{"id":229312,"date":"2009-12-23T08:24:54","date_gmt":"2009-12-23T08:24:54","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=229312"},"modified":"2026-07-03T12:13:27","modified_gmt":"2026-07-03T12:13:27","slug":"commento-al-vangelo-della-notte-di-natale-2009-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=229312","title":{"rendered":"Commento al Vangelo della Notte di Natale 2009 &#8211; Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.silvioottanelli.it\/blogme\/wp-content\/uploads\/Carl-Heinrich-Bloch-xx-Shepherds-Abiding-in-the-Fields-xx-Public-collection.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1604\" title=\"Annuncio\" src=\"http:\/\/www.silvioottanelli.it\/blogme\/wp-content\/uploads\/Carl-Heinrich-Bloch-xx-Shepherds-Abiding-in-the-Fields-xx-Public-collection-277x300.jpg\" alt=\"Annuncio\" width=\"277\" height=\"300\" \/><\/a>Notte: Is 9,1-3.5-6; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ecco Dio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Miagola, pigola, vagisce con una flebile voce, come fanno i cuccioli d\u2019uomo appena nati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli occhi socchiusi, le minuscole mani serrate a pugno, appoggia il viso grinzoso all\u2019acerbo seno della madre. Per un istante spalanca gli occhi, come ad essere rassicurato, poi ripiomba nel sonno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La madre, inesperta, attinge il dito mignolo in una tazza di coccio e glielo appoggia sulle piccola labbra che si dischiudono e si bagnano del latte di capra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria gli aggiusta la coperta di lana che protegge il corpo nudo del neonato dal freddo del deserto che lambisce le case di Betlemme. Sorride, pensando a quando, poche ore prima, la levatrice lo aveva rudemente pulito dalla placenta e dal sangue, incurante delle urla di protesta del piccolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorride, Maria, e guarda Giuseppe, seduto sulla paglia, esausto dal lungo viaggio e dalle emozioni delle ultime ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Anch\u2019io taccio, in un angolo della stalla, senza fare rumore, sospeso fra la commozione e la stanchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco Dio, dunque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ecco Dio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo tutti spiazzati, ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco com\u2019\u00e8 veramente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che ha a che vedere, questo neonato, con l\u2019idea che siamo fatti di Lui? Che c\u2019entra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardo lungamente, ora anche Maria appoggia il capo alla parete di pietra, cercando un improbabile sonno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco Dio: enorme inerme, possente fragile, debole per scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suscita tenerezza, viene voglia di prenderlo in mano di accarezzarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ecco l\u2019uomo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria ha creduto nelle parole del principe degli angeli, ha messo la sua vita nelle mani di Dio. E ora \u00e8 l\u00ec, con il mistero dell\u2019Universo che stringe a s\u00e9. Frastornata e meditabonda, con il suo cuore, immenso cuore di discepola, altalenante fra il gioire dell\u2019essere diventata madre e lo stupirsi nel tenere Dio appeso al suo collo. Prima fra i folli di Dio, prima fra i credenti, prima fra le donne, benedette figlie di Eva che di Dio condividono il generare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe siede stanco. Anche lui ha detto s\u00ec, ma il suo \u00e8 stato sofferto, faticoso, strappato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi sogni ora sono il sogno di Dio, non ha pi\u00f9 futuro, n\u00e9 spazio, n\u00e9 ambizione, n\u00e9 comprensibile orgoglio di padre. Il Padre lo ha reso padre, lui, ora dovr\u00e0 accudire Dio e la sua madre, proteggerli e lasciarli crescere, loro cos\u00ec abitati dal Mistero, lui cos\u00ec consapevole che la vita non si misura dai risultati ma dalla fedelt\u00e0 agli eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle colline intorno a Betlemme, i pastori, i bastardi di Dio, i perdenti, gli zingari, gli arraffatori, gli uomini senza dignit\u00e0, senza futuro, senza speranza, bestemmiano in cuor loro la sorte, ricacciando il dolore che sale a soffocare la gola e a riempire gli occhi di lacrime. Fine di un giorno uguale come i precedenti, uguale come i futuri, senza scampo, senza tregua, senza luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E un angelo appare loro. Per voi, dice. Una mangiatoia, dice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E vanno. E trovano Dio che abita una mangiatoia, come se fosse un trono, a capiscono che anche una mangiatoia che odora di sterco di pecora pu\u00f2 diventare il trono del Dio degli sconfitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A est, lontano, un gruppo di curiosi accampati discutono, alzando il prezzo della scommessa: chi sostiene che il segno nel cielo indica la nascita di un re, altri dicono che, invece, prospetta una catastrofe, altri ancora che non significa nulla. E scherzano e ridono, mentre i servi portano la carne cotta al fuoco. Andranno a dormire presto, domani ripartiranno verso la Giudea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sazi di denaro, sazi di cultura, sazi di beni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ancora curiosi, ancora si interrogano e cercano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Gerusalemme i Sommi Sacerdoti commentano la giornata, pianificano il futuro del nuovo, splendido tempio. Alla fine si congedano, pregano, invocano al venuta del Messia. Qualcuno sorride: ci mancherebbe la venuta del Messia, ora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erode caccia la concubina dal suo letto, stenta a prendere sonno. Si affaccia sulla terrazza del palazzo che domina la sua citt\u00e0. No, la folla non lo ama, nonostante tutto, pazienza: se non sar\u00e0 ricordato per la sua gloria, sar\u00e0 ricordato per il suo odio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Noi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco Dio, mi ripeto nella penombra della chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio non si \u00e8 ancora stancato di noi, se chiede di nascere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prego, ora, affidando tutti, e tutti non riescono a stare nella mia povera preghiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso a chi soffre, questa notte, perch\u00e9 nessun angelo gli ha ancora detto che Dio nasce proprio per lui. Prego per i tanti, migliaia, che ho incontrato in questo anno cos\u00ec doloroso e intenso per me, e a come Dio sia stupefacente nel disegnare nuove strade per chi si affida a Lui. Penso alla nostra Italia cos\u00ec litigiosa, cos\u00ec affaticata e delusa, che non ha pi\u00f9 speranza, che pensa di essere davvero mediocre come appare, e chiedo al Signore un regalo: di ricordarci da dove proveniamo e verso chi andiamo, tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedo il bambino, nella penombra della chiesa. E mi dico in che cavolo di guaio mi sono messo, seguendo un Dio che, invece di risolvermi i problemi, me ne crea a bizzeffe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei stringerlo fra le mie braccia, riempirlo di baci questo Dio, dire che lo amo, proprio perch\u00e9 cos\u00ec imprevedibile, perch\u00e9 cos\u00ec misteriosamente incontrabile e banale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apro un libretto di canti del banco e trovo un\u2019immaginetta: contiene una preghiera di uno dei pi\u00f9 feroci atei del secolo scorso, maestro del dubbio e della noia: Sartre.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria guarda Ges\u00f9 e pensa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">questo Dio \u00e8 mio figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 Dio. E mi assomiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Dio bambino che si pu\u00f2 prendere fra le braccia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E coprire di baci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Dio caldo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che sorride e respira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Dio che si pu\u00f2 toccare e che respira,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">un Dio che si pu\u00f2 toccare e ride.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in uno di questi momenti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che dipingerei Maria,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">se fossi pittore.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buon Natale, cercatori di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciatevi trovare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\" target=\"_blank\">Paolo Curtaz <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Notte: Is 9,1-3.5-6; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14 Ecco Dio Miagola, pigola, vagisce con una flebile voce, come fanno i cuccioli d\u2019uomo appena nati. 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