{"id":209,"date":"2008-03-20T14:36:45","date_gmt":"2008-03-20T12:36:45","guid":{"rendered":"http:\/\/2047049905"},"modified":"2008-03-20T14:36:45","modified_gmt":"2008-03-20T12:36:45","slug":"omelia-di-benedetto-xvi-per-la-messa-crismale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=209","title":{"rendered":"Omelia di Benedetto XVI per la Messa Crismale"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/images\/stories\/logo\/audio.jpg\" width=\"30\" height=\"28\" style=\"float: left;\" hspace=\"6\" alt=\"Articolo con file audio\" title=\"Articolo con file audio\" border=\"0\" \/><br \/>\nSANTA MESSA DEL CRISMA -OMELIA DI SUA SANTIT&Agrave;<br \/>\nBENEDETTO XVI<br \/>\nBasilica Vaticana &#8211; gioved&igrave; Santo,<br \/>\n20 marzo 2008\n<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2 class=\"highlight\">Ascolta l&#8217;omelia<\/h2>\n<p>\n&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n{audio}http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00107643.MP3{\/audio}&nbsp;\n<\/p>\n<p>\nAscolta {mgmediabot2}path=http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00107643.MP3|popup=in una finestra|width=300|height=300{\/mgmediabot2} pop-up\n<\/p>\n<p>\n&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n<i>Cari fratelli e sorelle<\/i>,\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\nogni anno la Messa del Crisma ci esorta a rientrare in quel &bdquo;s&igrave;&rdquo; alla chiamata<br \/>\ndi Dio, che abbiamo pronunciato nel giorno della nostra Ordinazione sacerdotale.<br \/>\n&ldquo;<i>Adsum<\/i> &ndash; eccomi!&rdquo;, abbiamo detto come Isaia, quando sent&igrave; la voce di Dio<br \/>\nche domandava: &ldquo;Chi mander&ograve; e chi andr&agrave; per noi?&rdquo; &ldquo;Eccomi, manda me!&rdquo;, rispose<br \/>\nIsaia (<i>Is<\/i> 6, 8). Poi il Signore stesso, mediante le mani del Vescovo, ci<br \/>\nimpose le mani e noi ci siamo donati alla sua missione. Successivamente abbiamo<br \/>\npercorso parecchie vie nell&rsquo;ambito della sua chiamata. Possiamo noi sempre<br \/>\naffermare ci&ograve; che Paolo, dopo anni di un servizio al Vangelo spesso faticoso e<br \/>\nsegnato da sofferenze di ogni genere, scrisse ai Corinzi: &ldquo;Il nostro zelo non<br \/>\nvien meno in quel ministero che, per la misericordia di Dio, ci &egrave; stato<br \/>\naffidato&rdquo; (cfr <i>2 Cor<\/i> 4, 1)? &ldquo;Il nostro zelo non vien meno&rdquo;. Preghiamo in<br \/>\nquesto giorno, affinch&eacute; esso venga sempre riacceso, affinch&eacute; venga sempre<br \/>\nnuovamente nutrito dalla fiamma viva del Vangelo.\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nAllo stesso tempo, il Gioved&igrave; Santo &egrave; per noi un&rsquo;occasione per chiederci sempre<br \/>\ndi nuovo: A che cosa abbiamo detto &ldquo;s&igrave;&rdquo;? Che cosa &egrave; questo &ldquo;essere sacerdote di<br \/>\nGes&ugrave; Cristo&rdquo;? Il Canone II del nostro Messale, che probabilmente fu redatto gi&agrave;<br \/>\nalla fine del II secolo a Roma, descrive l&rsquo;essenza del ministero sacerdotale con<br \/>\nle parole con cui, nel <i><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__P4R.HTM\">Libro del Deuteronomio<\/a> <\/i>(18, 5. 7), veniva<br \/>\ndescritta l&rsquo;essenza del sacerdozio veterotestamentario: <i>astare coram te et<br \/>\ntibi ministrare<\/i>. Sono quindi due i compiti che definiscono l&rsquo;essenza del<br \/>\nministero sacerdotale: in primo luogo lo &ldquo;stare davanti al Signore&rdquo;. Nel <i><br \/>\nLibro del Deuteronomio<\/i> ci&ograve; va letto nel contesto della disposizione<br \/>\nprecedente, secondo cui i sacerdoti non ricevevano alcuna porzione di terreno<br \/>\nnella Terra Santa &ndash; essi vivevano di Dio e per Dio. Non attendevano ai soliti<br \/>\nlavori necessari per il sostentamento della vita quotidiana. La loro professione<br \/>\nera &ldquo;stare davanti al Signore&rdquo; &ndash; guardare a Lui, esserci per Lui. Cos&igrave;, in<br \/>\ndefinitiva, la parola indicava una vita alla presenza di Dio e con ci&ograve; anche un<br \/>\nministero in rappresentanza degli altri. Come gli altri coltivavano la terra,<br \/>\ndella quale viveva anche il sacerdote, cos&igrave; egli manteneva il mondo aperto verso<br \/>\nDio, doveva vivere con lo sguardo rivolto a Lui. Se questa parola ora si trova<br \/>\nnel Canone della Messa immediatamente dopo la consacrazione dei doni, dopo<br \/>\nl&rsquo;entrata del Signore nell&rsquo;assemblea in preghiera, allora ci&ograve; indica per noi lo<br \/>\nstare davanti al Signore presente, indica cio&egrave; l&rsquo;Eucaristia come centro della<br \/>\nvita sacerdotale. Ma anche qui la portata va oltre. Nell&rsquo;inno della Liturgia<br \/>\ndelle Ore che durante la quaresima introduce l&rsquo;Ufficio delle Letture &ndash; l&rsquo;Ufficio<br \/>\nche una volta presso i monaci era recitato durante l&rsquo;ora della veglia notturna<br \/>\ndavanti a Dio e per gli uomini &ndash; uno dei compiti della quaresima &egrave; descritto con<br \/>\nl&rsquo;imperativo: <i>arctius perstemus in custodia<\/i> &ndash; stiamo di guardia in modo<br \/>\npi&ugrave; intenso. Nella tradizione del monachesimo siriaco, i monaci erano<br \/>\nqualificati come &ldquo;coloro che stanno in piedi&rdquo;; lo stare in piedi era<br \/>\nl&rsquo;espressione della vigilanza. Ci&ograve; che qui era considerato compito dei monaci,<br \/>\npossiamo con ragione vederlo anche come espressione della missione sacerdotale e<br \/>\ncome giusta interpretazione della parola del <i>Deuteronomio<\/i>: il sacerdote<br \/>\ndeve essere uno che vigila. Deve stare in guardia di fronte alle potenze<br \/>\nincalzanti del male. Deve tener sveglio il mondo per Dio. Deve essere uno che<br \/>\nsta in piedi: dritto di fronte alle correnti del tempo. Dritto nella verit&agrave;.<br \/>\nDritto nell&rsquo;impegno per il bene. Lo stare davanti al Signore deve essere sempre,<br \/>\nnel pi&ugrave; profondo, anche un farsi carico degli uomini presso il Signore che, a<br \/>\nsua volta, si fa carico di tutti noi presso il Padre. E deve essere un farsi<br \/>\ncarico di Lui, di Cristo, della sua parola, della sua verit&agrave;, del suo amore.<br \/>\nRetto deve essere il sacerdote, impavido e disposto ad incassare per il Signore<br \/>\nanche oltraggi, come riferiscono gli <i>Atti degli Apostoli<\/i>: essi erano<br \/>\n&ldquo;lieti di essere stati oltraggiati per amore del nome di Ges&ugrave;&rdquo; (5, 41).\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nPassiamo ora alla seconda parola, che il Canone II riprende dal testo<br \/>\ndell&rsquo;Antico Testamento &ndash; &ldquo;stare davanti a te e a te servire&rdquo;. Il sacerdote deve<br \/>\nessere una persona retta, vigilante, una persona che sta dritta. A tutto ci&ograve; si<br \/>\naggiunge poi il servire. Nel testo veterotestamentario questa parola ha un<br \/>\nsignificato essenzialmente rituale: ai sacerdoti spettavano tutte le azioni di<br \/>\nculto previste dalla Legge. Ma questo agire secondo il rito veniva poi<br \/>\nclassificato come servizio, come un incarico di servizio, e cos&igrave; si spiega in<br \/>\nquale spirito quelle attivit&agrave; dovevano essere svolte. Con l&rsquo;assunzione della&nbsp;<br \/>\nparola &ldquo;servire&rdquo; nel Canone, questo significato liturgico del termine viene in<br \/>\nun certo modo adottato &ndash; conformemente alla novit&agrave; del culto cristiano. Ci&ograve; che<br \/>\nil sacerdote fa in quel momento, nella celebrazione dell&rsquo;Eucaristia, &egrave; servire,<br \/>\ncompiere un servizio a Dio e un servizio agli uomini. Il culto che Cristo ha<br \/>\nreso al Padre &egrave; stato il donarsi sino alla fine per gli uomini. In questo culto,<br \/>\nin questo servizio il sacerdote deve inserirsi. Cos&igrave; la parola &ldquo;servire&rdquo;<br \/>\ncomporta molte dimensioni. Certamente ne fa parte innanzitutto la retta<br \/>\ncelebrazione della Liturgia e dei Sacramenti in genere, compiuta con<br \/>\npartecipazione interiore. Dobbiamo imparare a comprendere sempre di pi&ugrave; la sacra<br \/>\nLiturgia in tutta la sua essenza, sviluppare una viva familiarit&agrave; con essa,<br \/>\ncosicch&eacute; diventi l&rsquo;anima della nostra vita quotidiana. &Egrave; allora che celebriamo<br \/>\nin modo giusto, allora emerge da s&eacute; l&rsquo;<i>ars celebrandi<\/i>, l&rsquo;arte del<br \/>\ncelebrare. In quest&rsquo;arte non deve esserci niente di artefatto. Deve diventare<br \/>\nuna cosa sola con l&rsquo;arte del vivere rettamente. Se la Liturgia &egrave; un compito<br \/>\ncentrale del sacerdote, ci&ograve; significa anche che la preghiera deve essere una<br \/>\nrealt&agrave; prioritaria da imparare sempre di nuovo e sempre pi&ugrave; profondamente alla<br \/>\nscuola di Cristo e dei santi di tutti i tempi. Poich&eacute; la Liturgia cristiana, per<br \/>\nsua natura, &egrave; sempre anche annuncio, dobbiamo essere persone che con la Parola<br \/>\ndi Dio hanno familiarit&agrave;, la amano e la vivono: solo allora potremo spiegarla in<br \/>\nmodo adeguato. &ldquo;Servire il Signore&rdquo; &ndash; il servizio sacerdotale significa proprio<br \/>\nanche imparare a conoscere il Signore nella sua Parola e a farLo conoscere a<br \/>\ntutti coloro che Egli ci affida.\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\nFanno parte del servire, infine, ancora due altri aspetti. Nessuno &egrave; cos&igrave; vicino<br \/>\nal suo signore come il servo che ha accesso alla dimensione pi&ugrave; privata della<br \/>\nsua vita. In questo senso &ldquo;servire&rdquo; significa vicinanza, richiede familiarit&agrave;.<br \/>\nQuesta familiarit&agrave; comporta anche un pericolo: quello che il sacro da noi<br \/>\ncontinuamente incontrato divenga per noi abitudine. Si spegne cos&igrave; il timor<br \/>\nriverenziale. Condizionati da tutte le abitudini, non percepiamo pi&ugrave; il fatto<br \/>\ngrande, nuovo, sorprendente, che Egli stesso sia presente, ci parli, si doni a<br \/>\nnoi. Contro questa assuefazione alla realt&agrave; straordinaria, contro l&rsquo;indifferenza<br \/>\ndel cuore dobbiamo lottare senza tregua, riconoscendo sempre di nuovo la nostra<br \/>\ninsufficienza e la grazia che vi &egrave; nel fatto che Egli si consegni cos&igrave; nelle<br \/>\nnostre mani. Servire significa vicinanza, ma significa soprattutto anche<br \/>\nobbedienza. Il servo sta sotto la parola: &ldquo;Non sia fatta la mia, ma la tua<br \/>\nvolont&agrave;!&rdquo; (<i>Lc<\/i> 22, 42). Con questa parola, Ges&ugrave; nell&rsquo;Orto degli ulivi ha<br \/>\nrisolto la battaglia decisiva contro il peccato, contro la ribellione del cuore<br \/>\ncaduto. Il peccato di Adamo consisteva, appunto, nel fatto che egli voleva<br \/>\nrealizzare la sua volont&agrave; e non quella di Dio. La tentazione dell&rsquo;umanit&agrave; &egrave;<br \/>\nsempre quella di voler essere totalmente autonoma, di seguire soltanto la<br \/>\npropria volont&agrave; e di ritenere che solo cos&igrave; noi saremmo liberi; che solo grazie<br \/>\nad una simile libert&agrave; senza limiti l&rsquo;uomo sarebbe completamente uomo,<br \/>\ndiventerebbe divino. Ma proprio cos&igrave; ci poniamo contro la verit&agrave;. Poich&eacute; la<br \/>\nverit&agrave; &egrave; che noi dobbiamo condividere la nostra libert&agrave; con gli altri e possiamo<br \/>\nessere liberi soltanto in comunione con loro. Questa libert&agrave; condivisa pu&ograve;<br \/>\nessere libert&agrave; vera solo se con essa entriamo in ci&ograve; che costituisce la misura<br \/>\nstessa della libert&agrave;, se entriamo nella volont&agrave; di Dio. Questa obbedienza<br \/>\nfondamentale che fa parte dell&rsquo;essere uomini, diventa ancora pi&ugrave; concreta nel<br \/>\nsacerdote: noi non annunciamo noi stessi, ma Lui e la sua Parola, che non<br \/>\npotevamo ideare da soli. Non inventiamo la Chiesa cos&igrave; come vorremmo che fosse,<br \/>\nma annunciamo la Parola di Cristo in modo giusto solo nella comunione del suo<br \/>\nCorpo. La nostra obbedienza &egrave; un credere con la Chiesa, un pensare e parlare con<br \/>\nla Chiesa, un servire con essa. Rientra in questo sempre anche ci&ograve; che Ges&ugrave; ha<br \/>\npredetto a Pietro: &ldquo;Sarai portato dove non volevi&rdquo;. Questo farsi guidare dove<br \/>\nnon vogliamo &egrave; una dimensione essenziale del nostro servire, ed &egrave; proprio ci&ograve;<br \/>\nche ci rende liberi. In un tale essere guidati, che pu&ograve; essere contrario alle<br \/>\nnostre idee e progetti, sperimentiamo la cosa nuova &ndash; la ricchezza dell&rsquo;amore di<br \/>\nDio.\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\n&ldquo;Stare davanti a Lui e servirLo&rdquo;: Ges&ugrave; Cristo come il vero Sommo Sacerdote del<br \/>\nmondo ha conferito a queste parole una profondit&agrave; prima inimmaginabile. Egli,<br \/>\nche come Figlio era ed &egrave; il Signore, ha voluto diventare quel servo di Dio che<br \/>\nla visione del<i> Libro del profeta Isaia<\/i> aveva previsto. Ha voluto essere<br \/>\nil servo di tutti. Ha raffigurato l&rsquo;insieme del suo sommo sacerdozio nel gesto<br \/>\ndella lavanda dei piedi. Con il gesto dell&rsquo;amore sino alla fine Egli lava i<br \/>\nnostri piedi sporchi, con l&rsquo;umilt&agrave; del suo servire ci purifica dalla malattia<br \/>\ndella nostra superbia. Cos&igrave; ci rende capaci di diventare commensali di Dio. Egli<br \/>\n&egrave; disceso, e la vera ascesa dell&rsquo;uomo si realizza ora nel nostro scendere con<br \/>\nLui e verso di Lui. La sua elevazione &egrave; la Croce. &Egrave; la discesa pi&ugrave; profonda e,<br \/>\ncome amore spinto sino alla fine, &egrave; al contempo il culmine dell&rsquo;ascesa, la vera<br \/>\n&ldquo;elevazione&rdquo; dell&rsquo;uomo. &ldquo;Stare davanti a Lui e servirLo&rdquo; &ndash; ci&ograve; significa ora<br \/>\nentrare nella sua chiamata di servo di Dio. L&rsquo;Eucaristia come presenza della<br \/>\ndiscesa e dell&rsquo;ascesa di Cristo rimanda cos&igrave; sempre, al di l&agrave; di se stessa, ai<br \/>\nmolteplici modi del servizio dell&rsquo;amore del prossimo. Chiediamo al Signore, in<br \/>\nquesto giorno, il dono di poter dire in tal senso nuovamente il nostro &ldquo;s&igrave;&rdquo; alla<br \/>\nsua chiamata: &ldquo;Eccomi. Manda me, Signore&rdquo; (<i>Is<\/i> 6, 8). Amen.\n<\/p>\n<p>\n&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"left\">\n<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/homilies\/2008\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #663300\">&copy; Copyright 2008 &#8211; Libreria<br \/>\nEditrice Vaticana<\/span><\/a> <span style=\"color: #663300\"><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/homilies\/2008\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span> <\/span><\/a> <br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SANTA MESSA DEL CRISMA -OMELIA DI SUA SANTIT&Agrave; BENEDETTO XVI Basilica Vaticana &#8211; gioved&igrave; Santo, 20 marzo 2008<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-209","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-audio-cattolici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=209"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/209\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}