{"id":227737,"date":"2009-01-03T21:28:13","date_gmt":"2009-01-03T21:28:13","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=227737"},"modified":"2009-01-03T21:28:13","modified_gmt":"2009-01-03T21:28:13","slug":"omelia-del-01-gennaio-2009-festivita-di-maria-ssma-madre-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=227737","title":{"rendered":"Omelia del 01 gennaio 2009 &#8211; Festivita di Maria SS.ma Madre di Dio"},"content":{"rendered":"<p>Omelia del Santo Padre Benedetto XVI.<\/p>\n<p><strong>Quando: <\/strong>01 gennaio 2009 | <strong>Dove<\/strong>: Piazza San Pietro (Roma) |<strong> Durata<\/strong>: 00:20:07:78\n<\/p>\n<p><em>Venerati Fratelli,<br \/>\n Signori Ambasciatori,<br \/>\n cari fratelli e sorelle!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel primo giorno dell\u2019anno, la divina Provvidenza ci raduna per una  celebrazione che ogni volta ci commuove per la ricchezza e la bellezza delle sue  corrispondenze: il Capodanno civile s\u2019incontra con il culmine dell\u2019ottava di  Natale, in cui si celebra la Divina Maternit\u00e0 di Maria, e questo incontro trova  una sintesi felice nella Giornata Mondiale della Pace. Nella luce del Natale di  Cristo, mi \u00e8 gradito rivolgere a ciascuno i migliori auguri per l\u2019anno appena  iniziato. Li porgo, in particolare, al Cardinale Renato Raffaele Martino ed ai  suoi collaboratori del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, con  speciale riconoscenza per il loro prezioso servizio. Li porgo, al tempo stesso,  al Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, e all\u2019intera Segreteria di  Stato; come pure, con viva cordialit\u00e0, ai Signori Ambasciatori presenti oggi in  gran numero. I miei voti fanno eco all\u2019augurio che il Signore stesso ci ha  appena indirizzato, nella liturgia della Parola. Una Parola che, a partire  dall\u2019avvenimento di Betlemme, rievocato nella sua concretezza storica dal  Vangelo di Luca (2,16-21), e riletto in tutta la sua portata salvifica  dall\u2019apostolo Paolo (<em>Gal<\/em> 4,4-7), diventa benedizione per il popolo di Dio  e per l\u2019intera umanit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"teaser\">\n<h3>Info Box<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"vertical-align: middle;\" title=\"Ascolta il file\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/images\/sound.png\" alt=\"Ascolta\" \/> Ascolta: [audio:http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00144117.MP3]<br \/>\n<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"vertical-align: middle;\" title=\"Note\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/images\/notes.png\" alt=\"Note\" width=\"24\" height=\"24\" \/> Note: <strong>Radio Vaticana<\/strong> via FeedRss <em>(The content of this podcast is copyrighted by Vatican Radio which, according to its statute, is entrusted to manage and protect the sound recordings of the Roman Pontiff, ensuring that their pastoral character and intellectual property&#8217;s rights are protected when used by third parties. The content of this podcast is made available only for personal and private use and cannot be exploited for commercial purposes, without prior written authorization by Vatican Radio. For further information, please contact the International Relation Office at relint@vatiradio.va)<\/em> <\/p>\n<div><span class=\"morebis\"><img decoding=\"async\" style=\"vertical-align: middle;\" title=\"Link\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/images\/web.png\" alt=\"Link\" \/> <a href=\"#\" target=\"_blank\">Fonte della notizia<\/a> <a href=\"#\"><img decoding=\"async\" style=\"vertical-align: middle;\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/images\/download.png\" alt=\"Download del file\" \/><\/a> <a href=\"#\" target=\"_blank\">Download Multimedia<\/a><\/span><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene cos\u00ec portata a compimento l\u2019antica tradizione ebraica della benedizione  (<em>Nm<\/em> 6,22-27): i sacerdoti d\u2019Israele benedicevano il popolo &#8220;ponendo su di  esso il nome&#8221; del Signore. Con una formula ternaria \u2013 presente nella prima  lettura \u2013 il sacro Nome veniva invocato per tre volte sui fedeli, quale auspicio  di grazia e di pace. Questa remota usanza ci riporta ad una realt\u00e0 essenziale:  per poter camminare sulla via della pace, gli uomini e i popoli hanno bisogno di  essere illuminati dal &#8220;volto&#8221; di Dio ed essere benedetti dal suo &#8220;nome&#8221;. Proprio  questo si \u00e8 avverato in modo definitivo con l\u2019Incarnazione: la venuta del Figlio  di Dio nella nostra carne e nella storia ha portato una irrevocabile  benedizione, una luce che pi\u00f9 non si spegne e che offre ai credenti e agli  uomini di buona volont\u00e0 la possibilit\u00e0 di costruire la civilt\u00e0 dell\u2019amore e  della pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Concilio Vaticano II ha detto, a questo riguardo, che &#8220;con l\u2019incarnazione  il Figlio di Dio si \u00e8 unito in certo modo ad ogni uomo&#8221; (<em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\">Gaudium et spes<\/a><\/em>,  22). Questa unione \u00e8 venuta a confermare l\u2019originario disegno di un\u2019umanit\u00e0  creata ad &#8220;immagine e somiglianza&#8221; di Dio. In realt\u00e0, il Verbo incarnato \u00e8  l\u2019unica immagine perfetta e consustanziale del Dio invisibile. Ges\u00f9 Cristo \u00e8  l\u2019uomo perfetto. &#8220;In Lui &#8211; osserva ancora il Concilio &#8211; la natura umana \u00e8 stata  assunta\u2026, perci\u00f2 stesso essa \u00e8 stata anche in noi innalzata a una dignit\u00e0  sublime&#8221; (<em>ibid<\/em>.). Per questo la storia terrena di Ges\u00f9, culminata nel  mistero pasquale, \u00e8 l\u2019inizio di un mondo nuovo, perch\u00e9 ha realmente inaugurato  una nuova umanit\u00e0, capace, sempre e solo con la grazia di Cristo, di operare una  &#8220;rivoluzione&#8221; pacifica. Una rivoluzione non ideologica ma spirituale, non  utopistica ma reale, e per questo bisognosa di infinita pazienza, di tempi  talora lunghissimi, evitando qualunque scorciatoia e percorrendo la via pi\u00f9  difficile: la via della maturazione della responsabilit\u00e0 nelle coscienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari amici, questa \u00e8 la via evangelica alla pace, la via che anche il Vescovo  di Roma \u00e8 chiamato a riproporre con costanza ogni volta che mette mano  all\u2019annuale <em>Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace<\/em>. Percorrendo  questa strada occorre talvolta ritornare su aspetti e problematiche gi\u00e0  affrontati, ma cos\u00ec importanti da richiedere sempre nuova attenzione. E\u2019 il caso  del tema che ho scelto per il  <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html\">Messaggio di quest\u2019anno<\/a>: &#8220;<em>Combattere la  povert\u00e0, costruire la pace<\/em>&#8220;. Un tema che si presta a un duplice ordine di  considerazioni, che ora posso solo brevemente accennare. Da una parte la povert\u00e0  scelta e proposta da Ges\u00f9, dall\u2019altra la povert\u00e0 da combattere per rendere il  mondo pi\u00f9 giusto e solidale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo aspetto trova il suo contesto ideale in questi giorni, nel tempo di  Natale. La nascita di Ges\u00f9 a Betlemme ci rivela che Dio ha scelto la povert\u00e0 per  se stesso nella sua venuta in mezzo a noi. La scena che i pastori videro per  primi, e che conferm\u00f2 l\u2019annuncio fatto loro dall\u2019angelo, \u00e8 quella di una stalla  dove Maria e Giuseppe avevano cercato rifugio, e di una mangiatoia in cui la  Vergine aveva deposto il Neonato avvolto in fasce (cfr <em>Lc<\/em> 2,7.12.16). <em> Questa povert\u00e0 Dio l\u2019ha scelta<\/em>. Ha voluto nascere cos\u00ec \u2013 ma potremmo subito  aggiungere: ha voluto vivere, e anche morire cos\u00ec. Perch\u00e9? Lo spiega in termini  popolari sant\u2019Alfonso Maria de\u2019 Liguori, in un cantico natalizio, che tutti in  Italia conoscono: &#8220;<em>A Te, che sei del mondo il Creatore, mancano panni e  fuoco, o mio Signore. Caro eletto pargoletto, quanto questa povert\u00e0 pi\u00f9  m\u2019innamora, giacch\u00e9 ti fece amor povero ancora<\/em>&#8220;. Ecco la risposta: l\u2019amore  per noi ha spinto Ges\u00f9 non soltanto a farsi uomo, ma a farsi povero. In questa  stessa linea possiamo citare l\u2019espressione di san Paolo nella seconda Lettera ai  Corinzi: &#8220;Conoscete infatti \u2013 egli scrive \u2013 la grazia del Signore nostro Ges\u00f9  Cristo: da ricco che era, si \u00e8 fatto povero per voi, perch\u00e9 voi diventaste  ricchi per mezzo della sua povert\u00e0&#8221; (8,9). Testimone esemplare di questa povert\u00e0  scelta per amore \u00e8 san Francesco d\u2019Assisi. Il francescanesimo, nella storia  della Chiesa e della civilt\u00e0 cristiana, costituisce una diffusa corrente di  povert\u00e0 evangelica, che tanto bene ha fatto e continua a fare alla Chiesa e alla  famiglia umana. Ritornando alla stupenda sintesi di san Paolo su Ges\u00f9, \u00e8  significativo \u2013 anche per la nostra riflessione odierna \u2013 che sia stata ispirata  all\u2019Apostolo proprio mentre stava esortando i cristiani di Corinto ad essere  generosi nella colletta in favore dei poveri. Egli spiega: &#8220;Non si tratta di  mettere in difficolt\u00e0 voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza&#8221;  (8,13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 questo un punto decisivo, che ci fa passare al secondo aspetto: c\u2019\u00e8 una  povert\u00e0, un\u2019indigenza, che Dio non vuole e che va &#8220;combattuta&#8221; \u2013 come dice il  tema dell\u2019odierna Giornata Mondiale della Pace; una povert\u00e0 che impedisce alle  persone e alle famiglie di vivere secondo la loro dignit\u00e0; una povert\u00e0 che  offende la giustizia e l\u2019uguaglianza e che, come tale, minaccia la convivenza  pacifica. In questa accezione negativa rientrano anche le forme di povert\u00e0 non  materiale che si riscontrano pure nelle societ\u00e0 ricche e progredite:  emarginazione, miseria relazionale, morale e spirituale (cfr <em> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html\">Messaggio per la  Giornata Mondiale della Pace 2009<\/a><\/em>, 2). Nel mio  <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html\">Messaggio<\/a> ho voluto ancora  una volta, sulla scia dei miei Predecessori, considerare attentamente il  complesso fenomeno della globalizzazione, per valutarne i rapporti con la  povert\u00e0 su larga scala. Di fronte a piaghe diffuse quali le malattie pandemiche  (<em>ivi<\/em>, 4), la povert\u00e0 dei bambini (<em>ivi<\/em>, 5) e la crisi alimentare (<em>ivi<\/em>,  7), ho dovuto purtroppo tornare a denunciare l\u2019inaccettabile corsa ad accrescere  gli armamenti. Da una parte si celebra la <em>Dichiarazione Universale dei  Diritti dell\u2019Uomo<\/em>, e dall\u2019altra si aumentano le spese militari, violando la  stessa <em>Carta delle Nazioni Unite<\/em>, che impegna a ridurle al minimo (cfr  art. 26). Inoltre, la globalizzazione elimina certe barriere, ma pu\u00f2 costruirne  di nuove (<em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html\">Messaggio<\/a><\/em> cit., 8), perci\u00f2 bisogna che la comunit\u00e0  internazionale e i singoli Stati siano sempre vigilanti; bisogna che non  abbassino mai la guardia rispetto ai pericoli di conflitto, anzi, si impegnino a  mantenere alto il livello della solidariet\u00e0. L\u2019attuale crisi economica globale  va vista in tal senso anche come un banco di prova: siamo pronti a leggerla,  nella sua complessit\u00e0, quale sfida per il futuro e non solo come un\u2019emergenza a  cui dare risposte di corto respiro? Siamo disposti a fare insieme una revisione  profonda del modello di sviluppo dominante, per correggerlo in modo concertato e  lungimirante? Lo esigono, in realt\u00e0, pi\u00f9 ancora che le difficolt\u00e0 finanziarie  immediate, lo stato di salute ecologica del pianeta e, soprattutto, la crisi  culturale e morale, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del  mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre allora cercare di stabilire un &#8220;circolo virtuoso&#8221; tra la povert\u00e0 &#8220;da  scegliere&#8221; e la povert\u00e0 &#8220;da combattere&#8221;. Si apre qui una via feconda di frutti  per il presente e per il futuro dell\u2019umanit\u00e0, che si potrebbe riassumere cos\u00ec:  per combattere la povert\u00e0 iniqua, che opprime tanti uomini e donne e minaccia la  pace di tutti, occorre riscoprire la sobriet\u00e0 e la solidariet\u00e0, quali valori  evangelici e al tempo stesso universali. Pi\u00f9 in concreto, non si pu\u00f2 combattere  efficacemente la miseria, se non si fa quello che scrive san Paolo ai Corinzi,  cio\u00e8 se non si cerca di &#8220;fare uguaglianza&#8221;, riducendo il dislivello tra chi  spreca il superfluo e chi manca persino del necessario. Ci\u00f2 comporta scelte di  giustizia e di sobriet\u00e0, scelte peraltro obbligate dall\u2019esigenza di amministrare  saggiamente le limitate risorse della terra. Quando afferma che Ges\u00f9 Cristo ci  ha arricchiti &#8220;con la sua povert\u00e0&#8221;, san Paolo offre un\u2019indicazione importante  non solo sotto il profilo teologico, ma anche sul piano sociologico. Non nel  senso che la povert\u00e0 sia un valore in s\u00e9, ma perch\u00e9 essa \u00e8 condizione per  realizzare la solidariet\u00e0. Quando Francesco d\u2019Assisi si spoglia dei suoi beni,  fa una scelta di testimonianza ispiratagli direttamente da Dio, ma nello stesso  tempo mostra a tutti la via della fiducia nella Provvidenza. Cos\u00ec, nella Chiesa,  il voto di povert\u00e0 \u00e8 l\u2019impegno di alcuni, ma ricorda a tutti l\u2019esigenza del  distacco dai beni materiali e il primato delle ricchezze dello spirito. Ecco  dunque il messaggio da raccogliere oggi: la povert\u00e0 della nascita di Cristo a  Betlemme, oltre che oggetto di adorazione per i cristiani, \u00e8 anche scuola di  vita per ogni uomo. Essa ci insegna che per combattere la miseria, tanto  materiale quanto spirituale, la via da percorrere \u00e8 quella della solidariet\u00e0,  che ha spinto Ges\u00f9 a condividere la nostra condizione umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari fratelli e sorelle, penso che la Vergine Maria si sia posta pi\u00f9 di una  volta questa domanda: perch\u00e9 Ges\u00f9 ha voluto nascere da una ragazza semplice e  umile come me? E poi, perch\u00e9 ha voluto venire al mondo in una stalla ed avere  come prima visita quella dei pastori di Betlemme? La risposta Maria l\u2019ebbe  pienamente alla fine, dopo aver deposto nel sepolcro il corpo di Ges\u00f9, morto e  avvolto in fasce (cfr <em>Lc<\/em> 23,53). Allora comprese appieno il mistero della  povert\u00e0 di Dio. Comprese che Dio si era fatto povero per noi, per arricchirci  della sua povert\u00e0 piena d\u2019amore, per esortarci a frenare l\u2019ingordigia  insaziabile che suscita lotte e divisioni, per invitarci a moderare la smania di  possedere e ad essere cos\u00ec disponibili alla condivisione e all\u2019accoglienza  reciproca. A Maria, Madre del Figlio di Dio fattosi nostro fratello, rivolgiamo  fiduciosi la nostra preghiera, perch\u00e9 ci aiuti a seguirne le orme, a combattere  e vincere la povert\u00e0, a costruire la vera pace, che \u00e8 <em>opus iustitiae. <\/em>A  Lei affidiamo il profondo desiderio di vivere in pace che sale dal cuore della  grande maggioranza delle popolazioni israeliana e palestinese, ancora una volta  messe a repentaglio dalla massiccia violenza scoppiata nella striscia di Gaza in  risposta ad altra violenza. Anche la violenza, anche l\u2019odio e la sfiducia sono  forme di povert\u00e0 \u2013 forse le pi\u00f9 tremende \u2013 &#8220;da combattere&#8221;. Che esse non  prendano il sopravvento! In tal senso i Pastori di quelle Chiese, in questi  tristi giorni, hanno fatto udire la loro voce. Insieme ad essi e ai loro  carissimi fedeli, soprattutto quelli della piccola ma fervente parrocchia di  Gaza, deponiamo ai piedi di Maria le nostre preoccupazioni per il presente e i  timori per il futuro, ma altres\u00ec la fondata speranza che, con il saggio e  lungimirante contributo di tutti, non sar\u00e0 impossibile ascoltarsi, venirsi  incontro e dare risposte concrete all\u2019aspirazione diffusa a vivere in pace, in  sicurezza, in dignit\u00e0. Diciamo a Maria: accompagnaci, celeste Madre del  Redentore, lungo tutto l\u2019anno che oggi inizia, e ottieni da Dio il dono della  pace per la Terrasanta e per l\u2019intera umanit\u00e0. Santa Madre di Dio, prega per  noi. Amen.<\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p align=\"center\">\u00a9 Copyright 2008 &#8211; Libreria  Editrice Vaticana<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fonte del podcast: <strong>Radio Vaticana<\/strong> via FeedRss<\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(The content of this podcast is copyrighted by Vatican Radio which, according to  its statute, is entrusted to manage and protect the sound recordings of the  Roman Pontiff, ensuring that their pastoral character and intellectual  property&#8217;s rights are protected when used by third parties. The content of this  podcast is made available only for personal and private use and cannot be  exploited for commercial purposes, without prior written authorization by  Vatican Radio. 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