{"id":121,"date":"2008-01-05T19:56:06","date_gmt":"2008-01-05T18:56:06","guid":{"rendered":"http:\/\/1099146740"},"modified":"2008-01-05T19:56:06","modified_gmt":"2008-01-05T18:56:06","slug":"leucarestia-mistero-di-fede-e-di-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/?p=121","title":{"rendered":"L&#8217;eucarestia mistero di fede e di amore"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">\n<div class=\"mosimage\"  style=\" border-width: 1px; float: right;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.cercoiltuovolto.it\/images\/stories\/e_gesu_che_passava.jpg\" width=\"100\" height=\"143\" hspace=\"6\" alt=\"E' Ges<br \/><!--more--><\/p>\n<div align=\"justify\">\nCominciamo fin da ora a chiedere allo Spirito Santo di prepararci a<br \/>\ncomprendere ogni gesto e ogni parola di Ges&ugrave;: perch&eacute; vogliamo vivere di<br \/>\nvita soprannaturale, perch&eacute; il Signore ci ha manifestato la sua volont&agrave;<br \/>\ndi darsi a noi come alimento dell&#8217;anima, e perch&eacute; riconosciamo che Lui<br \/>\nsolo ha <i>parole di vita eterna<\/i>.<\/p>\n<p>La fede ci fa proclamare con Simon Pietro: <i>Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio<\/i>.<br \/>\nEd &egrave; proprio questa fede, unita alla nostra devozione, che in momenti<br \/>\ncos&igrave; importanti ci spinge a imitare l&#8217;audacia di Giovanni: accostarci a<br \/>\nGes&ugrave; e adagiare il capo sul petto del Maestro, di colui che amava<br \/>\nardentemente i suoi e &mdash; lo abbiamo appena udito &mdash; li avrebbe amati sino<br \/>\nalla fine.<\/p>\n<p>Tutti i modi di dire si rivelano insufficienti per spiegare, sia pure<br \/>\nlontanamente, il mistero del Gioved&igrave; Santo. Ma non &egrave; difficile<br \/>\nimmaginare almeno in parte i sentimenti del cuore di Ges&ugrave; Cristo quella<br \/>\nsera, l&#8217;ultima che trascorreva con i suoi, prima del sacrificio del<br \/>\nCalvario.<\/p>\n<p>Pensate all&#8217;esperienza cos&igrave; umana del commiato di due persone che si<br \/>\nvogliono bene. Vorrebbero stare sempre insieme, per&ograve; il dovere &mdash; un<br \/>\nqualunque dovere &mdash; li costringe a dividersi. Sognerebbero di restare<br \/>\nuniti, ma non possono. E cos&igrave; l&#8217;amore umano, che per quanto grande &egrave;<br \/>\nsempre limitato, ricorre a un simbolo: le due persone, prima di<br \/>\nlasciarsi, si scambiano un ricordo, forse una fotografia, con una<br \/>\ndedica cos&igrave; accesa, che quasi potrebbe bruciare la carta. Non possono<br \/>\nfare di pi&ugrave;, perch&eacute; il potere delle creature non &egrave; all&#8217;altezza del loro<br \/>\nvolere.<\/p>\n<p>Ma ci&ograve; che noi non possiamo fare, lo pu&ograve; fare il Signore. Ges&ugrave; Cristo,<br \/>\nperfetto Dio e perfetto Uomo, non ci lascia un simbolo, ma la realt&agrave;:<br \/>\nci lascia se stesso. Ritorner&agrave; al Padre, e allo stesso tempo rimarr&agrave;<br \/>\ncon gli uomini. Non ci lascer&agrave; solamente un regalo, che ci richiami<br \/>\nalla mente il ricordo di Lui, un&#8217;immagine destinata a svanire col<br \/>\ntempo, come la fotografia che ben presto rimane sbiadita, ingiallita e<br \/>\npriva di significato per coloro che non furono protagonisti di quel<br \/>\nmomento d&#8217;affetto. Sotto le specie del pane e del vino c&#8217;&egrave; Lui,<br \/>\nrealmente presente: con il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la<br \/>\nsua Divinit&agrave;.<\/p>\n<p>84 Come si comprendono adesso gli inni incessanti che in tutti i tempi i cristiani hanno elevato davanti all&#8217;Ostia santa! <i>Celebra,<br \/>\no lingua, il mistero del Corpo glorioso e del Sangue prezioso che il Re<br \/>\ndelle genti, nato da un seno verginale, ha sparso per il riscatto del<br \/>\nmondo<\/i>. Bisogna adorare devotamente questo Dio nascosto: &egrave; lo stesso<br \/>\nGes&ugrave; nato da Maria Vergine, lo stesso che realmente pat&igrave; e fu immolato<br \/>\nin Croce per noi, lo stesso dal cui fianco trafitto uscirono sangue e<br \/>\nacqua.<\/p>\n<p><i>Questo &egrave; il sacro convito, in cui Cristo &egrave; nostro cibo, si perpetua<br \/>\nil memoriale della sua Passione, l&#8217;anima &egrave; ricolma di grazia e a noi<br \/>\nviene dato il pegno della gloria futura<\/i>. La liturgia della Chiesa<br \/>\nha riassunto in queste brevi strofe i momenti culminanti della storia<br \/>\ndi ardente carit&agrave; che il Signore ci dona. Il Dio della nostra fede non<br \/>\n&egrave; un essere lontano, che contempla impassibile la sorte degli uomini:<br \/>\nle loro fatiche, le loro lotte, le loro angosce. &Egrave; un padre che ama i<br \/>\nsuoi figli fino al punto di inviare il Verbo, Seconda Persona della<br \/>\nSantissima Trinit&agrave;, affinch&eacute; si incarni, muoia per noi e ci redima. &Egrave;<br \/>\nlo stesso Padre affettuoso che adesso ci attrae dolcemente a se con<br \/>\nl&#8217;azione dello Spirito Santo che abita nei nostri cuori.<\/p>\n<p>La gioia del Gioved&igrave; Santo procede da questo: dal comprendere che il<br \/>\nCreatore si &egrave; prodigato per amore delle sue creature. Nostro Signore<br \/>\nGes&ugrave; Cristo, come se non bastassero tutte le altre prove della sua<br \/>\nmisericordia, istituisce l&#8217;Eucaristia perch&eacute; possiamo averlo sempre<br \/>\nvicino, dal momento che Egli &mdash; per quanto ci &egrave; dato di capire &mdash; pur non<br \/>\nabbisognando di nulla, mosso dal suo amore, non vuole fare a meno di<br \/>\nnoi. La Trinit&agrave; si &egrave; innamorata dell&#8217;uomo elevato all&#8217;ordine della<br \/>\ngrazia e fatto <i>a sua immagine e somiglianza<\/i>;<br \/>\nlo ha redento dal peccato &mdash; dal peccato di Adamo, che ricadde su tutta<br \/>\nla sua discendenza, e dai peccati personali di ciascuno &mdash; e desidera<br \/>\nardentemente dimorare nella nostra anima: <i>Se uno mi ama osserver&agrave; la mia parola, e il Padre mio lo amer&agrave; e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui<\/i>.<\/p>\n<p>85 Questo flusso trinitario di amore per gli uomini si perpetua in<br \/>\nmaniera sublime nell&#8217;Eucaristia. Noi tutti, anni fa, abbiamo imparato<br \/>\ndal catechismo che la santa Eucaristia pu&ograve; essere considerata come<br \/>\nSacrificio e come Sacramento, e che il Sacramento &egrave; per noi Comunione e<br \/>\ninsieme tesoro sull&#8217;altare, nel tabernacolo. La Chiesa dedica un&#8217;altra<br \/>\nfesta al mistero eucaristico, al Corpo del Signore &mdash; <i>Corpus Domini<\/i><br \/>\n&mdash; presente in tutti i tabernacoli del mondo. Oggi, Gioved&igrave; Santo,<br \/>\nvogliamo contemplare la santa Eucaristia, Sacrificio e alimento: la<br \/>\nsanta Messa e la santa Comunione.<\/p>\n<p>Parlavo di flusso trinitario d&#8217;amore per gli uomini. E dove avvertirlo<br \/>\nmeglio che nella Messa? Tutta la Trinit&agrave; agisce nel santo Sacrificio<br \/>\ndell&#8217;altare. Per questo mi piace tanto ripetere nelle orazioni della<br \/>\nMessa quelle parole finali: <i>Per Nostro Signore Ges&ugrave; Cristo, tuo Figlio<\/i> &mdash; ci rivolgiamo al Padre &mdash; <i>che &egrave; Dio e vive e regna con Te, nell&#8217;unit&agrave; dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen<\/i>.<\/p>\n<p>Nella Messa la preghiera al Padre si fa costante. Il sacerdote &egrave; un<br \/>\nrappresentante del Sacerdote eterno, Ges&ugrave; Cristo, che nello stesso<br \/>\ntempo &egrave; la Vittima. E l&#8217;azione dello Spirito Santo nella Messa &egrave; tanto<br \/>\nineffabile quanto vera. <i>In virt&ugrave; dello Spirito Santo<\/i> &mdash; scrive san Giovanni Damasceno &mdash; <i>si effettua la conversione del pane nel Corpo di Cristo<\/i>.<\/p>\n<p>Tale azione dello Spirito Santo si manifesta chiaramente quando il sacerdote invoca la benedizione divina sulle offerte: <i>Vieni, o Santificatore, Dio onnipotente ed eterno, e benedici questo sacrificio preparato per la gloria del tuo santo Nome<\/i>,<br \/>\nsacrificio che dar&agrave; al Nome Santissimo di Dio la gloria che gli &egrave;<br \/>\ndovuta. La santificazione che invochiamo &egrave; attribuita al Paraclito, che<br \/>\nil Padre e il Figlio ci mandano. Riconosciamo ancora questa presenza<br \/>\nattiva dello Spirito Santo nel sacrificio, quando diciamo poco prima<br \/>\ndella comunione: <i>Signore Ges&ugrave; Cristo, Figlio del Dio vivente, che,<br \/>\nsecondo la volont&agrave; del Padre e in unione con lo Spirito Santo, con la<br \/>\ntua morte hai dato la vita al mondo&#8230;<\/i>.<\/p>\n<p>86 Tutta la Trinit&agrave; &egrave; presente nel sacrificio dell&#8217;altare. Per la<br \/>\nvolont&agrave; del Padre e con la cooperazione dello Spirito Santo, il Figlio<br \/>\nsi offre come vittima redentrice. Impariamo a rivolgerci alla Trinit&agrave;<br \/>\nBeatissima, Dio uno e trino: tre Persone divine nell&#8217;unit&agrave; della loro<br \/>\nsostanza, del loro amore, della loro efficace azione santificatrice.<\/p>\n<p>Subito dopo il <i>Lavabo<\/i> il sacerdote pronuncia questa orazione: <i>Accetta,<br \/>\no Trinit&agrave; Santa, quest&#8217;offerta che ti presentiamo in memoria della<br \/>\nPassione, Risurrezione ed Ascensione di nostro Signore Ges&ugrave; Cristo<\/i>. E al termine della Messa c&#8217;&egrave; un&#8217;altra orazione di fervente omaggio a Dio uno e trino: <i>Placeat<br \/>\ntibi, Sancta Trinitas, obsequium servitutis meae&#8230; ti sia gradito,<br \/>\nTrinit&agrave; Santa, l&#8217;ossequio del tuo servo: possa questo sacrificio, che<br \/>\nio bench&eacute; indegno ho offerto alla tua Maest&agrave;, esserti accetto, e per<br \/>\ntua misericordia, attirare il tuo favore su di me e su tutti coloro per<br \/>\ni quali l&#8217;ho offerto<\/i>.<\/p>\n<p>La Messa &mdash; ripeto &mdash; &egrave; azione divina, trinitaria, non umana. Il<br \/>\nsacerdote che celebra, collabora al progetto del Signore, prestando il<br \/>\nsuo corpo e la sua voce; ma non agisce in nome proprio, bens&igrave; <i>in persona et in nomine Christi<\/i>, nella persona di Cristo e nel nome di Cristo.<\/p>\n<p>L&#8217;amore della Trinit&agrave; per gli uomini fa si che dalla presenza di Cristo<br \/>\nnell&#8217;Eucaristia derivino tutte le grazie per la Chiesa e per l&#8217;umanit&agrave;.<br \/>\nQuesto &egrave; il sacrificio predetto da Malachia: <i>Dall&#8217;oriente all&#8217;occidente grande &egrave; il mio nome fra le genti, e in ogni luogo &egrave; offerto incenso al mio nome una oblazione pura<\/i>.<\/p>\n<p>&Egrave;&nbsp;il sacrificio di Cristo, offerto al Padre con la cooperazione dello<br \/>\nSpirito Santo: oblazione di valore infinito, che rende eterna in noi la<br \/>\nRedenzione che i sacrifici dell&#8217;antica legge non hanno potuto<br \/>\nrealizzare.<\/p>\n<p>87 La Santa Messa ci pone cos&igrave; di fronte ai misteri principali della<br \/>\nfede, in quanto &egrave; il dono che la Trinit&agrave; fa di se stessa alla Chiesa.<br \/>\nSi comprende allora come la Messa sia il centro e la radice della vita<br \/>\nspirituale del cristiano, e come sia anche il fine di tutti i<br \/>\nSacramenti. La vita della grazia, generata in noi dal Battesimo,<br \/>\nfortificata e accresciuta dalla Confermazione, si avvia nella Messa<br \/>\nverso la sua pienezza. <i>Quando partecipiamo dell&#8217;Eucaristia<\/i> &mdash; scrive san Cirillo di Gerusalemme &mdash; <i>sperimentiamo<br \/>\nla spiritualizzazione deificante dello Spirito Santo che non solo ci<br \/>\nconfigura con Cristo, come avviene nel Battesimo, ma ci cristifica per<br \/>\nintero, associandoci alla pienezza di Cristo Ges&ugrave;<\/i>.<\/p>\n<p>L&#8217;effusione dello Spirito Santo, facendoci divenire simili a Cristo, ci<br \/>\nporta a riconoscerci come figli di Dio. Il Paraclito, che &egrave; carit&agrave;, ci<br \/>\ninsegna a impregnare di questa virt&ugrave; tutta la nostra vita; e <i>consummati in unum<\/i>, fatti una cosa sola con Cristo, possiamo diventare tra gli uomini quel che Sant&#8217;Agostino afferma dell&#8217;Eucaristia: <i>Segno di unit&agrave;, vincolo dell&#8217;Amore<\/i>.<\/p>\n<p>Non faccio davvero una scoperta se dico che alcuni cristiani hanno<br \/>\nun&#8217;idea assai povera della Santa Messa, e che altri la vedono solo come<br \/>\nun rito esteriore, se non addirittura come una forma di<br \/>\nconvenzionalismo. &Egrave; la meschinit&agrave; del nostro cuore che ci fa accogliere<br \/>\ncome per abitudine il pi&ugrave; grande dono che Dio potesse fare agli uomini.<br \/>\nNella Messa &mdash; in questa Messa che stiamo celebrando adesso &mdash; interviene<br \/>\nin modo particolare, ripeto, la Santissima Trinit&agrave;. Per corrispondere a<br \/>\ntanto amore ci si richiede una totale donazione, del corpo e<br \/>\ndell&#8217;anima: noi infatti ascoltiamo Dio, gli parliamo, lo vediamo, lo<br \/>\ngustiamo. E quando le parole non ci sembrano sufficienti cantiamo,<br \/>\nincitando la nostra lingua &mdash; <i>Pange,lingua!<\/i> &mdash; a proclamare davanti a tutta l&#8217;umanit&agrave; le meraviglie del Signore.<\/p>\n<p>88 Vivere la Santa Messa significa rimanere in preghiera continua, con<br \/>\nla convinzione che per ciascuno di noi si tratta di un incontro<br \/>\npersonale con Dio: lo adoriamo, lo lodiamo, gli chiediamo tante cose,<br \/>\nlo ringraziamo, facciamo atti di riparazione per i nostri peccati, ci<br \/>\npurifichiamo, ci sentiamo una cosa sola, in Cristo, con tutti i<br \/>\ncristiani.<\/p>\n<p>Forse qualche volta ci siamo domandati come poter corrispondere a tanto<br \/>\namor di Dio, e forse vorremmo vedere esposto chiaramente un programma<br \/>\ndi vita cristiana. La soluzione &egrave; facile ed &egrave; alla portata di tutti i<br \/>\nfedeli: partecipare con amore alla Santa Messa, imparare nella Messa a<br \/>\nmettersi in rapporto con Dio, perch&eacute; in questo Sacrificio &egrave; contenuto<br \/>\ntutto ci&ograve; che il Signore vuole da noi.<\/p>\n<p>Permettetemi di ricordarvi ci&ograve; che tante volte voi stessi avete<br \/>\nosservato: lo svolgimento delle cerimonie liturgiche. Seguendole con<br \/>\nattenzione &egrave; molto probabile che il Signore faccia scoprire a ciascuno<br \/>\ndi noi dove dobbiamo migliorare, quali vizi sradicare, come impostare<br \/>\nil nostro rapporto fraterno con tutti gli uomini.<\/p>\n<p>Il sacerdote si dirige verso l&#8217;altare di Dio, del <i>Dio che allieta la nostra giovinezza<\/i>.<br \/>\nLa Santa Messa inizia con un canto di gioia, perch&eacute; Dio &egrave; l&igrave;. Questa<br \/>\ngioia, fatta di gratitudine e di amore, si manifesta nel bacio<br \/>\ndell&#8217;altare, simbolo di Cristo e ricordo dei santi: un piccolo spazio<br \/>\nsantificato, perch&eacute; su quest&#8217;ara si realizza il Sacramento<br \/>\ndall&#8217;efficacia infinita. Il <i>Confiteor<\/i> ci mette di fronte alla<br \/>\nnostra indegnit&agrave;: non di fronte al ricordo astratto della colpa, ma di<br \/>\nfronte alla presenza concreta dei nostri peccati e delle nostre<br \/>\nmancanze. Perci&ograve; ripetiamo: <i>Kyrie eleison, Christe eleison<\/i>;<br \/>\nSignore, abbi piet&agrave; di noi, Cristo, abbi piet&agrave; di noi. Se il perdono di<br \/>\ncui abbiamo bisogno dipendesse dai nostri meriti, in questo momento<br \/>\nnascerebbe nell&#8217;anima un&#8217;amara tristezza. E invece, per bont&agrave; divina,<br \/>\nil perdono ci viene dalla misericordia di Dio, che abbiamo or ora<br \/>\nlodato con il <i>Gloria: Perch&eacute; Tu solo il Santo, Tu solo il Signore,<br \/>\nTu solo l&#8217;Altissimo, Ges&ugrave; Cristo, con lo Spirito Santo, nella gloria di<br \/>\nDio Padre<\/i>.<\/p>\n<p>89 Ascoltiamo adesso la parola della Scrittura, l&#8217;epistola e il<br \/>\nVangelo, luci del Paraclito che parla con voci umane affinch&eacute; la nostra<br \/>\nintelligenza comprenda e contempli, affinch&eacute; la volont&agrave; si irrobustisca<br \/>\ne l&#8217;azione si compia. Infatti siamo un solo popolo, che confessa una<br \/>\nsola fede, un unico <i>Credo<\/i>, un popolo <i>riunito nell&#8217;unit&agrave; del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo<\/i>.<\/p>\n<p>Subito dopo, l&#8217;offerta: il pane e il vino degli uomini. Non &egrave; molto, ma l&#8217;accompagna l&#8217;orazione: <i>In<br \/>\nspirito di umilt&agrave; e contrizione di cuore possiamo noi esserti accetti,<br \/>\nSignore, e il nostro sacrificio si compia oggi alla tua presenza in<br \/>\nmodo tale che ti sia gradito, Signore Iddio<\/i>. Irrompe di nuovo il ricordo della nostra miseria e il desiderio che sia limpido e purificato tutto quanto &egrave; per il Signore: <i>Mi lavo le mani&#8230; amo la bellezza della tua casa&#8230;<\/i><\/p>\n<p>Prima del <i>Lavabo<\/i>, abbiamo invocato lo Spirito Santo;<br \/>\nchiedendogli di benedire il Sacrificio offerto per la gloria del suo<br \/>\nsanto Nome. Terminata la purificazione ci rivolgiamo alla Trinit&agrave; &mdash; <i>Suscipe Sancta Trinitas<\/i><br \/>\n&mdash; perch&eacute; accetti l&#8217;offerta che le presentiamo in memoria della<br \/>\nPassione, della Risurrezione e dell&#8217;Ascensione di Nostro Signore Ges&ugrave;<br \/>\nCristo, e in onore della Beata sempre Vergine Maria e di tutti i Santi.<\/p>\n<p>Che l&#8217;offerta ridondi per la salvezza di tutti &mdash; <i>Orate fratres<\/i>,<br \/>\nprega il sacerdote &mdash; perch&eacute; questo sacrificio &egrave; mio e anche vostro, di<br \/>\ntutta la Chiesa Santa. Pregate frate!li anche se siete pochi, voi qui<br \/>\nriuniti, anche se non fosse materialmente presente pi&ugrave; di un cristiano,<br \/>\ne anche se ci fosse solo il celebrante: perch&eacute; ogni Messa &egrave; l&#8217;olocausto<br \/>\nuniversale, riscatto di tutte le trib&ugrave; e lingue e popoli e nazioni.<\/p>\n<p>Tutti i cristiani, per mezzo della comunione dei santi, ricevono tutte<br \/>\nle grazie che ogni singola Messa diffonde, sia che si celebri dinanzi a<br \/>\nmigliaia di persone, sia che aiuti il sacerdote, unica persona<br \/>\npresente, un bambino e per giunta distratto. In qualunque caso, la<br \/>\nterra e il Cielo si uniscono per intonare con gli Angeli del Signore: <i>Sanctus, Sanctus, Sanctus&#8230;<\/i><\/p>\n<p>Io acclamo ed esulto con gli angeli; e non mi riesce difficile, perch&eacute;<br \/>\nso di essere circondato da loro, quando celebro la Santa Messa. Essi<br \/>\nadorano la Trinit&agrave;. E so anche che interviene, in qualche modo, la<br \/>\nVergine Santissima, a motivo della sua intima unione con la Trinit&agrave;<br \/>\nBeatissima e perch&eacute; &egrave; Madre di Cristo, della sua Carne e del suo<br \/>\nSangue: Madre di Ges&ugrave;, perfetto Dio e perfetto Uomo. Ges&ugrave;, infatti,<br \/>\nconcepito nel seno di Maria Santissima senza intervento di uomo, ma per<br \/>\nsola virt&ugrave; dello Spirito Santo, &egrave; del sangue di sua Madre: lo stesso<br \/>\nsangue che &egrave; offerto in sacrificio di redenzione sul Calvario e nella<br \/>\nSanta Messa.<\/p>\n<p>90 Cos&igrave; si entra nel <i>Canone<\/i>, nel quale con filiale fiducia chiamiamo <i>clementissimo<\/i><br \/>\nnostro Padre Dio. Gli raccomandiamo la Chiesa e tutti coloro che sono<br \/>\nnella Chiesa: il Papa, la nostra famiglia, i nostri amici e compagni.<br \/>\nPoi il cattolico, con cuore universale, prega per tutto il mondo,<br \/>\nperch&eacute; nulla pu&ograve; restare escluso dal suo zelo generoso. E affinch&eacute; la<br \/>\nnostra richiesta sia accolta, facciamo presente la nostra familiarit&agrave; e<br \/>\nla nostra comunione con la gloriosa sempre Vergine Maria e con quel<br \/>\npugno di uomini che per primi seguirono Cristo e morirono per lui.<\/p>\n<p><i>Quam oblationem&#8230;<\/i> Si avvicina il momento della consacrazione. Adesso, nella Messa, Cristo agisce di nuovo, attraverso il sacerdote: <i>Questo &egrave; il mio Corpo. Questo &egrave; il calice del mio Sangue<\/i>.<br \/>\nGes&ugrave; &egrave; con noi. Con la transustanziazione si rinnova l&#8217;infinita pazzia<br \/>\ndivina dettata dall&#8217;amore. Quando, tra poco, si ripeter&agrave; questo<br \/>\nmomento, parliamo con il Signore, ciascuno di noi, dicendogli senza<br \/>\nparole che niente potr&agrave; separarci da Lui, che la sua disponibilit&agrave; &mdash;<br \/>\ninerme &mdash; a restare sotto le apparenze, cos&igrave; fragili, del pane e del<br \/>\nvino ci ha convertiti a una schiavit&ugrave; volontaria: <i>Praesta meae menti de te vivere, et te illi semper dulce sapere<\/i>, fa&#8217; che io sempre viva di te, e sempre gusti la dolcezza del tuo amore.<\/p>\n<p>Ancora altre suppliche, perch&eacute; noi uomini abbiamo un&#8217;inclinazione<br \/>\nnaturale a chiedere: per i nostri fratelli defunti, per noi stessi. E<br \/>\ngli portiamo tutte le nostre infedelt&agrave;, le nostre miserie. Il peso &egrave;<br \/>\ngrande, ma Egli vuole portarlo per noi e con noi. Il <i>Canone<\/i> termina con un&#8217;altra invocazione alla Trinit&agrave; Santissima: <i>Per Ipsum et cum Ipso et in Ipso&#8230;<\/i><br \/>\nper Cristo, con Cristo e in Cristo, nostro Amore, a te, Dio Padre<br \/>\nOnnipotente, nell&#8217;unit&agrave; dello Spirito Santo, ogni onore e gloria, per<br \/>\ntutti i secoli dei secoli.<\/p>\n<p>91 Ges&ugrave; &egrave; il Cammino, il Mediatore; in Lui tutto, senza di Lui, nulla. In Cristo, istruiti da Lui, osiamo chiamare <i>Padre Nostro<\/i><br \/>\nl&#8217;Onnipotente: colui che fece il cielo e la terra &egrave; questo Padre<br \/>\naffettuoso in attesa che ritorniamo a Lui ogni volta, ciascuno come un<br \/>\naltro figliuol prodigo.<\/p>\n<p><i>Ecce Agnus Dei&#8230; Domine non sum dignus&#8230;<\/i> Stiamo per ricevere<br \/>\nil Signore. Le accoglienze riservate a personaggi autorevoli della<br \/>\nterra sono caratterizzate da un grande apparato di luci, musica e abiti<br \/>\neleganti. Per accogliere Cristo nella nostra anima, come dobbiamo<br \/>\nprepararci? Abbiamo mai pensato come ci comporteremmo se si potesse<br \/>\nricevere la comunione una sola volta nella vita?<\/p>\n<p>Quand&#8217;ero bambino la pratica della comunione frequente non era ancora<br \/>\nmolto estesa. Ricordo come ci si preparava alla comunione: con grande<br \/>\ncura per disporsi bene nell&#8217;anima e nel corpo. Il miglior vestito, i<br \/>\ncapelli ben pettinati, il corpo anche materialmente pulito e magari con<br \/>\nun po&#8217; di profumo&#8230; Erano delicatezze proprie di innamorati, di anime<br \/>\nforti e delicate, che sanno contraccambiare Amore con amore.<\/p>\n<p>Con Cristo nell&#8217;anima, termina la Santa Messa: la benedizione del<br \/>\nPadre, e del Figlio e dello Spirito Santo ci accompagna per tutta la<br \/>\ngiornata, mentre ci impegniamo, con semplicit&agrave; e naturalezza, a<br \/>\nsantificare tutte le nobili attivit&agrave; umane.<\/p>\n<p>Assistendo alla Santa Messa imparerete a trattare ciascuna delle tre<br \/>\nPersone divine: il Padre che genera il Figlio; il Figlio, generato dal<br \/>\nPadre; lo Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio. Trattando<br \/>\nuna qualunque delle tre Persone trattiamo un unico Dio; e trattandole<br \/>\ntutte e tre, la Trinit&agrave;, trattiamo ugualmente un solo Dio unico e vero.<br \/>\nAmate la Messa, figli miei, amate la Messa. Fate la comunione con fame,<br \/>\nanche se siete freddi e pieni di aridit&agrave;: fate la comunione con fede,<br \/>\ncon speranza, con ardente carit&agrave;.<\/p>\n<p>92 Non ama Cristo chi non ama la Santa Messa, chi non si sforza di<br \/>\nviverla con calma e serenit&agrave;, con devozione, con amore. L&#8217;amore affina<br \/>\ngli innamorati, li rende pi&ugrave; delicati; li porta a scoprire e curare<br \/>\ntanti particolari, magari minimi, ma sempre significativi della<br \/>\nvibrazione di un cuore appassionato. &Egrave; in questo modo che dobbiamo<br \/>\nassistere alla Santa Messa. Penso perci&ograve; che coloro che vogliono<br \/>\nascoltare una Messa corta e frettolosa dimostrano, con un contegno per<br \/>\ngiunta poco elegante, di non avere compreso il senso e il valore del<br \/>\nSacrificio dell&#8217;altare. L&#8217;amore per Cristo, che si offre per noi, ci fa<br \/>\ntrovare, al termine della Messa, alcuni minuti per un ringraziamento<br \/>\npersonale, intimo, che prolunghi nel silenzio del cuore l&#8217;azione di<br \/>\ngrazie dell&#8217;Eucaristia. Come rivolgersi a Lui, come parlargli, come<br \/>\ncomportarsi?<\/p>\n<p>La vita cristiana non &egrave; fatta di rigide norme, perch&eacute; lo Spirito Santo<br \/>\nnon guida le anime in massa, ma in ciascuna infonde quei propositi,<br \/>\nquegli affetti e quelle ispirazioni che l&#8217;aiuteranno a comprendere e a<br \/>\ncompiere la volont&agrave; del Padre. Penso tuttavia che, molte volte, oggetto<br \/>\nfondamentale del nostro dialogo con Cristo pu&ograve; essere la considerazione<br \/>\nche il Signore &egrave; per noi Re, Medico, Maestro, Amico.<\/p>\n<p>93 &Egrave; Re e desidera regnare nei nostri cuori di figli di Dio. Ma<br \/>\nmettiamo da parte l&#8217;immagine che abbiamo dei regni della terra: Cristo<br \/>\nnon domina n&eacute; cerca di imporsi, perch&eacute; <i>non &egrave; venuto per essere servito, ma per servire<\/i>. Suo regno &egrave; la pace, la gioia, la giustizia. Cristo, nostro re, non vuole da noi ragionamenti inutili, ma fatti, perch&eacute; <i>non<br \/>\nchiunque mi dice: &laquo; Signore, Signore! &raquo; entrer&agrave; nel regno dei cieli, ma<br \/>\ncolui che fa la volont&agrave; del Padre mio che &egrave; nei cieli<\/i>.<\/p>\n<p>&Egrave;&nbsp;Medico e cura il nostro egoismo quando lasciamo che la sua grazia<br \/>\npenetri fino in fondo alla nostra anima. Ges&ugrave; ci ha avvertiti che la<br \/>\nmalattia peggiore &egrave; l&#8217;ipocrisia, l&#8217;orgoglio che porta a dissimulare i<br \/>\npropri peccati. Con il Medico &egrave; necessaria una sincerit&agrave; assoluta,<br \/>\nbisogna spiegare interamente la verit&agrave; e dire: <i>Domine, si vis, potes me mandare!<\/i>,<br \/>\nSignore, se vuoi &mdash; e Tu vuoi sempre &mdash; puoi guarirmi. Tu conosci la mia<br \/>\nfragilit&agrave;; avverto questi sintomi, soffro queste debolezze. E gli<br \/>\nmostriamo con semplicit&agrave; le ferite, e il pus, se c&#8217;&egrave; pus. Signore, Tu<br \/>\nche hai curato tante anime, fa&#8217; che, mentre ti porto nel mio cuore o ti<br \/>\ncontemplo nel Tabernacolo, ti riconosca come Medico divino.<\/p>\n<p>&Egrave;&nbsp;Maestro di una scienza che soltanto Lui possiede: quella dell&#8217;amore<br \/>\nillimitato per Dio e, in Dio, per tutti gli uomini. Alla scuola di<br \/>\nCristo si impara che la nostra esistenza non ci appartiene: Egli ha<br \/>\ndato la sua vita per tutti gli uomini, e noi, che lo seguiamo, dobbiamo<br \/>\ncomprendere che non possiamo appropriarci in modo egoistico della<br \/>\nnostra, ignorando i dolori e le sofferenze degli altri. La nostra vita<br \/>\n&egrave; di Dio e dobbiamo consumarla al suo servizio, preoccupandoci<br \/>\ngenerosamente delle anime; dimostrando, con la parola e l&#8217;esempio, la<br \/>\nprofondit&agrave; delle esigenze della vita cristiana.<\/p>\n<p>Ges&ugrave; aspetta che noi gli manifestiamo il desiderio di acquisire questa scienza, per dirci: <i>Chi ha sete, venga a me e beva<\/i>.<br \/>\nGli rispondiamo: insegnaci a dimenticarci di noi stessi, per pensare a<br \/>\nTe e a tutte le anime. Cos&igrave; il Signore ci porter&agrave;, con la sua grazia,<br \/>\nsempre avanti, come quando facevamo i primi esercizi per imparare a<br \/>\nscrivere &mdash; ricordate le aste che tracciavamo nella nostra infanzia<br \/>\nsotto la guida della mano del maestro? &mdash; e cos&igrave; assaporeremo la gioia<br \/>\ndi manifestare la nostra fede, altro dono di Dio, anche per mezzo di<br \/>\nun&#8217;autentica vita cristiana, nella quale tutti possano riconoscere<br \/>\nchiaramente le meraviglie divine.<\/p>\n<p>Egli &egrave; Amico; &egrave; l&#8217;Amico! <i>Vos autem dixi amicos<\/i>. Ci chiama<br \/>\namici ed &egrave; stato Lui a fare il primo passo; ci ha amati per primo. Non<br \/>\nimpone tuttavia il suo amore: ce lo offre. Ce lo dimostra con il segno<br \/>\npi&ugrave; evidente dell&#8217;amicizia: <i>Nessuno ha un amore pi&ugrave; grande di questo: dare la vita per i propri amici<\/i>.<br \/>\nEra amico di Lazzaro e pianse per lui, quando lo vide morto: e lo<br \/>\nrisuscit&ograve;. Se ci vede freddi, svogliati, forse con quella rigidit&agrave; che<br \/>\n&egrave; propria di una vita interiore che vien meno, il suo pianto sar&agrave; per<br \/>\nnoi vita: <i>Io te lo comando, amico mio, alzati e cammina<\/i>, vieni fuori da questa vita angusta, che non &egrave; vita.<\/p>\n<p>94 Termina la nostra meditazione del Gioved&igrave; Santo. Se il Signore ci<br \/>\naiuta &mdash; e Lui &egrave; sempre disposto, basta che gli apriamo il cuore &mdash; ci<br \/>\nvedremo spinti a corrispondere a ci&ograve; che &egrave; pi&ugrave; importante: amare. E<br \/>\nsapremo diffondere questa carit&agrave; fra gli uomini per mezzo di una vita<br \/>\ndi servizio. <i>Vi ho dato, infatti, l&#8217;esempio<\/i>,<br \/>\ninsiste Ges&ugrave;, parlando con i discepoli dopo aver lavato loro i piedi,<br \/>\nla sera della cena. Rimuoviamo dal cuore l&#8217;orgoglio, l&#8217;ambizione, i<br \/>\ndesideri di dominio; e regneranno in noi, ben fondate nel sacrificio<br \/>\npersonale, la pace e la gioia.<\/p>\n<p>Per finire, un pensiero di amore filiale per Maria, Madre di Dio e<br \/>\nMadre nostra. Perdonatemi se racconto ancora un ricordo della mia<br \/>\ninfanzia: si tratta di un&#8217;immagine che si diffuse molto nella mia<br \/>\nterra, quando san Pio X dette un impulso notevole alla pratica della<br \/>\ncomunione frequente. Raffigurava Maria nell&#8217;atto di adorare l&#8217;Ostia<br \/>\nSanta. Oggi, come allora e come sempre, la Madonna insegna a metterci<br \/>\nin rapporto con Ges&ugrave;, a cercarlo e a riconoscerlo nelle diverse<br \/>\ncircostanze della giornata e, in modo particolare, in questo istante<br \/>\nsupremo &mdash; in cui il tempo si unisce all&#8217;eternit&agrave; &mdash; del Santo Sacrificio<br \/>\ndella Messa: Ges&ugrave; con gesto di Sacerdote eterno attrae a se tutte le<br \/>\ncose, per porle, <i>divino afflante Spiritu<\/i>, con il soffio dello Spirito Santo, alla presenza di Dio Padre.\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n&nbsp;\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\nFonte Audio\/Testo: Opus Dei&nbsp;\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-121","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-audio-cattolici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/121","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=121"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/121\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=121"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=121"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.cercoiltuovolto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=121"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}