{"id":228742,"date":"2009-09-08T10:12:26","date_gmt":"2009-09-08T10:12:26","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=228742"},"modified":"2009-09-08T10:12:26","modified_gmt":"2009-09-08T10:12:26","slug":"video-commento-al-vangelo-del-13-settembre-2009-paolo-curtaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=228742","title":{"rendered":"Video Commento al Vangelo del 13 settembre 2009 &#8211; Paolo Curtaz"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-6610\" title=\"Domenica 13 settembre 2009\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/0952do01.jpg\" alt=\"Domenica 13 settembre 2009\" width=\"94\" height=\"133\" \/>Voi chi dite che sia, Ges\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni anno, puntuale, all\u2019inizio dell\u2019anno pastorale nelle nostre parrocchie, chiusa la parentesi estiva, troviamo lo stesso vangelo: opportuno, insistente, destabilizzante. Non possiamo essere discepoli per abitudine, con stanchezza, lasciando passare anno dopo anno, dimorando nelle nostre consolidate e piccole condotte di vita cristiana: non ha dove posare il capo, il nostro Maestro, non vuole cristiani a traino, non gradisce finte devozioni. La domanda, allora, \u00e8 posta in maneira diretta.<\/p>\n<p style=\"font-family: Verdana; font-size: 1em; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: normal; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;\">13 settembre 2009 XXIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)<\/p>\n<p style=\"font-family: Verdana; font-size: 1em; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: normal; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;\">Is 50,5-9a \/ Sal 114 \/ Giac 2,14-18 \/ Mc 8,27-35<\/p>\n<p style=\"font-family: Verdana; font-size: 1em; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: normal; text-align: center; padding: 0px; margin: 0px;\">[youtube]http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PfI8pyXdm7c&amp;feature=player_embedded[\/youtube]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cafarnao<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Dodici, gongolanti, hanno tra le mani un futuro di grande carriera politica e religiosa: Ges\u00f9 piace, \u00e8 credibile, ha successo, gratifica. Intorno al fuoco discutono, si animano, interagiscono. Ges\u00f9, defilato, li ascolta, sorride. Poi, come, se nulla fosse, pone la domanda. La gente chi dice che io sia?. Si parla molto di Ges\u00f9, ieri come oggi. Sui giornali, nei dibattiti, tra amici, Ges\u00f9 \u00e8 un mistero irrisolto, inquietante, difficile da decifrare. Chi \u00e8, veramente, Ges\u00f9 di Nazareth? Le risposte le conosciamo: un grand\u2019uomo, un uomo mite, un messaggero di pace, uno dei tanti uccisi dal potere. Tutto vero, ma ci si ferma qui; difficilmente si accetta la testimonianza della comunit\u00e0 dei suoi discepoli: Ges\u00f9 \u00e8 Cristo, Ges\u00f9 \u00e8 Dio stesso. \u00c8 meglio mantenersi nel vago e rassicurante convincimento che Ges\u00f9 sia una personalit\u00e0 della storia da ammirare ma che nulla ha a che vedere con la mia vita, meglio gestire il rapporto con Ges\u00f9 riducendolo a memoria storica, invece che ammettere un\u2019inquietante Presenza. Meglio dar retta alla teoria di moda per dire sempre e solo una cosa, da duemila anni: il Ges\u00f9 vero non \u00e8 quello (sconcertante) che vi hanno raccontato\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lascia stare gli altri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9 non ci sta e, a bruciapelo, pone oggi a ciascuno di noi la domanda: Voi chi dite che io sia?. Gi\u00e0. E per me? Per me solo, dentro, senza l\u2019assillo di dare risposte sensate o alla moda, senza la facciata e l\u2019immagine da tenere in piedi? A me, nudo dentro, Ges\u00f9 che dice? Quante risposte! Ges\u00f9 diventa una speranza, una nostalgia, una tenerezza, la tenerezza del sogno dell\u2019\u2019uomo che vorrebbe credere in un Dio vicino, che condivide, che partecipa. Oppure, attenti al rischio catechismo, abbiamo la risposta confezionata: \u201cGes\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio\u201d. Affermazione \u201ccorretta\u201d, ma cos\u00ec lontana dal cuore! La folla lo aveva riconosciuto il Messia. Cos\u00ec i discepoli, cos\u00ec gli apostoli, cos\u00ec la comunit\u00e0 di Roma a cui Marco indirizza il suo Vangelo. Ma, in realt\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Simone e Pietro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simone osa, si lancia: tu sei il Messia. Risposta forte, esagerata, ardita: in nessun modo Ges\u00f9 assomiglia al messia che la gente si aspetta, cos\u00ec comune, dimesso, arrendevole, misericordioso. Nulla. Ges\u00f9 lo guarda, contento, e gli annuncia di essere Pietro, di essere una roccia, dentro di s\u00e9. Simone il pescatore riconosce in Ges\u00f9 il Cristo. E Ges\u00f9, riconosciuto Cristo, gli restituisce il favore e gli svela che egli \u00e8 una Pietra. Se ci avviciniamo a Ges\u00f9 e lo riconosciamo Signore, subito riconosciamo chi siamo in noi stessi, chi siamo in verit\u00e0. Dio svela l\u2019uomo a se stesso, sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cristo secondo Ges\u00f9<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9 subito presenta ci\u00f2 che significa essere Cristo: donarsi fino alla morte. E qui si resta sgomenti, attoniti, scandalizzati. Ma come\u2026 e allora il Dio onnipotente, efficiente, che interviene a sanare le nostre malattie? Dov\u2019\u00e8? Sicuramente c\u2019\u00e8, ma dopo essere passato nella scandalosa logica della croce. Non dite che Ges\u00f9 \u00e8 Cristo se prima non siete saliti con Lui sulla croce. Non osate fare questa affermazione se prima non avete assaporato l\u2019esagerazione e la sofferenza del dono, se prima la vostra vita non \u00e8 stata arata e scavata dal solco della croce, amici, se prima non avete amato fino a star male, se il vostro cuore non \u00e8 stato convertito dal dono della compassione. Questa croce che diventa misura del dono, giudizio sul mondo, unit\u00e0 di misura del nuovo sistema di amare il fratello. Anche Pietro e gli altri dovranno passare per il Golgota prima di entrare definitivamente nella dinamica del Regno. Isaia intuisce e profetizza questa nuova prospettiva di un Messia sofferente e Giacomo ci ricorda che la nostra fede non si ferma alle Parola ma diventa Gesto e che solo cos\u00ec testimoniamo di avere incontrato il Cristo Signore. Iniziamo cos\u00ec il nostro anno pastorale, il rientro all\u2019attivit\u00e0 autunnale: chiediamoci, ancora, chi \u00e8 per noi, oggi, il Signore Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.paolocurtaz.it\" target=\"_blank\">Paolo Curtaz<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voi chi dite che sia, Ges\u00f9? 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