia a piangere bagnandogli i piedi. Scioglie i capelli, gesto ambiguo, gesto di seduzione, sufficiente in una coppia per chiedere il divorzio, e asciuga i piedi di Ges\u00f9.<br \/>\n L&#8217;imbarazzo, ora, \u00e8 stratosferico.<br \/>\n In cuor suo Simone tenta di difendere Ges\u00f9. Non pu\u00f2 essere un Profeta, altrimenti saprebbe che razza di donna \u00e8 questa e non si lascerebbe toccare, per non contrarre l&#8217;impurit\u00e0 rituale.<br \/>\n Ges\u00f9 sorride: ha di fronte a s\u00e9 due prostitute.<br \/>\n La donna e il fariseo.<br \/>\n <strong>Meretrici<br \/>\n <\/strong>La donna \u00e8 una prostituta, \u00e8 &#8220;quella&#8221;, una segnata, una peccatrice, una dannata. Non importa perch\u00e9 \u00e8 arrivata fino a quel punto di abiezione, non importa al perbenismo ipocrita la ragione di una scelta dolorosa, \u00e8 condannata da sempre e per sempre. In nome della religione e della moralit\u00e0 che erge i muri per non mettersi in discussione, questa donna \u00e8 il suo ruolo, il suo mestiere. Nessuna comprensione, nessuna possibilit\u00e0, solo disprezzo, anche quando viene desiderata e usata.<br \/>\n Piange, ora. Piange senza disperazione, piange sentendosi amata da un uomo vero, sentendosi capita e accolta da Dio.<br \/>\n Senza giudizio, senza peso, senza ambiguit\u00e0.<br \/>\n Piange tutto il suo dolore, tutta la sua tenebra, tutta la sua rabbia. La bambina che c&#8217;\u00e8 in lei scopre il volto dell&#8217;assoluta misericordia.<br \/>\n Simone \u00e8 una prostituta. Si vende a Dio, e si vende bene. Conosce bene la religione, vive fino in fondo i precetti di Israele, non come il popolino ignorante che si danna perch\u00e9 non conosce la Legge. Paga la decima anche sulla ruta e sulla menta, prega con fervore, studia la Torah giorno e notte. \u00c8 in una posizione di privilegio nella classifica dei meriti. \u00c8 devoto, ma freddo.<br \/>\n Pu\u00f2 permettersi di giudicare &#8211; la legge \u00e8 dalla sua parte &#8211; pu\u00f2 mantenere le distanze.<br \/>\n Ges\u00f9 converte entrambi.<br \/>\n <strong>Maestro<br \/>\n <\/strong>Alla donna insegna che il metro di giudizio di Dio \u00e8 l&#8217;amore e il perdono. La donna ha amato, tanto, male, facendosi del male, ma ha amato. A Dio basta, lui, che \u00e8 l&#8217;Amore, riconosce l&#8217;amore anche quando \u00e8 fatto a pezzi e fragile e disperato. Per Dio basta questo, salta ogni logica &#8211; religiosa, morale, perbenista &#8211; e va dritto all&#8217;essenziale: guarda al dentro, al desiderio, al dolore, alla verit\u00e0. Quell&#8217;amore \u00e8 l&#8217;origine del perdono, il perdono che Dio d\u00e0, sempre gratis, sempre senza condizioni, smuove l&#8217;amore.<br \/>\n A Simone, con delicatezza, senza rabbia, Ges\u00f9 pone un caso da risolvere, quello dei due debitori, uno debitore di qualche euro, l&#8217;altro di qualche centinaia di migliaia di euro, che si vedono inaspettatamente condonati ogni pendenza. Chi sar\u00e0 pi\u00f9 contento? Simone ragione, riflette, giudica bene: sta imparando il punto di vista di Dio. \u00c8 chiamato, il fariseo, a mettersi nei panni del debitore.<br \/>\n Un altro evangelista ci dice che Simone \u00e8 stato lebbroso: ragione in pi\u00f9, lui che ha sperimentato la solitudine e l&#8217;emarginazione, per annullare la distanza che crea la lebbra del giudizio.<br \/>\n A Dio non importa la devozione se non \u00e8 sorretta dalla passione, non cerca giusti ma figli, a lui non importa (a noi s\u00ec: molto!) la nostra immagine spirituale. Vuole dai suoi discepoli verit\u00e0, passione, forza, anche a costo di sbagliare.<br \/>\n <strong>Il re<br \/>\n <\/strong>Cos\u00ec Davide sperimenta la compassione di Dio che lo stana dalla falsa immagine in cui si \u00e8 rifugiato. Davide, potente, realizzato, sazio, annoiato cerca di salvarsi la faccia dopo avere avuto una relazione con Bersabea, che ora aspetta un figlio da lui. Invece di ammettere il proprio errore e assumersi le proprie responsabilit\u00e0 si inventa una tragica commedia in cui, alla fine, Davide diventer\u00e0 assassino di Uria, marito di Bersabea. Per salvarsi la faccia Davide l&#8217;ha persa di fronte al popolo.<br \/>\n Ma Natan, profeta scomodo, lo mette di fronte alle proprie responsabilit\u00e0.<br \/>\n Davide prende coscienza del proprio limite.<br \/>\n E, riconoscendolo, diventa grande, il pi\u00f9 grande. Dio preferisce chi sbaglia per troppa passione a chi non sbaglia per troppa tiepidezza. Chi \u00e8 tiepido, lo sappiamo, \u00e8 vomitato.<br \/>\n <strong>Il fariseo<br \/>\n <\/strong>Paolo, grande fariseo, era un assassino in nome di Dio. Poi Dio l&#8217;ha gettato in terra.<br \/>\n Ora, scrivendo ai Galati, riflette sulla sua precedente esperienza di fede: non \u00e8 la legge che salva, non la norma, non il comandamento che posso osservare non per sovrabbondanza di passione, ma per scrupolo e per compiacimento. Da zelante osservante della legge Paolo riconosce di essere diventato un assassino, pensando cos\u00ec di compiacere Dio. No, la legge non serve a nulla, \u00e8 l&#8217;amore che salva.<br \/>\n <strong>Allora<\/strong><br \/>\n Tutti siamo prostitute.<br \/>\n Ci vendiamo per un complimento, per coltivare il nostro ego (anche spirituale), per avere un ruolo sociale ed ecclesiale riconosciuto ed apprezzato, per essere, se non migliori, almeno non inferiori agli altri, disposti, come Davide, a tradire un&#8217;amicizia sincera pur di non ammettere i nostri errori.<br \/>\n Tutti siamo perdonati e amati.<br \/>\n La donna e Simone e Davide e Paolo e tu, amico lettore.<br \/>\n Amati e perdonati da Dio, redenti e salvati, figli e uomini, discepoli e cercatori di Dio.<br \/>\n Tutti, se vogliamo, possiamo costruire la Chiesa, il sogno di Dio, comunit\u00e0 di persone che hanno sperimentato nella propria vita la tenerezza del Padre e, perci\u00f2, diventano capaci di perdono e di misericordia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\">Paolo Curtaz<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vangelo: Lc 7,36-8,3 (forma breve: Lc 7,36-50) Simone il fariseo pensava di avere fatto un gesto nobile nell&#8217;invitare il discusso Rabb\u00ec di Nazareth alla sua mensa. 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