{"id":1683,"date":"2008-11-12T15:23:19","date_gmt":"2008-11-12T14:23:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/?p=1683"},"modified":"2026-07-01T18:37:35","modified_gmt":"2026-07-01T18:37:35","slug":"udienza-generale-del-12-novembre-2008-san-paolo-12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=1683","title":{"rendered":"Udienza Generale del 12 novembre 2008 &#8211; San Paolo (12)"},"content":{"rendered":"<p>Udienza Generale con il Santo Padre Benedetto XVI.<br \/>\n <strong>Quando: <\/strong>12 novembre 2008 | <strong>Dove<\/strong>: Piazza San Pietro (Roma) |<strong> Durata<\/strong>: 00:33:41:86<\/p>\n<p><a title=\"Fonte: DeviantArt\" rel=\"facebox\" href=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/after_resurrection_by_etp56.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1684\" title=\"Dopo la risurrezione\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/after_resurrection_by_etp56-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><em>Cari fratelli e sorelle<\/em>,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il tema della risurrezione, sul quale ci siamo soffermati la scorsa settimana,  apre una nuova prospettiva, quella dell&#8217;attesa del ritorno del Signore, e perci\u00f2  ci porta a riflettere sul rapporto tra il tempo presente, tempo della Chiesa e  del Regno di Cristo, e il futuro (<em>\u00e9schaton<\/em>) che ci attende, quando  Cristo consegner\u00e0 il Regno al Padre (cfr <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXS.HTM\"> <em>1 Cor<\/em> 15,24<\/a>). Ogni discorso  cristiano sulle cose ultime, chiamato <em>escatologia<\/em>, parte sempre  dall\u2019evento della risurrezione: in questo avvenimento le cose ultime sono gi\u00e0  incominciate e, in un certo senso, gi\u00e0 presenti.<\/p>\n<div class=\"teaser\">\n<h3>Info Box<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"vertical-align: middle;\" title=\"Ascolta il file\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/images\/sound.png\" alt=\"Ascolta\" \/> Ascolta: [audio:http:\/\/media01.vatiradio.va\/podcast\/00137825.MP3]<br \/>\n <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"vertical-align: middle;\" title=\"Note\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/images\/notes.png\" alt=\"Note\" width=\"24\" height=\"24\" \/> Note: <strong>Radio Vaticana<\/strong> via FeedRss <em>(The content of this podcast is copyrighted by Vatican Radio which, according to its statute, is entrusted to manage and protect the sound recordings of the Roman Pontiff, ensuring that their pastoral character and intellectual property&#8217;s rights are protected when used by third parties. The content of this podcast is made available only for personal and private use and cannot be exploited for commercial purposes, without prior written authorization by Vatican Radio. For further information, please contact the International Relation Office at relint@vatiradio.va)<\/em><\/p>\n<div><span class=\"morebis\"><img decoding=\"async\" style=\"vertical-align: middle;\" title=\"Link\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/images\/web.png\" alt=\"Link\" \/> <a href=\"http:\/\/www.radiovaticana.org\/\" target=\"_blank\">Fonte della notizia<\/a> <a href=\"\/\"><img decoding=\"async\" style=\"vertical-align: middle;\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/\/images\/download.png\" alt=\"Download del file\" \/><\/a> Download Multimedia<\/span><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente nell\u2019anno 52 san Paolo ha scritto la prima delle sue lettere, la  prima <em>Lettera ai Tessalonicesi,<\/em> dove parla di questo ritorno di Ges\u00f9,  chiamato <em>parusia, avvento, <\/em>nuova e definitiva e manifesta presenza (cfr <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYU.HTM\">4,13-18<\/a>). Ai Tessalonicesi, che hanno i loro dubbi e i loro problemi, l&#8217;Apostolo  scrive cos\u00ec: \u201cSe infatti crediamo che Ges\u00f9 \u00e8 morto ed \u00e8 risorto, cos\u00ec anche Dio,  per mezzo di Ges\u00f9, raduner\u00e0 con lui coloro che sono morti\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYU.HTM\">4,14<\/a>). E continua:  \u201cPrima risorgeranno i morti in Cristo, quindi noi, che viviamo e che saremo  ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro  al Signore in alto, e cos\u00ec saremo sempre con il Signore\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYU.HTM\">4,16-17<\/a>). Paolo  descrive la <em>parusia<\/em> di Cristo con accenti quanto mai vivi e con immagini  simboliche, che trasmettono per\u00f2 un messaggio semplice e profondo: alla fine  saremo sempre con il Signore. E\u2019 questo, al di l\u00e0 delle immagini, il messaggio  essenziale: il nostro futuro \u00e8 \u201cessere con il Signore\u201d; in quanto credenti,  nella nostra vita noi siamo gi\u00e0 con il Signore; il nostro futuro, la vit\u00e0  eterna, \u00e8 gi\u00e0 cominciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda<em> Lettera ai Tessalonicesi<\/em> Paolo cambia la prospettiva; parla  di eventi negativi, che dovranno precedere quello finale e conclusivo. Non  bisogna lasciarsi ingannare \u2013 dice \u2013 come se il giorno del Signore fosse davvero  imminente, secondo un calcolo cronologico: \u201cRiguardo alla venuta del Signore  nostro Ges\u00f9 Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non  lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare n\u00e9 da ispirazioni n\u00e9 da  discorsi, n\u00e9 da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno  del Signore sia gi\u00e0 presente. Nessuno vi inganni in alcun modo!\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYX.HTM\">2,1-3<\/a>). Il  prosieguo di questo testo annuncia che prima dell\u2019arrivo del Signore vi sar\u00e0  l&#8217;apostasia e dovr\u00e0 essere rivelato un non meglio identificato \u2018uomo iniquo\u2019, il  \u2018figlio della perdizione\u2019 (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYX.HTM\">2,3<\/a>), che la tradizione chiamer\u00e0 poi l\u2019Anticristo. Ma  l\u2019intenzione di questa Lettera di san Paolo \u00e8 innanzitutto pratica; egli scrive:  \u201cQuando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non  vuol lavorare, neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni tra di voi vivono una  vita disordina, senza fare nulla e sempre in agitazione. A questi tali,  esortandoli nel Signore Ges\u00f9 Cristo, ordiniamo di guadagnarsi il pane lavorando  con tranquillit\u00e0\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYY.HTM\">3, 10-12<\/a>). In altre parole, l\u2019attesa della <em>parusia<\/em> di  Ges\u00f9 non dispensa dall\u2019impegno in questo mondo, ma al contrario crea  responsabilit\u00e0 davanti al Giudice divino circa il nostro agire in questo mondo.  Proprio cos\u00ec cresce la nostra responsabilit\u00e0 di lavorare <em>in<\/em> e <em>per<\/em> questo mondo. Vedremo la stessa cosa domenica prossima nel Vangelo dei talenti,  dove il Signore ci dice che ha affidato talenti a tutti e il Giudice chieder\u00e0  conto di essi dicendo: Avete portato frutto? Quindi l\u2019attesa del ritorno implica  responsabilit\u00e0 per questo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa cosa e lo stesso nesso tra <em>parusia<\/em> \u2013 ritorno del  Giudice\/Salvatore \u2013 e impegno nostro nella nostra vita appare in un altro  contesto e con nuovi aspetti nella <em>Lettera ai Filippesi<\/em>. Paolo \u00e8 in  carcere e aspetta la sentenza che pu\u00f2 essere di condanna a morte. In questa  situazione pensa al suo futuro essere con il Signore, ma pensa anche alla  comunit\u00e0 di Filippi che ha bisogno del proprio padre, di Paolo, e scrive: \u201cPer  me infatti il vivere \u00e8 Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo  significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto  infatti tra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere  con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi \u00e8 pi\u00f9 necessario che io  rimanga nel corpo. Persuaso di questo, so che rimarr\u00f2 e continuer\u00f2 a rimanere in  mezzo a voi tutti, per il progresso e la gioia della vostra fede, affinch\u00e8 il  vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre pi\u00f9 in Cristo Ges\u00f9, con il mio  ritorno tra voi\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYJ.HTM\">1, 21-26<\/a>). Paolo non ha paura della morte, al  contrario: essa indica infatti il completo essere con Cristo. Ma Paolo partecipa  anche dei sentimenti di Cristo, il quale non ha vissuto per se, ma per noi.  Vivere per gli altri diventa il programma della sua vita e perci\u00f2 dimostra la  sua perfetta disponibilit\u00e0 alla volont\u00e0 di Dio, a quel che Dio decider\u00e0. \u00c8  disponibile soprattutto, anche in futuro, a vivere su questa terra per gli  altri, a vivere per Cristo, a vivere per la sua viva presenza e cos\u00ec per il  rinnovamento del mondo. Vediamo che questo suo essere con Cristo crea una grande  libert\u00e0 interiore: libert\u00e0 davanti alla minaccia della morte, ma libert\u00e0 anche  davanti a tutti gli impegni e le sofferenze della vita. \u00c8 semplicemente  disponibile per Dio e realmente libero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E passiamo adesso, dopo avere esaminato i diversi aspetti dell&#8217;attesa della  parusia del Cristo, a domandarci: quali sono gli atteggiamenti fondamentali del  cristiano riguardo alla cose ultime: la morte, la fine del mondo? Il primo  atteggiamento \u00e8 la certezza che Ges\u00f9 \u00e8 risorto, \u00e8 col Padre, e proprio cos\u00ec \u00e8  con noi, per sempre. E nessuno \u00e8 pi\u00f9 forte di Cristo, perch\u00e9 Egli \u00e8 col Padre, \u00e8  con noi. Siamo perci\u00f2 sicuri, liberati dalla paura. Questo era un effetto  essenziale della predicazione cristiana. La paura degli spiriti, delle divinit\u00e0  era diffusa in tutto il mondo antico. E anche oggi i missionari, insieme con  tanti elementi buoni delle religioni naturali, trovano la paura degli spiriti,  dei poteri nefasti che ci minacciano. Cristo vive, ha vinto la morte e ha vinto  tutti questi poteri. In questa certezza, in questa libert\u00e0, in questa gioia  viviamo. Questo \u00e8 il primo aspetto del nostro vivere riguardo al futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, la certezza che Cristo \u00e8 con me. E come in Cristo  il mondo futuro \u00e8 gi\u00e0 cominciato, questo d\u00e0 anche certezza della speranza. Il  futuro non \u00e8 un buio nel quale nessuno si orienta. Non \u00e8 cos\u00ec. Senza Cristo,  anche oggi per il mondo il futuro \u00e8 buio, c&#8217;\u00e8 tanta paura del futuro. Il  cristiano sa che la luce di Cristo \u00e8 pi\u00f9 forte  e perci\u00f2 vive in una speranza  non vaga, in una speranza che d\u00e0 certezza e d\u00e0 coraggio per affrontare il  futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, il terzo atteggiamento. Il Giudice che ritorna \u2014  \u00e8 giudice e salvatore  insieme \u2014  ci ha lasciato l\u2019impegno di vivere in questo mondo secondo il suo  modo di vivere. Ci ha consegnato i suoi talenti. Perci\u00f2 il nostro terzo  atteggiamento \u00e8: responsabilit\u00e0 per il mondo, per i fratelli davanti a Cristo, e  nello stesso tempo anche certezza della sua misericordia. Ambedue le cose sono  importanti. Non viviamo come se il bene e il male fossero uguali, perch\u00e9 Dio pu\u00f2  essere solo misericordioso. Questo sarebbe un inganno. In realt\u00e0, viviamo in una  grande responsabilit\u00e0. Abbiamo i talenti, siamo incaricati di lavorare perch\u00e9  questo mondo si apra a Cristo, sia rinnovato. Ma pur lavorando e sapendo nella  nostra responsabilit\u00e0 che Dio \u00e8 giudice vero, siamo anche sicuri che questo  giudice \u00e8 buono, conosciamo il suo volto, il volto del Cristo risorto, del  Cristo crocifisso per noi. Perci\u00f2 possiamo essere sicuri della sua bont\u00e0 e  andare avanti con grande coraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ulteriore dato dell\u2019insegnamento paolino riguardo all&#8217;escatologia \u00e8 quello  dell\u2019<em>universalit\u00e0<\/em> <em>della chiamata alla fede, <\/em>che riunisce Giudei e  Gentili, cio\u00e8 i pagani, come <em>segno e anticipazione <\/em>della realt\u00e0 futura,  per cui possiamo dire che noi sediamo gi\u00e0 nei cieli con Ges\u00f9 Cristo, ma per  mostrare nei secoli futuri la ricchezza della grazia (cfr <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PYE.HTM\"> <em>Ef<\/em> 2,6s<\/a>): il <em> dopo <\/em>diventa un <em>prima <\/em>per rendere evidente lo stato di incipiente  realizzazione in cui viviamo. Ci\u00f2 rende tollerabili le sofferenze del momento  presente, che non sono comunque paragonabili alla gloria futura (cfr <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PX5.HTM\"> <em>Rm<\/em> 8,18<\/a>). Si cammina nella fede e non in visione, e se anche sarebbe preferibile  andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore, quel che conta in  definitiva, dimorando nel corpo o esulando da esso, \u00e8 che si sia graditi a Lui (cfr <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXY.HTM\"> <em>2 Cor<\/em> 5,7-9<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, un ultimo punto che forse appare un po&#8217; difficile per noi.  San Paolo alla conclusione della sua prima <em>Lettera ai Corinzi<\/em> ripete e  mette in bocca anche ai Corinzi una preghiera nata nelle prime comunit\u00e0  cristiane dell&#8217;area palestinese: <em>Maran\u00e0, th\u00e0!<\/em> che letteralmente significa  \u201cSignore nostro, vieni!\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXT.HTM\">16,22<\/a>). Era la preghiera della prima cristianit\u00e0, e anche l&#8217;ultimo libro del Nuovo Testamento, l&#8217;Apocalisse, si chiude con questa preghiera: \u201cSignore, vieni!\u201d. Possiamo pregare anche noi cos\u00ec? Mi sembra che per noi oggi, nella nostra vita, nel nostro mondo, sia difficile pregare sinceramente perch\u00e9 perisca questo mondo, perch\u00e9 venga la nuova Gerusalemme, perch\u00e8 venga il giudizio ultimo e il giudice, Cristo. Penso che se sinceramente non osiamo pregare cos\u00ec per molti motivi, tuttavia in un modo giusto e corretto anche noi possiamo dire, con la prima cristianit\u00e0: \u201cVieni, Signore Ges\u00f9!\u201d. Certo, non vogliamo che adesso venga la fine del mondo. Ma, d&#8217;altra parte, vogliamo anche che finisca questo mondo ingiusto. Vogliamo anche noi che il mondo sia fondamentalmente cambiato, che incominci la civilt\u00e0 dell&#8217;amore, che arrivi un mondo di giustizia, di pace, senza violenza, senza fame. Tutto questo vogliamo: e come potrebbe succedere senza la presenza di Cristo? Senza la presenza di Cristo non arriver\u00e0 mai un mondo realmente giusto e rinnovato. E anche se in un altro modo, totalmente e in profondit\u00e0, possiamo e dobbiamo dire anche noi, con grande urgenza e nelle circostanze del nostro tempo: Vieni, Signore! Vieni nel tuo modo, nei modi che tu conosci. Vieni dove c&#8217;\u00e8 ingiustizia e violenza. Vieni nei campi di profughi, nel Darfur, nel Nord Kivu, in tanti parti del mondo. Vieni dove domina la droga. Vieni anche tra quei ricchi che ti hanno dimenticato, che vivono solo per se stessi. Vieni dove tu sei sconosciuto. Vieni  nel modo tuo e rinnova il mondo di oggi. Vieni anche nei nostri cuori, vieni e rinnova il nostro vivere, vieni nel nostro cuore perch\u00e9 noi stessi possiamo divenire luce di Dio, presenza tua. In questo senso preghiamo con san Paolo: <em>Maran\u00e0, th\u00e0<\/em>! \u201cVieni, Signore Ges\u00f9!\u201d, e preghiamo perch\u00e9 Cristo sia  realmente presente oggi nel nostro mondo e lo rinnovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Saluti:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare,  saluto il Capitolo Generale delle <em>Suore Figlie di Maria Ausliatrice<\/em>. Care  sorelle mi unisco con gioia alla vostra gratitudine a Dio per i doni ricevuti in  questi mesi, durante i quali avete riflettuto insieme sul presente e il futuro  del vostro Istituto. Invoco una rinnovata effusione di grazia divina sulla nuova  Superiora Generale e il suo Consiglio, come pure sull\u2019intera Congregazione  perch\u00e9 possiate proseguire con entusiasmo la vostra missione apostolica. San  Giovanni Bosco, Santa Maria Mazzarello e tutti i Santi e Beati della grande  Famiglia salesiana vi ottengano il dono di una sempre pi\u00f9 feconda e lieta  adesione ai consigli evangelici. Saluto i partecipanti al raduno dei <em>Maestri  del Commercio <\/em>e li ringrazio per la loro gradita visita. Saluto i fedeli di <em>Carpineto Romano<\/em>, qui convenuti con il loro Vescovo Mons. Lorenzo Loppa,  e li affido alla materna intercessione della Vergine Immacolata, loro celeste  patrona. Saluto con affetto il pellegrinaggio dell\u2019Arcidiocesi di Milano,  guidato dal loro Pastore, il Cardinale Dionigi Tettamanzi. Cari amici, siete  venuti a Roma per consegnarmi i primi due esemplari del nuovo Lezionario  Ambrosiano: \u00e8 questo un modo concreto per esprimere i profondi vincoli di  comunione che legano la vostra Arcidiocesi al Successore di Pietro. Vi ringrazio  per questo gesto cos\u00ec carico di significato ecclesiale e vi esorto ad accogliere  il nuovo Lezionario come un grande dono per l\u2019intera Comunit\u00e0 ambrosiana. Sia  per voi strumento prezioso per un rinnovato impegno missionario nell\u2019annunciare  il Vangelo in ogni ambito della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saluto, infine, i <em>giovani<\/em>, i <em>malati<\/em> e gli sposi novelli. L&#8217;esempio  di san Martino, di cui ieri abbiamo celebrato la festa, sia per voi, cari <em> giovani<\/em>, spinta ad una sempre generosa fedelt\u00e0 evangelica; sia per voi, cari <em>malati<\/em>, incoraggiamento a confidare nel Signore che mai abbandona i suoi  figli nel momento della prova; sia per voi, cari <em>sposi novelli<\/em>, stimolo a  rispettare e servire con coraggio la vita umana, che \u00e8 dono di Dio.<\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/audiences\/2008\/documents\/hf_ben-xvi_aud_20081112_it.html\" target=\"_blank\">\u00a9 Copyright 2008 &#8211; Libreria  Editrice Vaticana<\/a><\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fonte del podcast: <strong>Radio Vaticana<\/strong> via FeedRss<\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(The content of this podcast is copyrighted by Vatican Radio which, according to  its statute, is entrusted to manage and protect the sound recordings of the  Roman Pontiff, ensuring that their pastoral character and intellectual  property&#8217;s rights are protected when used by third parties. 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