{"id":229030,"date":"2009-11-03T09:51:08","date_gmt":"2009-11-03T09:51:08","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=229030"},"modified":"2009-11-03T09:51:08","modified_gmt":"2009-11-03T09:51:08","slug":"commento-al-vangelo-dell8-novembre-2009-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=229030","title":{"rendered":"Commento al vangelo dell&#8217;8 novembre 2009 &#8211; Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">8 novembre 2009 &#8211; XXXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1Re 17,10-16 \/ Sal 145 \/ Eb 9,24-28 \/ Mc 12,38-44<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vedove<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La protagonista della liturgia di oggi \u00e8 una vedova, anzi due. Se la vedovanza gi\u00e0 rappresenta uno stato di grande dolore, di lacerazione interiore, di frantumazione di affetti, restare vedove. al tempo di Ges\u00f9, era una vera e propria tragedia. Senza servizi sociali, senza appoggio dalla famiglia, spesso la vedova si vedeva costretta, per vivere, a mendicare o, peggio, a prostituirsi. La condizione della vedova, perci\u00f2, era la peggiore che si potesse immaginare: sola, senza sussistenza economica, disprezzata perch\u00e9 mendicante o prostituta.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zarepta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E invece &#8211; ettepareva &#8211; sono proprie le vedove, le ultime della societ\u00e0, ad essere al centro dell&#8217;attenzione della Parola di Dio di oggi. La prima vedova si trova a Zarepta di Sidone, fuori dal territorio di Israele. Elia, il grande profeta, le chiede accoglienza alle porte della citt\u00e0. Questa povera donna, senza mezzi di sussistenza, accetta di ospitare questo sconosciuto, straniero, condividendo l&#8217;ultima porzione di cibo che possiede. Questo immenso segno di generosit\u00e0 cambier\u00e0 la sua vita: l&#8217;olio nell&#8217;orcio e la farina nella madia non verranno mai pi\u00f9 a mancare. Cos\u00ec la vedova del Vangelo getta nel tesoro del Tempio qualche euro, mentre i notabili della citt\u00e0 e i devoti si spintonano per far notare le somme considerevoli che versano nelle casse del Tempio appena ricostruito. Ges\u00f9 loda la generosit\u00e0 di questa donna che ha dato il suo necessario come offerta a Dio, e ignora le generose offerte pubblicate e titoli cubitali del miliardario di turno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/164.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7671\" title=\"Vedova\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/164-242x300.jpg\" alt=\"Vedova\" width=\"242\" height=\"300\" \/><\/a>Astenia mortale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono momenti nella vita in cui perdiamo tutto: salute, lavoro, una persona cara (non necessariamente perch\u00e9 muore), voglia di vivere. Momenti faticosi, terribili, in cui abbiamo \u00a0l&#8217;impressione di non sopravvivere. Come la vedova di Elia, trasciniamo un passo dopo l&#8217;altro, tenuti in vita da qualche affetto (il figlio per la vedova) ma rassegnati a veder consumare ogni forza, ogni energia. Quante persone in questo stato ho conosciuto nella mia vita! Quanti amici pieni di forza e di ironia si sono poi sfracellati contro il muro della vita. Le responsabilit\u00e0, in fondo, non contano, non servono: quando si \u00e8 bastonati, ai margini della strada, si soffre e basta, anche se ce la si \u00e8 andata a cercare. Eppure, in quel momento di rarefazione esistenziale, di dolore assoluto, con o senza Dio presente, possiamo diventare capaci di accoglienza, di dono, di condivisione, di non lasciarci soffocare dalla rabbia assoluta e vedere altro dolore, altra sofferenza. La vedova di Zarepta sa che uno straniero \u00e8 in condizioni simili alle sue: guardato con disprezzo, evitato, probabilmente Elia non avrebbe mai trovato un alloggio a Sidone. Elia e la vedova si somigliano, i poveri, se riconciliati e affidati a Dio, sanno diventare una sorgente di bene per i poveri come loro. La vedova del Vangelo &#8211; ingenua &#8211; mette quel poco che ha per il Tempio, per Dio. Non sa dove finiranno i soldi, forse saranno disprezzati dal sacrestano del Tempio, forse serviranno a comperare detersivo per i pavimenti\u2026 poco importa, il suo gesto \u00e8 assoluto, profetico, colmo di una tenerezza infinita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Luce<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche quando siamo incapaci di provare emozioni, o di desiderio di vita, possiamo diventare luce, totalit\u00e0, dono, speranza. Non ce ne accorgiamo, ovvio, e forse neppure ce ne\u00a0 importa. Come non importa a chi ha davvero dato tutto, a chi davvero \u00e8 stato masticato dalla vita e dal dolore. Ci sono santi che stupiscono la Chiesa per il loro dinamismo e la loro forza interiore. Altri santi che la edificano per la loro trasparente oblazione, per il modo in cui affrontano le fatiche della vita (ricordate Osea e la sua vicenda affettiva?). Come Mos\u00e8, il grande liberatore, il pi\u00f9 grande della storia di Israele, colui che ha visto Dio faccia a faccia, colui che ha ricevuto nelle sue mani le parole che Dio dona all&#8217;umanit\u00e0 per vivere, colui che, principe d&#8217;Egitto, ha rinunciato al suo rango e si \u00e8 fatto simile agli schiavi, muore sulle alture del Golan, senza mai entrare in Israele. Ora \u00e8 libero, finalmente. Fratello masticato, sorella sanguinante, vedovi e vedove senza amore e rispetto, delusi da voi stessi e dalla vita, dalle persone e dalle vicende, date in elemosina ci\u00f2 che avete dentro, anche se poco, fatelo per Dio, fatelo perch\u00e9 credete nella vita, disperatamente. E noi discepoli, fragile popolo di Dio, impariamo dalle vedove, dai poveri a contare sull&#8217;Assoluto, ad abbandonarci &#8211; sul serio &#8211; nelle mani di Colui che tutto pu\u00f2. Non la gloria, non la devozione, non l&#8217;apparenza (anche clericale e cattolica!) ci salvano, ma l&#8217;essere medicanti di luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\" target=\"_blank\">Paolo Curtaz <\/a><\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>8 novembre 2009 &#8211; XXXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) 1Re 17,10-16 \/ Sal 145 \/ Eb 9,24-28 \/ Mc 12,38-44 Vedove La protagonista della liturgia di oggi \u00e8 una vedova, anzi due. 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