{"id":146,"date":"2008-01-25T20:38:38","date_gmt":"2008-01-25T18:38:38","guid":{"rendered":"http:\/\/301276828"},"modified":"2026-07-01T15:04:48","modified_gmt":"2026-07-01T15:04:48","slug":"iii-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a-il-dio-dei-confini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=146","title":{"rendered":"III Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) &#8211; Il Dio dei confini"},"content":{"rendered":"<p>\n27 gennaio 2008 &#8211; <b>Letture<\/b>: <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PMQ.HTM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Is 8,23<\/a>&#8211;<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PMR.HTM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">9,3<\/a> \/ <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PFQ.HTM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Sal 27<\/a> \/ <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXE.HTM\">1Cor 1,10-13.17<\/a> \/ <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PTS.HTM\">Mt 4,12-23<\/a>\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.silvioottanelli.it\/public\/image\/Articoli_blog\/TiRaccontoLP\/0813do01.jpg\" style=\"border: 0px none #000000; margin: 5px; float: left; width: 149px; height: 105px\" title=\"UNA LUCE SI E' LEVATA NELLA GALILEA DELLE GENTI\" alt=\"UNA LUCE SI E' LEVATA NELLA GALILEA DELLE GENTI\" height=\"105\" width=\"149\" \/><br \/>\nGes&ugrave; sale a Cafarnao ed inizia la sua predicazione in quel luogo di<br \/>\npassaggio sorto sul confine, sulle rive del lago di Tiberiade, lungo la<br \/>\nstrada che da Damasco portava al mar Mediterraneo. La conosce bene<br \/>\nquesta cittadina, Matteo, lui vi abita e il suo banco delle imposte,<br \/>\nlungo la strada principale, &egrave; tristemente noto.<br \/>\nGes&ugrave; si rifugia a Nord dopo avere saputo dell&#8217;arresto del Battista: &egrave;<br \/>\nun evento triste che lo spinge a iniziare il suo ministero,<br \/>\nabbandonando il deserto di Giuda, dopo il suo ritiro di quaranta<br \/>\ngiorni&#8230;.\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n&nbsp;\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n&nbsp;\n<\/div>\n<p class=\"audio\" align=\"justify\">\nAscolta il Vangelo di domenica 28 gennaio 2008 e continua a leggere il commento proposto <span class=\"highlight\">da don Paolo Curtaz<\/span>\n<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div align=\"justify\">\n{enclose vangelo_270108.mp3}&nbsp;\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>\n27 gennaio 2008 &#8211; <b>Letture<\/b>: <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PMQ.HTM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Is 8,23<\/a>&#8211;<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PMR.HTM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">9,3<\/a> \/ <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PFQ.HTM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Sal 27<\/a> \/ <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PXE.HTM\">1Cor 1,10-13.17<\/a> \/ <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PTS.HTM\">Mt 4,12-23<\/a>\n<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.silvioottanelli.it\/public\/image\/Articoli_blog\/TiRaccontoLP\/0813do01.jpg\" style=\"margin: 5px; float: left; width: 149px; height: 105px\" title=\"UNA LUCE SI E' LEVATA NELLA GALILEA DELLE GENTI\" alt=\"UNA LUCE SI E' LEVATA NELLA GALILEA DELLE GENTI\" height=\"105\" width=\"149\" \/><br \/>\nGes&ugrave; sale a Cafarnao ed inizia la sua predicazione in quel luogo di<br \/>\npassaggio sorto sul confine, sulle rive del lago di Tiberiade, lungo la<br \/>\nstrada che da Damasco portava al mar Mediterraneo. La conosce bene<br \/>\nquesta cittadina, Matteo, lui vi abita e il suo banco delle imposte,<br \/>\nlungo la strada principale, &egrave; tristemente noto.<br \/>\nGes&ugrave; si rifugia a Nord dopo avere saputo dell&#8217;arresto del Battista: &egrave;<br \/>\nun evento triste che lo spinge a iniziare il suo ministero,<br \/>\nabbandonando il deserto di Giuda, dopo il suo ritiro di quaranta<br \/>\ngiorni&#8230;.\n<\/div>\n<p>&nbsp;\n<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\nGes&ugrave; preferisce, prudentemente, di salire al Nord, cambiando i suoi<br \/>\nprogrammi. C&#8217;&egrave; poca mistica e molto martirio nella sua vita. Altre<br \/>\nvolte, nella Scrittura, eventi inattesi e violenti provocano il<br \/>\ndiffondersi della Parola, come l&#8217;uccisione di Giacomo apostolo, che<br \/>\nprovocher&agrave; la diaspora dei discepoli lontano da Gerusalemme col<br \/>\nconseguente diffondersi della Parola. Se stiamo vivendo un momento<br \/>\ndifficile, non temiamo, affidiamolo al Signore, sar&agrave; lui a<br \/>\ntrasfigurarlo, e magari lo user&agrave; per diffondere la Buona Notizia.<\/p>\n<p><b> Galilea delle genti<\/b><br \/>\nSiamo nel territorio di Zabulon e Neftali, come ci viene ricordato<br \/>\nnella prima lettura: luogo abitato dalle omonime due trib&ugrave; di Israele,<br \/>\ntra le prime a cadere nel 733 a.C. nelle mani nemiche degli Assiri. Un<br \/>\nterritorio di frontiera, guardato con sospetto dai puri di Gerusalemme,<br \/>\nluogo in cui si mischiavano credenze e riti, culture e lingue, luogo<br \/>\nimbastardito, meticcio, perduto. Al tempo di Ges&ugrave; da quei territori<br \/>\nproveniva il movimento estremista degli zeloti, al punto che &quot;Galileo&quot;<br \/>\nera sinonimo di &quot;terrorista&quot;. Da quel luogo Ges&ugrave; inizia la sua<br \/>\npredicazione, dai confini della storia. Dio &egrave; sempre cos&igrave;, preferisce i<br \/>\ndiscoli ai bravi ragazzi, invita i primi della classe ad uscire e<br \/>\nsporcarsi le mani, obbliga chi lo segue ad andare verso le inquiete<br \/>\nfrontiere della storia, piuttosto che serrare i recinti delle false<br \/>\ncertezze della fede. Dio &egrave; cos&igrave;, ama il rischio, vuole sporcarsi le<br \/>\nmani, parte ad annunciare il Regno l&agrave; dove nessuno lo aspetta, n&eacute; lo<br \/>\ndesidera. E cos&igrave; pu&ograve;\/deve diventare la comunit&agrave; cristiana, capace di<br \/>\nuscire dalle chiese per ridare Dio al popolo, per condividere con esso<br \/>\nil cammino. Ges&ugrave; sceglie di abitare, di condividere tutto, con questi<br \/>\nabitanti, porta la luce, dona testimonianza. La nostra fede deve uscire<br \/>\ndalle nostre chiese, Dio &egrave; stanco di essere venerato nei tabernacoli e<br \/>\ndi non riuscire ad entrare nelle nostre quotidianit&agrave;, stufo di essere<br \/>\ntirato in ballo nei momenti &quot;sacri&quot; ed essere estromesso dai luoghi<br \/>\ndell&#8217;economia, della politica, del divertimento, della cultura. I<br \/>\ndiscepoli si radunano ogni domenica per gioire nel Signore e trovare<br \/>\nforza per diventare capaci di dire Cristo nel quotidiano, nel vissuto,<br \/>\nnel vero di ciascuno, una volta usciti di chiesa.<\/p>\n<p><b>Convertitevi<\/b><br \/>\nE l&#8217;annuncio &egrave; bruciante: &quot;Convertitevi perch&eacute; il Regno si &egrave; fatto<br \/>\nvicino&quot;. S&igrave;, cos&igrave; scrive Matteo: &egrave; il Regno ad essersi avvicinato, &egrave;<br \/>\nlui, Dio, che prende l&#8217;iniziativa, a noi di accorgerci, di girare lo<br \/>\nsguardo (convertirsi, appunto). Dio non esordisce con qualche<br \/>\nreprimenda morale, con qualche sensato discorso teso a suscitare<br \/>\npentimento e cambiamento di condotta. Lui, lui per primo si offre, si<br \/>\ndona, rischia. Dice: &quot;Io ti sono vicino, non te ne accorgi?&quot; Accorgersi<br \/>\nsignifica davvero mollare tutto, lasciar andare i molti affari, le<br \/>\nmolte cose, per recuperare l&#8217;essenziale, come Pietro, come Andrea, che<br \/>\ndiventano &ndash; finalmente &ndash; pescatori di uomini. Il Regno &egrave; la<br \/>\nconsapevolezza della presenza entusiasmante e sorridente di Dio. Il<br \/>\nRegno &egrave; l&agrave; dove Dio regna, dove lui &egrave; al centro. E la Chiesa, comunit&agrave;<br \/>\ndi chiamati e di discepoli appartiene al regno anche se non lo<br \/>\nesaurisce. A Zabulon e Neftali siamo chiamati a dire: &quot;Dio ti &egrave;<br \/>\nvicino&quot;. Non hai nessun merito perch&eacute; ci&ograve; accada: &egrave; iniziativa libera<br \/>\ndi Dio, tu, allarga il cuore. Rilassatevi, discepoli che prestate un<br \/>\ndifficile servizio ecclesiale con i ragazzi o con le coppie,<br \/>\ntranquilli, amici che vi giocate nel sociale, l&agrave; dove l&#8217;uomo &egrave; meno<br \/>\nuomo e dove il dolore domina: il Regno, lui si avvicina. Non dobbiamo<br \/>\nsalvare il mondo, confratelli preti, &egrave; gi&agrave; salvo! &Egrave; che non lo sa di<br \/>\nessere salvo. E vive nella disperazione. A noi di renderlo presente,<br \/>\nquesto Regno, a noi di vivere da salvati, a noi di diventare<br \/>\nuomini-sandwich del Regno, farne pubblicit&agrave;, vivere nella luce in mezzo<br \/>\nalle tenebre che avvolgono Neftali e Zabulon.<\/p>\n<p><b> Pescatori di umanit&agrave;<\/b><br \/>\nPer annunciare che il Regno &egrave; vicino, Dio ha bisogno di noi, proprio l&agrave;<br \/>\ndove siamo. Chiamati a fare esperienza di fraternit&agrave; (la parola<br \/>\n&quot;fratello&quot; viene ripetuta quattro volte di tre versetti!), possiamo<br \/>\nlasciare le reti che ci trattengono (paure, affari, logica mondana) per<br \/>\ndiventare pescatori di uomini e di umanit&agrave;. Siamo chiamati a tirar<br \/>\nfuori da noi stessi e dagli altri tutta l&#8217;umanit&agrave; che Dio ha seminato<br \/>\nnei nostri cuori. I cristiani non sono a parte, non migliori, n&eacute;<br \/>\ndiversi: hanno lasciato uscire dal loro cuore l&#8217;aspetto pi&ugrave; autentico<br \/>\ndell&#8217;uomo. E ogni uomo &egrave; chiamato a fare un&#8217;esperienza di comunione e<br \/>\ndi autentica umanit&agrave;. Capiamo allora l&#8217;energica protesta di Paolo (e<br \/>\npoi ci lamentiamo del brutto carattere di certi cristiani!), che<br \/>\nammonisce le sue comunit&agrave; a non diventare degli &quot;ultras&quot; da<br \/>\nstadio&#8230;Ogni esperienza (movimento, parrocchia, spiritualit&agrave;) &egrave;<br \/>\nstrumento e non esaurisce il Regno, il Regno &egrave; oltre, cominciamo a<br \/>\nfarne parte che va gi&agrave; bene&#8230;<\/p>\n<p>Lasciamo le reti che ci trattengono, i pregiudizi e le paure che ci<br \/>\ntengono legati, le incomprensioni che ci impediscono di essere e<br \/>\nraccontare il Regno, abbiamo ben di meglio da fare!<\/p>\n<p>don Paolo Curtaz<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.tiraccontolaparola.it\/\" onclick=\"return top.js.OpenExtLink(window,event,this)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.tiraccontolaparola<wbr><\/wbr>.it<\/a>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27 gennaio 2008 &#8211; Letture: Is 8,23&#8211;9,3 \/ Sal 27 \/ 1Cor 1,10-13.17 \/ Mt 4,12-23 Ges&ugrave; sale a Cafarnao ed inizia la sua predicazione in quel luogo di passaggio sorto sul confine, sulle rive del lago di Tiberiade, lungo la strada che da Damasco portava al mar Mediterraneo. 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