{"id":229092,"date":"2009-11-16T13:16:59","date_gmt":"2009-11-16T13:16:59","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=229092"},"modified":"2009-11-16T13:16:59","modified_gmt":"2009-11-16T13:16:59","slug":"commento-al-vangelo-del-22-novembre-2009-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=229092","title":{"rendered":"Commento al Vangelo del 22 novembre 2009 &#8211; Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<p>Trentaquattresima domenica durante l&#8217;anno &#8211; Dn 7,13-14\/Ap 1,5-8\/ Gv 18,33-37<\/p>\n<p><strong>Che razza di re!<\/strong><\/p>\n<p>Una non festa conclude il nostro anno liturgico, una festa all\u2019apparenza solenne, che parla di re, che parla di trionfi, che rispolvera \u2013 forse \u2013 antichi fasti di una chiesa militante in perenne scontro col potere mondano, potere talora segretamente desiderato, talora contrastato, che immagina, forse ingenuamente, una vittoria definitiva di Cristo pi\u00f9 ambita che realizzata.<\/p>\n<p>Una festa che richiama un\u2019improbabile sovranit\u00e0 di Cristo, un happy end di cui abbiamo fortemente bisogno per guardare all\u2019anno appena trascorso e rilanciare l\u2019anno che sta per iniziare.<\/p>\n<p>Ma a leggere il vangelo si resta spiazzati, al solito.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p><strong>Poteri<\/strong><\/p>\n<p>Due poteri sono a confronto: quello di Roma imperiale e del suo rappresentante, il procuratore Ponzio Pilato e quello meschino e risibile del falegname di Nazareth che si \u00e8 preso per Dio.<\/p>\n<p>L\u2019immenso Giovanni nel capolavoro del dialogo fra Ges\u00f9 e Pilato mette in scena una vera e propria rappresentazione teatrale: Pilato si crede forte, pensa di avere tra le mani questo fantoccio, disprezza lui e tutti gli ebrei che lo costringono ad usare il pugno di ferro e che, ci narra la storia, diverranno la pietra d\u2019inciampo nella sua carriera verso il Senato.<\/p>\n<p>Si diverte, Pilato, a prendere in giro questo misero falegname che ha perso anche l\u2019appoggio dei suoi superiori religiosi. Scherza, irride, gli propone un dialogo all\u2019apparenza giusto, finge giustizia ed equit\u00e0.<\/p>\n<p>Il potere spesso diventa farsa e burla, difende solo se stesso e si contrappone a chi lo ostacola.<\/p>\n<p>I sadducei e i sacerdoti del tempio devono chiedere permesso all\u2019odiato Pilato che detiene lo ius gladii, il diritto di morte per sbarazzarsi dell\u2019ingombrante Nazareno.<\/p>\n<p>Il Sinedrio vuole uccidere Ges\u00f9 ma non pu\u00f2.<\/p>\n<p>Pilato vuole salvare Ges\u00f9 per umiliare il Sinedrio ma non pu\u00f2.<\/p>\n<p>Entrambi faranno ci\u00f2 che non vogliono. Il compromesso, la paura, il calcolo li fanno diventare burattini delle loro ambizioni<\/p>\n<p>Pilato, durante tutto il colloquio, pone solo domande. Non si interroga: interroga.<\/p>\n<p>E non ascolta le risposte.<\/p>\n<p><strong>Tu lo dici<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/gesu-davanti-a-pilato.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7921\" title=\"gesu-davanti-a-pilato\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/gesu-davanti-a-pilato-300x248.jpg\" alt=\"gesu-davanti-a-pilato\" width=\"300\" height=\"248\" \/><\/a>\u201cSei re?\u201d \u2013 \u201cTu lo dici\u201d risponde Ges\u00f9 a Pilato.<\/p>\n<p>\u201cSei il Figlio di Dio Altissimo?\u201d \u2013 \u201cTu lo dici\u201d risponde altrove Ges\u00f9 al Sommo Sacerdote.<\/p>\n<p>\u201cTu lo dici\u201d: siamo liberi di credere o no, Dio non si impone, mai.<\/p>\n<p>Anzi, l\u2019apparenza inganna: questo uomo sconfitto non assomiglia in alcun modo ad un re, men che meno ad un Dio. Sar\u00e0 sempre cos\u00ec: il nostro Dio si nasconde, ci lascia liberi, smuove le nostre coscienze, chiede a noi di schierarci, ci costringe alla scelta.<\/p>\n<p>Il potere che Ges\u00f9 viene ad esercitare \u00e8 il potere a servizio della verit\u00e0. Che non nutre se stesso, che non si autocelebra, che fugge la gloria e l\u2019apparenza.<\/p>\n<p><strong>Domande birichine<\/strong><\/p>\n<p>Che razza di re ci \u00e8 capitato, amici, un re da burla che entra a Gerusalemme cavalcando un asinello e non un cavallo bianco, un re oltraggiato e preso in giro da annoiati soldati romani, un re che suscita la compassione e il disprezzo dell\u2019irrequieto governatore Pilato. Che razza di re, senza armate, senza potere, senza rabbia, senza delirio di onnipotenza. E subito il nostro entusiasmo si smorza, subito i nostri segreti sogni di una eclatante vittoria del bene sul male si ridimensionano. No, non andr\u00e0 cos\u00ec, non va cos\u00ec n\u00e9 ora n\u00e9 mai. Dio ha scelto di stare dalla parte degli sconfitti, dei dimenticati, re \u2013 certo \u2013 ma dei perdenti e re senza riscatto, re senza trionfi, re senza improbabili finali da commedia americana.<\/p>\n<p>Un re nudo, appeso ad una croce, crudele trono, cinto da una corona di spine, un re talmente sconvolto da avere necessit\u00e0 di un cartello che lo identifichi, che lo renda riconoscibile almeno alle persone che l\u2019hanno amato.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la non festa che celebriamo, che abbandona i trionfalismi per lasciare spazio alla meditazione, allo stupore. Questo \u00e8 il vostro re, discepoli del Nazareno.<\/p>\n<p>Lo volete davvero un Dio cos\u00ec? Un Dio che rischia, un Dio che \u2013 per amore \u2013 accetta di farsi spazzare via dall\u2019odio e dalla violenza? Lo volete davvero un Dio che rischia tutto, anche di essere per sempre dimenticato, pur di mostrare il suo volto? Un Dio che accetta di restare nudo, cio\u00e8 leggibile, incontrabile, osteso, palese, evidente perch\u00e9 ogni uomo la smetta di costruirsi improbabili devozioni, scure visioni di Dio? Questo \u00e8 il nostro Dio, un Dio amante, un Dio ferito, un Dio che fa dell\u2019amore l\u2019unica misura, l\u2019ultima ragione, la sola speranza.<\/p>\n<p><strong>Discepoli del non re<\/strong><\/p>\n<p>Se discepoli di questo Dio, facciamo bene a guardare spesso a quella croce segno universale d\u2019amore, non partigiano e settario segno di appartenenza religiosa, ma misura dell\u2019amore, modello del dono. Se discepoli di questo re, non potremo sopportare nei nostri atteggiamenti ombre di dominio, stonature, fratture nei nostri rapporti.<\/p>\n<p>Se discepoli il potere, nella chiesa, tra noi, con i fratelli uomini, sar\u00e0 sempre e solo servizio e l\u2019ultimo giudizio, nella morale, nella prassi del nostro essere cristiani, sar\u00e0 sempre e solo l\u2019amore. Se discepoli sappiamo che la Storia finir\u00e0 bene, finir\u00e0 in luce, finir\u00e0 nelle braccia del Maestro e questa Storia la vogliamo leggere e costruire nelle pieghe delle nostre piccole infinite storie, la vogliamo prendere come metro di giudizio delle cose e delle persone. Se discepoli abbiamo fiducia perch\u00e9 abbiamo sperimentato sulla nostra pelle la misura colma del suo amore devastante e rigenerante, fecondo e pieno di luce. Se discepoli siamo chiamati a costruire succursali del Regno, luoghi in cui la diversit\u00e0 \u00e8 ricchezza e l\u2019amore l\u2019unica legge. L\u2019amore l\u2019unica legge, amici. Senza ingenuit\u00e0, senza sconti, senza paure, l\u2019amore diventa la misura del nostro essere, metro delle nostre scelte pastorali, scelte del nostro irrequieto vivere.<\/p>\n<p>Chiuso l\u2019anno, grazie fratello Marco, discepolo di Pietro, per le belle cose che ci hai fatto vivere, per il volto semplice e immediato di Ges\u00f9 sperimentato dal rude pescatore di Cafarnao.<\/p>\n<p>Da domenica prossima incontreremo Luca, lo scriba della mansuetudine di Cristo.<br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trentaquattresima domenica durante l&#8217;anno &#8211; Dn 7,13-14\/Ap 1,5-8\/ Gv 18,33-37 Che razza di re! 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