{"id":160,"date":"2008-02-17T11:39:13","date_gmt":"2008-02-17T10:39:13","guid":{"rendered":"http:\/\/1270845046"},"modified":"2008-02-17T11:39:13","modified_gmt":"2008-02-17T10:39:13","slug":"cristo-presente-nei-cristiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=160","title":{"rendered":"Cristo presente nei cristiani"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/images\/stories\/logo\/audio.jpg\" width=\"30\" height=\"28\" style=\"float: left;\" hspace=\"6\" alt=\"Articolo con Audio Mp3\" title=\"Articolo con Audio Mp3\" border=\"0\" \/>E&#8217; stato pubblicato dal sito dell&#8217;Opus Dei l&#8217;audio scaricabile in mp3 dell&#8217;omelia di san Josemar&iacute;a &quot;<span class=\"highlight\">Cristo<br \/>\npresente nei cristiani<\/span>&quot;, presente nella raccolta di omelie &quot;E&#8217; Ges&ugrave; che passa&quot;.<br \/>\n<br \/><!--more--><\/p>\n<p>\n{mp3remote}http:\/\/multimedia.opusdei.org\/audio\/it\/gesu_che_passa_11_cristo_presente_nei_cristiani.mp3{\/mp3remote}&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<i>Cristo vive<\/i>. Questa &egrave; la grande verit&agrave; che riempie di contenuto la nostra<br \/>\nfede. Ges&ugrave;, che mor&igrave; sulla Croce, &egrave; risorto, ha trionfato sulla morte, sul<br \/>\npotere delle tenebre, sul dolore, sull&#8217;angoscia. <i>Non abbiate paura<\/i>: con<br \/>\nquesta esortazione un angelo salut&ograve; le donne che andavano al sepolcro. <i>Non<br \/>\nabbiate paura! Voi cercate Ges&ugrave; Nazareno, il crocifisso: &egrave; risorto, non &egrave;<br \/>\nqui<\/i>. <i>Haec est dies quam fecit Dominus, exultemus et laetemur in ea<\/i>;<br \/>\nquesto &egrave; il giorno che fece il Signore, esultiamo.<\/p>\n<p>Il tempo pasquale &egrave;<br \/>\ntempo di gioia, di una gioia che non &egrave; limitata a quest&#8217;epoca dell&#8217;anno<br \/>\nliturgico, ma &egrave; presente in ogni momento nell&#8217;animo del cristiano. Poich&eacute; Cristo<br \/>\nvive: Cristo non &egrave; un uomo del passato, che visse un tempo e poi se ne and&ograve;<br \/>\nlasciandoci un ricordo e un esempio meravigliosi. No: Cristo vive. Ges&ugrave; &egrave;<br \/>\nl&#8217;Emmanuele, Dio con noi. La sua Risurrezione ci rivela che Dio non abbandona<br \/>\nmai i suoi. <i>Si dimentica forse una donna del suo bambino, cos&igrave; da non<br \/>\ncommuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si<br \/>\ndimenticassero, io invece non ti dimenticher&ograve; mai<\/i>. Questa era la promessa e<br \/>\nl&#8217;ha mantenuta. Dio si delizia ancora di stare tra degli uomini.<\/p>\n<p>Cristo<br \/>\nvive nella sua Chiesa: <i>Ora io vi dico la verit&agrave;: &egrave; bene per voi che io me ne<br \/>\nvada, perch&eacute; se non me ne vado, non verr&agrave; a voi il Consolatore; ma quando me ne<br \/>\nsar&ograve; andato, ve lo mander&ograve;<\/i>. Questo era il disegno di Dio: Ges&ugrave;, morendo<br \/>\nsulla Croce, ci dava lo Spirito di Verit&agrave; e di Vita. Cristo resta nella sua<br \/>\nChiesa: nei suoi Sacramenti nella sua liturgia, nella sua predicazione, in tutta<br \/>\nla sua attivit&agrave;.<\/p>\n<p>In modo speciale Cristo continua a essere presente fra<br \/>\ndi noi nel dono quotidiano dell&#8217;Eucaristia. Per questo la Messa &egrave; centro e<br \/>\nradice della vita cristiana. In ogni Messa c&#8217;&egrave; sempre il Cristo totale, Capo e<br \/>\nCorpo. <i>Per Ipsum, et cum Ipso, et in Ipso<\/i>. Perch&eacute; Cristo &egrave; il Cammino, il<br \/>\nMediatore: in Lui troviamo tutto; fuori di Lui, la nostra vita resta vuota. In<br \/>\nGes&ugrave; Cristo, e istruiti da Lui, osiamo dire &mdash; <i>audemus dicere &mdash; Pater<br \/>\nNoster<\/i>, Padre nostro. Osiamo chiamare Padre il Signore dei Cieli e della<br \/>\nterra.<\/p>\n<p>La presenza di Ges&ugrave; vivente nell&#8217;Ostia &egrave; la garanzia, la radice e<br \/>\nil culmine della sua presenza nel mondo.<\/p>\n<p>103 Cristo vive nel cristiano.<br \/>\nLa fede ci dice che l&#8217;uomo in stato di grazia, &egrave; <i>divinizzato<\/i>. Noi non<br \/>\nsiamo angeli; siamo uomini e donne, esseri di carne e ossa, con un cuore e delle<br \/>\npassioni, con tristezze e gioie. Ma la divinizzazione trasforma tutto l&#8217;uomo,<br \/>\ncome un anticipo della risurrezione gloriosa: <i>Cristo &egrave; davvero risuscitato<br \/>\ndai morti, primizia di coloro che sono morti. Poich&eacute; se a causa di un uomo venne<br \/>\nla morte, a causa di un uomo verr&agrave; anche la risurrezione dei morti; e come tutti<br \/>\nmuoiono in Adamo, cos&igrave; tutti riceveranno la vita in Cristo<\/i>.<\/p>\n<p>La vita<br \/>\ndi Cristo &egrave; vita nostra, secondo quanto Egli promise ai suoi Apostoli il giorno<br \/>\ndell&#8217;ultima cena: <i>Se uno mi ama osserver&agrave; la mia parola, e il Padre mio lo<br \/>\namer&agrave; e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui<\/i>. Perci&ograve; il<br \/>\ncristiano deve vivere imitando la vita di Cristo, facendo propri i sentimenti di<br \/>\nCristo, in modo da poter esclamare con san Paolo: <i>Non vivo ego, vivit vero in<br \/>\nme Christus<\/i>, non sono io che vivo, &egrave; Cristo che vive in me.<\/p>\n<p>104 Ho<br \/>\nvoluto ricordare, sia pur brevemente, alcuni aspetti della vita attuale di<br \/>\nCristo &mdash; <i>Iesus Christus heri et hodie; ipse et in specula<\/i>&nbsp;&mdash; perch&eacute;<br \/>\ncostituiscono il fondamento di tutta la vita cristiana. Se ci guardiamo intorno<br \/>\ne consideriamo la storia dell&#8217;umanit&agrave; possiamo costatare dei progressi. La<br \/>\nscienza ha dato all&#8217;uomo una maggiore coscienza del suo potere. La tecnica<br \/>\ndomina la natura pi&ugrave; che nelle epoche passate, e permette che l&#8217;umanit&agrave; aspiri a<br \/>\nun pi&ugrave; alto livello di cultura, di benessere, di unit&agrave;.<\/p>\n<p>Alcuni riterranno<br \/>\ndi dover ridimensionare questo quadro, ricordando che gli uomini continuano a<br \/>\nsoffrire ingiustizie e guerre, addirittura peggiori di quelle del passato. Non<br \/>\nhanno torto. Ma aldil&agrave; di queste considerazioni, preferisco ricordare che,<br \/>\nnell&#8217;ordine religioso, l&#8217;uomo continua a essere uomo e Dio continua a essere<br \/>\nDio. In questo campo l&#8217;apice del progresso &egrave; stato gi&agrave; raggiunto: &egrave; Cristo, alfa<br \/>\ne omega, principio e fine.<\/p>\n<p>Nella vita spirituale non c&#8217;&egrave; una nuova epoca<br \/>\nda raggiungere. Tutto &egrave; gi&agrave; dato in Cristo, che &egrave; morto ed &egrave; risorto, e vive e<br \/>\npermane in eterno. Bisogna per&ograve; unirsi a Lui mediante la fede, lasciando che la<br \/>\nsua vita si manifesti in noi a tal punto che di ogni cristiano si possa dire non<br \/>\nsolo che &egrave; <i>alter Christus<\/i>, un altro Cristo, ma <i>ipse Christus<\/i>, lo<br \/>\nstesso Cristo.<\/p>\n<p>105 <i>Instaurare omnia in Christo<\/i>, questo &egrave; il motto<br \/>\ndi san Paolo per i cristiani di Efeso; informare tutto il mondo con lo spirito<br \/>\ndi Ges&ugrave;, mettere Cristo nelle viscere di ogni realt&agrave;: <i>Si exaltatus fuero a<br \/>\nterra, omnia traham ad meipsum<\/i>, quando sar&ograve; innalzato da terra, attirer&ograve;<br \/>\ntutto a me. Cristo, mediante la sua Incarnazione, la sua vita di lavoro a<br \/>\nNazaret, la sua predicazione e i suoi miracoli nelle contrade della Giudea e<br \/>\ndella Galilea, la sua morte in Croce, la sua Risurrezione, &egrave; il centro della<br \/>\ncreazione, &egrave; il Primogenito e il Signore di ogni creatura.<\/p>\n<p>La nostra<br \/>\nmissione di cristiani &egrave; di proclamare la regalit&agrave; di Cristo, annunciandola con<br \/>\nle nostre parole e le nostre opere. Il Signore vuole che i suoi fedeli<br \/>\nraggiungano ogni angolo della terra. Ne chiama alcuni nel deserto, lontano dalle<br \/>\npreoccupazioni della societ&agrave; umana, per ricordare agli altri, con la loro<br \/>\ntestimonianza, che Dio esiste. Ad altri affida il ministero sacerdotale. Ma i<br \/>\npi&ugrave; li vuole in mezzo al mondo, nelle occupazioni terrene. Pertanto, questi<br \/>\ncristiani devono portare Cristo in tutti gli ambienti in cui gli uomini<br \/>\nagiscono: nelle fabbriche, nei laboratori, nei campi, nelle botteghe degli<br \/>\nartigiani, nelle strade delle grandi citt&agrave; e nei sentieri di montagna.<\/p>\n<p>Mi<br \/>\npiace ricordare a questo proposito la scena della conversazione di Cristo coi<br \/>\ndiscepoli di Emmaus. Ges&ugrave; cammina insieme a due uomini che hanno perso quasi<br \/>\nogni speranza, tanto che la vita comincia a sembrar loro priva di significato.<br \/>\nNe comprende il dolore, entra nel loro cuore, comunica loro qualcosa della vita<br \/>\nche palpita in Lui. Quando arrivano al villaggio e Ges&ugrave; fa mostra di proseguire,<br \/>\nquei due discepoli lo trattengono e quasi lo costringono a restare con loro. Lo<br \/>\nriconoscono pi&ugrave; tardi, quando spezza il pane: &laquo; Il Signore &mdash; esclamano &mdash; &egrave; stato<br \/>\ncon noi &raquo;. <i>Ed essi si dissero l&#8217;un l&#8217;altro: &laquo; Non ci ardeva forse il cuore<br \/>\nnel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le<br \/>\nScritture? &raquo;<\/i>. Ogni cristiano deve rendere presente Cristo fra gli uomini;<br \/>\ndeve agire in modo tale che quelli che lo avvicinano riconoscano il <i>bonus<br \/>\nodor Christi<\/i>, il profumo di Cristo; deve comportarsi in modo che nelle<br \/>\nazioni del discepolo si scorga il volto del maestro.<\/p>\n<p>106 Il cristiano sa<br \/>\ndi essere inserito in Cristo mediante il Battesimo; reso idoneo a lottare per<br \/>\nCristo mediante la Cresima; chiamato a operare nel mondo mediante la<br \/>\npartecipazione alla funzione regale, profetica e sacerdotale di Cristo; reso una<br \/>\ncosa sola con Cristo mediante l&#8217;Eucaristia, sacramento dell&#8217;unit&agrave; e dell&#8217;amore.<br \/>\nPer questo, come Cristo, il cristiano deve vivere per gli altri uomini,<br \/>\nguardando con amore ciascuno di coloro che lo circondano e l&#8217;umanit&agrave;<br \/>\ntutta.<\/p>\n<p>La fede ci porta a riconoscere Cristo come Dio, a vederlo come<br \/>\nnostro Salvatore, a identificarci con Lui operando come Egli oper&ograve;. Il Risorto,<br \/>\ndopo aver sciolto tutti i dubbi dell&#8217;apostolo Tommaso mostrandogli le proprie<br \/>\npiaghe, esclama: <i>Beati quelli che pur non avendo visto, crederanno<\/i>. Qui &mdash;<br \/>\ncommenta san Gregorio Magno &mdash; <i>si parla in modo particolare di noi che<br \/>\npossediamo spiritualmente Colui che non abbiamo visto corporalmente. Si parla di<br \/>\nnoi, ma a condizione che le nostre azioni siano conformi alla nostra fede. Crede<br \/>\nveramente solo colui che, nelle sue azioni, mette in pratica ci&ograve; che crede. Per<br \/>\nquesto, a proposito di coloro che della fede possiedono solo le parole, san<br \/>\nPaolo dice: &laquo; Dicono di conoscere Dio, ma lo negano con le opere<br \/>\n&raquo;<\/i>.<\/p>\n<p>Non &egrave; possibile separare in Cristo il suo essere Dio-Uomo e la sua<br \/>\nfunzione di Redentore. Il Verbo si fece carne e venne sulla terra <i>ut omnes<br \/>\nhomines salvi fiant<\/i>, per salvare tutti gli uomini. Nonostante le nostre<br \/>\nmiserie e le nostre limitazioni, ciascuno di noi &egrave; un altro Cristo, lo stesso<br \/>\nCristo, anche noi chiamati a servire tutti gli uomini.<\/p>\n<p>&Egrave;&nbsp;necessario far<br \/>\nrisuonare ancora una volta quel comandamento che rester&agrave; in vigore nei secoli:<br \/>\n<i>Carissimi<\/i> &mdash; dice san Giovanni &mdash; <i>non vi scrivo un nuovo comandamento,<br \/>\nma un comandamento antico, che avete ricevuto fin da principio. Il comandamento<br \/>\nantico &egrave; la parola che avete udito. E tuttavia &egrave; un comandamento nuovo quello di<br \/>\ncui vi scrivo, il che &egrave; vero in lui e in voi, perch&eacute; le tenebre stanno<br \/>\ndiradandosi e la vera luce gi&agrave; risplende. Chi dice di essere nella luce e odia<br \/>\nsuo fratello, &egrave; ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, dimora nella luce e<br \/>\nnon v&#8217;&egrave; in lui occasione di inciampo<\/i>.<\/p>\n<p>Nostro Signore &egrave; venuto a<br \/>\nportare la pace, la buona novella, la vita a tutti gli uomini. Non ai ricchi<br \/>\nsoltanto, e nemmeno soltanto ai poveri. Non solo ai sapienti, n&eacute; solo agli<br \/>\ningenui. A tutti. Ai fratelli, perch&eacute; siamo tutti fratelli, figli di uno stesso<br \/>\nPadre, Dio. Per cui non c&#8217;&egrave; che una razza: la razza dei figli di Dio. Non c&#8217;&egrave;<br \/>\nche un colore: il colore dei figli di Dio. E non c&#8217;&egrave; che una lingua: quella che<br \/>\nparla al cuore e alla mente e, senza suono di parole, ci fa conoscere Dio, e fa<br \/>\ns&igrave; che ci amiamo scambievolmente.<\/p>\n<p>107 &Egrave; questo l&#8217;amore di Cristo, che<br \/>\nciascuno di noi deve sforzarsi di realizzare nella propria vita. Ma per essere<br \/>\n<i>ipse Christus<\/i> bisogna <i>rispecchiarsi in Lui<\/i>. Non &egrave; sufficiente<br \/>\navere un&#8217;idea generica dello spirito di Ges&ugrave;; bisogna imparare da Lui dettagli e<br \/>\natteggiamenti. E, soprattutto, bisogna contemplare il suo passaggio sulla terra,<br \/>\nle sue orme, per trarne forza, luce, serenit&agrave;, pace.<\/p>\n<p>Quando si ama una<br \/>\npersona si desidera sapere anche i minimi particolari della sua esistenza, del<br \/>\nsuo carattere, per avvicinarsi il pi&ugrave; possibile a lei. Per questo dobbiamo<br \/>\nmeditare la storia di Cristo, dalla nascita nel presepio fino alla morte e alla<br \/>\nrisurrezione. Nei primi anni del mio lavoro sacerdotale, regalavo spesso il<br \/>\nVangelo o libri in cui si narrava la vita di Ges&ugrave;: perch&eacute; &egrave; necessario<br \/>\nconoscerla bene, averla ben presente nella mente e nel cuore, in modo che, in<br \/>\nogni momento, senza pi&ugrave; bisogno di libri, chiudendo gli occhi, possiamo<br \/>\ncontemplarla come in un film e, quando dobbiamo decidere come comportarci,<br \/>\npossiamo richiamare alla mente le parole e i gesti del Signore.<\/p>\n<p>Allora ci<br \/>\nsentiremo innestati nella sua vita. Non si tratta solo di pensare a Ges&ugrave;, di<br \/>\nrappresentarci quelle scene: dobbiamo prendervi parte, esserne attori, seguire<br \/>\nCristo standogli accanto come la Madonna, come i primi dodici, come le sante<br \/>\ndonne, come le moltitudini che si affollavano intorno a Lui. Se ci comportiamo<br \/>\ncos&igrave;, se non frapponiamo ostacoli, le parole di Cristo penetreranno nel fondo<br \/>\ndella nostra anima e ci trasformeranno. Perch&eacute; <i>la parola di Dio &egrave; viva,<br \/>\nefficace, &egrave; pi&ugrave; tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al<br \/>\npunto di divisione dell&#8217;anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e<br \/>\nscruta i sentimenti e i pensieri del cuore<\/i>.<\/p>\n<p>Se vogliamo condurre al<br \/>\nSignore altri uomini, &egrave; necessario ricorrere al Vangelo e contemplare l&#8217;amore di<br \/>\nCristo. Potremmo fermarci alle scene culminanti della Passione, perch&eacute;, come<br \/>\nEgli stesso disse, <i>nessuno ha un amore pi&ugrave; grande di questo: dare la vita per<br \/>\ni propri amici<\/i>. Ma possiamo considerare anche il resto della sua vita, il<br \/>\nsuo modo abituale di trattare coloro che incontrava.<\/p>\n<p>Cristo, perfetto Dio<br \/>\ne perfetto Uomo, per far arrivare agli uomini la sua dottrina di salvezza e per<br \/>\nmanifestare loro l&#8217;amore di Dio, procedette in modo umano e divino. Dio scende<br \/>\nal nostro livello, assume senza riserve la nostra natura, fatta eccezione per il<br \/>\npeccato.<\/p>\n<p>Mi riempie di gioia considerare che Cristo ha voluto essere<br \/>\npienamente uomo, di carne come noi. Mi commuove contemplare il fatto<br \/>\nmeraviglioso di un Dio che ama con un cuore umano.<\/p>\n<p>108 Fra tutte le scene<br \/>\nricordate dagli evangelisti, fermiamoci a meditarne alcune, cominciando dagli<br \/>\nepisodi della vita di Ges&ugrave; con i dodici. L&#8217;apostolo Giovanni, che profonde nel<br \/>\nsuo Vangelo l&#8217;esperienza di tutta una vita, racconta la sua prima conversazione<br \/>\ncon Ges&ugrave; con il tono di chi narra vicende che non si dimenticano pi&ugrave;. <i>Maestro<br \/>\ndove abiti? Disse loro: &laquo; Venite e vedrete &raquo;. Andarono dunque e videro dove<br \/>\nabitava, e quel giorno si fermarono presso di lui<\/i>. Dialogo divino e umano,<br \/>\nche trasform&ograve; la vita di Giovanni e di Andrea, di Pietro, di Giacomo e di tanti<br \/>\naltri; che prepar&ograve; i loro cuori ad accogliere le parole imperiose che Ges&ugrave;<br \/>\navrebbe loro rivolto presso il mare di Galilea. <i>Mentre camminava lungo il<br \/>\nmare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo<br \/>\nfratello, che gettavano la rete in mare, poich&eacute; erano pescatori. E disse loro: &laquo;<br \/>\nSeguitemi, vi far&ograve; pescatori d&#8217;uomini &raquo;. Ed essi subito, lasciate le reti, lo<br \/>\nseguirono<\/i>.<\/p>\n<p>Nei tre anni successivi, Ges&ugrave; vive con i suoi discepoli,<br \/>\nli conosce, risponde alle loro domande, risolve i loro dubbi. &Egrave; il Rabbi, il<br \/>\nMaestro che parla con autorit&agrave;, il Messia inviato da Dio; ma &egrave; anche tanto<br \/>\naccessibile, tanto vicino. Un giorno Ges&ugrave; si ritira in orazione; i discepoli<br \/>\nerano vicini a lui, forse lo osservavano e cercavano di indovinare le sue<br \/>\nparole. Quando Ges&ugrave; ritorna, uno di loro chiede: <i>Domine, doce nos orare,<br \/>\nsicut docuit et Ioannes discipulos suos<\/i>; insegnaci a pregare, come Giovanni<br \/>\nfece coi suoi discepoli. <i>E Ges&ugrave; rispose: &laquo; Quando pregate dite: Padre, sia<br \/>\nsantificato il tuo nome&#8230; &raquo;<\/i>.<\/p>\n<p>Con autorit&agrave; divina e con affetto umano<br \/>\nil Signore accoglie gli Apostoli che, meravigliati dai frutti della prima<br \/>\nmissione, commentano i primi eventi del loro apostolato: <i>Venite in disparte,<br \/>\nin un luogo solitario, e riposatevi un poco<\/i>.<\/p>\n<p>Una scena analoga si<br \/>\nripete verso la fine della permanenza di Ges&ugrave; sulla terra, poco prima<br \/>\ndell&#8217;Ascensione. <i>Quando gi&agrave; era l&#8217;alba Ges&ugrave; si present&ograve; sulla riva, ma i<br \/>\ndiscepoli non si erano accorti che era Ges&ugrave;. Ges&ugrave; disse loro: &laquo; Figlioli, non<br \/>\navete nulla da mangiare? &raquo;<\/i>. E dopo questa richiesta cos&igrave; umana, un comando<br \/>\ndivino: <i>&laquo; Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete &raquo;. La<br \/>\ngettarono e non potevano pi&ugrave; tirarla su per la grande quantit&agrave; di pesci. Allora<br \/>\nquel discepolo che Ges&ugrave; amava disse a Pietro: &laquo; &Egrave; il Signore! &raquo;.<\/i> E Dio li<br \/>\naspetta sulla riva. <i>Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del<br \/>\npesce sopra, e del pane. Disse loro Ges&ugrave;: &laquo; Portate un po&#8217; del pesce che avete<br \/>\npreso or ora &raquo;. Allora Simon Pietro sal&igrave; sulla barca e trasse a terra la rete<br \/>\npiena di centocinquantatr&eacute; grossi pesci. E bench&eacute; fossero tanti, la rete non si<br \/>\nspezz&ograve;. Ges&ugrave; disse loro: &laquo; Venite a mangiare &raquo;. E nessuno dei discepoli osava<br \/>\ndomandargli: &laquo; Chi sei? &raquo;, poich&eacute; sapevano bene che era il Signore. Allora Ges&ugrave;<br \/>\nsi avvicin&ograve;, prese il pane e lo diede loro, e cos&igrave; pure il<br \/>\npesce<\/i>.<\/p>\n<p>Ges&ugrave; manifesta questa delicatezza e questo affetto non solo a<br \/>\nun piccolo gruppo di discepoli, ma a tutti: alle sante donne; a un<br \/>\nrappresentante del Sinedrio come Nicodemo e a un pubblicano come Zaccheo; a<br \/>\nmalati e sani; a dottori della legge e a pagani; ai singoli e alle<br \/>\nfolle.<\/p>\n<p>I Vangeli ci dicono che Ges&ugrave; non aveva dove posare il capo, ma ci<br \/>\ndicono anche che aveva degli amici che amava e stimava, amici desiderosi di<br \/>\naccoglierlo a casa loro. I Vangeli ci parlano ancora della sua compassione verso<br \/>\ngli infermi, del suo dolore per coloro che ignorano ed errano, della sua<br \/>\nprotesta di fronte all&#8217;ipocrisia. Ges&ugrave; piange per la morte di Lazzaro, si adira<br \/>\ncon i mercanti che profanano il tempio, si intenerisce davanti al dolore della<br \/>\nvedova di Nain.<\/p>\n<p>109 Ognuno di questi gesti umani &egrave; un gesto divino. <i>In<br \/>\nCristo abita corporalmente tutta la pienezza della divinit&agrave;<\/i>. Cristo &egrave; Dio<br \/>\nfatto uomo, uomo perfetto, uomo completo. E, nella sua umanit&agrave;, ci fa conoscere<br \/>\nla divinit&agrave;.<\/p>\n<p>Ricordando la delicatezza umana di Cristo, che spende la sua<br \/>\nvita al servizio degli altri, facciamo molto di pi&ugrave; che scoprire un possibile<br \/>\nmodo di comportarci. Stiamo scoprendo Dio. Ogni azione di Cristo ha un valore<br \/>\ntrascendente: ci fa conoscere il modo di essere di Dio, ci invita a credere<br \/>\nnell&#8217;amore di Dio, che ci ha creati e vuole portarci nella sua intimit&agrave;. Nella<br \/>\nsua preghiera al Padre, Ges&ugrave; esclama: <i>Ho fatto conoscere il tuo nome agli<br \/>\nuomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno<br \/>\nosservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato<br \/>\nvengono da te<\/i>. Il modo di trattare di Ges&ugrave; non si limita a qualche parola o<br \/>\na dei gesti esteriori; Ges&ugrave; prende sul serio l&#8217;uomo e vuole fargli conoscere il<br \/>\nsenso divino della sua vita. Ges&ugrave; sa essere esigente, sa mettere ciascuno di<br \/>\nfronte ai propri doveri, sa scuotere i suoi ascoltatori dalla comodit&agrave; e dal<br \/>\nconformismo, per condurli alla conoscenza del Dio tre volte santo. Ges&ugrave; si<br \/>\ncommuove alla vista della fame e del dolore, ma soprattutto si commuove alla<br \/>\nvista dell&#8217;ignoranza: <i>Ges&ugrave; vide molta folla e si commosse per loro, perch&eacute;<br \/>\nerano come pecore senza pastore e si mise a insegnare loro molte<br \/>\ncose<\/i>.<\/p>\n<p>110 Abbiamo scorso alcune pagine dei Vangeli per contemplare il<br \/>\nrapporto di Ges&ugrave; con gli uomini e imparare anche noi a condurre a Cristo i<br \/>\nnostri fratelli, essendo noi stessi Cristo. Applichiamo questa lezione alla vita<br \/>\nquotidiana, alla nostra vita. Perch&eacute; la vita ordinaria, quella che noi viviamo<br \/>\nin mezzo agli altri concittadini, uguali a noi, non &egrave; mai banale e irrilevante.<br \/>\n&Egrave; proprio questa la condizione nella quale il Signore vuole che si santifichi<br \/>\nl&#8217;immensa maggioranza dei suoi figli.<\/p>\n<p>&Egrave;&nbsp;necessario ripetere continuamente<br \/>\nche Ges&ugrave; non si rivolse a un gruppo di privilegiati, ma venne a rivelare l&#8217;amore<br \/>\nuniversale di Dio. Tutti gli uomini sono amati da Dio; da tutti Dio aspetta<br \/>\namore. Da tutti, qualunque sia la condizione personale, la posizione sociale, la<br \/>\nprofessione o il mestiere. La vita ordinaria non &egrave; cosa di poco conto; tutti i<br \/>\ncammini della terra possono essere occasione di incontro con Cristo, che ci<br \/>\nchiama a identificarci con Lui, per realizzare &mdash; nel posto in cui ci troviamo &mdash;<br \/>\nla sua missione divina.<\/p>\n<p>Dio ci chiama attraverso i fatti della vita di<br \/>\nogni giorno, le sofferenze e le gioie delle persone con cui viviamo, le<br \/>\npreoccupazioni umane dei nostri compagni, le cose spicciole della vita di<br \/>\nfamiglia. E Dio ci chiama anche per mezzo dei grandi problemi, dei conflitti e<br \/>\ndei compiti che caratterizzano ogni epoca storica e suscitano gli sforzi e gli<br \/>\nentusiasmi di gran parte dell&#8217;umanit&agrave;.<\/p>\n<p>111 Si comprendono benissimo<br \/>\nl&#8217;impazienza, l&#8217;ansia, i desideri inquieti di coloro che, con un&#8217;anima<br \/>\nnaturalmente cristiana, non si rassegnano di fronte all&#8217;ingiustizia personale e<br \/>\nsociale che il cuore umano &egrave; capace di creare. Sono tanti i secoli della<br \/>\nconvivenza degli uomini, e tanto &egrave; ancora l&#8217;odio, tante le distruzioni, tanto il<br \/>\nfanatismo accumulato in occhi che non vogliono vedere e in cuori che non<br \/>\nvogliono amare.<\/p>\n<p>Vediamo i beni della terra divisi tra pochi e i beni<br \/>\ndella cultura chiusi in cenacoli ristretti. Fuori, c&#8217;&egrave; fame di pane e di<br \/>\ndottrina; e le vite umane, che sono sante perch&eacute; vengono da Dio, sono trattate<br \/>\ncome cose, come numeri statistici. Comprendo e condivido questa impazienza: essa<br \/>\nmi spinge a guardare a Cristo che continua a invitarci a mettere in pratica il<br \/>\n<i>comandamento nuovo<\/i> dell&#8217;amore.<\/p>\n<p>Tutte le situazioni in cui veniamo<br \/>\na trovarci nella vita ci portano un messaggio divino, chiedono una risposta<br \/>\nd&#8217;amore, di donazione agli altri: <i>Quando il Figlio dell&#8217;uomo verr&agrave; nella sua<br \/>\ngloria con tutti i suoi angeli, si sieder&agrave; sul trono della sua gloria. E saranno<br \/>\nriunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separer&agrave; gli uni dagli altri, come<br \/>\nil pastore separa le pecore dai capri, e porr&agrave; le pecore alla sua destra e i<br \/>\ncapri alla sinistra. Allora il re dir&agrave; a quelli che stanno alla sua destra: &laquo;<br \/>\nVenite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit&agrave; il regno preparato per voi<br \/>\nfin dalla fondazione del mondo. Perch&eacute; io ho avuto fame e mi avete dato da<br \/>\nmangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete<br \/>\nospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete<br \/>\nvenuti a trovarmi &raquo;. Allora i giusti gli risponderanno: &laquo; Signore, quando mai ti<br \/>\nabbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo<br \/>\ndato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e<br \/>\nti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo<br \/>\nvenuti a visitarti? &raquo;. Rispondendo, il re dir&agrave; loro: &laquo; In verit&agrave; vi dico: ogni<br \/>\nvolta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli pi&ugrave;<br \/>\npiccoli, l&#8217;avete fatto a me &raquo;<\/i>. Occorre riconoscere Cristo che ci viene<br \/>\nincontro negli uomini, nostri fratelli. Nessuna vita umana &egrave; isolata; ogni vita<br \/>\nsi intreccia con altre vite. Nessuna persona &egrave; un verso a s&eacute;: tutti facciamo<br \/>\nparte dello stesso poema divino che Dio scrive con il concorso della nostra<br \/>\nlibert&agrave;.<\/p>\n<p>112 Non c&#8217;&egrave; nulla che sia estraneo alle attenzioni di Cristo.<br \/>\nParlando con rigore teologico, senza limitarci a una classificazione funzionale,<br \/>\nnon si pu&ograve; dire che ci siano realt&agrave; &mdash; buone, nobili, e anche indifferenti &mdash;<br \/>\nesclusivamente profane: perch&eacute; il Verbo di Dio ha stabilito la sua dimora in<br \/>\nmezzo ai figli degli uomini, ha avuto fame e sete, ha lavorato con le sue mani,<br \/>\nha conosciuto l&#8217;amicizia e l&#8217;obbedienza, ha sperimentato il dolore e la morte.<br \/>\n<i>Perch&eacute; piacque a Dio di fare abitare in Cristo ogni pienezza e per mezzo di<br \/>\nlui riconciliare a s&eacute; tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua<br \/>\ncroce le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli<\/i>.<\/p>\n<p>Dobbiamo<br \/>\namare il mondo, il lavoro, le realt&agrave; umane. Perch&eacute; il mondo &egrave; buono: il peccato<br \/>\ndi Adamo ruppe la divina armonia del creato, ma Dio ha inviato suo Figlio<br \/>\nunigenito a ristabilire la pace. E cos&igrave; noi, divenuti figli di adozione,<br \/>\npossiamo liberare la creazione dal disordine e riconciliare tutte le cose con<br \/>\nDio.<\/p>\n<p>Ogni situazione umana &egrave; irripetibile, &egrave; il risultato di una<br \/>\nvocazione unica che si deve vivere intensamente, realizzando in essa lo spirito<br \/>\ndi Cristo. E quando si vive cristianamente fra i propri simili, in maniera non<br \/>\nappariscente ma coerente con la fede, ciascuno di noi &egrave; <i>Cristo presente fra<br \/>\ngli uomini<\/i>.<\/p>\n<p>113 La considerazione della dignit&agrave; della missione cui<br \/>\nDio ci chiama, pu&ograve; far sorgere nell&#8217;animo umano la presunzione, la superbia. Ci<br \/>\npu&ograve; accecare una falsa coscienza della vocazione cristiana, che ci fa<br \/>\ndimenticare che siamo di fango, che siamo polvere e miseria; ci fa dimenticare<br \/>\nche il male non &egrave; solo nel mondo, intorno a noi, ma anche dentro di noi e si<br \/>\nannida nel nostro stesso cuore, rendendoci capaci di ogni bassezza ed egoismo.<br \/>\nSolo la grazia di Dio &egrave; roccia ben ferma; noi siamo sabbia, e sabbia<br \/>\nmobile.<\/p>\n<p>Se diamo uno sguardo alla storia degli uomini o alla situazione<br \/>\nattuale del mondo, ci addolora vedere che, dopo venti secoli, sono cos&igrave; pochi<br \/>\ngli uomini che si chiamano cristiani; e quelli che si onorano di questo nome<br \/>\nsono spesso infedeli alla loro vocazione.<\/p>\n<p>Dinanzi a questo spettacolo non<br \/>\nmancano coloro che annunciano il fallimento di Cristo. Ma Cristo non ha fallito:<br \/>\nla sua parola e la sua vita fecondano continuamente il mondo. L&#8217;opera di Cristo,<br \/>\nil compito che il Padre gli ha affidato, si stanno realizzando, la sua forza<br \/>\npassa attraverso la storia portando la vera vita e <i>quando tutto gli sar&agrave;<br \/>\nstato sottomesso, anche lui, il Figlio, sar&agrave; sottomesso a Colui che gli ha<br \/>\nsottomesso ogni cosa, perch&eacute; Dio sia tutto in tutti<\/i>.<\/p>\n<p>In questo lavoro<br \/>\nche sta realizzando nel mondo, Dio ha voluto che fossimo suoi cooperatori, ha<br \/>\nvoluto <i>correre il rischio della nostra libert&agrave;<\/i>. La contemplazione della<br \/>\nfigura di Ges&ugrave; nel presepio di Betlemme mi commuove nel profondo dell&#8217;anima: &egrave;<br \/>\nun bambino indifeso, inerme, incapace di offrire resistenza. Dio si consegna<br \/>\nnelle mani degli uomini, si avvicina e si abbassa fino a noi.<\/p>\n<p>Ges&ugrave;<br \/>\nCristo, <i>pur essendo di natura divina non consider&ograve; un tesoro geloso la sua<br \/>\nuguaglianza con Dio; ma spogli&ograve; se stesso, assumendo la condizione di servo<\/i>.<br \/>\nDio si affida alla nostra libert&agrave;, alla nostra imperfezione, alle nostre<br \/>\nmiserie. Permette che i tesori divini siano portati in vasi di argilla, e che li<br \/>\nfacciamo conoscere mescolando le nostre debolezze umane alla sua forza<br \/>\ndivina.<\/p>\n<p>114 Ma l&#8217;esperienza del peccato non ci deve far dubitare della<br \/>\nnostra missione. Certamente, i nostri peccati possono rendere difficile agli<br \/>\naltri riconoscere Cristo in noi; dobbiamo quindi affrontare coraggiosamente le<br \/>\nnostre miserie personali, cercare di purificarci, sapendo che Dio non ci ha<br \/>\npromesso la vittoria assoluta sul male in questa vita, ma ci chiede lotta.<br \/>\n<i>Sufficit tibi gratia mea<\/i>, ti basta la mia grazia, rispose Dio a Paolo che<br \/>\ngli chiedeva di essere liberato dalla prova che lo umiliava.<\/p>\n<p>Il potere di<br \/>\nDio si manifesta nella nostra debolezza, e ci spinge a lottare, a combattere<br \/>\ncontro i nostri difetti, pur sapendo che non otterremo mai del tutto la vittoria<br \/>\ndurante la vita terrena. La vita cristiana &egrave; un continuo cominciare e<br \/>\nricominciare, un rinnovarsi di ogni giorno.<\/p>\n<p>Cristo risuscita in noi se<br \/>\ndiveniamo compartecipi della sua Croce e della sua Morte. Dobbiamo amare la<br \/>\nCroce, la donazione, la mortificazione. L&#8217;ottimismo cristiano non &egrave; un ottimismo<br \/>\ndolciastro e neppure la mera fiducia umana che tutto andr&agrave; bene. Affonda le<br \/>\nproprie radici nella coscienza della libert&agrave; e nella fede nella grazia; &egrave; un<br \/>\nottimismo che ci porta a essere esigenti con noi stessi, cio&egrave; a sforzarci per<br \/>\ncorrispondere alla chiamata di Dio.<\/p>\n<p>In questo modo, malgrado le nostre<br \/>\nmiserie, anzi, attraverso le nostre miserie, attraverso la nostra vita di uomini<br \/>\nfatti di carne e di terra, Cristo si manifesta: nel nostro sforzo di essere<br \/>\nmigliori, di realizzare un amore che aspira a essere puro, di dominare<br \/>\nl&#8217;egoismo, di donarci pienamente agli altri, facendo della nostra esistenza un<br \/>\ncostante servizio.<\/p>\n<p>115 Non voglio concludere senza un&#8217;ultima riflessione.<br \/>\nIl cristiano, nel far presente Cristo in mezzo agli uomini essendo Cristo egli<br \/>\nstesso, non cerca solo di vivere un atteggiamento d&#8217;amore, ma anche di far<br \/>\nconoscere l&#8217;amore di Dio attraverso il suo amore umano.<\/p>\n<p>Ges&ugrave; ha concepito<br \/>\ntutta la sua vita come una rivelazione di questo amore: <i>Filippo<\/i> &mdash; rispose<br \/>\na uno dei suoi discepoli &mdash; <i>chi vede me vede il Padre<\/i>. Seguendo<br \/>\nquest&#8217;insegnamento, l&#8217;apostolo Giovanni invita i cristiani a manifestare con le<br \/>\nloro opere l&#8217;amore di Dio che hanno conosciuto: <i>Carissimi, amiamoci gli uni<br \/>\ngli altri, perch&eacute; l&#8217;amore &egrave; da Dio: chiunque ama &egrave; generato da Dio e conosce<br \/>\nDio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perch&eacute; Dio &egrave; amore. In questo si &egrave;<br \/>\nmanifestato l&#8217;amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo figlio unigenito nel<br \/>\nmondo, perch&eacute; noi avessimo la vita per lui. In questo sta l&#8217;amore: non siamo<br \/>\nstati noi ad amare Dio, ma &egrave; lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio<br \/>\ncome vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato,<br \/>\nanche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri<\/i>.<\/p>\n<p>116 &Egrave; necessario quindi<br \/>\nche la nostra fede sia viva, che ci porti realmente a credere in Dio e a<br \/>\nmantenere un costante dialogo con Lui. La vita cristiana deve essere vita di<br \/>\npreghiera incessante, sforzandoci di stare alla presenza di Dio dalla mattina<br \/>\nalla sera e dalla sera alla mattina. Il cristiano non &egrave; mai un solitario, perch&eacute;<br \/>\nvive in una continua intimit&agrave; con Dio, che &egrave; vicino a noi e nei<br \/>\nCieli.<\/p>\n<p><i>Sine intermissione orate<\/i>, prescrive l&#8217;Apostolo: pregate<br \/>\nsenza interruzione. E, ricordando questo precetto apostolico, Clemente<br \/>\nAlessandrino scrive: <i>Ci viene comandato di lodare e onorare il Verbo che<br \/>\nconosciamo come salvatore e re; e per Lui il Padre, non in giorni scelti, come<br \/>\nfanno altri, ma costantemente durante tutta la vita, e in tutti i modi<br \/>\npossibili<\/i>.<\/p>\n<p>In mezzo alle occupazioni della giornata, quando bisogna<br \/>\nvincere la tendenza all&#8217;egoismo, quando sentiamo la gioia dell&#8217;amicizia con gli<br \/>\naltri uomini, in ogni momento il cristiano deve rinnovare il suo incontro con<br \/>\nDio. Per Cristo e nello Spirito Santo il cristiano ha accesso all&#8217;intimit&agrave; di<br \/>\nDio Padre, e percorre la strada che conduce al regno che non &egrave; di questo mondo,<br \/>\nma che in questo mondo si inizia e si prepara.<\/p>\n<p>Bisogna entrare in<br \/>\nintimit&agrave; con Cristo nella Parola e nel Pane, nell&#8217;Eucaristia e nella preghiera.<br \/>\nBisogna trattarlo come si tratta un amico, un essere reale e vivo, perch&eacute; Cristo<br \/>\n&egrave; risorto e dunque vive. <i>Cristo<\/i>, leggiamo nella lettera agli Ebrei,<br \/>\n<i>poich&eacute; resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perci&ograve; pu&ograve;<br \/>\nsalvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo<br \/>\negli sempre vivo per intercedere a loro favore<\/i>. Cristo, il Cristo risorto, &egrave;<br \/>\nil compagno, l&#8217;Amico. Un compagno che si lascia soltanto intravvedere, ma la cui<br \/>\nrealt&agrave; riempie tutta la nostra vita, e ci fa desiderare la sua compagnia<br \/>\ndefinitiva. <i>Lo Spirito e la sposa dicono: &laquo; Vieni! &raquo;. E chi ascolta ripete: &laquo;<br \/>\nVieni! &raquo;. Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l&#8217;acqua della<br \/>\nvita&#8230; Colui che attesta queste cose dice: &laquo; S&igrave;, verr&ograve; presto! &raquo;. Amen. Vieni,<br \/>\nSignore Ges&ugrave;<\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; stato pubblicato dal sito dell&#8217;Opus Dei l&#8217;audio scaricabile in mp3 dell&#8217;omelia di san Josemar&iacute;a &quot;Cristo presente nei cristiani&quot;, presente nella raccolta di omelie &quot;E&#8217; Ges&ugrave; che passa&quot;.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-160","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-audio-cattolici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=160"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/160\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}